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Intensa ed emozionante laurea all’Università di Catania

Qualsiasi studente universitario immagina il giorno della propria laurea come un momento unico da ricordare, il traguardo perfetto dopo tanti anni di studio, di sacrificio.

Un momento quasi magico, fatto di strette di mani, abbracci, carezze e baci che in questo tempo di covid-19 mancano tanto.

Stefano Orlando, oltre a essere uno studente del corso di laurea magistrale in ingegneria meccanica dell’Università di Catania, è un ragazzo  impegnato nella politica universitaria.

È stato, tra l’altro, rappresentante degli studenti sia nel suo corso di laurea sia anche al senato accademico.

Il neo dottore ha discusso, in video conferenza la sua tesi di laurea dal titolo: “Analisi di scenario a supporto delle decisioni nelle gestioni di progetti impiantistici: il caso di un policlinico universitario” 

Come avevi immaginato il giorno della tua laurea magistrale?

“Lo immaginavo simile a quello della laurea triennale nelle modalità, ma più intenso a livello emozionale, trattandosi dell’effettiva conclusione del mio percorso di studi universitari”.

Come è stato realmente?

“Intenso ed emozionante sicuramente, vuoi per l’evento in sé, vuoi per il contesto, un traguardo della mia vita raggiunto in un clima surreale. Inizialmente non ho compreso appieno la straordinarietà di ciò che stavo vivendo, o meglio, forse si, le revisioni a distanza con il relatore, il confronto telefonico con il correlatore e altri piccoli gesti cambiavano la normale routine di un laureando, ma essendo concentrato nella consegna della tesi, mi sono reso effettivamente conto che la mia laurea sarebbe stata “diversa” solo pochi giorni prima, quando ho smesso di rincorrere le scadenze e mi sono fermato a riflettere un po’. Mi sarebbe piaciuto vivere una seduta di laurea classica, gesti come la stretta di mano con la commissione hanno un grande valore simbolico, a maggior ragione per chi come me ha avuto modo di conoscere in maniera approfondita i docenti, essendo stato per tanti anni un rappresentante degli studenti, tuttavia, considerato il periodo, mi reputo fortunato ad aver avuto la possibilità di completare il mio percorso accademico”.

Insolita l’attesa e la preparazione dell’evento?

“Un mese fa le lauree a porte chiuse, poi per alcuni giorni la totale sospensione dell’attività didattica, dopo ancora la possibilità di laurearci grazie alla didattica a distanza, si, sicuramente un’attesa insolita, così come la preparazione. Io, come gli altri colleghi, abbiamo sospeso la programmazione di qualunque festeggiamento, vivendo le nostre giornate in attesa di comunicazioni che arrivavano o dal Governo o da nostro Ateneo. Sono stato in contatto con gli uffici del mio Dipartimento anche durante il weekend e, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, non posso che ringraziare tutti coloro che si sono adoperati senza sosta per rendere possibile la seduta di laurea.

Un piccolo aneddoto: il 6 marzo ho comprato il vestito per la laurea che avrei dovuto ritirare qualche giorno dopo, ebbene, la laurea è passata ed io il vestito non l’ho ancora potuto ritirare”.

C’era qualcosa a cui tenevi particolarmente?

“Poter avere al mio fianco la mia ragazza, ma non è stato possibile, almeno fisicamente, e coinvolgere virtualmente tutte le persone che avrei voluto accanto a me”.

Chi era accanto a te virtualmente e realmente?

“Realmente i miei genitori e mio fratello, virtualmente tantissime persone, la mia ragazza, che mi ha anche spedito un tocco da indossare dopo la proclamazione, i miei parenti e tantissimi amici, tutti coinvolti tramite una diretta su Facebook. Paradossalmente ho potuto raggiungere più persone rispetto a quanto sarebbe stato possibile durante una tradizionale seduta di laurea”.

Sogni nel cassetto?

“Poter raggiungere una piena realizzazione personale e professionale, preferibilmente qua in Sicilia. Avere una stabilità che mi consenta di guardare con serenità al futuro realizzando qualcosa di socialmente utile”.

Come è difficile in questo momento trovare lavoro? Soprattutto al sud, con le aziende chiuse e con i lavoratori in cassa integrazione?

“Al momento molte aziende sono ferme, come dici tu in questi giorni la preoccupazione di molti datori di lavoro è quella di trovare un modo per affrontare questa crisi e magari non stanno valutando di ampliare il proprio organico, ma serve un po’ di ottimismo ed io per primo sto cominciando a guardarmi intorno per valutare eventuali opportunità. Spero che a breve potremo uscire tutti da questa situazione e che, sebbene gradualmente e con le opportune precauzioni, le aziende possano ricominciare a lavorare”.

Che ne pensi dell’Esame di Abilitazione in questo periodo, considerando che per i medici è stato abolito?

“Anche su questo attendiamo indicazioni, per i medici è stato fatto un ragionamento dettato dal coinvolgimento diretto di questa categoria nella lotta al Coronavirus, tuttavia spero che questo periodo storico possa essere uno stimolo per avviare un’azione politica che punti a modificare le modalità di conseguimento dell’abilitazione professionale. Mi piace pensare a delle lauree abilitanti, a qualcosa che snellisca l’accesso dei giovani al mondo del lavoro, permettendoci di competere meglio con i nostri colleghi europei e del resto del mondo”.

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