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A Misterbianco torna a risplendere la statua della Madonna di Lourdes.

È tornata all’antico splendore la statua della Madonna di Lourdes custodita presso la Parrocchia S. Maria delle Grazie di Misterbianco.

A restaurare la statua è stato il Prof. Angelo Zuccarello, noto per la sua vena artistica e la passione per il restauro di opere d’arte.

La Statua della Madonna di Lourdes venne acquistata negli anni 50 dalla GIAC, (Gioventù Italiana di Azione Cattolica) della Parrocchia S. Maria delle Grazie di Misterbianco nella persona dell’allora presidente, Geom. Natale Puglisi, quando parroco della Chiesa Madre era il Sac. Giuseppe Scuderi.

Nel mese di maggio, mese dedicato al culto della Vergine Maria, la statua della Madonna veniva portata nei vari quartieri della Parrocchia ed ospitata nelle case private dove veniva recitato il Santo Rosario, la coroncina e venivano eseguiti i tradizionali canti mariani.

In particolare, dai ricordi di Angelo Zuccarello, la statua visitava le abitazioni di via Municipio angolo via Manzoni dove vi era la bottega di alimentari delle signorine Zuccarello, in via Manzoni dalla sig.na Rosa Managò, in via Matteotti dalle sig.ne Caruso (“i cammunu russu”), in via Vespri (“nto zu Giuvanni Canceddu”) e poi in via S. Giuseppe, in via Plebiscito ed in altri quartieri della Parrocchia.

Il restauro della statua in gesso si è reso necessario, come afferma Angelo Zuccarello, “perché l’immagine della Madonna appariva deteriorata in molte parti: sulla fronte, nel manto anteriore, posteriore e con il colore sgretolato ed in certi punti scomparso a causa dell’umidità”.

Nello stesso periodo, negli anni 1953 – 1954 venne costruita, con alterne vicende di demolizione e ricostruzione dovute alla diatriba tra il parroco e il sindaco di allora, la grotta della Madonna di Lourdes con l’immagine di S. Bernadette, dietro la chiesa Madre, in via Cairoli.

In quel periodo, era molto viva la devozione mariana e fu organizzato un pellegrinaggio a Lourdes.

Il luogo della grotta, veniva curato dalla Parrocchia; in particolare era proprio il presidente della GIAC, Geom. Natale Puglisi, che abbelliva lo spazio antistante con un laghetto e con i pesci rossi che si vedevano nell’acqua limpida che scorreva dalla roccia.

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