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I.C. LEONARDO SCIASCIA

“FRANCISCUS”, IL PAPA DEI GIOVANI TRA I GIOVANI

Bambini, oggi parliamo di un alpinista che ha scalato la montagna più imponente che esista: la vita. Il discepolo, silenzioso, si è arrampicato sulle pareti scoscese ed è arrivato, con animo affaticato ma consapevole, fin su la sospirata vetta per ascoltare il dolce sussurro dell’Universo e portare nel mondo l’unica verità possibile: l’amore infinito e senza barriere che muta l’Io in Noi.  Quest’uomo è sua Santità Papa Francesco che, con determinazione, ha saputo per tale nobile obiettivo, guardare dritto in faccia anche il progresso; assegnandogli il suo più vero compito: l’espansione della comunicazione reale, umana, spirituale che arrivi al cuore di ogni uomo. Giungono alla memoria gli Apostoli che di terra in terra evangelizzavano popoli e San Francesco di Sales che, attraverso i volantini, divulgava la parola fra più genti. La storia della chiesa è ricca, da secoli, di questi esempi e non deve dunque stupire se ai giorni nostri, con prudenza, ha allargato i suoi orizzonti con Benedetto XVI presente su Twitter e Papa Francesco che sbarca su Instagram con il profilo “Franciscus”; 9 lingue e numeri da record che certificano la scelta vincente di una “parola” che fa il giro del mondo in 24 ore. Un linguaggio intriso di giustizia, di parità, di altruismo, di unione; una instancabile difesa degli umili, dei poveri, dei sofferenti, degli abbandonati. Leggete e riflettere bambini e poi ne riparleremo. Trascorrono le settimane e un giorno gli alunni della 5H si presentano con una lettera indirizzata al nostro pontefice.

“Caio Padre Santo, grazie per il tuo grido d’amore per tutti noi e per il tuo urlo contro i mali e le ingiustizie. Grazie perché l’uso corretto dei social può divulgare al mondo, in un istante, la verità delle cose, degli eventi e della vita. Siamo tutti figli di una unica Sorgente d’Amore che può arrivare a tutti i cuori e che a noi sembra una bandiera alta fino al cielo che esalta quella compassione che allarga le menti e i cuori e ci fa sentire vicini anche a chi vive all’altro capo del mondo. Tu combatti per una parola vincente che è “Noi”, perché senza questa parolina, magica, non esiste la vera vita e anche la natura si rattrista e si spegne. Invece “Noi”, significa le famiglie unite, l’armonia con i compagni, il conforto a chi è abbattuto, l’amore per i sofferenti ed i bisognosi. La gioia di essere parte dell’altro e, persino, del passante a cui offri il tuo sorriso al mattino. I tuoi discorsi girano il mondo e ci rendono più forti per contrastare, sin da ora, i soprusi, la fame e la violenza. E questo lo fai, con tanti popoli, usando bene i social perché sei moderno ma sai combattere contro la parola falsa e bugiarda.  Abbiamo conosciuto quante guerre ci sono nel mondo e le tante altrettante ingiustizie, ed è per questo che noi speriamo che i popoli poveri come quelli, per esempio, dell’Asia, America Latina, Africa, possano avere il prima possibile un vaccino contro il Covid-19 e le adatte cure mediche. Speriamo anche che la parola ben utilizzata allontani l’ingiusto, il malvagio e l’irresponsabile, che addolcisca i potenti, che spariscano per sempre le differenze sociali ed economiche e che tutti, soprattutto, i bambini possano avere il cibo, le medicine e l’acqua. Che la comunicazione giusta, sia esempio, come dici tu, di amicizia sociale che unisca gli uomini in un’unica realtà: l’Amore. Questo è il vero progresso e tu, come San Francesco, trasmetti umilmente una potente passione che annulla le barriere fra ricchi e poveri, tra sani e malati, fra cattolici e musulmani e fra atei e credenti. Questa brutta malattia, il Covid-19, come dici tu, ha fatto venire fuori insicurezze, paure e tanta solitudine anche in noi bambini; ma anche la necessità di scoprire o riscoprire quella fraternità che sconfigga, come dice la maestra, le ombre di un mondo chiuso, fatto di guerre, di prevaricazione, di perversioni, di egoismo e di indifferenza. Le mani, come dici tu, non dobbiamo tenerle in tasca ma tenderle verso chi ha bisogno. La “parola” che ci doni, è più veloce di un aereo, più forte di Superman, è profonda come il mare, profumata come i fiori, infinita come il cielo. E allora, caro Papa, Il nostro cuore ha capito perché hai scalato la montagna più alta che ci sia: per portarci l’infinita tenerezza di Dio”.

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