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ATTUALITA'I.C. LEONARDO SCIASCIA

IDENTIKIT DEL BULLO. SE LO CONOSCI, LO AIUTI A CAMBIARE!

È aggressivo, impulsivo, scarsamente empatico e incapace di stabilire relazioni positive.

Possiede un’elevato livello di autostima, ha una bassa tolleranza alla frustrazione e ha molta difficoltà a rispettare le regole.

Questo è l’identikit, generico, di tutti coloro che amano dominare i deboli senza comprendere che il vero debole è chi usa la violenza e non il confronto leale e mite.

Il 15 Marzo 2021, nell’ambito del “Progetto Legalità” si è tenuto l’incontro online a cui hanno partecipato, oltre la 5ªF, diverse classi dell’Istituto Leonardo Sciascia di Misterbianco.

Gli alunni si sono mostrati molto affascinati dalle parole e dalle risposte del nostro prestigioso ospite: il Tenente Pasquale Cuzzola della Tenenza Carabinieri di Misterbianco che ci ha parlato di Bullismo e Cyberbullismo. Nei giorni a venire, soddisfatti e con le idee più chiare, gli alunni della 5ªE hanno espresso, per iscritto, idee, pensieri e scelte su una vera piaga sociale che bisogna essere pronti ad affrontare.

Il Capitano ci ha spiegato come riconoscere un bullo, come difenderci e come difendere chi diventa una vittima prescelta. Questi bambini sono, quasi sempre, timidi, timorosi,sensibili e non sanno reagire; i bulli, invece, pensano di essere superiori a loro e, anzi, si organizzano in gruppi. Il capo, l’aiutante che agisce e, infine, i sostenitori che rinforzano il capo.

Ma come ci ha detto il comandante, bisogna parlare con i genitori e con gli insegnanti o con chi ci fidiamo. Noi pensiamo che il bullo sia un essere molto crudele che si sente forte e sicuro solo quando domina qualcuno, quando strattona, quando mette in ridicolo o quando distrugge le cose degli altri. Una persona insolente che utilizza l’unica arma di sopravvivenza che conosce: la violenza.

Ma se usa quest’arma per stare bene è perché è molto insicuro e ha molta paura e, come dice il nostro ospite, non si sa confrontare con gli altri ma può solo prevaricare per superare la paura. Noi dobbiamo denunciare ogni forma di violenza come il bullismo che diventa, spesso, cyberbullismo; un fenomeno che sta crescendo molto tra i giovanissimi e che si manifesta con lo scopo di mortificare la vittima con foto umilianti, minacce e messaggi offensivi diffusi sui social network e chat.

Un fenomeno che ha portato diverse vittime e reazioni tragiche. Noi abbiamo capito che dobbiamo, se dovesse capitare a noi,denunciare queste persone perché il silenzio è un’arma potente per il bullo. Abbiamo anche compreso che se ci dovessimo trovare in questa situazione come spettatore, sceglieremo di essere spettatori positivi per intervenire attivamente e reprimere la violenza in atto.

Il comandante di ha anche detto che, in realtà, il bullo è una persona con dei grossi problemi che possono essere: familiari, sociali o di altra natura; che esercita violenza perché vive un forte malessere personale e rabbiosamente vuole far soffrire gli altri imponendo la propria volontà per acquisire sicurezza e stima.

Noi speriamo che ci saranno leggi che salvaguardino e tutelino la vittima e che possa essere aiutato chi sbaglia perché la sua vita possa essere liberata dalle incertezze e dalle paure che fanno molto soffrire tutti gli esseri umani.

I “Cronisti per Passione” della 5ªE

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