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Settimana sociale dei cattolici, protagonista il vescovo Raspanti:”Sempre più consapevolezza”

Questa settimana sta passando per quella “dell’eruzione dell’Etna“, ma nel frattempo avvengono tanti eventi sociali, culturali e istituzionali importanti, uno di questi è sicuramente la “Settimana sociale dei cattolici” a Trieste, che ha visto protagonista il vescovo di Acireale Antonino Raspanti.

Il vescovo di Acireale Antonino Raspanti

Il messaggio del vescovo di Acireale Antonino Raspanti

Stiamo per concludere la cinquantesima settimana sociale dei cattolici in Italia. Sono stati giorni pieni di iniziative di tutti i tipi, cioè dalle relazioni, al tanto tempo dei laboratori, i gruppi di studio che ci sono stati concessi per ascoltarci, proporre, tirare fuori idee, dibattere nelle piazze della democrazia, cioè degli eventi pubblici che hanno coinvolto anche tutti i cittadini che volevano, chi arrivava da fuori, non solo i delegati delle diocesi, i concerti la sera, alle opere d’arte messe in evidenza, alle buone pratiche negli stand che tantissime diocesi hanno portato.

La democrazia, la partecipazione, è qualcosa di cui prendiamo sempre più consapevolezza, che non si trasmette quasi automaticamente, ma è necessario coltivarla, è necessario educarsi ad essa, è necessario curarla come si fa con i piccoli che si fanno crescere lentamente e si portano a maturazione. Quindi soprattutto i giovani hanno bisogno maggiormente di essere ascoltati e rieducati a qualche cosa che magari noi abbiamo ricevuto decenni fa dai nostri genitori che hanno creato in Italia la democrazia repubblicana.

Tutto questo, oggi, appunto deve passare veramente di generazione in generazione, da cuore a cuore, da mente a mente, da fratello a sorella. Tutto ciò ci impegna come cattolici, perché abbiamo a cuore la cittadinanza, abbiamo a cuore le sorti dei territori che abitiamo, delle città nelle quali viviamo.

Il Comitato, aspettando ancora la parola del Santo Padre domani, sta raccogliendo tutto l’enorme materiale che è venuto fuori da questi tre quattro giorni, lo rielaborerà e ce lo riconsegnerà in settembre prossimo. Da quel momento i cammini diocesani cercheranno di appropriarsi, lo faremo anche noi per la nostra diocesi, forse anche per la nostra regione siciliana. Raccoglieremo questi risultati e insieme discuteremo, dibatteremo, cercheremo di capire in che misura potremo far frutto e tesoro delle cose, delle idee che abbiamo qui dibattuto, delle cose che abbiamo imparato, dagli scambi, dalla fraternità, dagli incontri con gli altri, dalle cose sentite.

Comunque è una grande esperienza dalla quale ringrazio il Comitato Nazionale, la Conferenza Episcopale Italiana e poi tutti quelli che hanno partecipato al lavoro e all’uscita“.

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