
Riforma della Giustizia, la testimonianza di Villardita:”Garanzia”
Uno dei capisaldi del programma politico di Forza Italia fin dalle origini è stata la “Riforma della Giustizia” e continua ad esserlo, motivo per cui a livello regionale sono stati indetti degli incontri sull’argomento a Palermo, con la testimonianza diretta del vicecoordinatore provinciale catanese, vicepresidente del Maas e naturalmente avvocato e giurista vizzinese Antonio Villardita, insieme a molti altri dirigenti e amministratori regionali del partito.

La testimonianza di Antonio Villardita
“Oggi a Palermo il primo di una lunga serie di incontri promosso da Forza Italia sulla “Riforma della Giustizia“. Questa è indubbiamente una Riforma a tutela e a garanzia del cittadino. La Riforma prevede una netta demarcazione tra Magistratura inquirente e Magistratura giudicante che consentirà senza dubbio ai magistrati di potere operare in maniera più specifica ognuno nel proprio ruolo oltre a garantire una certa e superiore imparzialità del giudicante e dunque una maggiore tutela per il cittadino. Chi parla di Riforma contro qualcuno o qualcosa lo fa in maniera pretestuosa considerato che la separazione delle carriere è già da tempo principio cardine e fondamento di moltissimi sistemi democratici europei ed essa funge quale presidio di garanzia per chi subisce un processo. La sua attuazione non farebbe altro che incentivare e coadiuvare la realizzazione di quanto già previsto dalla Carta Costituzionale in tema di processo penale e cioè che lo stesso deve svolgersi in condizioni di contraddittorio paritario di fronte ad un giudice terzo ed imparziale. Inoltre non è prevista alcuna subordinazione del pm al potere esecutivo e dunque, le condizioni di autonomia e indipendenza verranno naturalmente mantenute e per certi versi addirittura rafforzate. Inoltre accanto alla separazione delle carriere la Riforma prevede un nuovo criterio di elezione per i membri del Csm basato sul sorteggio che metterebbe dunque fine al sistema politico delle correnti. Insomma una riforma nell’interesse esclusivo del cittadino e dei suoi diritti“.
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