
Piano regolatore portuale, la posizione del M5s:”Nulla di ambizioso”
Il Movimento Cinque Stelle catanese per mezzo dei suoi consiglieri comunali Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio e il rappresentante del gruppo territoriale Catania centro e Librino Davide Niki Cadili raccontano la loro posizione ed esperienza durante il voto in consiglio comunale sul Piano regolatore portuale.
La testimonianza dei dirigenti del Movimento Cinque Stelle
“Durante la votazione per il nuovo Piano regolatore portuale abbiamo protestato in aula con uno striscione “stopcemento“, per esprimere la contrarietà a ciò che poteva essere un nuovo modello di sviluppo del porto di Catania, attualmente un’infrastruttura ibrida e mal gestita non aperta alla Città, e che invece si è trasformata nell’ennesima colata di cemento sul nostro mare. Il nuovo Piano regolatore portuale non ha nulla di ambizioso, ma si limita a cristallizzare la configurazione odierna e ad amplificarne i difetti. La maggioranza parla di passo storico, non sapendo, o facendo finta di non sapere, che il parere espresso da Palazzo degli Elefanti ha tutta l’aria di un contentino di cui l’Autorità portuale può tranquillamente non tenere conto. Parere espresso in fretta e furia in otto giorni, col colpevole ritardo dell’amministrazione che ha inviato la proposta al consiglio solo il 7 marzo. Mettendo da parte gli errori, le lacune, il contrasto palese con le leggi e gli strumenti pianificatori vigenti non abbiamo condiviso il progetto nella sua interezza. A nostro avviso infatti andava fatto il coraggioso passo di spostare gradualmente tutta la zona commerciale ad Augusta, recuperando spazi per un vero porto turistico integrato con la Città, riaprendo la parte chiusa al pubblico, che attualmente funge da vera e propria barriera tra il centro e la Plaia, ed evitando di inventare inverosimili soluzioni a Sud e a Nord per ampliarsi. Unica nota positiva l’approvazione di due nostri emendamenti che impegnano a tener fuori dal piano e a salvaguardare la Scogliera D’Armisi e la foce del fiume Acquicella, impedendo ogni ulteriore cementificazione in quelle aree“.