Si è conclusa la terza edizione del Festival Letterario “Parola per Parola”, svoltosi a Belpasso dal 6 al 9 Maggio. L’iniziativa, incentrata sul tema “La parola che resiste“, ha trasformato il comune etneo in uno spazio attivo di confronto, apertura e condivisione tramite la letteratura.

Il Festival Letterario “Parola per Parola” ha avuto durata di quattro giorni lungo i quali si sono svolte svariati eventi e masterclass che avessero l’obiettivo di riconnettere il pubblico con tematiche sensibili tramite la parola scritta. Svariati momenti durante la kermesse hanno attirato l’attenzione dei visitatori quali l’incontro inaugurale del festival tenuto da Giovanni Iudice e moderato da Daniele Lo Porto; la presentazione dal titolo “Vedo quindi esisto” ha permesso al pubblico di avere una finestra sulla sua arte fragile, espressiva e sensibile.

Particolarmente seguita e apprezzata è stata la serata dedicata ad Andrea Camilleri, una delle firme nazionali contemporanee più importanti. L’incontro ha creato un dialogo aperto e profondo tra Giuseppe Dipasquale, il giornalista Marco Pitrella, gli attori David Coco e Angelo Tosto completato dalle letture di Agata Longo. Ne è emerso il lato più umano e interessante dello scrittore siciliano attivo sin quasi alla sua morte avvenuta nel 2019.

Di grande rilevanza anche i due incontri con il noto giornalista Mario Barresi e Vera Squatrito, madre della vittima di femminicidio Giordana Di Stefano. Il primo ha approfondito la rilevanza dell’intelligenza artificiale nel lavoro del giornalista, come oggi l’IA influenzi le fonti e come ciò debba portare il reporter a mettere in dubbio, a verificare la veridicità delle informazioni tenendo in considerazione la responsabilità di cui è investito. L’incontro con Vera Squatrito ha altresì toccato corde importanti, evidenziando l’importanza di una comunicazione rispettosa, responsabile nel suo esprimere le sensazioni. Questo momento, moderato da Katya Maugeri e Chiara Lucia Germanà, ha visto la lettura di passi del libro “Io sono Giordana. Il mio nome, la vostra memoria”, scritto insieme alla psicologa Elena Portale dalla madre della vittima.
È stato dato spazio anche al teatro con la presentazione del libro “Tuccio l’eterno”, dedicato alla vita di Tuccio Musumeci, personalità profondamente collegata al teatro. Altra incontro correlato al palcoscenico quello riguardante alla messa in scena dello spettacolo “È qui che si cominicia” scritto da Katya Maugeri e diretto da Antonio Girgenti.
Rilevante infine la performance realizzata dagli studenti dell’Istituto Redi di Belpasso che hanno riportato in vita una generazione passata tramite “La parola che resiste”.
Chiamato a esprimere il proprio pensiero sul Festival il sindaco di Belpasso Carlo Caputo ha evidenziato come il bilancio della terza edizione vada «ben oltre ciò che si può misurare. Certo, ci sono i numeri, le serate, gli ospiti, le scuole coinvolte, i partecipanti al concorso letterario arrivati da comuni diversi dal nostro, ma quello che resterà di questi quattro giorni è qualcosa di più: la qualità delle conversazioni che si sono generate, dentro e fuori i teatri, tra persone di ogni età. È stato un festival che non ha cercato il facile consenso. Ha scelto le parole difficili, violenza, dolore, memoria, identità e le ha messe al centro, con consapevolezza e con rispetto. Ha portato la Mail Art a dialogare con realtà che vanno oltre i nostri confini nazionali. Ha convolto i ragazzi a mettersi in gioco con la scrittura e il teatro»
«Questa edizione ha dimostrato quanto la parola possa ancora creare connessioni autentiche, generare confronto e trasformarsi in esperienza condivisa» aggiunge il direttore artistico Katya Maugeri. «Abbiamo costruito un percorso capace di unire generazioni, sensibilità e linguaggi diversi, mettendo al centro temi necessari e offrendo ai giovani uno spazio reale di ascolto, espressione e partecipazione».



