Nuova bocca eruttiva alla Valle del Bove: a quota 2550 metri, in prossimità del Monte Rittmann.
La situazione in essere
Sono in corso rilievi di terreno da parte di personale Ingv i cui esiti verranno comunicati appena possibile, mentre dal punto di vista sismico nelle ultime 24 ore il tremore ha mostrato un graduale lieve decremento dell’ampiezza restando nella fascia dei valori alti; le localizzazioni del tremore restano confinate in prossimità del cratere Voragine ad una quota di circa 3000 metri. Nello stesso periodo l’attività infrasonica è stata media sia per numero che per ampiezza degli eventi; le localizzazioni risultano anch’esse in corrispondenza del cratere Voragine.
Le reti di monitoraggio Gnss e Clinometrica non mostrano variazioni significative.
Gli aggiornamenti successivi
Proseguimento dell’intensa attività esplosiva al cratere Voragine, caratterizzata dall’alternanza di fasi di forte e minore intensità: le esplosioni sono prodotte da almeno tre bocche ubicate tra il cratere Voragine e il cratere di Sud Est; la bocca eruttiva apertasi in Valle del Leone (quota di 2750 metri circa) è attiva e alimenta un complesso campo lavico il cui fronte attivo, dopo avere oltrepassato Monte Simone, si è attestato a quota 1850 metri circa intorno alle 10:30, infine alle 09:28 si è aperta una nuova bocca eruttiva in Valle del Bove, nei pressi di Monte Rittmann, ad una quota di 2360 metri. L’evento è stato accompagnato dalla formazione di due modesti flussi piroclastici generati dal collasso e dalla rapida mobilizzazione del materiale incoerente smosso durante la formazione della bocca, quest’ultima ha prodotto un campo lavico il cui fronte più avanzato si è attestato a una quota di circa 2100 metri intorno alle 11:00.
Dal punto di vista sismico il tremore si mantiene nella fascia dei valori alti localizzato in corrispondenza del cratere Voragine ad una quota di circa 3000 metri; gli eventi infrasonici sono leggermente aumentati sia di numero che di energia e risultano localizzati in corrispondenza del cratere Voragine.
Le reti di monitoraggio Gnss e clinometrica non evidenziano variazioni significative. Le stazioni sommitali della rete clinometrica continuano tuttavia a registrare il cambio di tendenza iniziato il 6 agosto e già segnalato nei precedenti comunicati. La variazione massima, pari a circa 5,7 microradianti, è stata rilevata presso la stazione Cratere del Piano (Ecp).
Seguiranno aggiornamenti.
FOTO DI REPERTORIO



