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AciComics & Games 2026, presenti Favij e Lollolacustre

Al PalaVolcan andranno ancora una volta in scena gli AciComics & Games. Dal 18 al 20 Settembre il festival dedicato a fumetti, gaming, cosplay e cultura pop tornerà per l'edizione 2026 con ospiti del calibro di Lollolacustre e Favij e tantissime novità.
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Serata cover Sanremo: ecco le pagelle

Serata della cover di Sanremo consegnata agli archivi. L’edizione di quest’anno ci ha latsciato emozioni contrastanti , esibizioni esuberanti e innovative ed altre più classiche. Di seguito le pagelle della penultima serata della kermesse della canzone italiana.

Le pagelle dei protagonisti

Elettra e Las Ketchup: revival anni 2000 ben riuscito; 6,5

Eddie Brock e Fabrizio Moro: emozionante Fabrizio Moro, abituato alla presenza all’Ariston. Eddie Brock lievemente fuori tono. 5

Mara Sattei e Mecna: coinvolgenti ed emozionanti. Mara perfetta nell’accompagnare coi vocalizzi le parti rap di Mecna. Si completano; 7,5

Patty Pravo e Timofej Andrijashenko: classica commemorazione a Gino Paoli. La classe di Patty inneggiata dall’Ariston, accompagnata dalla leggiadria del Primo Ballerino della Scala, è senza tempo; 7

Levante e Gaia: rock, potenza ed espressione di emancipazione femminile alla sua massima espressione.  Non sbagliano una nota neanche a pagarle. Il bacio finale suggella un’interpretazione magistrale; 9

Malika Ayane e Claudio Santamaria: c’è potenziale in questo duetto ma forse Santamaria dà il suo meglio davanti la cinepresa rispetto che con un microfono in mano; 6

Bambole di Pezza e Cristina D’Avena: toni hard rock e pubblico dell’Ariston tutto in piedi, scosso dal torpore delle prime tre serate. Energiche e prepotenti. Inusuale, divertente e fuori dagli schemi la chiamata del maestro Enrico Mielozzi sul palco; 8,5

Dargen D’Amico e Pupo: Dargen sceglie la serata forse con maggiore visibilità per impegnarsi socialmente come sua consuetudine. Il messaggio per la pace lo riceveranno 12 milioni di italiani; 8

Tommaso Paradiso e gli Stadio: divertenti ed energici, Tommaso riacquista parte della verve apparentemente perduta durante questa edizione; 7,5

Michele Bravi e Fiorella Mannoia: intensi ma non coordinati vocalmente. Michele Bravi si aggrappa alla sua partner per portare a casa una prestazione altresì vacua; 5,5

Tredici Pietro, Galeffi, Fudasca&band: enorme sorpresa l’ingresso del leggendario Gianni Morandi, padre di Pietro, sul palco da lui dominato in tante edizioni di Festival. Sincronia padre-figlio ad alto livello. Bellissimo abbraccio di fine esibizione suggella un’ottima prestazione. 7,5

Maria Antonietta e Colombre e Brunori Sas: Intensi e bravi nel suonare i loro strumenti. Brunori aggiunge spessore agli esordienti; 7

Fulminacci e Francesca Fagnani: arrangiamento giocoso con parlato raffinato della Fagnani. La conclusione con “con che belva sei?” aggiunge brio. Promosso ma non stupefacente; 6,5

LDA, AKA Seven e Tullio De Piscopo: Ritmica, divertimento e coinvolgimento del pubblico. Promossi a pieni voti. 7,5

Raf e The Kolors: continua il revival anni ‘90/2000. Portare sul palco di Sanremo i ritmi di Gigi Dag è una scelta desueta ma funzionale. 6

J-Ax con Ligera County Fam.: portata tanta allegria all’Ariston, grande simpatia e sinergia; 6,5

Ditonellapiaga e Tony Pitony: divertimento estremo, performance completa di ottimo livello canoro, bellissima inclusione dell’orchestra. Trionfo del grottesco affermato sul palco più importante. 10

Enrico Nigiotti e Alfa: due degli artisti più sensibili dello scena italiana creano un duetto che regala calore piacevole; 7

Serena Brancale, Gregory Porter e Delia: Intensità, passionalità, raffinatezza. Trio raro e ben composto; 8,5

Sayf, Alex Britti e Mario Biondi: Brio, divertimento, blues e tantissimo ritmo. Il pubblico dell’Ariston si alza e balla insieme alla tromba di Sayf. Pazzeschi; 9

Francesco Renga e Giusy Ferreri: classica interpretazione di due grandi interpreti della canzone italiana; nessuna nota sbagliata ma poche nuove emozioni; 6

Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma: tantissima raffinatezza e dolcezza per uno dei brani cardine della musica italiana; 8

Samurai Jay con Belen e Roy Paci: non particolarmente azzeccata la scelta musicale né molto funzionale la presenza di Belen; 4

Sal da Vinci e Michele Zarrillo: estremamente romantica l’interpretazione di “Cinque giorni”. Grande stoffa per i due cantanti; 7,5

Fedez, Marco Masini e Hauser: La classe stasera la porta il violoncellista Hauser con partecipanti in gara non particolarmente incisivi. 5,5

Ermal Meta con Dardust: delicato, espressivo e con una voce che tocca dentro. Ottima performance; 7,5

Nayt e Joan Thiele: grandi aspettative non incontrate, l’impegno richiesto dal brano era alto dopotutto; 5,5

Luchè e Grignani: coppia male assortita e interpretazione vacua; li salva la vasta esperienza nel calcare palcoscenici; 4,5

Chiello con Saverio Cigarini: semplice ed efficace con contorno di delicatezza; funziona bene; 7

Leo Gassmann e Aiello: voci delicate e interpretazione di buon livello canoro; 6,5

A vincere la serata delle cover è stato lo spettacolo portato sul palco da Ditonellapiaga e TonyPitony. Sul podio insieme a loro il trio composto da Sayf, Mario Biondi e Alex Britti e Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma.

FOTO DI REPERTORIO