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HomeCronacaL'Etna si fa sentire a fine luglio: attività dal cratere Voragine

L’Etna si fa sentire a fine luglio: attività dal cratere Voragine

Luglio sta per finire, ma l’attività dell’Etna procede: si è osservata attività stromboliana in corrispondenza del cratere Voragine, con emissione di cenere in direzione Nord Ovest.

I dati emersi

L’ampiezza media del tremore vulcanico nel corso della giornata di oggi ha subito ampie oscillazioni portandosi nella fascia dei valori alti, e intorno all’01:30 ha subito un repentino incremento; le sorgenti sono localizzate nell’area dei crateri Voragine e Bocca Nuova ad una profondità di circa 3000 metri. L’attività infrasonica è bassa e le sorgenti degli eventi sono localizzate nell’area del cratere Nord Est, mentre si registra una leggera variazione alla stazione dilatometrica di Druv.

Per lo scalo aeroportuale catanese non sono previste chiusure al momento.

Gli aggiornamenti avvenuti

Attraverso l’analisi delle immagini della rete di telecamere dell’OE, si è osservato intorno alle 07:59 un piccolo flusso piroclastico dal cratere Voragine, che si è diretto verso la Valle del Bove; l’attività stromboliana dal cratere Voragine ha subito una graduale intensificazione nel corso della mattinata, evolvendo verso un’attività molto sostenuta fino a fontana di lava. A partire intorno dalle 07:00 l’emissione di cenere è notevolmente aumentata, alimentando una nube che ha raggiunto un’altezza di circa 7 chilometri sul livello del mare e che si propaga in direzione del quadrante occidentale del vulcano, segnalando ricadute di cenere su Bronte. Dalle 08:30 circa, l’attività è gradualmente diminuita ed attualmente è molto modesta, mentre permane una intensa emissione di cenere.
La sorgente del tremore fino alle 07:00 circa è stata localizzata in un’area poco ad ovest dei crateri Voragine e Bocca Nuova e successivamente al primo dei due a profondità di circa 3000 metri, per quanto riguarda l’attività infrasonica, a partire dalle 04:30 circa, sono stati osservati eventi di media energia localizzati nell’area del cratere Voragine, e attualmente essa è su un livello basso.
Dal punto di vista delle deformazioni il dilatometro Druv ha registrato, a partire dalle 01:30, una decompressione di circa 60 nanostrain. La stazione clinometrica sommitale di cratere Del Piano (Ecp)  ha registrato nello stesso periodo una variazione di circa un microradiante.

La situazione serale

Intorno alle 18:49 è iniziata un’attività effusiva nell’alto settore della Valle del Leone, ad una quota di circa 2700 metri; continua l’attività stromboliana dal cratere Voragine, che produce un’effusione lavica che si riversa all’interno del cratere Nord Est ed una emissione di cenere che si propaga in direzione Sud Ovest. Si segnala infine una ricaduta di cenere nella zona di Monte Denza.
L’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta su valori alti con una tendenza all’aumento e a partire dalle 17:00 UTC ha mostrato un repentino incremento, raggiungendo il picco massimo alle 18:00 circa. La sorgente del tremore è stata localizzata, fino alle 17:00 nell’area del Cratere Voragine a circa 3000 metri e successivamente tra l’area della Voragine e della Bocca Nuova. L’attività infrasonica ha mostrato un incremento a partire dalle 17:10, con un tasso di accadimento che alle 18:00 circa ha raggiunto un valore molto elevato e attualmente è in decremento. Le sorgenti degli eventi sono localizzate al Cratere Voragine.
Dal punto di vista delle deformazioni la stazione dilatometrica di Druv ha registrato, a partire dall’inizio dell’attività, una decompressione di circa 180 nanostrain. La stazione clinometrica sommitale di cratere Del Piano (Ecp) ha registrato nello stesso periodo una variazione di circa 2.5 microradianti.

Seguiranno aggiornamenti.

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