L’Università degli Studi di Catania “guarda” all’annata appena trascorsa, che ha visto al primo anno di mandato del rettore Enrico Foti ed analizza le cifre in contesto: tredicimila nuovi iscritti complessivi al primo anno e, tra gli studenti delle lauree magistrali biennali, una crescita superiore al 25 per cento ed altro ancora.
Le testimonianze dei dirigenti
«A un anno dall’inizio del mio mandato – ha premesso Enrico Foti -, ritengo doveroso rendere conto del lavoro svolto insieme alla governance e all’intera comunità dell’Università di Catania, del valore generato e dell’impatto delle scelte e delle azioni intraprese. È un esercizio di responsabilità e trasparenza che ci consente di misurare il percorso compiuto, valutare i risultati raggiunti e individuare con chiarezza quanto resta ancora da realizzare. In questo primo anno – ha aggiunto il rettore, ricordando con molta emozione anche le iniziative per il reinserimento degli studenti detenuti e l’accoglienza a giovani palestinesi nell’ambito del programma Iupals – abbiamo posto le basi di un processo di cambiamento che intendiamo consolidare, con l’obiettivo di rendere l’Università di Catania sempre più attrattiva, aperta al territorio e capace di generare opportunità concrete. La direzione resta quella tracciata dal nostro programma rettorale: creare le condizioni affinché i giovani possano scegliere di studiare, crescere e costruire il proprio futuro professionale in Sicilia».
«Governare un sistema complesso come l’ateneo, tra amministrazione ordinaria e straordinaria, non è mai un’impresa semplice – ha aggiunto la prorettrice Lina Scalisi –. Il report che rendiamo oggi disponibile racconta tutti gli obiettivi raggiunti, ma nasce da un gesto fondativo: aver fatto del progetto elettorale il documento programmatico dell’amministrazione, adottato fin dalla prima seduta degli organi di governo. I numeri delle iscrizioni ci dicono che il traguardo di fermare la fuga dei talenti è alla nostra portata, così come quello di garantire un livello di servizi omogeneo alle studentesse e agli studenti delle sedi diffuse di Ragusa, Siracusa e Troina. Abbiamo inoltre dato vita all’Hub della formazione, dell’orientamento e del placement, per accompagnare le nostre iscritte e i nostri iscritti dal primo ingresso in aula fino alla soglia del mondo del lavoro, restando poi legati all’Ateneo grazie all’associazione Alumni – ha concluso Lina Scalisi -. Alla radice di tutto c’è una convinzione: solo l’intreccio tra saperi scientifici e umanistici, nella formazione come nella ricerca, può darci gli strumenti per affrontare le sfide di un tempo così complesso».



