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Lettera di Ugl Comunicazioni sullo status delle poste in provincia di Catania. Summa:”per il potenziamento del personale”

Il segretario provinciale di Ugl Comunicazioni Simone Summa ha mandato una lettera riguardo dei disagi avvenuti dentro alcuni uffici postali in provincia di Catania, indirizzandola alla catena di comando regionale aziendale.

Le dichiarazioni del segretario Ugl Comunicazioni Simone Summa

Non c’è giornata lavorativa in cui, soprattutto nelle filiali dei centri più popolosi, i lavoratori di Poste (a cominciare dal direttore per finire agli impiegati applicati al front end) non si trovino a dovere affrontare un’emergenza. La madre di tutte le problematiche è quella legata alle lunghe code di utenti che, nonostante l’incremento dei servizi erogati dal portale web, delle applicazioni per smartphone e dei totem informativi e dei sistemi di prenotazione, è rimasta irrisolta. Nel contempo, Poste ha anche implementato nuove offerte per l’utenza e continua a svolgere, per conto dello Stato, attività di interesse sociale come ad esempio la consegna della carta acquisti “Dedicata a te” e della nuova carta di inclusione. Il tutto senza quell’indispensabile aumento di personale allo sportello che avrebbe evitato le ormai note difficoltà. Questo perché, negli ultimi anni, il numero di unità assunte non è riuscito a coprire adeguatamente la quantità di lavoratori andati via per pensionamento o per incentivo all’esodo. In un simile conto, non sono neanche considerate le fisiologiche assenze di dipendenti per infortunio, malattia, trasferte e corsi di vario genere, senza contare i congedi e le ferie. Su quest’ultimo istituto contrattuale, si è raggiunto anche il paradosso poiché nel 2023 l’azienda ha stabilito l’obiettivo del conseguimento dello zero alla voce “ferie anno corrente”. Tutto ciò ha contribuito a creare il caos, ponendo anche a rischio la regolare apertura in sicurezza di filiali nel territorio catanese, per evitare di accumulare residui di tre o quattro giorni di ferie quando in altri reparti aziendali l’accumulo che viene riportato nell’anno successivo è in doppia cifra! Le poche unità rimaste si sforzano per espletare i servizi all’utenza nel migliore dei modi, con ruoli interni che spesso saltano e non è difficile trovare direttori seduti allo sportello a sostituire sportellisti assenti. Vogliamo ricordare, tra l’altro, che il ricorso ai distacchi dati ai dipendenti, per andare a tappare i buchi, devono essere straordinari e non appartenere all’ordinaria amministrazione giornaliera. La conseguenza di tutto è uno stato di assedio per i lavoratori, che si trovano davanti cittadini sempre più esasperati dalle lunghe attese dovute sia alla complessità di alcune operazioni, ma anche per l’apertura di pochi sportelli rispetto a quelli effettivamente disponibili. Qualche utente, incontrollato, nei giorni scorsi ha alzato i toni arrivando a minacciare l’operatore di sportello con l’utilizzo di un paletto separatore ed un altro è riuscito a risalire al numero di cellulare di un collega al quale ha inviato messaggi minatori. Costringendo il dipendente a dover cambiare numero e valutare il trasferimento dalla sede di lavoro, per poter preservare la propria incolumità personale. In questo modo non può di certo continuare, poiché il confine tra la minaccia e l’azione è ad un passo e noi temiamo seriamente che possano esserci gravi conseguenze. Rivolgiamo quindi a Poste Italiane un nuovo accorato appello, dopo quello di inizio mese, affinché intervenga senza indugio a protezione dei propri dipendenti trovando le soluzioni più celeri per il potenziamento del personale di sportello con nuove assunzioni”.

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