Dall’apertura della porta Santa è già passato un anno. A cambiare, auspicabilmente, non è solo lo spirito e la cristianità nel mondo ma pure il Santo Padre che dovrà inverosimilmente chiuderla. Ad Acireale le considerazioni finali le fa monsignor Raspanti.
Il vescovo Raspanti: «La speranza cristiana apre il cuore all’eternità e alla bellezza pensata da Dio per ciascuno».
Si è tenuto domenica 28 dicembre il Giubileo della Speranza nella Diocesi di Acireale, aperto l’anno scorso. Perdono, conversione e speranza le linee guida spirituali consegnate ai fedeli.
La celebrazione conclusiva nella Basilica Cattedrale “Maria Santissima Annunziata”
Tanti i fedeli che hanno preso parte alla manifestazione, importante l’apporto fornito del vescovo Raspanti coadiuvato dalle parrocchie e dai movimenti laicali che hanno promosso i momenti di preghiera. Raspanti: «Dio si dona a noi attraverso i sacramenti, una presenza viva che abita in ciascuno di noi e ci trasforma interiormente»
L’omelia e il messaggio del vescovo
«Il Giubileo, ha affermato, lascia in eredità un rapporto profondo e rinnovato con Gesù Cristo». E ancora: «una delle virtù teologali, capace di proiettare l’uomo verso il futuro». riferendosi alla “speranza”, «non è un’illusione né una semplice probabilità, ma una certezza, perché nasce da Dio stesso». «La speranza cristiana – ha spiegato – è un dono soprannaturale: è lo Spirito Santo che ci spinge verso Dio, unendoci a Gesù e, attraverso di Lui, alla Trinità per sempre»
Infine, mons. Raspanti «Siamo un popolo in cammino – ha ricordato – e il passaggio della morte non è motivo di paura, ma ingresso in Cristo, che è la nostra casa e la nostra pace».
31 i momenti giubilari calendarizzati, ai quali si sono aggiunte ulteriori celebrazioni.
Dai giovani al Giubileo di Roma, l’evento con la Christian Band “The Sun”, al Giubileo dei giornalisti, quello delle aggregazioni laicali in occasione della Veglia di Pentecoste. E ancora: il Giubileo dei catechisti, dei ministranti, degli ammalati e dei motociclisti, oltre ai percorsi di formazione biblica e teologica e alle iniziative di carità.
Uno sguardo al futuro: l’evangelizzazione digitale
Don Roberto Strano, referente diocesano del Giubileo, che ha affermato: «Il Giubileo è stato un tempo di grazia che ha rimesso al centro la relazione personale con Cristo e il cammino comunitario della nostra Chiesa. Le tante iniziative vissute in diocesi hanno mostrato il desiderio di una fede incarnata, capace di parlare al presente e di generare speranza concreta», riferendosi dunque al futuro, nonché al post-Giubileo.



