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Festa del papà, “PaterFamilias” scrive al questore di Catania:”Catania diventi modello di legalità europea”

In occasione della Festa del Papà del 19 marzo, l’associazione “PaterFamilias – padri separati di Catania“, per voce del suo presidente Francesco Navarria (facente parte anche in qualità di componente dell’Osservatorio Regionale per i Diritti della Famiglia), lancia un forte monito sul rispetto dei diritti nelle procedure di ammonimento per stalking e violenza domestica, facendo fede alla storica sentenza della Cedu (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) del 13 novembre 2025, che ha condannato l’Italia per aver violato il diritto alla vita privata (articolo 8 della Convenzione). La Corte ha stabilito che l’attuale prassi degli ammonimenti questorili è spesso priva di contraddittorio e di adeguate garanzie difensive, trasformandosi talvolta in uno strumento che colpisce duramente la figura paterna senza un reale vaglio dei fatti.

La richiesta di PaterFamilias

“Oggi, 19 marzo, non vogliamo solo celebrare il ruolo del padre, ma difenderne la dignità legale” – dichiara Francesco Navarria – “La Cedu è stata chiara: non si può emettere un provvedimento così limitante e infamante senza ascoltare l’interessato, se non in casi di urgenza estrema e provata. Troppo spesso l’ammonimento viene usato in contesti di separazione conflittuale come ‘arma impropria’ per allontanare i padri dai figli, prima ancora che un giudice possa decidere.”

“Per queste ragioni, l’Associazione ha inoltrato una formale richiesta di incontro al Questore di Catania e una contestuale istanza di accesso agli atti.

I punti chiave della richiesta: si chiede di sapere quanti, dei circa 350 ammonimenti emessi nel 2025 a Catania, siano stati preceduti da una reale possibilità di difesa per l’ammonito, così come richiesto dalla sentenza di Strasburgo...Adeguamento alle norme europee: Si chiede quali misure urgenti la Questura stia adottando per conformarsi alla sentenza Cedu del 13 novembre 2025, garantendo il diritto al contraddittorio preventivo. Tutela dei minori: Evidenziare come provvedimenti emessi “inaudita altera parte” finiscano per pregiudicare gravemente il diritto alla bigenitorialità“.

    “Non chiediamo impunità, ma giustizia – conclude Francesco Navarria – “La prevenzione della violenza è un obiettivo sacro, ma non può essere perseguita calpestando i diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino. Chiediamo al Questore un confronto costruttivo affinché Catania diventi un modello di legalità europea“.

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