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Ritardi nelle scadenze e nel mercato: la travagliata estate rossazzurra

Dopo la fine amara della passata stagione, culminata con l’eliminazione in semifinale play-off contro l’Ascoli, la società etnea ha deciso di ripartire affidando la direzione sportiva a Fortunato Varrà e la guida tecnica ad Emilio Longo con obiettivi precisi e contrastanti rispetto al modus operandi del precedente biennio: da una parte abbassare il monte ingaggi, complice anche l’introduzione del ” Salary Cup” da parte della lega, e l’età media della rosa e dall’altra di costruire una squadra ambiziosa capace di proporre un gioco offensivo e dominante, come rimarcato dal mister nella conferenza di presentazione. Il progetto annunciato però non è stato sostenuto nei fatti dalla proprietà, nella persona del presidente Rosario Pelligra: disponibilità alternata di risorse economiche e problemi di natura finanziaria hanno portato al deposito in ritardo della garanzia fideiussoria, che potrebbe costare uno o più punti di penalizzazione, e al completamento del roster a disposizione di Longo soltanto nelle ultimissime ore di calciomercato.

Le premesse di questa stagione 2026-27 non sono state delle migliori e i risultati in campo sono una logica conseguenza: mister Longo e la squadra sono chiamati necessariamente a svoltare a partire dalla gara contro il Cosenza potendo contare magari sugli ultimi arrivati al termine di un mercato completato con difficoltà da tanti prestiti e svincolati. L’ex tecnico del Crotone non ha quindi potuto allenare in ritiro diversi nuovi acquisti che avranno fisiologicamente bisogno di inserirsi ma che al tempo stesso sono chiamati a rispettare le aspettative che da sempre accompagnano chi approda alle pendici dell’Etna.

Il bilancio delle uscite: fra cessioni illustri, rescissioni onerose e prestiti in extremis

Numerosi i movimenti in uscita da registrare a partire dai giocatori in scadenza il 30 giugno 2026 come Klavs Bethers, Alessandro Celli (accasati rispettivamente al Savoia e al Bari), Francesco De Rose e Manuel Martic e i rientranti dai rispettivi prestiti Simone Pieraccini e Michele D’Ausilio che indossano le maglie di Salernitana e Pescara.

Le cessioni eccellenti sono state indubbiamente quella di Francesco Forte alla Virtus Entella in Serie B e soprattutto di Tiago Casasola all’Union Brescia: l’assenza del laterale argentino, con la sua corsa abbinata alla qualità, si è subito percepita in queste prime disastrose partite del Catania.

Testimonianza emblematica del fallimento dello scorso mercato di riparazione è rappresentato dalla sola permanenza di Giovanni Bruzzaniti ( il cui rendimento da quando indossa la maglia etnea è decisamente deludente): tutti gli altri giocatori arrivati a gennaio sono stati ceduti o si è deciso per la rescissione. Mirko Miceli è andato a titolo definitivo al Novara, Riccardo Cargnelutti e Fabio Ponsi in prestito ma con obbligo di riscatto a Sorrento e Reggiana mentre con Giovanni Di Noia si è preferita, dopo lunghe trattive, la separazione consensuale.

La sua non è stata l’unica costosa rescissione: anche con Gregorio Luperini, legato da un accordo fino al 2028 stipulato due anni fa, Alex Rolfini, 0 gol e 0 assist nella complicata stagione passata e Milos Bocic si è optato per l’interruzione anticipata del rapporto.

Nelle ultime ore di mercato invece sono arrivate le uscite in prestito dell’ex capitano Francesco Di Tacchio alla Casertana, di Kaleb Jimenez, che da tempo aveva manifestato la volontà di andare via, allo Spezia e un po’ a sorpresa di Simone Leonardi al Campobasso. Dopo essere rientrato dal prestito alla Ternana, l’attaccante catanese classe 2005 era pronto a giocarsi un ruolo da protagonista ma dopo gli arrivi di altri interpreti nel ruolo come Russo e in particolare Coda la società ha deciso di attuare una scelta sicuramente in controtendenza con quanto dichiarato. Da segnalare infine gli addi definitivi di Matteo Stoppa sempre al Campobasso e Giulio Frisenna al Cittadella.

Il bilancio delle entrate: tanti volti nuovi da valutare e giovani da scoprire

Novità importanti a partire dalla porta: è arrivato in prestito dal Parma Filippo Rinaldi, scelto anche per le sue capacità di impostazione con i piedi, insieme a Christian De Falco ( nella scorsa stagione con l’Igea Virtus in Serie D). Nonostante gli interessamenti di diverse formazioni alla fine è rimasto Andrea Dini, titolare inamovibile nell’ultimo anno e mezzo, che ora si ritrova nel ruolo di secondo a meno di gerarchie mutevoli.

Il cambiamento più importante rispetto alla gestione di mister Toscano è sicuramente il passaggio alla difesa a 4. Una scelta che implica un considerevole lavoro di rodaggio dei nuovi meccanismi per un reparto difensivo già in grave difficoltà che ha subito ben 10 gol in 5 partite fra campionato e coppe. Paradossalmente è il meno trasformato dal mercato se si considera che gran parte degli interpreti che sono rimasti si esprimono meglio con uno schieramento a 3 ( su tutti Donnarumma e Ierardi): le novità sono i terzini Gabriele Pagliai in prestito dall’Ascoli, fra i più in difficolta in questo inizio di stagione, ed Edoardo Masciangelo svincolato dopo l’annata vissuta a Frosinone e i centrali Marco Perrotta ( a parametro zero anche lui), lontano ancora dalla miglior condizione, e Eddy Cabianca, uno degli ultimi arrivati che può agire anche sulla fascia destra.

Il centrocampo è stato invece completamente rifondato. Cronologicamente il primo innesto è stato Luca Mihai che mister Longo però non ha ritenuto adatto al suo stile di gioco ed ha rescisso il contratto dopo neanche due mesi: una mossa illogica che merita una spiegazione. Successivamente sono stati aggiunti il giovane Catello Amendola e Tommaso Di Marco in prestito dal Torino che purtroppo si è gravemente infortunato nel primo tempo contro il Monopoli. Il lungo stop previsto ha chiaramente spinto la società ad inserire altri profili per sopperire alla sua assenza, che si aggiunge a quella di Salvatore Aloi. Ad eccezione di Emanuele Torrasi prelevato dalla Juve Stabia, fra i peggiori contro il Savoia, tutti gli altri acquisti sono arrivati negli ultimi giorni ed ore della campagna trasferimenti e pertanto non hanno ancora esordito in maglia rossazzurra. Fabrizio Caligara dal Sassuolo, Nicolò Cavuoti a titolo temporaneo dal Cagliari e l’ultimo ad essere ufficializzato Andrea Vallocchia, rimasto senza squadra dopo il fallimento della Ternana, sono i volti nuovi che dovranno aumentare il livello del centrocampo sotto tutti gli aspetti.

Per concludere in attacco è ritornato il centravanti Flavio Russo, catanese che ha trascorso anni importanti nel settore giovanile del Calcio Catania per poi completare il proprio percorso di formazione nel Sassuolo, club con cui ha giocato anche nel campionato cadetto. Il classe 2004 è affiancato da chi ha scritto la storia proprio della Serie B: stiamo parlando di Massimo Coda, miglior realizzatore con 144 gol, presentato in grande stile ai tifosi ma apparso in difficoltà fisica nella partita di Coppa Italia Serie C persa malamente. Sulle corsie esterne invece il giovane Christian Torre, Micheal Liguori, poco incisivo finora, e sulla sirena del mercato Roberto Insigne, fratello minore di Lorenzo che dopo tanti anni in cadetteria con diverse maglie scende in terza serie.