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Visita del commissario Ue Kadis in Sicilia: la posizione di Micalizzi

Visita nell’isola del commissario europeo per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis, in compagnia del vicepresidente della Regione Siciliana Luca Sammartino e dell’europarlamentare Marco Falcone, confrontandosi con vari referenti del mondo della pesca siciliana.

Il corso dell’iniziativa

Tra i contributi più significativi quello di Michele Taccone, rappresentante della marineria siracusana di Portopalo di Capo Passero, che ha denunciato le difficoltà legate al caro gasolio, al fermo pesca e alle restrizioni imposte al settore. Importante anche l’intervento di Annalisa Spanò, presidente del Cogepa Catania, che ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze dei cambiamenti climatici per le attività di pesca; proprio così su questo punto che è intervenuta la Federazione Armatori Siciliani, attraverso il suo presidente Fabio Micalizzi, che al termine dell’incontro ha affrontato il commissario in questione, alla presenza di altri armatori, chiedendo “chiarimenti sui finanziamenti europei destinati a fronteggiare l’emergenza carburante“.

Al centro della questione i circa 760 milioni di euro di risorse Feampa disponibili a livello europeo e il regime italiano di aiuti da 285 milioni di euro, approvato dalla Commissione europea nell’agosto 2026 nell’ambito del quadro temporaneo Metsaf. Si tratta di strumenti distinti, finalizzati a sostenere le imprese colpite dalla crisi energetica.

Secondo quanto riferito da Micalizzi, “il commissario Kadis avrebbe chiarito che l’Europa ha già adottato i provvedimenti di propria competenza e che le difficoltà nell’attuazione concreta degli aiuti dipendono dalle autorità italiane“.

“Sono oltre vent’anni che discutiamo delle stesse problematiche della pesca, alle quali oggi si aggiungono nuove emergenze. Ma il problema più urgente è il caro gasolio. Le imprese non possono aspettare la prossima finanziaria mentre rischiano di lavorare in perdita“, sottolinea Fabio Micalizzi – “Non contestiamo l’importanza degli incontri istituzionali, ma chiediamo che producano risultati. Le imprese hanno bisogno di risorse, non di ulteriori rassicurazioni” – Abbiamo chiesto al commissario europeo di intervenire direttamente presso il Governo italiano. Adesso attendiamo risposte concrete, con provvedimenti immediati e tempi certi. Soltanto l’attivazione di misure economiche realmente efficaci contro il caro gasolio potrà indurci a sospendere la protesta del 22 ottobre” conclude il presidente Fabio Micalizzi.

«Non contestiamo l’importanza degli incontri istituzionali, ma chiediamo che producano risultati. Le imprese hanno bisogno di risorse, non di ulteriori rassicurazioni».