Il mondo studentesco universitario catanese è noto per le sue realtà associative e una di queste compie un anno dalla sua fondazione: si tratta di Giovani Sicilia, presente con svariati consiglieri sull’ateneo.
Un anno di percorso
Nata dall’iniziativa di un gruppo di studenti del Dipartimento di Chirurgia generale e Specialità medico chirurgiche (ChirMed) e guidata dal presidente Marco Ingrassia e dalla vicepresidente Nicoletta Leonardi (entrambi eletti rappresentanti degli studenti), l’associazione ha saputo rapidamente superare i confini dell’ambito sanitario per trasformarsi in un progetto inclusivo e di ampio respiro.
“Un anno fa nasceva Giovani Sicilia come una scommessa” spiegano Ingrassia e Leonardi “Oggi è molto più di un’associazione: è un gruppo coeso di studenti provenienti da facoltà e percorsi differenti, uniti dal desiderio di mettersi in gioco, imparare e costruire qualcosa di concreto per sé e per gli altri“.
La vera forza di questo movimento in costante crescita risiede proprio nella sua natura indipendente e trasversale. Partendo dalle aule di Medicina e Chirurgia, Giovani Sicilia ha aperto il proprio raggio d’azione all’incontro con ragazzi di altri dipartimenti, creando un vero e proprio laboratorio di idee e competenze. Dalle intersezioni tra percorsi di studio diversi sono nate opportunità inedite di formazione, eventi di confronto e momenti di partecipazione attiva dedicati alla popolazione studentesca.
“Ciò che ci rende più orgogliosi” sottolineano i vertici dell’associazione, “è vedere la passione con cui ogni membro porta avanti le proprie idee. È grazie alla dedizione e al tempo donato da ciascuno se siamo riusciti a trasformare semplici idee in progetti reali e fruibili per i nostri colleghi“.
L’obiettivo dichiaratamente condiviso da Marco Ingrassia e Nicoletta Leonardi è quello di consolidare ulteriormente la propria presenza negli atenei, continuando a creare spazi d’espressione e valorizzando il talento dei singoli. Un segnale chiaro e incoraggiante per il panorama universitario locale: la dimostrazione che quando gli studenti si uniscono in modo autonomo, proattivo e inclusivo, il contributo di ciascuno può fare davvero la differenza.



