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L’Ao Cannizzaro fa il suo “ottobre rosa”: l’incontro sull’alimentazione

Anche per quest'anno l'Ao Cannizzaro si "fa trovare pronto" per il tradizionale "ottobre rosa": organizzato dall’Unità Operativa di Senologia con la collaborazione dell’Andos...
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L’Ao Cannizzaro fa il suo “ottobre rosa”: l’incontro sull’alimentazione

Anche per quest’anno l’Ao Cannizzaro si “fa trovare pronto” per il tradizionale “ottobre rosa“: organizzato dall’Unità Operativa di Senologia con la collaborazione dell’Andos (Associazione Nazionale Donne operate al seno) – comitato di Catania, l’iniziativa, supportata dalla Direzione aziendale, è stata proposta in adesione alla nota dell’Assessorato regionale alla Salute a diffondere la cultura della prevenzione.

Le dichiarazioni della direttrice di Senologia Francesca Catalano

«In ambito oncologico, pazienti che hanno avuto la malattia soprattutto estrogeno-responsiva, ossia pazienti che in terapia post-operatoria con farmaci per cinque o dieci anni, devono avere una particolare attenzione sull’alimentazione. Perché è dimostrato che, se si tengono sotto controllo i parametri biologici, muovendosi e mangiando bene, cresce di oltre il 30% la possibilità di abbattere il rischio di recidiva», ha spiegato in apertura la dottoressa Francesca Catalano, direttrice della Senologia, dopo i saluti di Diana Cinà, direttrice sanitaria aziendale.

Le dichiarazioni della biologa nutrizionista Lidia Torrisi

«La maggior parte degli alimenti ad azione antitumorale sono proprio quelli che mangiamo da ottobre, alimenti autunnali che ci portiamo fino all’inverno: quando diciamo di mangiare “a colori”, invitiamo proprio a consumare alimenti con sostanze antiossidanti, che svolgono una funzione di piccola protezione delle nostre cellule», ha detto l’esperta, che ha poi illustrato la “famiglia autunnale per eccellenza” che sono le brassicacee, cioè broccoli, cavoli, cavolfiori, cavolo nero, capaci di liberare un enzima che sviluppa la capacità di indurre la morte cellulare programmata. Non sono mancati poi riferimenti alle noci, con caratteristiche antinfiammatorie come le castagne (da consumare in piccole quantità), all’olio e agli accorgimenti per la cottura ottimale «come quella al vapore, che – ha concluso la dott.ssa Torrisi – è capace di mantenere intatte le molecole biochimicamente attive, cioè quelle capaci di azione antitumorale».