A 6 giornate dalla fine del campionato, il Catania cambia guida tecnica affidando la panchina a William Viali, allenatore con diverse esperienze fra Serie B e Serie C. Una scelta, da tempo riflettuta dalla società, compiuta forse con qualche settimana di ritardo, effettuata con l’obiettivo di vedere un’ identità di gioco più propositiva e meno prevedibile che permetta di esaltare tutte le qualità della rosa, in particolare del reparto offensivo, per ottenere la tanto agognata promozione in B tramite il tortuoso percorso dei play-off.
Involuzione non solo dei risultati
Come noto, gli allenatori vengono giudicati dai risultati: la formazione etnea, dell’ormai ex allenatore Domenico Toscano, nelle ultime 9 partite ha totalizzato soltanto 13 punti precludendosi la possibilità di poter ambire al primo posto, valevole per la promozione diretta, conquistato invece con merito dal Benevento. Ma non è il solo ed unico criterio di valutazione : dalle prestazioni dell’ultimo periodo e in generale dell’intera stagione emerge una problematica cruciale: il Catania, squadra di grande solidità, che non a caso ha la miglior difesa del campionato, non ha mai proposto un gioco offensivo e coraggioso capace di valorizzare tutte le caratteristiche dei giocatori.
Una squadra a due facce
Se fino al crollo dei risultati, iniziato dalla fragorosa sconfitta contro il Sorrento, il Catania è stato in testa alla classifica insieme ai sanniti, è grazie agli incredibili risultati ottenuti al ” Massimino“, autentico fortino invalicabile per tutti gli avversari, in cui ha ottenuto ben 13 vittorie e 3 pareggi senza subire nemmeno un gol per un totale di 42 punti che si contrappongono al difficoltoso rendimento esterno in cui ha ottenuto solo 22 punti. Una differenza di rendimento a volte inspiegabile per una squadra così esperta, che deve essere risolta in vista delle decisive sfide che segneranno la stagione.
Potenziale a volte inespresso
La formazione rossazzurra è di indubbio valore per la categoria, nonostante le pesanti e lunghe assenze per infortunio di giocatori come Aloi, Di Gennaro e Cicerelli che sta lavorando per ritornare a disposizione al più presto, ma la continua riproposizione dello stesso schema tattico senza alcuna variante e un approccio spesso conservativo ha impedito alla squadra di mostrare il suo massimo potenziale, soprattutto offensivo considerando i diversi interpreti di qualità che gli etnei possono vantare dalla trequarti in sù.
Scarso impiego dei giocatori acquistati a gennaio
La dirigenza è intervenuta nel mercato di riparazione con l’obiettivo di sostituire gli infortunati di lungo corso e aumentare le soluzioni a disposizione, scegliendo fra le migliori opzioni a disposizione. Fra i giocatori acquistati, l’unico che si è imposto per minutaggio e rendimento è l’ex centrale del Monopoli Mirko Miceli. Tutti gli altri fra Cargnelutti, Ponsi, Di Noia e Bruzzaniti sono stati impiegati in maniera limitata, non riuscendo a mostrare le loro qualità e a incidere sui risultati.



