Manifestazione in piazza Stesicoro a Catania tra sigle sindacali e diverse realtà studentesche e partitiche in merito alla gestione sul mondo dell’Istruzione da parte del ministro di competenza Giuseppe Valditara.
Ai tre dirigenti sindacali hanno fatto seguito gli interventi di insegnanti e dei rappresentanti della Rete Nazionale Istituti Tecnici, del Fronte della Gioventu’ Comunista, di Potere al Popolo, di Rifondazione Comunista, Battaglia Comunista, del Pmli, Collettivo Comunista Aurora, dell’Associazione Comunista “Olga Benario” e della rete Catanesi Solidali con il Popolo Palestinese.
La posizione dei dirigenti sindacali
La manifestazione e’ stata aperta dagli interventi al microfono di Nino De Cristoforo (Cobas), Claudia Urzì (Usb) e Francesco Tomasello (Cub) che hanno ribadito le motivazioni dello sciopero:
“Contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma classista degli Istituti tecnici e professionali che consegna la formazione delle classi popolari direttamente nelle mani delle imprese, riduce le ore di insegnamento delle materie di base e di indirizzo, taglia il tempo scuola e crea una quota di flessibilità gestita dalle scuole in base alle esigenze imprenditoriali locali,
contro le nuove linee guida dei licei e contro un rinnovo contrattuale che propone salari vergognosi mentre l’inflazione cresce, trascinata dai costi di guerre che non abbiamo voluto e non vogliamo…Vogliamo la scuola che include e non separa, capace di rispondere ai tagli agli organici di sostegno e ai servizi per gli alunni con disabilità previsti dal decreto legislativo 62/2024, mentre i soldi pubblici vengono trasferiti all’industria militare… Chiediamo l’immissione in ruolo dei docenti con 3 anni di servizio e degli ATA con 2 anni, l’equiparazione dei diritti tra precari e personale di ruolo e la riduzione del numero di alunni per classe…Chiediamo l’internalizzazione degli educatori delle cooperative sociali, salari adeguati all’inflazione, un contratto degno, e non un altro contratto bidone…Siamo contro l’inerzia governativa sulle povertà educative, inerzia che alimenta l’esclusione sociale e la marginalità…La scuola di Valditara non è la nostra“.



