Inaugurata questa mattina a Siracusa la Summer School “Climate Resilient Solutions for Sicily“, promossa dall’Università di Catania in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston. Fino al 26 giugno, 24 studenti del Mit, dell’Università di Catania e dell’Università La Sapienza lavoreranno insieme per sviluppare soluzioni innovative in grado di rendere i territori più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici.
La Sicilia, tra le aree del Mediterraneo più esposte agli eventi meteorologici estremi, rappresenta un laboratorio ideale per affrontare temi come la gestione delle risorse idriche, il dissesto idrogeologico, la resilienza delle infrastrutture e la tutela delle coste. Ad aprire i lavori è stato il rettore Enrico Foti con una lectio dal titolo “The Fragile Beauty of Sicily: Climate Change and Natural Disasters”.
Le dichiarazioni del rettore Unict Enrico Foti
«Abbiamo dato vita a un progetto che mette in connessione eccellenze accademiche internazionali, ricerca applicata e attenzione concreta alle vulnerabilità del territorio mediterraneo», ha dichiarato il rettore. «Vedere studenti e docenti provenienti da università diverse lavorare insieme significa costruire competenze e collaborazioni indispensabili per affrontare sfide globali sempre più complesse».
Le dichiarazioni della docente Rosaria Ester Musumeci
La Summer School, coordinata da Rosaria Ester Musumeci nell’ambito del programma Misti Italy, prevede 90 ore tra lezioni, workshop ed escursioni sul campo.
“Gli studenti sono i protagonisti della Summer School” – ha spiegato Rosaria Ester Musumeci – “L’obiettivo è stimolare un approccio critico e creativo per individuare soluzioni concrete ai problemi posti dalla crisi climatica“.
L’iniziativa coinvolge anche l’Università La Sapienza di Roma ed è sostenuta dalla Scuola Superiore di Catania attraverso il progetto Safi13, confermando il valore della collaborazione internazionale nella ricerca e nella formazione sulle grandi sfide ambientali.



