Per quest’anno Sant’Agata non fa emozionare soltanto Catania: la Festa tocca anche il territorio diocesano acese, precisamente Aci Castello, in virtù del IX Centenario della Traslazione delle Reliquie della Santa.

Il contesto storico e religioso
All’appuntamento hanno preso parte numerosi pellegrini che hanno raggiunto il cuore del borgo marinaro castellese: ad accoglierli il parroco Sebastiano Raciti e la comunità locale, per fare memoria di uno degli eventi più significativi della tradizione agatina: l’arrivo nel 1126 delle reliquie della Santa proprio nell’approdo di Aci Castello; secondo la memoria tramandata nei secoli, piazza Castello per prima avrebbe accolto le Reliquie sbarcate nell’isola al loro ritorno da Costantinopoli (Istanbul oggi). Qui, 900 anni dopo, nella suggestiva piazza si è svolta una solenne veglia di preghiera, presieduta dal legato pontificio e segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, alla presenza del presidente Cesi e vescovo di Acireale (diocesi del posto) Antonino Raspanti, l’arcivescovo catanese Luigi Renna, il segretario generale Cei e arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, il vescovo emerito (sia per l’arcidiocesi che per la diocesi già menzionate) Salvatore Gristina.

Il vescovo Antonino Raspanti proprio nella Basilica Cattedrale di Catania, celebrando la Santa Messa nella stessa giornata, ha richiamato il valore della fede, della preghiera e della testimonianza dei martiri, indicando nella martire siciliana “un esempio di fede capace ancora oggi di parlare all’uomo contemporaneo“.

La venerazione delle Sacre Reliquie è poi proseguita per tutta la sera in piazza Castello. Successivamente, in processione, le reliquie hanno raggiunto la Chiesa Madre di San Mauro Abate.

Le parole del segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin
“La forza di Agata è nata da una radice profonda, quella della sua relazione con Cristo…Celebriamo la vita di una donna che, con speranza, ha portato frutto. La fede non elimina le prove della vita, ma dona una presenza nuova per attraversarle. Mettiamo le nostre radici nel Signore, per portare frutti di vita e di vera felicita“.

L’omelia del presidente Cesi Antonino Raspanti
«Anche oggi i martiri vengono perseguitati e uccisi. Sant’Agata e tutti i martiri ci aiutino a rafforzare la nostra fede. Possa l’Europa vedere ancora una volta nella fede cristiana le proprie radici».



