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HomeCulturaGiornata mondiale Salute mentale, il pensiero di Eliana Chiavetta:"Dare voce"

Giornata mondiale Salute mentale, il pensiero di Eliana Chiavetta:”Dare voce”

In vista della Giornata mondiale della Salute mentale, la presidente dell’Associazione Amici di San Patrignano Sicilia Eliana Chiavetta comunica per mezzo di una nota la propria idea riguardo il tema del prossimo 10 ottobre.

La lettera aperta di Eliana Chiavetta

“Il 10 ottobre è la Giornata mondiale della Salute mentale. Come tutte le giornate che si celebrano servono ad accendere riflettori e puntare l’attenzione su argomenti importanti ma ciò è solo una parte e non basta. La realtà è che sempre più la salute mentale è a
rischio
, sempre più abbiamo fenomeni ad essa legati che riguardano anche i giovanissimi. I fatti di cronaca spesso ci pongono di fronte ad eventi drammatici i cui protagonisti sono seguiti da Centri di Salute Mentale o hanno dichiarati problemi psichici. Ciò ci deve far
riflettere se stiamo facendo abbastanza ma soprattutto se stiamo attuando le giuste soluzioni superando stigmi e pregiudizi. Il primo è quello di pensare che la disabilità psichica coincida con quella intellettiva. Non è così, anzi il malato psichico è un essere ipersensibile, dotato di capacità e velocità di pensiero, creando difficoltà in coloro che si definiscono normodotati, e per questo ancora più sofferente nell’anima perché non compreso ma soprattutto perché vorrebbe una normalità che non riesce a vivere in quanto si percepisce “diverso”. Dal nostro osservatorio abbiamo spesso a che fare con persone la cui salute mentale può essere causa o conseguenza dell’uso di sostanze stupefacenti
dove il confine è sottile e facilmente valicabile. Ci ritroviamo con famiglie sole che non sanno come affrontare il problema, che hanno paura di ciò che può essere. Combattiamo per assicurare una diagnosi che sia la più fedele possibile alla condizione di chi ci chiede aiuto, perché questo è il bivio fondamentale, sbagliato il quale si segna il destino di un essere umano per sempre. E’ la diagnosi corretta che fa differenza e per averne una più fedele possibile servono centri specializzati, servizi potenziati, luoghi dove le famiglie trovino supporto e una guida che le possa accompagnare in un cammino lungo e interminabile e a volte eterno. Basta girare la testa o far finta che il problema non esita. C’è bisogno di dare voce a questo popolo silente non quando avviene la tragedia ma per evitare che questa accada
“.