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Il Catania Women U19 è campione d’Italia: trionfo per 2-0 contro il Torino

Il Catania Women Under 19 si laurea Campione d’Italia vincendo la finale del campionato juniores: le rossazzurre guidate da Andrea Massimino si sono imposte per 2-0 sul Torino grazie alle reti di Ginevra Buscemi e Miriam Milazzo, entrambe a segno in avvio di ripresa.
Con una prestazione impeccabile, con la fiducia che nasce dalla consapevolezza del proprio valore e con l’umiltà e lo spirito di sacrificio che contraddistingue le squadre vincenti, le giovani etnee sugellano un annata da incorniciare per l’intero dipartimento femminile diretto da Massimiliano Borbone: oltre al successo delle juniores, la prima squadra femminile ha ottenuto la promozione in Serie B e raggiunto la finale di Coppa Italia Serie C.

Tabellino della partita

Campionato Juniores Femminile – Finale

Stadio Comunale “Città dell’Aria” Guidonia Montecelio (Roma)

Torino-Catania 0-2
Rete: st 1° Buscemi, 7° Milazzo

Torino: 1 Cornaglia; 2 Zoia (23°st 15 La Rocca), 3 Raballo, 4 Degani, 5 Nota (K), 6 Cavaglia (VK) (29°st 18 Scolamiero), 7 Dolza (35°st 17 Romano), 8 Altafin (10°st 16 Cortese), 9 Guarini, 10 Longo, 11 Nardi (4°st 14 Armellini). A disposizione: 12 Gonella; 13 Falcone, 19 Gullo, 20 Cardonati. Allenatore: Roberto Battaglino.

Catania: 1 Orlando; 3 Saraniti (VK), 4 Lanteri, 9 Sciuto, 14 Russo (K) (29°st 24 N.Crimi), 17 Milazzo (38°st 42 La Porta), 20 Ferlito, 25 Ardita, 27 Buscemi (29°st 28 Gallo), 47 Bilardi (19°st 16 C.Crimi), 77 Divittorio. A disposizione: 46 Catania; 29 Compagnini, 35 Guglielmino. Allenatore: Andrea Massimino.

Tempi di recupero: pt 3’; st 4’.

Ammonizione: Divittorio (C).

Arbitro: Manuel Mario Di Martino (Roma 1).
Assistenti: Fabrizio Caprari (Roma 1) e Gianmarco Guglielmo (Roma 1).

La Meta inizia col botto i play off: 17 gol al Came e semifinale contro la Roma

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Nonostante la lunga sosta tra stagione regolare e play off la Covei Meta Catania Bricocity non perde lo smalto e segna 17 reti nelle due gare dei quarti di finale Scudetto contro la formazione veneta del Came Treviso: alla Palestra Pascale di Treviso vince 2-6 in Gara 1 lasciando già pochi dubbi, per completare l’opera con uno spettacolare 11-2 al PalaCatania, prenotando la semifinale il 16 giugno contro l’As Roma 1927 che ha sorprendentemente eliminato la Feldi Eboli, in attesa di conoscere l’altra semifinale che da un lato vedrà L84 e dall’altra la vincente tra Napoli e Sala Consilina.

I tabellini delle partite

Came Treviso 2 – 6 Covei Meta Catania Bricocity

Marcatori: 9′, 17′ Lahuerta (M), 21′, 26′ Brizzi (T), 22′ Turmena (M), 27′ Pulvirenti (M), 27′ Sacon (M), 37′ G. Musumeci (M)

Came Treviso: Sai, Azzoni, Bissoni, Brizzi, Suton. A disposizione: Antoniazzi, Japa Vieira, Bui, Ercolessi, Andrè Ferreira, Padoan. Allenatore: Rocha

Covei Meta Catania Bricocity: Timm, Bocão, C. Musumeci, Pulvirenti, Turmena. A disposizione: Lahuerta, Luka, G. Musumeci, Podda, Sacon, Silvestri, Siqueira. Allenatore: Juanra

Arbitro: Zampaolo. Assistenti: Tiozzo Fasiolo, Aboussaid

Covei Meta Catania Bricocity 11 – 2 Came Treviso

Marcatori: 5′ Siqueira (M), 5′ Podda (M), 8′, 26′, 30′ Pulvirenti (M), 16′ Turmena (M), 21′ Andrè Ferreira (T), 25′ Lahuerta (M), 27′ C. Musumeci (M), 30‘ G. Musumeci (M), 31′ Antoniazzi (T), 37′ Sacon (M), 39′ Silvestri (M)

Covei Meta Catania Bricocity: Siqueira, Silvestri, Lahuerta, C. Musumeci, Pulvirenti. A disposizione: Timm, Turmena, Bocão, Luka, G. Musumeci, M. Musumeci, Podda, Sacon. Allenatore: Juanra

Came Treviso: Sai, Antoniazzi, Suton, Bissoni, Brizzi. A disposizione: Azzoni, Donin, Ercolessi, Andrè Ferreira, Gargantini, Japa Vieira, Pietrangelo, Padoan, Leanza. Allenatore: Rocha

Arbitro: Mancuso. Assistenti: Loprete, Lupo

Catania pensa alla refezione scolastica.Bonaccorsi:”Tassello fondamentale”

Nonostante l’anno scolastico sia giunto al termine o quasi, Catania pensa alla propria refezione scolastica: verifica svolta in sinergia dall’assessore comunale alla Pubblica Istruzione Andrea Guzzardi e dalla VII Commissione consiliare permanente con in testa la presidente Erika Bonaccorsi.

Da sinistra a destra: Valentina Saglimbene, Andrea Guzzardi, Erika Bonaccorsi

Il sopralluogo effettuato

Il sopralluogo ha interessato alcuni istituti scolastici nell’orario di svolgimento del servizio di mensa erogato agli alunni; l’assessore e i componenti della Commissione affiancati anche dalla funzionaria Giovanna Amato, hanno presenziato alle operazioni di distribuzione dei pasti e hanno appurato direttamente la qualità delle pietanze servite agli studenti, valutandone il gradimento, la temperatura, la varietà del menù e la conformità agli standard qualitativi e nutrizionali previsti. Particolarmente significativo il dato relativo all’aumento delle percentuali di consumo dei pasti da parte degli alunni, elemento che testimonia il crescente gradimento del servizio. L’impiego di prodotti biologici e a chilometro zero, insieme a una proposta alimentare equilibrata, varia e salutare, contribuisce infatti a promuovere corrette abitudini alimentari e a rafforzare il rapporto di fiducia tra scuola, famiglie e istituzioni.

Le dichiarazioni della presidente di Commissione Erika Bonaccorsi

“Garantire la qualità della refezione scolastica rappresenta un tassello fondamentale del più ampio percorso di tutela del benessere degli studenti…L’attività di monitoraggio svolta dalla Commissione consente di verificare costantemente gli standard del servizio e di raccogliere elementi utili al suo continuo miglioramento. L’incremento del consumo dei pasti da parte degli alunni costituisce un segnale positivo che conferma la validità del percorso intrapreso e l’attenzione riservata alla qualità delle materie prime, alla sostenibilità e all’educazione alimentare“. 

Sidra supporta Acoset in 3 comuni: fornitura dai pozzi Aisa e Corea

Si risolve la problematica idrica per Aci Sant’Antonio, Valverde, Aci Bonaccorsi: Sidra Spa fornirà acqua ad Acoset Spa dai pozzi Aisa e Corea, accogliendo le richieste economiche di Acoset, in via del tutto eccezionale, esclusivamente per i mesi di giugno, luglio, agosto.

Le dichiarazioni dei protagonisti

“Sidra, ancora una volta, sceglie la strada della responsabilità e della collaborazione istituzionale” – dichiara il presidente dell’azienda idrica catanese Mario Di Mulo – “abbiamo accolto l’invito della prefettura e le richieste di Acoset nella consapevolezza che, davanti a un servizio pubblico essenziale come l’acqua, occorre superare ogni logica di contrapposizione e lavorare insieme per dare risposte ai cittadini. La nostra disponibilità è un gesto concreto a tutela della salute pubblica, della continuità del servizio e delle comunità coinvolte“.

“La soluzione individuata” – dichiara il presidente del CdA Acoset Giovanni Rapisarda – “costituisce un significativo contributo al perseguimento dell’obiettivo condiviso di garantire la continuità del servizio idrico e di fronteggiare le criticità che interessano il territorio, nel rispetto dei principi di tutela dell’utenza e della salute pubblica. Il risultato raggiunto rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale tra gestori, enti locali, Ati e prefettura, orientata esclusivamente alla salvaguardia di un servizio pubblico essenziale e alla tutela dei cittadini“.

I primi cittadini santantonese e valeverdese Quintino Rocca e Domenico Caggegi commentano così:

“Perseverare è stato utile, e dobbiamo dire che, nel nostro caso, l’unione è stata la forza. L’utilizzo del pozzo Aisa, adesso, permetterà di sopperire alle problematiche che hanno causato la mancanza di acqua. Ringraziamo la dottoressa Pergolizzi e tutto lo staff della Prefettura, e poi l’avvocato Mario Di Mulo, presidente del Consiglio di Amministrazione di Sidra, che ha accolto le condizioni economiche, e il dottor Antonio Coniglio, di Acoset, per aver lavorato alla stipula dell’accordo”.

Owen, Yaman e D’Amore: tantissimi volti noti a Taormina

La seconda giornata del Taormina Film Festival si è conclusa tra presenze eccezionali, interviste e importanti spaccati di vita di attori, registi, sceneggiatori e professionisti vari attivi nell’industria cinematografica, come ogni anno pronti a creare uno show degno della cornice in cui si svolge.

Le attività della mattina

La seconda giornata del ha avuto inizio con un importante tavolo di discussione promosso dal Festival stesso. “Donne oltre lo sguardo” è il titolo del panel creato per approfondire l’impronta femminile nell’industria cinematografica. La direttrice artistica Tiziana Rocca ha riunito tante personalità importanti come Malika Ayane, la regista vincitrice dell’Oscar Jane Campion, Donatella Finocchiaro, Fernanda Torres e ovviamente la madrina del Festival Anna Valle per discutere quale siano le difficoltà legate alla discriminazione di genere in quest’industria; l’ammirevole intervento di Donatella Finocchiaro che chiede agli uomini di unirsi attivamente alla lotta al patriarcato racchiude perfettamente lo spirito con cui è stata affrontata la delicata discussione.

La mattinata si è conclusa con una conversazione con Can Yaman, il celebre attore turco noto in Italia per la sua magistrale interpretazione di Sandokan nell’omonima fiction Rai. Dalla conversazione emerge un attore con molte sfumature, versatile e molto consapevole dell’andamento della sua carriera e dei suoi mezzi. Ha infatti dichiarato di apprezzare la possibilità di poter preparare ruoli anche molto differenti contemporaneamente e di portare tutti i personaggi interpretati con sé. Il personaggio che certamente lo ha maggiormente influenzato è quello della celebre Tigre della Malesia di cui ha apprezzato l’introspezione psicologica. L’attore turco ha infatti spiegato che il sorriso rilassato con cui combatte il pirata è frutto della consapevolezza delle proprie forze e delle proprie debolezze, abbracciate per uscirne fortificato.

Le attività del pomeriggio

Nel pomeriggio tre avvincenti conversazioni sono state tenute al Palazzo dei Congressi. Hanno aperto l’attore Marco D’Amore, celebre per il suo personaggio Ciro Di Marzio, co-protagonista di Gomorra, il regista del film “Piccolo Miracolo” Guido Chiesa e la sceneggiatrice dello stesso Nicoletta Micheli. I tre hanno presentato l’unico film italiano in gara quest’anno al Festival e si sono poi prestati alle molte domande dal pubblico in sala che ha ottenuto consigli e retroscena sulla vita delle persone impegnate nel teatro e nel cinema. D’Amore ha posto l’accento sull’importanza di non far diventare il mestiere dell’attore un semplice impiego creditizio ma di far si che rimanga viva dentro le persone che si impegnano in questo ambito la creatività e l’emotività da trasmettere al pubblico.

Si è proseguito a ruota con un’altra conversazione stavolta con l’attore Clive Owen che si è prestato a parecchie domande dal pubblico e dalla direttrice Tiziana Rocca sui suoi ruoli passati, sul suo rapporto con il cinema da spettatore e sui suoi rapporti professionali con le molte personalità di spicco con cui ha collaborato lungo il corso della sua carriera quale Abbie Cornish ed Helen Mirren, entrambe presenti a Taormina. L’attore britannico ha inoltre parlato del suo rapporto con il cinema italiano, del suo amore per i film di Sorrentino e di una possibile presenza nel Bel Paese per un nuovo film a breve.

Gli incontri del pomeriggio si sono conclusi con la presentazione del film “Limoni a Varsavia” da parte del regista Bruno Colella e degli attori Ninni Bruschetta, Lina Sastri e Marieta Zukowska, orgogliosi di presentare in una cornice dorata come quella del Festival un film indipendente. La location di presentazione è d’eccezione ma Ninni Bruschetta ci tiene comunque a ricordare che lui, a Taormina, è “a casa”.

I premi della serata

Durante la serata di ieri sono stati consegnati, sul palco storico del Teatro Greco, i prestigiosi Taormina Film Festival Award al famoso duo comico Pio e Amedeo, all’attrice australiana Abbie Cornish, all’amatissimo Can Yaman, all’attore britannico Clive Owen, all’attrice brasiliana Fernanda Torres, alla cantante Giusy Ferreri e all’attore canadese Micheal Zelkiner. Ha concluso la seconda giornata di questa edizione del Festival la proiezione di “Bellissima”, diretto da Luchino Visconti.

Il lungo sonno di una nazione

Trent’anni di malgoverno, promesse infrante

e il conto che ora presenta il destino

Cittadini italiani, è il momento di scuotere le coscienze. Un Paese non crolla in una sola notte; si sgretola lentamente, granello dopo granello, finché la popolazione non si accorge di camminare sulla sabbia mobile. Per trent’anni all’Italia è stato detto di aspettare, di sperare, di resistere – mentre chi governava (Prodi, D’Alema, Amato, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi) amministrava il Paese come se il tempo, la pazienza e la dignità fossero risorse infinite. “La storia perdona gli errori – affermava Antonio Gramsci – ma non perdona mai l’indifferenza” se lo ricordi oggi l’attuale governo Meloni. I mali dell’Italia sono ferite reali, non teorie astratte: pensioni che evaporano prima della fine del mese, paghe che offendono la dignità dei lavoratori, una gioventù bloccata in una giostra di false opportunità – stage, contratti usa e getta, part-time involontari – mentre i rapporti ufficiali continuano a sostenere che l’occupazione cresce. È un miraggio statistico, non una rinascita sociale. E frattanto, il costo del cibo e dell’energia stringe le famiglie in una morsa; le tasse si moltiplicano come se il reddito del nucleo familiare fosse un fiume inesauribile. L’agricoltura è all’asciutto, abbandonate da politiche che parlano di sostenibilità ma raramente toccano la terra. “Un Paese che trascura la propria terra è un Paese che dimentica il proprio nome”.

 Dov’è il piano nazionale per il rimboschimento? Dov’è la strategia promessa da anni per le energie rinnovabili, per strade, porti, aeroporti e ferrovie degne di uno Stato moderno. Pretendiamo ospedali che curino invece di sfinire, assistenza alla disabilità che non assomigli a un pellegrinaggio burocratico e posti di lavoro stabili con salari che consentano una vita dignitosa. Muratori, pescatori, agricoltori – le mani che sostengono la nazione – meritano più degli applausi; meritano aiuti, attenzione e giustizia. E chi lavora non dovrebbe essere punito da un sistema fiscale che tratta l’impegno come un lusso.

  Chiediamo un tetto massimo agli stipendi dei burocrati, trasparenza negli uffici pubblici e una vera assunzione di responsabilità. “Il potere non è un trono; è una responsabilità” ma chi la svolge con correttezza e limpidezza? Rivendichiamo il diritto a pensioni all’altezza della vita reale. Basta con riforme che allontanano sempre di più la quiescenza mentre riducono ciò che i lavoratori si sono guadagnati. Quarantadue o quarantatré anni di contributi devono bastare per andare in pensione senza penalizzazioni, con un’età pensionabile intorno ai sessantadue anni. E i politici devono rispondere dei propri stipendi d’oro davanti al popolo – attraverso referendum chiari, non manovre di palazzo.  Smettiamola di accettare che i giovani italiani vengano usati come numeri decorativi per mascherare il declino. Smettiamola di tollerare una classe politica che troppo spesso ha servito interessi nascosti dietro acronimi, lobby e l’assenza di una presa di posizione ufficiale. Non chiediamo odio; chiediamo regole. Controlli reali, sanzioni vere per chi viola la dignità dei lavoratori. Piani concreti per l’ambiente e l’energia. Infrastrutture moderne. Sanità efficiente e veloce nei tempi di attesa. Salari che permettano di vivere, non soltanto di sopravvivere. Chiediamo azioni, non slogan. Trasparenza, non teatralità come quella che assistiamo giornalmente. Politiche che mettano al centro famiglie, lavoratori e territori. “Viviamo in un paese – come rimarca il magistrato palermitano Nino Di Matteo – che sta perdendo sempre più la memoria e la capacità d’indignazione”. Se lo scenario rimarrà invariato, le proteste di sola facciata non potranno più reggere. Come cittadini, pretenderemo risposte attraverso ogni mezzo civile e democratico disponibile – perché la democrazia non è uno sport da spettatori; è un dovere quotidiano. A tutti i cittadini: restate informati, parlate con i vostri vicini, fate risuonare la vostra voce di protesta.
  A chi governa: le apparenze non bastano più. È tempo di governare davvero e per il bene dell’Italia.

  In un’era in cui il rumore sovrasta spesso il senso, chiediamo, invece, ai giornalisti un gesto che sembra antico e invece è rivoluzionario: tornare alla verità. Non la verità piegata alle convenienze, né quella che si adagia sul potere, ma quella che illumina le zone d’ombra e restituisce dignità al dibattito pubblico. Perché un’informazione che serve il più forte non informa, obbedisce; un’informazione libera, invece, serve la comunità. Alla magistratura, invece rivolgiamo un appello che guarda avanti. Applicare la legge come un patto vivo con il popolo, non come un codice piegato agli interessi di chi sa aggirarlo. La giustizia non può essere un labirinto per furbi, né un rifugio per chi confonde astuzia con innocenza. Deve restare ciò che è: un faro imparziale e trasparente, non un espediente. Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, condannato a subire la storia. Conoscere le pagine più oscure della Repubblica (dalla Strategia della Tensione, alla strage di Ustica, dall’omicidio Mattei alla Trattativa Stato-Mafia) non è un esercizio di nostalgia, ma un dovere civile. Solo affrontando le tenebre la giustizia smette di inseguire illusioni e diventa esigente ricerca di verità, per un futuro migliore.

Catania, bonifica di largo Pilo post vandalismi: le operazioni effettuate

Squadre di operatori di Gema Spa, d’intesa con l’assessorato comunale all’Ecologia, hanno avviato stamattina un intervento straordinario di ripulitura e igienizzazione nella zona di largo Rosolino Pilo. L’operazione si è resa necessaria per rimediare ai gravi atti di vandalismo compiuti lo martedì scorso da decine di giovani studenti, in occasione dell’ultimo giorno di scuola.

Le operazioni di igienizzazione

Utilizzando idropulitrici e mezzi meccanici, le squadre hanno effettuato un primo lavaggio approfondito degli spazi pubblici. I forti getti d’acqua e l’uso di prodotti disinfettanti sono serviti a rimuovere i resti di un fitto lancio di uova, farina, vernici e colori di ogni tipo. Durante i disordini di martedì, la foga degli studenti non ha risparmiato nemmeno gli agenti in divisa, presi di mira mentre tentavano di far rientrare la situazione alla normalità.

Le operazioni di ripristino, pulizia e lavaggio accurato della piazza proseguiranno anche nella giornata di domani per garantire il totale recupero dell’area.

S’insedia la Commissione Cultura Anci. Giammusso:”Lavoro condiviso”

Rafforzare il confronto istituzionale tra comuni e Governo sulle politiche culturali. Questo l’obiettivo della Commissione Anci Cultura, Musei, Valorizzazione Beni storici e Siti Unesco che si è insediata oggi a Roma presso il Ministero della Cultura.

Ai lavori hanno preso parte il presidente della Commissione Anci Massimiliano Giammusso e il delegato Anci alla Cultura e sindaco di Parma Michele Guerra.

Da sinistra a destra: Massimiliano Giammusso, Alessandro Giuli

Le dichiarazioni dei protagonisti

“L’insediamento della Commissione segna l’avvio di una fase di lavoro condiviso con il Ministero e con le Regioni. Ringrazio il ministro Alessandro Giuli per aver accolto al Ministero della Cultura questa prima riunione e per la disponibilità mostrata nell’ascolto e nella valutazione delle questioni sottoposte dalla Commissione. I comuni sono il primo presidio culturale del Paese e chiedono strumenti stabili, risorse adeguate e regole chiare per valorizzare un patrimonio diffuso che rappresenta una leva decisiva di coesione e sviluppo. In questa prospettiva sarà centrale consolidare strumenti permanenti di concertazione, rafforzare il Sistema museale nazionale, sostenere i musei comunali e garantire continuità agli interventi già avviati sui territori“, ha sottolineato il presidente della Commissione Cultura Anci Massimiliano Giammusso.

“La cultura nei comuni è infrastruttura sociale e democratica. Rafforzare biblioteche, musei civici e le reti territoriali significa investire sul futuro delle comunità. Serve una collaborazione sempre più stretta e continuativa con il Ministero per condividere le esigenze che arrivano dagli enti locali, rendere strutturali le politiche avviate e ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alla cultura” – ha ribadito da parte sua il delegato Anci Michele Guerra – “occorre incrementare le risorse per la gestione dei patrimoni culturali di proprietà comunale, per le biblioteche e la promozione della lettura, serve garantire futuro, con strumenti adeguati, agli interventi del Pnrr Cultura, valorizzare ulteriormente e valutare l’estensione dell’Art Bonus, puntare sulla digitalizzazione del patrimonio culturale e impostare politiche di sinergia e rafforzamento tra i siti Unesco e tra le Città Creative Unesco, che rappresentano una leva di sviluppo nazionale dai margini di crescita ancora ampi“.

“I comuni sono il corpo vivente della cultura nazionale e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, da oltre un secolo, è il presidio che, di concerto con gli altri attori istituzionali, ne convoglia interessi e aspirazioni, ne promuove lo sviluppo, ne difende la specificità. È una grande gioia, un traguardo importante e, allo stesso tempo, un bellissimo punto di partenza vedervi riuniti nel nome della cultura” – ha proseguito il ministro sottolineando come “i comuni siano l’anima dell’Italia universale, il capolavoro sociale e istituzionale della sua civiltà millenaria, con una molteplicità di geni locali che ha dato origine, nel tempo, a una costellazione culturale che ci rappresenta nel senso più autentico e profondo“.

“I comuni italiani custodiscono una parte rilevante del nostro patrimonio: musei, biblioteche, archivi storici, teatri, auditorium, spazi per gli spettacoli dal vivo, luoghi di produzione” – ha continuato il Ministro Giuli, che ha inteso ricordare “l’impegno profuso per offrire nuove possibilità di accesso alla cultura e all’arte in tutta Italia. Con l’obiettivo di diffondere sul territorio “semi di comunità” che renderanno tutti partecipi della “grande bellezza” costituita dal patrimonio culturale italiano. Cari amici dell’Anci continuate a fare del vostro meglio e sappiate che in questo ambito il Ministero della Cultura è e sarà sempre al vostro fianco” conclude il messaggio inviato alla riunione della Commissione Cultura dell’Anci che si è tenuta ieri a Roma.

Situazione Nuoto Catania, la nota societaria:”Buona salute”

Il finale di stagione della Nuoto Catania è terminata con l’uscita di scena di vari componenti dello staff dirigenziale e tecnico e la società tramite una nota social ha chiarito la propria posizione.

La nota della Nuoto Catania

“La società Nuoto Catania desidera chiarire alcuni aspetti in merito alla campagna denigratoria messa in atto da ex tesserati dimissionari. La società gode di buona salute finanziaria,dal primo giorno il presidente ed amministratore unico Di Salvatore ha parlato di un percorso triennale e si conferma che si è perfettamente in linea con quanto prefissato; a prova di ciò l’acquisizione e quindi espansione del brand e del numero dei tesserati in più strutture anche pubbliche. Ciò non sarebbe avvenuto se tutta la documentazione amministrativa non fosse in regola. Crescita tecnico-agonistica. Al primo anno si è reputato opportuno conoscere e collaborare con le persone che hanno rappresentato la didattica tecnica più o meno recente di questa società…Il campo ha detto: play off promozione Serie A2, semifinali nazionali Juniores, al momento quarti di finale nazionali categoria Allievi. siamo grati del lavoro svolto, abbiamo imparato molte cose; la società ha dovuto affrontare a stagione avanzata cicloni imprevisti che avrebbero messo in ginocchio chiunque ed invece sono stati superati; ciò ha portato alle dimissioni del tecnico Dato,serio professionista e persona perbene. Questo rappresenta l’unico grande rimpianto. Purtroppo cari tifosi gli imprevisti quando si rileva un azienda capitano è chi ne porta il peso delle responsabilità deve affrontare delle scelte anche se difficili. Situazione diversa per i settori giovanili e parte della dirigenza: siamo sinceramente convinti che si è svolto un buon lavoro di formazione tecnica dei nostri tesserati,ma siamo certi che si possa e si debba alzare l’asticella per raggiungere traguardi di eccellenza avvalendosi di professionisti ma soprattutto persone che possano essere un riferimento non solo tecnico ma anche “morale” per i nostri ragazzi ed atleti. A breve come già dichiarato pubblicamente verrà annunciata la squadra di tecnici e dirigenti che rappresenterà la Nuoto Catania per i prossimi anni. Tutto in linea con quanto dichiarato dall’inizio dove si è sempre parlato di percorso triennale“.

FOTO DI REPERTORIO

Luca Parmitano verso Artemis III: dal 2027

La missione Artemis III vedrà partecipe come pilota un illustre cittadino del territorio catanese ed etneo: si tratta del noto astronauta Luca Parmitano.

Luca Parmitano al microfono in una conferenza (foto di repertorio)

Chi è Luca Parmitano

Paternese classe 1976, sposato due volte e padre di due figlie, entra in Aeronautica militare nel 1995 a Pozzuoli, per poi laurearsi in Scienze Politche all’Università degli Studi di Napoli Federico II nel 1999; incomincia l’esperienza con Us Air Force nel 2001, qualificandosi anche come ewo a Pratica di Mare, per diventare nel 2009 astronauta Esa, compiendo nel 2013 lo storico primo viaggio nello spazio (diventando anche il primo astronauta italiano a svolgere attività extraveicolari). Nel 2018 egli ha fatto parte delle missioni Expedition 60 e 61, poi la laurea honoris causa in Economia e Management all’Università Lumsa di Roma, nel 2023 il Premio America della Fondazione Italia Usa, fino all’attuale chiamata per la missione Artemis III.

FOTO DI REPERTORIO