Home Blog Page 57

Verso Catania-Lecco, Toscano: «dobbiamo fare una partita intensa»

0

Il sogno B continua per i cuori rossazzurri, pronti domani a invadere il “Massimino”. Previsto il pubblico delle grandi occasioni, con coreografie e cori che accompagneranno i ragazzi di Mimmo Toscano fino al novantesimo minuto. Quasi una lama a doppio taglio per chi indosserà quella maglia, una maglia che, ancora una volta, merita sicuramente il tanto auspicato sogno promozione.

In sala stampa

Il tecnico etneo predica concentrazione e lucidità, evitando qualsiasi distrazione legata ai calcoli o al risultato dell’andata. «Non dobbiamo pensare al risultato, ma alla prestazione», ha ribadito Toscano più volte nel corso della conferenza stampa, sottolineando come nei playoff basti un attimo per compromettere tutto. Per questo motivo il Catania dovrà partire forte, mantenere intensità e restare mentalmente dentro la partita dal primo all’ultimo minuto.

L’allenatore rossazzurro ha confermato che le valutazioni sull’undici titolare verranno sciolte soltanto nelle ultime ore, anche alla luce delle buone risposte arrivate da chi è subentrato nella gara d’andata. Toscano ha elogiato in particolare l’impatto avuto da D’Ausilio, Jimenez, Allegretto e Donnarumma, sottolineando ancora una volta quanto il contributo della panchina possa risultare decisivo in una fase della stagione dove ogni dettaglio pesa.

Sul fronte tattico, il tecnico si aspetta un Lecco diverso rispetto alla sfida di domenica, soprattutto in caso di recupero di alcuni elementi chiave a centrocampo. Toscano, però, guarda soprattutto in casa propria: «La differenza la farà la nostra prestazione». Un concetto ripetuto quasi come un mantra, accompagnato dalla convinzione di avere ritrovato nelle ultime settimane compattezza, equilibrio e spirito di gruppo dopo il ritiro e il lavoro svolto lontano dai riflettori.

Fondamentale sarà anche la spinta del pubblico del Massimino. «Il pubblico di Catania incide sempre tantissimo», ha spiegato Toscano, chiamando squadra e tifosi a vivere insieme una notte da dentro o fuori. L’impianto sarà gremito in ogni ordine di posto, con coreografie già in preparazione e un entusiasmo che testimonia quanto la città creda ancora nella rincorsa alla Serie B.

Il comunicato della società

Metro: mercoledì, per Catania-Lecco, orario prolungato e ritorno gratuito dalla stazione Cibali.In occasione del match di ritorno del 2° turno playoff fase nazionale Lega Pro 2025/2026, in programma mercoledì prossimo allo Stadio “Angelo Massimino” di Catania, su specifica richiesta del sindaco Enrico Trantino, la Metropolitana gestita da FCE si mette al servizio dei viaggiatori per una serata all’insegna dello sport e della mobilità sostenibile. Per agevolare gli spostamenti e ridurre il traffico veicolare nell’area circostante l’impianto sportivo, tutti i viaggiatori che si recheranno ad assistere al match utilizzando la Metropolitana avranno la possibilità, al termine della partita, di effettuare gratuitamente la corsa di ritorno dalla stazione Cibali. Inoltre il servizio di Metropolitana sarà straordinariamente prolungato, mantenendo la normale frequenza dei treni, con l’ultima corsa in partenza dalla stazione Monte Po alle ore 23:00 e l’ultima corsa dalla stazione Stesicoro alle ore 23:30. L’iniziativa promosso dal sindaco è frutto di una sinergia tra Comune di Catania, Ferrovia Circumetnea e Catania Football Club, volta a migliorare l’accessibilità all’impianto sportivo in occasione di grandi eventi.

Stefano Trimboli alla guida della Femca Cisl di Catania

L’elezione è avvenuta nel corso del consiglio generale riunitosi ieri, alla presenza dei segretari nazionali Sebastiano Tripoli, generale aggiunto, e Giovanni Rizzuto, responsabile Nel suo intervento, Tripoli ha richiamato il ruolo strategico del territorio etneo per la Femca: Catania, ha spiegato, è un’area ad alto valore industriale e produttivo, dove il sindacato è chiamato a rafforzare competenze e capacità di lettura dei nuovi scenari economici, energetici e geopolitici. Centrale, ha aggiunto, è la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese attraverso contrattazione, welfare, formazione, sicurezza e inclusione, strumenti indispensabili per costruire relazioni industriali moderne.

Alla nuova segreteria sono arrivati gli auguri di buon lavoro del segretario generale della Cisl catanese, Maurizio Attanasio, che ha evidenziato come la guida di Trimboli rappresenti «un segnale forte di impegno per il territorio etneo, caratterizzato da realtà produttive rilevanti sia nel privato sia nelle partecipate». Attanasio ha inoltre ringraziato Giuseppe Coco per il lavoro svolto negli anni alla guida della struttura provinciale.

Policlinico, prelievo multiorgano di fegato, reni, cornee:”Atto di civiltà”

Un prelievo multiorgano è stato effettuato nel presidio “Rodolico” dell’Azienda ospedaliero‑universitaria Policlinico “Gaspare Rodolico – San Marco” di Catania su una donna deceduta in seguito a un grave danno cerebrale. In un momento segnato dal dolore, i familiari hanno scelto di autorizzare la donazione degli organi, compiendo un gesto di grande umanità che permetterà a diversi pazienti in attesa di trapianto di guardare al futuro con rinnovata speranza.

Gli organi prelevati – fegato, reni e cornee – sono stati destinati ai centri trapianto grazie alla collaborazione consolidata tra l’Azienda ospedaliero‑universitaria di Catania, l’Ismett di Palermo e il Centro regionale trapianti. L’accertamento di morte cerebrale è avvenuto secondo le procedure previste, con il coinvolgimento della direzione aziendale. La commissione medica era composta dalla neurologa Daniela Fatuzzo, da Francesco Leonforte della Direzione medica di presidio e da Dario Rinzivillo, responsabile della Terapia intensiva del padiglione 8.

“Desidero esprimere il più sentito ringraziamento ai familiari della donna che, pur nell’immenso dolore, hanno compiuto una scelta di grande umanità e altruismo” – sottolinea il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito – “La donazione degli organi rappresenta un atto di civiltà che trasforma una tragedia in speranza per tante persone. Un ringraziamento va anche a tutti i professionisti coinvolti che, con competenza e un perfetto lavoro di squadra, hanno reso possibile questo importante percorso di solidarietà“.

Presentato “Catania Comunità Educante”: le attività previste

Presentato in sala consiliare a Catania il progetto “Catania Comunità Educante“, presentato dall’assessore comunale ai Servizi sociali Serena Spoto, alla presenza di rappresentanze istituzionali e della società civile, progetto pedagogico per migliorare le vite dei minori del territorio.

In cosa consiste il progetto

Il progetto è quello di una cabina di regia coordinata dall’ente comunale che faccia da raccordo tra i diversi programmi e attività costruiti e sviluppati nei territori, per trasformare il contesto cittadino in un ecosistema educante che valorizzi presidi aggregativi, centri multifunzionali, oratori, biblioteche, sport laboratori, doposcuola; la disamina si è concentrata su interventi in settori quali asili nido, educativa territoriale e domiciliare, affido familiare, mediazione e spazio neutro, servizi diurni per minori indigenti, comunità per minori, minori detenuti e accompagnamento educativo, care leavers, servizi asacom e saim, centri diurni per minori disabili, scuole e tempo prolungato, attività sportive, centri di aggregazione, hub multifunzionali, progetti di rieducazione. 

Le dichiarazioni dell’assessore comunale Serena Spoto

“La nostra Città sta dimostrando una vivacità straordinaria, animata da numerosi patti educativi e iniziative che nascono ogni giorno nel cuore dei nostri quartieri. Il nostro obiettivo, in piena sinergia con l’assessorato alla Pubblica Istruzione, è raccogliere questo fermento per trasformarlo in una strategia di sistema. Vogliamo che ogni protocollo diventi un’azione concreta per contrastare, insieme, la povertà educativa e il disagio minorile con risposte rapide ed efficaci.  Un traguardo che non sarebbe possibile senza un grande lavoro di squadra tecnico. Per questo ringrazio la direttrice dei Servizi sociali, Lucia Leonardi, e il funzionario responsabile Arcidiacono, per l’impegno e la professionalità nel coordinare questa complessa ma fondamentale architettura di rete“.  

Under 13 Jr Nba, il Basket Giarre vince la finale interzona di Reggio

Il Basket Giarre continua a scrivere una pagina entusiasmante della propria stagione giovanile. Dopo il trionfo regionale conquistato appena una settimana fa alle Final Four di Patti, la formazione Under 13 gialloblù si è ripetuta anche oltre lo Stretto, imponendosi nelle finali interzona Jr NBA disputate a Reggio Calabria.

La squadra allenata dai coach Giovanni Di Bella e Carmelo Minnella, associata nella competizione Jr NBA alla franchigia dei Denver Nuggets, ha avuto la meglio sulle rappresentative campane e calabresi al termine di un weekend ad alta intensità cestistica. Alla manifestazione hanno preso parte anche San Antonio Spurs/Lumaka Reggio Calabria, Portland Trail Blazers/JuveCaserta e Brooklyn Nets/Pallacanestro Cercola.

Il cammino dei giovani etnei è stato autorevole sin dalla semifinale di sabato, quando i giarresi hanno superato JuveCaserta con il punteggio di 75-59, mostrando organizzazione, intensità e una notevole maturità per la categoria. Ancora più combattuta la finale disputata ieri al PalaLumaka di Reggio Calabria, dove il Basket Giarre ha avuto la meglio su Cercola per 70-66 al termine di una gara equilibrata e giocata in un clima di grande correttezza sportiva tra le due società.

Un successo che conferma la crescita del movimento giovanile gialloblù e che apre ora le porte a un appuntamento decisivo. Mercoledì, infatti, il Basket Giarre sarà atteso a Cosenza dalla sfida contro la Fortitudo Basket Francavilla, seconda classificata dell’interzona pugliese. In palio c’è l’accesso alle finali nazionali di Ancona, traguardo che renderebbe straordinario il percorso della formazione siciliana.

A raccontare lo spirito del gruppo è coach Di Bella:

«Siamo arrivati a Reggio Calabria con l’atteggiamento giusto e con la consapevolezza di non voler lasciare nulla al caso. Questi ragazzi stanno dimostrando una qualità importante: hanno capito che certe partite vanno affrontate con concentrazione dal primo all’ultimo minuto. Allo stesso tempo, però, devono vivere tutto con serenità, ricordandosi che il basket resta un gioco e che bisogna sempre dare il massimo senza farsi condizionare da ansia o timori».

L’allenatore sottolinea anche la qualità delle prestazioni offerte nel corso del weekend:

«Contro Caserta e Cercola la squadra ha risposto molto bene, interpretando le gare nel modo corretto. Adesso pensiamo alla prossima sfida contro Francavilla, che affronteremo con lo stesso spirito e la stessa determinazione».

TABELLINI:

SEMIFINALE

BASKET GIARRE – JUVECASERTA 75-59

GIARRE: Savia 11; Messina 3; A. Cristofaro 28; Di Maria, Scandurra, Stivala 10; L.Cristofaro; Butera, Nicolosi 1; Trunzo 9; Geracitano 13. Coach: Di Bella / Minnella.

CASERTA: Vitelli 17; Fraginoli 20; Caparelli 10 Parente; Sarno 4; Johnson; Maddaloni 12; Vitiello; Perrotta; Bologna 2. Coach: Piantadosi / Tallarino.

FINALE

BASKET GIARRE – PALLACANESTRO CERCOLA 70-66

GIARRE: Savia 9: Messina 19; A. Cristofaro 17; Di Maria; Scandurra; Stivala 5; L. Cristofaro; Butera; Nicolosi 2; Trunzo 12; Geracitano 6. Coach: Di Bella / Minnella.

CERCOLA: Cirillo De Michino; Carrin; Picardi 4; Sannino 3; Ferrara; Brasile 26; Vitiello 10; Pellegrino 2; Fanchini 8; Miranda; De Cicco 10. Coach: Esposito.

Catania Women a un passo dalla Coppa Italia di C: sconfitta ai rigori dalla Pro Sesto

0

Clamoroso al “Francesca Gianni” di Roma: il Catania Women dopo aver dominato per larghi tratti ed essere andata in vantaggio al 51‘ con Giulia Martinelli la finale contro la Pro Sesto si fa raggiungere nel recupero (91′ precisamente) da Accoliti e perde per 5-3 ai rigori, perdendo così la grande occasione per vincere la Coppa Italia di Serie C; sempre domenica prossima 24 maggio lo stesso stadio sarà ancora il palcoscenico delle rossazzurre che affronteranno il Südtirol nella “tanto attesa” finale promozione, obiettivo stagionale fin dagli inizi.

Il tabellino della partita

Pro Sesto 1 – 1 Catania (6-4 dcr)

Marcatori: 51′ Martinelli (C), 91′ Accoliti (P)

Sequenza rigori: Bertuetti (P) gol, Basilotta (C) gol, Marino (P) gol, Cammarata (C) gol, Gentile (P) gol, Palts (C) gol, Pasquali (P) gol, Fuggle (C) respinto, Carravetta (P) gol.

Pro Sesto: Selmi, Dell’Acqua, Ciocca, Riva (86′ Marino), Gentile, Mariani (64′ Carravetta), Fico, Arosio (80′ Ronchetti), Pasquali, Bertuetti, Accoliti

A disposizione: Piombo, Arrigoni, Esposito, Rovelli, Aprile, Battocchio. Allenatore: Pierangeli

Catania: Macera, Cammarata, Martinelli (73′ Suvitra), Fiorella, Teern, Panarello, Palts, Vacchino (85′ Romano), Fuggle, Lillemäe, Sgambato (61′ Basilotta)

A disposizione: Orlando, Pietrini, Lanteri, Barbarino, Sciuto, Bilardi. Allenatore: Reitano

Arbitro: Musumeci di Cassino. Assistenti: Ciufoli di Albano Laziale e Di Carlantonio di Roma 2

FOTO IN EVIDENZA DI FILIPPO GALTIERI

L’Europa davanti allo specchio: chi decide davvero il nostro futuro?

C’è un momento, nella vita dei popoli come in quella delle persone, in cui bisogna fermarsi, guardarsi allo specchio e chiedersi: che cosa stiamo diventando? L’Europa, oggi, sembra proprio in quel punto lì. Un punto sgradevole, quasi doloroso. Eppure inevitabile. Cammino spesso per le vie delle nostre città – quelle vere, non quelle narrate nei fascicoli di Bruxelles – e mi capita sovente di pensare che qualcosa si sia incrinato. Non parlo solo di sicurezza o di immigrazione, ma di una sensazione più sottile, più profonda: la sensazione che qualcun altro stia impugnando il volante, mentre noi siamo relegati al sedile posteriore.

Un’Europa che parla di popoli, ma ascolta altri interlocutori

Le istituzioni europee continuano a ripetere che tutto ciò che fanno è “per il bene comune”. Eppure, quando si osservano le scelte concrete – soprattutto sulla gestione migratoria – si ha l’impressione che il “bene comune” sia diventato un concetto elastico, modellato da tavoli tecnici, lobby, organismi non eletti e una burocrazia che sembra vivere in un mondo parallelo. È come se esistesse un governo ombra, non nel senso cinematografico del termine, ma come una rete di influenze che orienta le decisioni senza mai esporsi. E noi? Noi restiamo qui, a chiederci perché nessuno sembri più rispondere davvero ai cittadini.

Il nodo migratorio: una questione che scotta

Parliamoci chiaro: l’immigrazione non è un tema da salotto. È un tema che si vive nelle strade, nei quartieri, nelle scuole, nei servizi sociali. E quando le politiche falliscono – perché sì, in molti casi hanno fallito – le conseguenze non ricadono sui commissari europei, ma sulle persone comuni. Molti cittadini chiedono semplicemente ordine, regole, controlli seri, espulsioni rapide per chi delinque. Non è estremismo, è buon senso. Eppure, ogni volta che qualcuno solleva il problema, viene trattato come se avesse pronunciato una bestemmia politica.

Identità culturale: un tema che fa paura solo a chi non vuole affrontarlo

C’è poi la questione dell’identità. Un tema che l’Europa ufficiale evita come si evita una stanza buia. Eppure, è lì che si gioca il futuro del continente. Le culture europee – tante, intrecciate, cariche di storia – non sono un limite, ma un’eredità comune da custodire. E quando i cittadini temono che questo patrimonio possa essere eroso da trasformazioni troppo rapide e non governate, non stanno facendo propaganda: stanno esprimendo un disagio reale. A volte mi chiedo perché sia così difficile dirlo apertamente. Forse perché ammetterlo significherebbe riconoscere che qualcosa, nelle politiche europee, non ha funzionato.

La domanda che nessuno vuole affrontare

Alla fine del percorso, sopravvive una sola domanda, semplice e tagliente: chi decide davvero il futuro dell’Europa? I popoli? O un sistema di potere che opera dietro le quinte, lontano dagli occhi e dalle urne? È una domanda che fa tremare i polsi, lo ammetto. Ma è anche la domanda che milioni di europei si pongono ogni giorno, spesso in silenzio, spesso con un misto di rabbia e rassegnazione.

Un’Europa che deve tornare a guardare in faccia la realtà

Se l’Europa vuole sopravvivere come progetto politico e culturale, deve tornare a fare una cosa semplice: ascoltare. Ascoltare davvero. Non con la sufficienza di chi pensa di sapere già tutto, ma con l’umiltà di chi riconosce che il popolo vede cose che i palazzi non vedono più. Serve trasparenza. Serve sovranità. Serve il coraggio di dire che alcune scelte sono state sbagliate. E serve, soprattutto, la volontà di rimettere i cittadini al centro. Perché un’Europa che non ascolta i suoi popoli non è un’Europa moderna. È un’Europa stanca, fragile, in balia di forze che non rispondono a nessuno. E noi, sinceramente, non possiamo permettercelo.

FOTO DI REPERTORIO

Play-off Serie C, Lecco-Catania finisce 0-0: basta un pari al ritorno

0

Il Catania pareggia senza subire gol nella prima gara dei play off a Lecco, davanti ai suoi 1.200 tifosi che da Catania hanno raggiunto la propria squadra. Tutto sarà deciso nel match di ritorno dove i rossazzurri hanno due risultati su tre a proprio favore

La partita

LECCO (3-5-2): Furlan, Zanellato (sostituito al 72′ con Pellegrino), Mallamo, Urso (sostituito al 86′ con Mihali), Battistini, Bonaiti, Tanco (sostituito al 45′ con Marrone), Šipoš (sostituito al 61′ con Parkers), Romani, Konaté (sostituito al 72′ con Voltan), Kritta.

A disp. Dalmasso, Ferrini, Ndongue,ì, Basili, Cosi, Lovisa, Anastasini.

All. Valente

CATANIA (3-4-2-1): Dini; Ierardi (sostiuito al 59′ con Allegretto), Miceli, Pieraccini (sostituito al 83′ con Donnarumma); Casasola (sostitutito al 72′ con Raimo) , Quaini, Di Tacchio, Celli; Bruzzaniti (sostituito al 45′ con D’Ausilio), Cicerelli (sostituito al 72 con Jimenez); Forte (sostituito al 80′ con Caturano). 

A disp: Bethers, Rolfini, Cargnelutti. 

Allenatore: Toscano

Primo tempo

Si affaccia il Lecco con Romani con un tiro finisce fuori al 5′. Al 9′, invece, arriva il primo squillo per Dini su calcio di punizione dopo un cross effettuato dal Lecco, il portiere devia. Il primo angolo lo batte il Catania al 13′ che però non riesce a sfruttare. 17’ ci prova Konate dopo lo scambio ma Dini para con sicurezza. Si accende la partita al 21′ e vengono ammoniti Battistini e Kritta.
36’ è Forte ad avere l’unica occasione di tutto il primo tempo, prendendo la traversa dopo un colpo di testa su cross di Casasola

Dopo un minuto di recupero il primo tempo finisce 0-0.

Secondo Tempo

Il secondo tempo si apre con il primo tiro in porta al 48′ da parte del Lecco con Konate che spaventa la panchina rossazzurra. Anche il Catania si affaccia, lo fa al 52′ con l’angolo battuto dal solito Cicerelli. Al 64′ è Quaini a mettere un cross insidioso per Cicerelli che non riesce a battere a rete dopo il tocco del portiere.

La partita si accende con azioni e capovolgimenti di fronte che non vengono sfruttati. Squadre che si allungano e occasioni, non proprio insidiose, per entrambe le squadre. Al 93′ è D’Ausilio a tirare a botta sicura nello specchio, con il portire che risponde.

Dopo 5 minuti di recupero, il direttore di gara manda tutti negli spogliatoi. Finisce 0-0 dopo i primi novanta minuti

Palio Unict XXI edizione, si conferma Medicina: 7o titolo

La Catania studentesca e sportiva ha vissuto la XXI edizione del Palio d’Ateneo Unict (organizzato dal Cus Catania) che ha visto la vittoria nel “medagliere” di Medicina per il secondo anno consecutivo (settimo assoluto) con il punteggio di 519 punti, seguiti da Ingegneria a 491 punti ed Economia a 451; non di meno anche la sezione del “Palio Eunice” (giunta alla terza edizione): formata da 14 studenti, 10 atenei partners di Spagna, Polonia, Svezia, Portogallo, Belgio e la detentrice Italia, vedendo il successo portoghese.

La presentazione della manifestazione a Palazzo Centrale di piazza Università

Questa XXI edizione ha visto una tre giorni intensa non soltanto dal punto di vista agonistico tra gli studenti universitari, ma anche sui grandi valori morali e formativi su cui si basa anche il mondo accademico.

Le dichiarazioni dei protagonisti

“Il Palio d’Ateneo è amicizia, entusiasmo, vitalità. L’emozione provata in questi giorni nell’aver visto e vissuto da rettore questo primo Palio, è stata davvero forte. Vedere nascere le amicizie con gli universitari dei cinque Atenei stranieri o consolidare i legami tra gli studenti anche in occasioni come queste, è straordinario. Il Palio non è soltanto sport o competizione, è una manifestazione magnifica. Il ringraziamento più grande va a tutti gli studenti e alle studentesse che hanno partecipato, tifato, organizzato, e reso possibile questa festa collettiva. Un sincero grazie al Cus Catania, con in primis il presidente, che ha dimostrato anche quest’anno una notevole capacità organizzativa. Il merito della bellissima atmosfera di festa qual è il Palio, è degli organizzatori, dei volontari, delle associazioni studentesche e di tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte con passione e dedizione” – ha detto il Rettore Enrico Foti.

I punteggi finali

“Il Palio d’Ateneo è un susseguirsi di emozioni. Un insieme di bellissime cartoline che si sovrappongono e raccontano la sfilata dei Dipartimenti in via Etnea, i giochi e la vitalità alle Capannine, e la competizione agonistica mista alla goliardia dei tornei disputati nei nostri impianti sportivi. Il Palio d’Ateneo, l’unico nel suo genere in Italia, è un evento che in molti altri Cus ci invidiano. E avere anche la partecipazione di studenti stranieri provenienti da Atenei europei, frutto delle European Universities partner di Eunice, di cui il nostro prestigioso Ateneo fa parte, è un valore aggiunto. Il Palio è una festa che unisce la Città di Catania”. Sono state le parole del presidente del Cus Catania Massimo Oliveri.

Fabrizio Corona a Catania, fra applausi e scoop: “Spettacolo serio”

Fabrizio Corona aveva annunciato un tour a dir poco sensazionale e, fino a questo momento, così sembrerebbe essere stato — almeno da quanto lascia intendere lui stesso. Ma non si accontenta: il vero obiettivo sarebbe quello di fare “scacco matto al potere dei media” — titolo del tour teatrale — seguendo lo stile che lui stesso ha imposto nella sua serie YouTube.

“Falsissimo a teatro”, Catania 14 maggio 2026

«Ragazzi, questo è uno spettacolo serio, eh»: sono queste le primissime parole pronunciate subito dopo l’ingresso in scena e gli applausi ricevuti. La parola più utilizzata durante l’intera serata è “potere”.

Secondo Fabrizio Corona, immaginando un ipotetico asse cartesiano, il potere si misura in base alla quantità di “segreti” che si conoscono, rapportata alla «qualità intellettuale» di chi li detiene. Non proprio una citazione weberiana, ma un concetto che lascia intendere chiaramente come, secondo lui, più si abbia la possibilità di tenere sotto scacco personalità di rilievo grazie alle informazioni custodite nel proprio archivio, maggiori saranno le opportunità di scalare la montagna del “potere”.

Fra i richiami alle puntate che hanno già collezionato milioni di visualizzazioni su YouTube e alcune novità lanciate nel corso della serata, c’è spazio anche per la provocazione finale, a luci riaccese, prima di lasciare spazio alle domande del pubblico: «Mi presento alle elezioni oppure no?».

Dopotutto Fabrizio Corona non è nuovo alle cronache politiche: durante le ultime elezioni comunali del capoluogo etneo era stato infatti convocato dal candidato sindaco Lipera. Sarà forse l’inizio di un nuovo corso?