Prontamente effettuato un sopralluogo sulla Timpa di Santa Maria La Scala. L’intervento degli speleologi si era necessario dopo il distacco di un masso.
L’area circostante la Grotta delle Colombe è stata ispezionata accuratamente per evitare ulteriori criticità e per valutarne l’attuale stabilità. A seguito dei rilievi effettuati in mattinata verranno prese le precauzioni utili a mettere l’area in sicurezza.
Il sopralluogo è stato eseguito dagli esperti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – sezione Sicilia, incaricati dal Dipartimento regionale della Protezione Civile dietro richiesta del sindaco del comune acese, Roberto Barbagallo. Insieme al primo cittadino hanno presenziato alle operazioni l’assessore alla Protezione Civile Giuseppe Vasta, il dirigente Antonino Borzì e i componenti della V Commissione consiliare, Lorenzo Leotta, Rosario Scalia, Gaetano Di Mauro e Alfio Messina.
Le parole del sindaco Barbagallo riflettono l’interesse per la salvaguardia ambientale e per gli abitanti delle case sottostanti alla zona interessata dal primo smottamento. «La momentanea tregua del maltempo sta consentendo ai tecnici di effettuare verifiche puntuali sull’intera area, al fine di accertare eventuali condizioni di rischio,– ha dichiarato il sindaco-. Una volta acquisita la relazione tecnica, avvieremo un confronto con la Regione Siciliana per individuare tutte le azioni di prevenzione necessarie e garantire la piena sicurezza del costone roccioso».
Il Paternò è sempre più ultimo, ma soprattutto stavolta si trova ad un passo dalla retrocessione aritmetica in Eccellenza: sconfitta in quel di Lamezia Terme contro l’ottima formazione calabrese del Sambiase, che dopo aver vinto per 1-2 proprio in terra etnea ad Acireale, vince per 3-1 sui rossazzurri e si porta a -2 dal quinto posto (ultimo valido per i play off) dell’Igea Virtus (che invece cade 1-0 a Ragusa); per la squadra paternese la situazione si fa dura in quanto la Sancataldese ha vinto a Vibo Valentia (0-2 nello scontro salvezza contro la Vibonese) motivo per cui se non dovesse vincere nel prossimo turno e gli amarantoverdi con il Messina e Castrumfavara dovessero vincere le loro partite, significherebbe retrocessione aritmetica in Eccellenza, in una stagione che ha visto sicuramente più amarezza che soddisfazione finora.
Il lungomare catanese “si rifa il look“: a partire da piazza Leonardo Sciascia (nei pressi di piazza Europa), il nuovo servizio per il mantenimento qualitativo, il ripristino e la valorizzazione delle piazze, aree verdi e strutture sportive di recente realizzazione nell’ambito del programma “Catania Spazio Sport“, danneggiate da atti di vandalismo o fenomeni atmosferici estremi.
Un momento di lavoro nell’area di piazza Leonardo Sciascia
Gli spazi interessati
Gli spazi interessati sono: la piazza già menzionata prima, piazza Franco Battiato (conosciuta dai più come piazza Nettuno), piazza Europa, viale Bummacaro, Centro Polisportivo Villaggio Sant’Agata, piazza Santa Maria Ausiliatrice, Skate Park Parco Gioeni, Parco Madre Teresa di Calcutta, area Monte Po, via Villa Glori, parchi inclusivi di piazza Aldo Moro, Villaggio Sant’Agata, Villaggio Santa Maria Goretti, piazza Mercato, via Abate Silvestri, Parco Gioeni e campo sportivo corso Martiri della Libertà.
Il servizio, finanziato con i fondi della tassa di soggiorno, prevede interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti elettrici e idrico-sanitari, minuto mantenimento edile, cura del verde, verifica e ripristino delle attrezzature ludico-sportive e gestione dei rifiuti. Le lavorazioni sono attivate su richiesta dell’amministrazione con tempistiche definite per interventi programmati e a guasto, remunerate a consuntivo secondo prezzari regionali.
Lavori nei pressi di un’altalena in piazza Leonardo Sciascia
La soddisfazione dei consiglieri comunali Alessandro Campisi ed Erika Bonaccorsi
Presenti svariati amministratori facenti parte della giunta comunale catanese ed altri dirigenti pubblici, tra cui i consiglieri comunali Alessandro Campisi (che ricopre anche la carica di assessore metropolitano) ed Erika Bonaccorsi, che hanno manifestato la loro soddisfazione per la nuova programmazione “Catania Spazio Sport“:
“Con l’avvio degli interventi di riqualificazione da piazza Leonardo Sciascia prende concretamente forma un percorso di rigenerazione urbana che punta a restituire decoro, sicurezza e piena fruibilità agli spazi sportivi cittadini”.
Lo dichiarano i due consiglieri comunali in riferimento al progetto “Spazio Sport”, avviato nella Città di Catania, che prevede interventi di manutenzione e recupero delle aree ludico-sportive.
“Si tratta di un segnale importante” – proseguono – “perché si interviene su luoghi che rappresentano punti di aggregazione fondamentali per i giovani e per le famiglie. Piazza Sciascia è solo il primo passo di un piano più ampio che deve coinvolgere progressivamente tutto il territorio”.
Secondo Alessandro Campisi ed Erika Bonaccorsi, il decoro urbano e la cura degli impianti sportivi non sono solo una questione estetica, ma anche sociale:
“Restituire qualità agli spazi pubblici significa contrastare degrado e marginalità, promuovendo invece inclusione, sport e partecipazione attiva”.
“Continueremo a monitorare l’andamento degli interventi” – concludono – “affinché il cronoprogramma venga rispettato e affinché questo progetto non resti un’azione isolata, ma diventi una politica strutturale per la Città”.
Il pareggio per 1-1 nel delicato scontro diretto in casa del Castrumfavara é un occasione persa per l’Acireale per uscire definitivamente dalla zona play-out, che rischia seriamente di pesare nella economia del campionato. La salvezza diretta dista un solo punto ma l’Enna ha due partite in meno e il Ragusa ha inaspettatamente vinto contro l’Igea Virtus guadagnando punti sui granata che nelle ultime 4 partite rimaste non possono più sbagliare se vogliono evitare, almeno quest’anno, i drammatici play-out.
Cronaca della partita
Primo Tempo
Al 10’ ci prova l’Acireale con l’insidioso tiro-cross di Rechichi ma il portiere ex granata Di Silvestro respinge con i pugni. Al 33’ i padroni di casa si fanno vedere nella metà campo avversaria con De Min che tenta di impensierire Di Franco che é bravo a respingere. Due minuti dopo arriva il vantaggio acese grazie a una prodezza di capitan Cozza che controlla col petto, calcia da fuori area e batte Di Silvestro beffato dal rimbalzo del pallone.
Secondo Tempo
Ad inizio ripresa prova a rendersi pericoloso il Castrumfavara: al 3’st sempre De Min si procura lo spazio per calciare, ma il pallone termina fuori e al 10’st Chmarek cerca il gol, ma il pallone circola lontano dai pali. Al 13’ st nitida occasione da gol per gli etnei con Kean che alza il pallone in area servendo Boulahia che colpisce di testa, spedendo però il pallone fuori. Al 18’ st l’episodio che decide la partita e anche gli equilibri dei bassifondi della classifica: Etchegoyen crossa dalla destra, Chmarek fa la torre, Varela colpisce di testa e Di Franco, imperfetto, respinge il pallone nella propria porta, concedendo il pari ai padroni di casa. Gli ospiti reagiscono al 23’st con la conclusione di Cozza che viene deviata in angolo da Ferrante e nel finale con D. Di Stefano che ci prova da calcio piazzato, ma Di Silvestro risponde e salva i suoi.
Tabellino della partita
Castrumfavara (4-3-3): Di Silvestro, Ferrante, Di Paola, Lo Duca (1′ st Chmarex), De Min, Etchegoyen, Francofonte (Piazza 44′ pt), Varela, Tripicchio, Lanza (45′ st Sorce), Schembari (45′ st Privitera). A disp. Lauritano, Nzila, Scolaro, Saito, Collura. All. Infantino
Acireale: Di Franco, Di Stefano S., Di Mauro (1′ st Kean, 33′ st Hebeck), Gagliardi (27′ st Di Stefano D.), Cozza, Semenzin, Demoleon, Toure (14′ st Puglisi), Rechichi, Daqoune, Boulahia (27′ st Lo Faso). A disp. Negri, Floridia, Gallo, Maimone. All. F. Cozza
Innovazione tecnologica, formazione avanzata e trasferimento di competenze: sono i tre assi strategici su cui si consolida la rinnovata collaborazione tra l’ateneo e il Tribunale catanse; un’intesa rilanciata martedì sera durante l’incontro tra il nuovo presidente del Tribunale, Mariano Sciacca, e il rettore Enrico Foti, ospitato nel Palazzo centrale dell’Ateneo. Ad accogliere il presidente Sciacca, insieme al rettore, anche la prorettrice Lina Scalisi e il direttore generale Corrado Spinella.
Ia e Giustizia: un fronte strategico
Il dialogo ha messo in luce un ambito di sviluppo particolarmente rilevante: il rapporto tra intelligenza artificiale e sistema giudiziario. Su questo terreno sono già attive collaborazioni con diversi dipartimenti universitari, impegnati in progetti che valorizzano competenze locali e puntano alla creazione di modelli replicabili anche a livello nazionale.
Un capitolo centrale riguarda l’innovazione organizzativa degli uffici giudiziari catanesi, già riconosciuti come realtà pilota in iniziative ministeriali dedicate all’applicazione dell’Ia nei processi giudiziari.
Tirocini, formazione e supporto tecnico
Durante l’incontro è stata richiamata anche la recente attivazione dei tirocini curriculari, che coinvolgono numerosi studenti dell’Ateneo in attività di analisi e ottimizzazione dei processi interni del Tribunale. Si è inoltre discusso della possibilità di avviare percorsi formativi avanzati nei campi dell’innovazione giuridica, del diritto digitale e dell’integrazione tra normativa e tecnologie emergenti.
L’Università ha manifestato anche la disponibilità a fornire supporto tecnico-specialistico, attraverso docenti e uffici competenti, per contribuire — anche sul piano provveditorale — alla progettazione della futura Cittadella giudiziaria. Un impegno orientato a rispondere alla crescente domanda di competenze qualificate, tanto nel settore pubblico quanto in quello professionale.
Foti: “Un’alleanza per guidare il cambiamento”
«L’incontro con il presidente Sciacca – ha dichiarato il rettore Enrico Foti – segna l’avvio di un percorso di grande valore tra istituzioni che condividono una responsabilità comune: interpretare e guidare il cambiamento della società con una visione responsabile. Università e sistema giudiziario, pur con ruoli diversi, sono oggi chiamati a individuare spazi comuni di azione, mettendo a sistema competenze, conoscenza e capacità di innovazione, anche tecnologica».
L’intelligenza artificiale, ha aggiunto, rappresenta «una leva strategica che richiede competenze avanzate, visione interdisciplinare e una forte capacità di governo dei processi, per trasformare l’innovazione in strumenti concreti al servizio delle istituzioni».
Dopo gli interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza, da oggi 1° aprile torna pienamente operativo il parcheggio dell’edificio “G. Clementi”, situato di fronte a Villa Patti e destinato all’utenza del Presidio Ospedaliero “Gravina”.
La riapertura rappresenta un tassello del più ampio percorso di riorganizzazione delle aree di sosta avviato nei mesi scorsi, che aveva reso necessaria la chiusura temporanea dell’area per consentire i lavori di riqualificazione.
Spazi più sicuri e funzionali
Gli interventi eseguiti hanno permesso di rafforzare la sicurezza complessiva, migliorare la regolazione degli accessi e garantire un presidio più efficace degli spazi. L’area risulta ora più funzionale e adeguata alle esigenze dei cittadini, in linea con il programma di riqualificazione e ottimizzazione delle strutture del Presidio.
Il dibattito sulla viabilità
La chiusura temporanea del parcheggio aveva acceso il dibattito pubblico su temi più ampi legati alla mobilità e alla gestione della sosta nell’area urbana circostante. Si tratta però di questioni che esulano dalle competenze del Presidio Ospedaliero e rientrano in livelli di pianificazione più generali.
In questo contesto, la riattivazione del parcheggio “Clementi” costituisce un intervento mirato, pensato per agevolare concretamente l’accesso ai servizi sanitari, pur non potendo incidere sull’assetto complessivo della viabilità cittadina.
Disponibilità al confronto
La Direzione amministrativa e la Direzione medica del Presidio confermano la propria disponibilità a partecipare, per quanto di competenza, a eventuali tavoli istituzionali finalizzati a migliorare l’accessibilità dell’intera area ospedaliera.
La terza disfatta Mondialedell’Italia ci riporta ad uno scenario ormai familiare. Gli uomini di Gennaro Gattuso ieri sera hanno perso lo scontro contro la Bosnia alla lotteria dei rigori e sono dunque stati eliminati dall’edizione 2026 del Mondiale in Usa, Canada e Messico.
La cronaca della gara
La prima frazione di gara dimostra un sostanziale equilibrio tra le due compagini che si affrontano a viso aperto nonostante stili di gioco differenti. Al quarto d’ora del primo tempo un errore in impostazione del portiere bosniaco Vasilj regala palla a Barella che serve prontamente Kean; il numero 11 degli Azzurri trasforma con un bellissimo colpo a giro sul secondo palo che lascia impietriti i bosniaci. La situazione sembra mettersi sui binari giusti per Gattuso e i suoi nonostante il gioco italiano sembri manchevole di spunti fantasiosi. Al 41‘ episodio topico del primo tempo: Amar Memic riconquista palla sulla trequarti italiana e sarebbe lanciato a rete se non intervenisse Bastoni. Il centrale interista entra in scivolata con tempi completamente sbagliati e riceve la giusta espulsione che costringe gli Azzurri a giocare l’intero secondo tempo in dieci uomini.
La seconda frazione di gara viene dominata dalla formazione di casa che attacca con veemenza sugli esterni e cerca ripetutamente di abbattere il muro italiano con numerosi traversoni nel cuore dell’area di rigore respinti spesso da Donnarumma e compagni; il portiere del Man.City compie spesso dei veri e propri miracoli sulle conclusioni di Alajbegović per mantenere il risultato a favore dei suoi. A metà secondo tempo Kean ha anche la possibilità di siglare la propria doppietta personale su un’altra ripartenza concessa dai bosniaci. L’attaccante si lancia in campo aperto e sbaglia la conclusione dopo una discesa di sessanta metri. L’Italia resiste strenuamente ma alla fine, dopo l’ennesimo intervento surreale di capitan Donnarumma, deve cedere al tap-in da pochi passi di Tabaković. I supplementari riservano poche occasioni, solo un colpo di testa di Pio Esposito prontamente parato da Vasilj.
La lotteria dei rigori risulta amara per gli Azzurri. Le conclusioni di Pio Esposito e Bryan Cristante sono decisamente fuori misura e condannano l’Italia a guardare il Mondiale da casa per la terza edizione di fila.
Il commento
Dopo ormai dodici anni trascorsi a rimpiangere la gloria passata ci si chiede se la Federazione abbia reali intenzioni di intraprendere un percorso di riforma del nostro calcio. In passato sono state fatte svariate proposte mai seriamente finanziate o pianificate. Suonano ormai come un’amara profezia le parole espresse da Baggio insieme alle sue dimissioni. Parole che anticipavano le difficoltà che ormai da quasi un decennio vediamo sul campo. Gioco orizzontale e senza spunti. Tecnica individuale scadente. Settori giovanili volti alla logica del guadagno e dell’avanzamento sin dalla tenera età. La gravissima percezione che ci sia poco attaccamento alla casacca azzurra. Gli spettri delle mancate qualificazioni passate che si sono concretizzati nuovamente ieri sera continueranno a riproporsi senza la necessaria capacità di riflessione. La capacità di guardare i risultati e la situazione generale e ammettere che i fasti di un tempo sono solo rimembranze in cui ci specchiamo malinconici.
I pareri degli addetti ai lavori sono vari, con numerose dita puntate verso gli interpreti in campo, certamente non esenti da colpe. Ciò su cui bisogna riflettere approfonditamente è il ruolo di ciascuno degli appassionati. Chi critica e distrugge senza proporre oggi deve rendersi conto di far parte di un sistema sportivo ormai obsoleto che in Italia teniamo ancora in funzione. L’unica cosa su cui tutti concordano è la proporzione disastrosa dell’eliminazione degli Azzurri dal Mondiale. Tocca a tutti noi fare la nostra parte per rifondare lo sport più amato nel Bel Paese.
La docente e giurista Rita Mammino, in qualità di vicepresidente di Apidge, ha incontrato l’avvocatessa commissario capo e vicecomandante della Polizia Locale misterbianchese Santina Caffo, sul tema “L’ aspetto della legalità nell’attività imprenditoriale” con un focus particolare sul tema “Studenti imprenditori di domani: il diritto e l’economia come strumenti di libertà e responsabilità“.
Le tematiche affrontate
Le tematiche affrontate hanno riguardato le principali irregolarità riscontrate nelle startup, soprattutto nelle fasi di avvio, gli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, le norme sulla legislazione commerciale, le attività soggette a Scia o a diverso regime autorizzatorio ex D.lgs 222/2016, cosiddetto Scia 2, le semplificazioni amministrative. Si è fatto riferimento anche alle startup che operano in settori innovativi, dove la normativa è in continua evoluzione, considerando il quadro europeo aggiornato con il Digital Services Act (Regolamento Ue 2022/2065), il Digital Markets Act (Regolamento Ue 2022/1925) e l’entrata in vigore dell’Ai Act europeo prevista per il 2026. Ampio spazio è stato dedicato alla esplicazione degli illeciti amministrativi più frequenti commessi dagli imprenditori, che la polizia locale accerta a seguito dei controlli ispettivi previsti dall’articolo 13 della Legge 689/81: omissioni nella presentazione della Scia che sfociano nell’ abusivismo commerciale.
Guardando al futuro, durante l’incontro si è parlato delle opportunità offerte dal Piano Nazionale per la Transizione Digitale 2025/2027, che incentiva la creazione di sportelli unici digitali, quali lo Suap 4 evoluto digitale integrato e condiviso tra la Pa, la Polizia Locale e le imprese per la conformità amministrativa delle imprese, la modernizzazione e la digitalizzazione amministrativa volta non solo ed esclusivamente alla repressione degli illeciti amministrativi e penali, attraverso la Polizia Locale, ma all’informazione e all’orientamento delle startup.
Avvicendamento alla guida della Polizia Locale di Riposto: Giovanni Vecchio nominato nuovo comandante della Stazione del comune della costa ionica.
Assume dalla firma del contratto di ieri il ruolo di comandante della Polizia Locale di RipostoOrazio Giovanni Vecchio, sostituendo Salvatore Fresta. Il Comandante Vecchio veniva dall’esperienza nel ruolo analogo a Mascalucia dove si era occupato, tra le altre cose, del rogito dei contratti di appalto e della registrazione dei contratti pubblici amministrativi sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate. Può vantare vastissima esperienza in svariati ambiti giuridici tra i quali il diritto amministrativo, civile e del lavoro.
Le parole dei protagonisti
La soddisfazione della giunta comunale tutta si evince chiaramente dalle parole del sindaco Davide Vasta che parla di un’assunzione “resa possibile anche grazie al via libera della Cosfel. Il Comando di Polizia Locale rappresenta un presidio essenziale per ogni Comune e siamo certi che, grazie alla preparazione e alla freschezza del comandante Vecchio, sarà possibile garantire maggiore ordine ed efficienza, rafforzando le attività di controllo sul territorio”.
Il nuovo Comandante della stazione di Riposto ha dichiarato di volersi mettere a disposizione della comunità “con senso di responsabilità e spirito di collaborazione. Lavorerò in stretta sinergia con l’amministrazione comunale per dare impulso e ordine a tutte le attività della Polizia Locale, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del servizio e rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini”.
Il Sindaco Enrico Trantino ha ricevuto oggi a Palazzo degli Elefanti il neo Presidente del Tribunale di Catania Mariano Sciacca, insediatosi sabato scorso nell’incarico di vertice degli uffici giudiziari del capoluogo etneo. Al centro del colloquio istituzionale i temi legati al funzionamento della giustizia con particolare riferimento all’edilizia giudiziaria e alle crescenti necessità di nuovi spazi per migliorare i servizi offerti ai cittadini. Il primo cittadino ha evidenziato la piena disponibilità dell’Amministrazione Comunale a collaborare in ogni sua articolazione per sostenere lo sviluppo di attività logistiche e organizzative necessarie a snellire e semplificare l’azione giudiziaria.
Le dichiarazioni del sindaco Trantino
“Ho espresso al Presidente Sciacca la piena collaborazione del Comune per affrontare le esigenze strutturali del Tribunale”. “La giustizia è un servizio essenziale per la comunità e l’amministrazione è pronta a fare la propria parte per garantire spazi adeguati e condizioni operative che consentano di rispondere efficacemente alle necessità dei cittadini.”