ATTUALITA'

LA POLITICA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Quello che sta accadendo in questi giorni nel mondo ci catapulta all’interno di una realtà quasi inverosimile per la società moderna che credeva di poter vivere con la quiete di chi aveva raggiunto una certa soglia di sicurezza sul campo medico scientifico/sanitario, vedendo come assolutamente remota l’ipotesi di una vera e propria “pandemia” che potenzialmente poteva mettere in pericolo le vite di centinaia di migliaia di persone.

Nel frattempo i nostri grandi esponenti politici che non sono coinvolti direttamente nella vicenda, parlano di “crisi effettiva” che per una volta non è quella relativa al taglio delle loro poltrone; cercando anche in queste circostanze di ritagliarsi uno spazio “pubblicitario”. Questi salvatori della Patria, di professione, si mettono in gioco per dettare delle linee guida e cercare di essere garanti della sicurezza sanitaria pubblica. Come consuetudine, però, si gioca a sparare quella più grossa; anche se effettivamente è impossibile che gli asini volino, per il politico è lecito crederci e farlo credere. Chissà se in questi giorni qualcuno di questi mestieranti capirà che quello che serve in questo momento è unità d’intenti, sentirsi parte di un unico disegno collaborando in maniera costruttiva e non critica anche a livello mediatico; ricordando che il reparto di terapia intensiva non conosce bandiere, colori della pelle o preferenze politiche.

Il lavoro sporco, come sempre, è svolto da coloro che nell’assoluta riservatezza salvano ogni giorno vite mettendo a rischio la propria incolumità. Parliamo di tutti quei medici, infermieri, ricercatori e volontari sanitari che nell’assoluta fermezza e senza sosta stanno cercando di circoscrivere la pandemia, provando a bloccarla. Lavoratori instancabili a cui il popolo italiano affida nelle loro mani la propria salute, la propria vita.

A causa del propagarsi del Coronavirus il nostro stile di vita è stato totalmente modificato. Il nuovo vademecum dettato dal Comitato Scientifico consiglia: di evitare strette di mano, incontri pubblici e manifestazioni di ogni genere se non strettamente necessari; in poche parole tutto ciò che comporta il contatto diretto con l’altro, affinché non si veicoli la trasmissione del virus.

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