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MARIO DRAGHI, CAPO TECNICO O POLITICO?

Da due giorni si sono chiuse le consultazioni del Presidente della Camera Roberto Fico.

Tuttavia, tali consultazioni al fine di trovare il nuovo Presidente del Consiglio sono risultate del tutto improduttive e ieri il Presidente Sergio Mattarella ha convocato Mario Draghi. Il suo nome era già stato fatto non poco tempo fa sia come possibile premier tecnico sia come successore di Matterella al Quirinale.

Chi è Mario Draghi?

Mario Draghi (Roma, 3 settembre 1947) è un’economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico italiano. Studia e si laurea in Economia all’Università degli studi di Roma “La Sapienza” e si specializza al MIT di Cambridge. Già professore universitario, negli anni Novanta diventa alto funzionario del Ministero del Tesoro. Nel 2005 diventa Governatore della Banca d’Italia, divenendo così membro del Consiglio generale della BCE (Banca Centrale Europea).

Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di Presidente della Banca centrale europea, periodo della crisi del debito sovrano europeo dove è diventata nota la sua frase “Whatever it takes”, per indicare che la BCE avrebbe fatto tutto il possibile per preservare l’euro.

E arriviamo a ieri, 3 febbraio 2021, giorno in cui Mattarella gli conferisce l’incarico di formare un governo tecnico-istituzionale in seguito alle dimissioni del Governo Conte II. L’incarico è stato accettato con riserva.

Dopo gli incontri con le più alte cariche, oggi Draghi si incontrerà con le forze politiche che costituiscono il Parlamento, i partiti. Li ascolterà a uno a uno, ascolterà quelle che sono le priorità per ciascun partito e, dopo ulteriori consultazioni, si capirà se dar vita a un governo tecnico o un governo politico.

Si potrebbe pensare a primo impatto che tra l’emergenza epidemica e l’incarico dato a un ex governatore della Banca centrale europea la scelta più naturale sarebbe quella di vertere verso un governo di tipo tecnico (senza colori politici), ma non è detto che le cose possano essere un po’ diverse, anche perché proprio per questo potrebbe essere difficile raggiungere la maggioranza.

Infatti, già il PD e in particolare parte del M5S hanno espresso la loro opinione sulla prospettiva che vorrebbero si prendesse, una prospettiva decisamente politica. Ma con simili numeri è improbabile si riesca ad ottenere una maggioranza di questo tipo. D’altro canto, anche il centro-destra non sembra compatto nella decisione politica, con elementi di Forza Italia vicine a Draghi (ala moderata capeggiata da Mara Carfagna) che minacciano la scissione.

Il senatore forzista Andra Cangini, portavoce di “Voce Libera”, l’associazione che fa capo a Carfagna, non usa tanti giri di parole:

“Stiamo attraversando una fase di grandissima emergenza nazionale e il capo dello Stato ha fatto un accorato appello a tutte le forze politiche. Se FI, dopo aver invocato il “governo dei migliori”, si tirasse indietro ora e rifiutasse di dare il suo sostegno a Draghi, che oggettivamente è il migliore dei premier possibili oggi, si creerebbe un problema per molti dentro FI, non solo per Carfagna” (Fonte Adnkronos).

Che differenza c’è tra un governo tecnico e governo politico?

Il governo politico è un governo formato da personalità appartenenti ai partiti del Parlamento. Ha un’origine politica ed è guidato da obiettivi politici comuni nella maggioranza. Con governo tecnico, invece, ci si riferisce a quella formazione dell’esecutivo dove il presidente del Consiglio e i suoi ministri non si trovano all’interno delle forze politiche bensì si chiamano degli esperti in materie economiche, tecniche e scientifiche. Chi compone il governo tecnico non viene eletto dai cittadini ma viene nominato in base alle sue competenze specifiche. Un esempio di governo tecnico lo abbiamo avuto con Mario Monti, rimasto in carica per quasi un anno e mezzo.

Infine, vi è un’altra composizione, quella del governo del Presidente dove appunto è il presidente della Repubblica che nomina il Presidente del Consiglio. Ciò avviene quando il Governo si trova in una fase di stallo politico. Il compito del Presidente è dunque quello di affidare l’incarico ad una personalità forte, di spicco, carismatica, che riesca a superare il blocco creatosi tra le forze del Parlamento.

È il caso in cui si trova l’Italia proprio in questo momento, con Mario Draghi che è stato nominato e che ora andrà in Parlamento a cercare di creare un programma quanto più omogeneo possibile e esaminare la fiducia dei partiti.

Non ci resta che aspettare.

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