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Sant’Agata 2021. È stata festa anche senza manifestazioni esterne

Sono quasi alla conclusione a Catania i festeggiamenti in onore di sant’Agata che quest’anno a causa della pandemia in corso si svolgono in modalità “a distanza” secondo le regole dettate per prevenire la diffusione dell’infezione da coronavirus.

Sono mancate tutte le manifestazioni esterne, il bagno di folla di devoti con il sacco bianco che accoglie all’aurora del 4 mattina la prima uscita del busto reliquiario, il giro esterno e poi il giro interno con i ceri accesi dai devoti.

Il fiume di devoti con il sacco devozionale che precedono il fercolo tirando i cordoni e poi la salita dei cappuccini, la salita di via Sangiuliano, il canto delle suore benedettine e la discesa della “marina”. I fuochi del fortino e i fuochi del borgo.

Sono mancate le candelore che portano la festa in ogni angolo della città e precedono la processione con il fercolo di Sant’Agata.

E poi ancora la processione per l’offerta della cera con la carrozza del senato, i fuochi della “sira o tri” le bancarelle con la “calia” e i dolci tipici della festa, il torrone, le olivette e le “minnuzze”.

Non è mancata, però la preghiera di tutta la Chiesa Catanese perché Sant’Agata interceda per noi per ottenerci le grazie che ciascuno di noi chiede nel suo cuore e soprattutto la liberazione dalla pandemia, come già nel 1571 quando la Santa, portata in processione per la città la liberò dall’epidemia di peste.

Ecco che già dallo scorso 3 febbraio, in una cattedrale completamente vuota da fare impressione, si è svolta l’offerta della cera alla vergine e martire Agata. È stato solo il Sindaco Salvo Pogliese a portare le candele votive in nome e per conto di tutta la città davanti al busto reliquiario, posto fuori dal sacello nella cappella di Sant’Agata all’interno della cattedrale. Successivamente è stata eseguita la preghiera del “Te Deum” di ringraziamento al Padre per il dono di Sant’Agata alla città e alla Chiesa Catanese.

È stata poi la volta della Messa dell’Aurora, il 4 febbraio mattina.

Sempre all’interno della cappella di Sant’Agata, con la presenza del busto reliquiario posto fuori dal sacello, è stata celebrata dal nostro Arcivescovo, Mons. Salvatore Gristina, la Santa Messa. Davanti agli occhi di tutti, nella diretta televisiva curata dalla diocesi e offerta a tutte le emittenti, il viso di Sant’Agata sempre in primo piano, verso cui si sono rivolti gli sguardi oranti di tanti, tantissimi devoti che si sono affidati a lei.

Nella sua omelia il Vescovo ha detto, tra l’altro, non dissimulando la sua commozione: “quest’anno avremmo vissuto questo momento bello, unico e partecipato. Ed invece, a causa della pandemia, la Cattedrale è vuota – e vi assicuro che ciò è veramente impressionante – perché non c’è la presenza devota dei fedeli. Tra le tante privazioni causate dalle difficoltà in corso, l’impossibilità di partecipare di presenza quest’anno alla Santa Messa dell’Aurora è certamente quella che più ci arreca dispiacere. Offriamo al Signore questa sofferenza con la speranza che, per l’intercessione di Sant’Agata, essa affretti il ritorno alla possibilità di onorare la Santa Patrona come lei merita e come noi desideriamo intensamente”.

Concludendo l’omelia il presule, chiedendo a tutti di abbandonare le vie del male per incamminarsi con decisione nella via della fraternità, ha detto “mi pare provvidenziale che quest’anno il nostro 4 febbraio agatino coincida con la celebrazione, per la prima volta, della Giornata della Fratellanza Umana. Accogliamo l’invito di Papa Francesco a pregare e lavorare ogni giorno dell’anno affinché tutti possiamo vivere insieme nel nostro mondo fraternamente ed in pace”.

Nel pomeriggio del 4 febbraio sono seguiti i primi vespri della solennità di Sant’Agata, sempre in cattedrale, a porte chiuse, all’interno della cappella di Sant’Agata. E da lì il consueto messaggio alla città di solito pronunciato dall’Arcivescovo in piazza Stesicoro, durante il giro esterno della Santa Patrona.

Nel suo messaggio Mons. Gristina ha ricordato ancora una volta la “Giornata Internazionale della Fratellanza umana” che si celebra proprio il 4 febbraio e stabilita nel 2020 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Questa data venne scelta per ricordare lo storico incontro avvenuto il 4 febbraio 2019 ad Abu Dabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, tra Papa Francesco e l’Imam di Al-Azhar (Egitto) Ahmad Al Tayyeb. Durante quell’incontro venne firmato il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. È importante che tutti, e particolarmente le giovani generazioni, si impegnino “a vivere nella fraternità a favore della pace, affinché le donne e gli uomini di oggi vivano da fratelli e si impegnino nella salvaguardia della casa comune dove tutti possiamo trovare un posto degno della nostra condizione umana”.

In ultimo l’Arcivescovo ha detto: “Chiediamo alla Santa Patrona di ottenere a tutti la vaccinazione contro il COVID 19 ed anche quella contro le pandemie morali che tanti danni procurano in chi non si lascia immunizzare. Amata nostra Sant’Agata liberaci dalla pandemia che ci preoccupa e ci smarrisce. Ottienici forza e resistenza contro i germi di divisioni, di esclusioni, di disprezzo e di violenza verso gli altri che inquinano le nostre relazioni e ci impediscono di vivere nella fraternità”.

Infine stamani, sempre nella cappella di Sant’Agata, in cattedrale, con la presenza del busto reliquiario posto fuori dal sacello il nostro Arcivescovo ha presieduto la solenne concelebrazione del pontificale in occasione della Solennità di Sant’Agata. Erano presenti il Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo Emerito di Palermo, S.E. Rev.ma Mons. Salvatore Pappalardo, Arcivescovo Emerito di Siracusa e S.E. Rev.ma Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone e Mons. Salvatore Genchi, Vicario Generale dell’Arcidiocesi.

Durante l’omelia Mons. Gristina, ricordando il racconto dei Maccabei ha detto, tra l’altro “carissimi genitori ed educatori, vorrei che diventassimo sempre più consapevoli della nostra responsabilità verso le ragazze e i ragazzi a noi affidati o che in ogni caso sono a contatto con noi adulti. L’emergenza educativa, di cui tanto si parla, è dovuta anzitutto all’essere o no, noi adulti, credibili punti di riferimento per i giovani”.

E continuando ha detto ancora: “agli occhi di Dio la nostra vita è preziosa; noi valiamo più di molti passeri e perfino i capelli del nostro capo sono tutti contati. Non dobbiamo aver paura, nemmeno in questo tempo di pandemia: Dio è sempre Padre che si prende cura di noi tutti suoi figli che ci affidiamo con fiducia a Lui”.

La benedizione papale ha concluso, poi, la solenne concelebrazione e i festeggiamenti agatini rimandando, se sarà possibile, al 16 agosto prossimo la festa più in presenza.

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