Debutto oggi 13 agosto alle 19:30, nella Parrocchia Beata Vergine Maria in CieloAssunta al Tondicello della Plaia diCatania, la farsa in un atto “Puddu Faccitagghiata”di Francesco Pennisi.
La locandina dello spettacolo
La vicenda e la programmazione dello spettacolo
La vicenda è ambientata negli anni ’50 del secolo scorso e mantiene i caratteri della perenne ridicolaggine del genere umano: il protagonista è uno sbruffone che si ritiene malandrino e si vanta di essere coraggioso e deciso nell’incutere paura ai suoi nemici; in molti si rivolgono a lui per risolvere, con la sua “malandrineria”, i contrasti con i prepotenti del paese e lui garantisce la soluzione dei problemi facendosi forte delle sue millanterie, ma alla resa dei conti, risulterà un otre pieno d’aria.
In scena Antonietta Attardo, Andrea Caruso, Concetto Cefalà, Letizia Tatiana Di Mauro, Gaetano Gullo, Nino Patanè, Mario Scirè, Saro Stella, regista Alfio Guzzetta; “Puddu Faccitagghiata” dopo il debutto del 13 agosto, verrà poi replicato il 19 settembre nella Parrocchia San Michele Arcangelo a San Nullo, il 3 ottobre al campo San Teodoro Liberato – I Briganti di Librino e l’11 ottobre nella Parrocchia Resurrezione del Signore sempre nello stesso quartiere della città.
Il III Municipio catanese affronta il problema delle caditoie otturate (ad esempio via Caronda e via Matteo Renato Imbriani, in cui è presente anche il discorso legato alla condizione del manto stradale), motivo per cui la presidente dello stesso Maria Spampinato esprime la propria posizione.
Una dei tombini otturati
La nota della presidente Maria Spampinato
“Con la cenere vulcanica presente in numerose strade del III Municipio, l’emergenza non riguarda soltanto la viabilità cittadina, ma anche la capacità del sistema di smaltire correttamente le acque piovane. In diverse zone di “Borgo Sanzio…Bisogna predisporre un intervento straordinario di pulizia e manutenzione delle caditoie in tutto il territorio municipale. Molte grate e tombini sono otturati e praticamente inutilizzabili in caso di piogge. Particolare attenzione viene richiesta per via Renato Imbriani e via Caronda, dove si sommano altre criticità legate alla pavimentazione stradale e al decoro urbano. Non possiamo aspettare che arrivi un altro temporale per intervenire perché il rischio è quello di ritrovarci con strade allagate e situazioni di pericolo per automobilisti e pedoni“.
La Decò Alfa Basket Catania prosegue la costruzione della squadra per la stagione agonistica 2026/2027: arriva anche il cestista serbo Nemanja Jovanovic.
Chi è Nemanja Jovanovic
Centro di nazionalità serba classe 2004 e alto 213 cm, vanta esperienze in penisola con il Basket Roma in Serie C e nel Mola New Basket in Serie B Interregionale, passando poi per Virtus Valmontone, Colleferro, Basket Corato, prima di arrivare in rossazzurro, commentando quest’ultimo approdo così:
“Sono molto felice di giocare nella Decò Alfa Catania. La squadra catanese ha ottenuto ottimi risultati per tre anni consecutivi. Farò del mio meglio per realizzare tutti i progetti e raggiungere gli obiettivi del club. Forza Alfa”.
Prosegue l’attività di controllo della Polizia Locale di Catania per il contrasto alle violazioni delle norme sulla circolazione stradale e per garantire maggiore sicurezza sulle strade e negli spazi pubblici, interessando via San Giovanni li Cuti, piazza Tricolore, viale Ruggero di Lauria, piazza Europa, piazza Stesicoro, con l’impiego complessivo di quattro motociclisti, quattro autopattuglie del servizio Viabilità e quattro operatori del Nucleo di Polizia Giudiziaria e Tso Disagio Sociale, oltre al supporto di un carro attrezzi.
La spiaggia su via San Giovanni li Cuti (foto di repertorio)
Le cifre dei controlli
Nel corso dei controlli effettuati sono stati elevati complessivamente 55 verbali per violazioni del Codice della strada, tra le infrazioni accertate, una riguarda la guida senza patente ai sensi dell’articolo 116, tre la circolazione senza assicurazione, due la guida di motocicli senza casco ai sensi dell’articolo 171, tre la circolazione con veicoli privi della prescritta revisione ai sensi dell’articolo 80 e una il mancato rispetto della segnalazione semaforica, con passaggio con il rosso ai sensi dell’articolo 146, numerose le violazioni relative alla sosta irregolare: 45 verbali hanno riguardato veicoli lasciati sui marciapiedi, nelle aree pedonali, in zone vietate dalla segnaletica, sulle fermate degli autobus e negli stalli riservati a cicli e motocicli.
Il viale Ruggero di Lauria visto dall’alto (foto di repertorio)
Un ulteriore e significativo intervento è stato effettuato in piazza Stesicoro, dove gli agenti della Polizia Locale hanno sequestrato dieci e-bikemodificate, risultate alterate rispetto alle caratteristiche previste per la circolazione. Nella stessa attività sono stati contestati dieci verbali per violazioni riguardanti casco, assicurazione e revisione dei motocicli. Gli operatori hanno inoltre fermato e sequestrato un ciclomotoreprivo di targa.
L’assessore comunale con delega alla Polizia Locale Orazio Grasso (foto di repertorio)
Le dichiarazioni dell’assessore comunale alla Polizia Locale Orazio Grasso
“Rivolgo il mio ringraziamento e di tutta l’amministrazione comunale agli agenti della Polizia Locale per l’impegno che quotidianamente mettono nelle attività di controllo e per la professionalità con cui affrontano situazioni spesso complesse. Queste operazione, come le numerose altre che vengono svolte ogni giorno anche insieme alle altre Forze dell’Ordine, dimostra quanto sia importante mantenere alta l’attenzione sul rispetto delle regole. Dall’antiabusivismo alle violazioni del Codice della strada, dalla sosta selvaggia ai comportamenti che mettono a rischio la sicurezza, il nostro obiettivo è rendere più ordinata e sicura la città nelle zone del centro e nelle periferie e garantire ai cittadini il rispetto dei loro diritti. Non possiamo però dimenticare che questo lavoro viene svolto dagli agenti in condizioni difficili e che, troppo spesso, chi è chiamato a far rispettare la legge diventa bersaglio di aggressioni e atti di violenza. Su questo punto, insieme al sindaco Enrico Trantino, ribadisco la piena e convinta solidarietà agli uomini e alle donne della Polizia Locale e il nostro sostegno a chi ogni giorno è in strada per garantire sicurezza, legalità e rispetto delle regole“.
Tempo di bilanci per “Le Forme del Gusto”, la “tre giorni” dedicata all’olio Evo, al cibo, all’artigianato e al design, ma anche alla musica e all’intrattenimento, svoltasi nelle piazze Municipio e Umberto I nel fine settimana appena trascorso a Caltagirone.
Le parole dell’assessore comunale allo Sviluppo delle Risorse territoriali Piergiorgio Cappello
“Creazione dell’officina del design della ceramica di Caltagirone, nella quale il design diventi lo strumento per unire ceramica, agroalimentare, olio e turismo e nascita della comunità dell’olio per incrementare l’offerta turistica, ma anche carta degli oli in sinergia con i nostri ristoratori. Sono questi alcuni dei temi e delle azioni emerse da questa bella e preziosa tre giorni. Un ringraziamento a tutti gli attori che hanno reso possibile questa iniziativa. Dopo la pausa estiva, proprio con questi attori ci adopereremo per mettere in atto queste significative proposte, dirette a promuovere le nostre eccellenze e a far crescere il nostro territorio, Un grazie pure agli uffici, al Corpo di Polizia Locale e al gruppo della Protezione Civile“.
Completati i lavori di recupero e riqualificazione dell’ex scuola “Padre Santo Di Guardo” di via della Sfinge nel quartiere catanese di San Giovanni Galermo, destinata a diventare una nuova residenza per anziani vulnerabili.
Uno dei nuovi interni
Le parole del sindaco di Catania Enrico Trantino
“Il valore di questo intervento va ben oltre il recupero di un edificio pubblico. Con il Pnrr stiamo trasformando spazi che rischiavano di perdere la loro funzione in luoghi destinati a rispondere a bisogni concreti della comunità con un occhio attento ai bisogni sociali. La nuova residenza di via della Sfinge, a San Giovanni Galermo, è un esempio di come gli investimenti pubblici possano coniugare riqualificazione del patrimonio, inclusione e attenzione alle persone più fragili, offrendo agli anziani un ambiente dignitoso, sicuro e adeguato alle loro esigenze”.
Le dichiarazioni dell’assessore comunale ai Servizi sociali Serena Spoto
“Questa struttura nasce con l’obiettivo di offrire agli anziani non soltanto un alloggio, ma un contesto di vita capace di sostenere autonomia, relazioni e qualità della vita. È un’ ulteriore azione nel potenziamento dei servizi rivolti alle persone vulnerabili e conferma l’importanza degli investimenti Pnrr anche nel rafforzamento del welfare territoriale, dando attenzione al mondo degli anziani”.
Riceviamo e pubblichiamo questa storia di un nostro lettore, riguardo le proprie esperienze estive e vacanziere, in questo caso in un’analisi dell’ultimo film riguardante ed ispirato al poema epico omerico “Odissea“.
Un piccolo racconto estivo
“L’estate 2026 scorre velocemente e consumate le ferie estive ci restano i fine settimana. Un susseguirsi di serate passate ad accompagnare i figli a ballare e ad aspettarli per portarli a casa, di sagre, del cinema all’aperto, del poke e della siciliana, il tutto condito da un caldo afoso ed umido da cui non puoi scappare. Ci hanno consigliato di vedere l’Odissea del regista Christopher Nolan, ci siamo andati e ci siamo trovati prima dentro il film, poi quando il film è terminato, ci siamo trovati il film dentro il nostro quotidiano. Dimentichiamo ogni tanto dove ci troviamo, la nostra Terra è la terra da cui scappa Odisseo, tutti i miti più cupi e paurosi vivono in questo spazio all’aperto che chiamiamo Italia. Questo stretto rapporto col mito ci ha reso indietro tutto il nostro lucido disincanto. Oggi un contributo contribuente medio italiano anche con tutto l’impegno ed i sacrifici possibili non riesce a sfuggire dall’inflazione che come un gigantesco vortice lo risucchia, se poi riesce a scappare da Cariddi, si presenta l’Agenzia delle Entrate o il Comune di turno e come uno Scilla lo cattura e lo marchia con una bella cartella fiscale, a cui segue un pignoramento del conto. Poi ti propongono una rottamazione e con lo sconto degli interessi ti sei garantito un debito che estinguerai fino al prossimo incontro con Scilla e Cariddi, sempre se ne uscirai vivo. Anche uomini di cotanta tempra hanno come un blocco e vivono con sgomento l’attimo in cui usciti di casa per una sacra della salsiccia realizzano che la sacra non c’è più. La serata è stata annullata la comunità di Fondachello è caduta ancora una volta nello sconforto per la perdita di due giovani vite, in due distinti incidenti. Davanti alla bacheca della chiesa leggiamo i loro nomi e grazie alle nuove possibilità della telefonia mobile scopriamo le loro storie e il dolore per la perdita delle due giovani vite diventa la cifra con cui leggiamo il resto della serata. Il dolore per la perdita di un figlio diventa per un genitore anche un senso di colpa per non averlo fermato in tempo. Allo stesso tempo tra i giovani che rimangono in vita resta il senso di colpa perché al posto di quel ragazzo ci sarebbe potuto essere chi è rimasto indenne dall’incidente. Questo dolore questo senso di colpa sono i sentimenti con cui il personaggio di Ulisse deve confrontarsi, solo al termine della elaborazione del lutto e del suo dolore che non passa nel tempo, ma si trasforma in azione o meglio in un nuovo modo di vivere, un nuovo modo di intendere la vita. L’incontro con i morti consigliato da Circe ad Ulisse consentirà all’uomo di lasciare il vecchio e astuto eroe per abbracciare un nuovo uomo, ora umile e sottomesso agli Dei. Un uomo per cui non ci sono più sacrifici impossibili con cui ingraziarsi gli dei, ma un solo sacrificio possibile: se stesso. Ulisse si abbandona al mare di Poseidone in balia dei venti di Eolo, lascia la spiaggia di Calipso e solo allora, solo quando ha rinunciato alla sua intelligenza ed alla sua forza, trova la via di casa. Al Palazzo di Itaca arriva un nuovo Ulisse, un uomo che ha conosciuto la menzogna, ha visto la menzogna bruciare le colonne della loro stessa civiltà. Ora grazie a quei morti, Ulisse comprende di essere al termine della parabola della civiltà greca. Ulisse è in grado di concepire una nuova civiltà e di andarla ad edificare ad ovest. Una civiltà nuova le cui colonne saranno l’onestà e l’amore, solo questo impegno libererà i morti dando loro il senso della loro disgrazia e allo stesso tempo un senso alla vita di chi resta. La lettura di Nolan di Odisseo parla molto di noi sia sul piano intimo che collettivo, anche noi ci troviamo come Ulisse al termine di una civiltà, l’uomo già da tempo ha concepito la morte di Dio stesso, oro costruisce un transumanesimo in cui anche i generi sessuali non sono assoluti, lo stesso Dna la cosa più intima e personale l’uomo di oggi è disposto a cederlo per una causa maggiore. Nolan ci invita a fare tutte queste riflessioni sia sul piano intimo che collettivo, perché solo insieme, puntata ad ovest verso il sole che muore saremo in grado di dare un nuovo senso a ciò che senso non ha“.
Per la mia generazione Francesco Guccini è stato molto più del grande poeta della canzone che tutti conoscono e riconoscono. Incarnava la figura di un maître à penser, dell’intellettuale di riferimento, in una temperie socio-culturale nella quale la musica aveva un peso determinante sugli adolescenti del tempo. Se da una parte sentivamo le coinvolgenti sollecitazioni dei suoni provenienti dalla Swinging London, dall’altra non disdegnavamo le istanze sociali che ci avrebbero portato alle utopie del Sessantotto. Personalmente, già artisti come Luigi Tenco, Gino Paoli, Sergio Endrigo, Umberto Bindi mi avevano fatto appassionare a un genere di canzone, quella d’autore, che faceva a pugni con la tradizione melodica all’italiana e i miei orizzonti musicali si facevano sempre più vasti. Poi la conoscenza di Guccini, dapprima attraverso la mediazione di Nomadi ed Equipe ’84 – Francesco ancora non pensava che la sua voce particolare, con quella erre blesa, fosse adatta a interpretare le cose straordinarie che componeva – quindi con le sue versioni personali di “Auschwitz”, “L’antisociale” e la splendida “Dio è morto”, fece radicare in me una passione salda e dalla lunghissima durata. Inutile dire che un “eskimo” da gruppettaro (nonostante non lo fossi) entrò di prepotenza nel mio guardaroba.
L’album di Francesco Guccini autografato dallo stesso (foto di Nello Pappalardo)
Incontrai per la prima volta Francesco Guccini il 24 giugno 1978, al Teatro antico di Taormina, lo attesta la locandina che conservo gelosamente proprio da quel giorno. Non senza una certa emozione, vi confesso. Non solo perché incontravo uno dei miei miti, ma anche per il fatto che, se tutto fosse andato per il giusto verso, avrei realizzato la prima intervista televisiva della mia vita. Avevo appena iniziato la collaborazione con la storica (e mitica) emittente Telesud del cavaliere Mario Ferrini, partendo dal desk del telegiornale e quella era la mia prima uscita. Importante, oltre tutto. Eravamo partiti dalla sede di Trappeto, con la Fiat 126 dell’azienda, verso le 15:00 con alla guida l’amico Piero Boscaglia, con il quale poi, dal 1985, avrei vissuto il mio quarto di secolo di collaborazione con Telecolor/Videotré (quante splendide avventure!). Oggi sarebbe stato impensabile partire con più di sei ore di anticipo sull’inizio del concerto, ma Piero si dimostrò disponibilissimo e non fece alcun problema di orario. Fissammo con gli organizzatori l’appuntamento per l’intervista alla fine del concerto, curiosammo al sound-check, durante il quale feci qualche timido scatto con una modesta fotocamera – in uno, il monumentale Guccini si abbassa verso il microfono per dare delle indicazioni ai tecnici -, quindi scendemmo verso corso Umberto I per prendere una granita e aspettare l’ora d’inizio del concerto.
Un’esposizione bibliografica di Francesco Guccini (foto di Nello Pappalardo)
Ricorrendo frequentemente alla bottiglia di vino messa accanto alla sua sedia, Guccini snocciolò i pezzi del suo repertorio, infiammando il pubblico, dopo che l’Assemblea Musicale e Teatrale gli aveva fatto da supporter (ho avuto occasione di incontrare altre volte i suoi componenti in felici collaborazioni artistiche, soprattutto con il grande GiorgioGaber). Finalmente l’intervista: facevo la domanda con il gomito praticamente appoggiato alla pancia, poi stendevo verso l’alto tutto il braccio per raccogliere la risposta. Fra la statura di Francesco e la mia c’era una considerevole differenza. Avevo lasciato a casa una scaletta a tre che mi sarebbe stata utile… Ho visto altre due o tre volte Guccini in concerto, ma ho apprezzato molto tutta la sua produzione successiva, anche quella meno frequentata, senza mai provare delusioni. Anzi, sono stato conquistato da un altro interessante aspetto della sua personalità, quella di scrittore: ho comprato e letto con grande gusto tutti i suoi libri, anche quelli scritti con Loriano Macchiavelli. E ora aspetto il nuovo volume, che uscirà postumo. Qualche anno fa, la mia amica Celina mi aveva informato dell’intenzione di fare una deviazione, all’altezza dell’Appennino tosco-emiliano, durante un suo viaggio in macchina verso il Nord, per raggiungere Pàvana, dove l’anno prima aveva fatto la posta al maestro per incontrarlo, stringergli la mano e scambiare quattro chiacchiere con lui. Alla vigilia della partenza le consegnai un ciddì di Guccini che avevo comprato due volte: «fatti mettere la firma sulla copertina e sul booklet, le dissi. Al tuo ritorno, con l’altra copia, ricostruiremo due ciddì firmati e ne terremo uno ciascuno». Nella mia consistente raccolta di libri e dischi firmati, oggi, ho il piacere di avere quello del mio amato Francesco Guccini. Grazie a Celina. «Ancora tuona il cannone, ancora non è contenta di sangue la belva umana… Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare…» Le parole di Francesco Guccini sono drammaticamente attuali.
FOTO IN EVIDENZA DI NELLO PAPPALARDO
ARTICOLO A CURA DI NELLO PAPPALARDO – @GENERATTIVI
Incendio di due automobili e un ciclomotore in via Ammiraglio Caracciolo a Catania, che ha visto l’intervento dei Vigili delFuoco del Comando Provinciale di Catania.
Una delle due automobili incendiate e carbonizzate sul posto
L’intervento dei Vigili del Fuoco
Essi hanno spento le fiamme che avvolgevano i mezzi e nel mentre sono state effettuate anche le verifiche di sicurezza negli edifici vicini; non sono stati segnalati danni a persone e le cause dell’incendio sono in corso di accertamento. Presente sul posto personale della Polizia di Stato.
Prosecuzione di un’intensa e continua attività esplosiva dell’Etna riguardo il cratere Voragine, con ricaduta di bombe nella zona sommitale e un’abbondante emissione di cenere che si disperde in direzione Sud Sud Ovest.
La situazione odierna
Le bocche a quota 2750 e 2360 metri sono attive e alimentano varie colate che formano complessi campi lavici, mentre i fronti attivi più avanzati si attestano ad una quota di circa 1500 metri, alla base della parete nord della Valle del Bove (zona Monte Rinatu); l’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta su valori elevati, pur rimanendo nella parte inferiore della fascia, il centroide delle sorgenti, dopo essersi temporaneamente spostato in un’area tra i crateri Voragine e Nord Est, tra i 2400 e i 2700 metri di quota, dalle 06:30 di stamattina è tornato ad attestarsi nell’area del cratere Voragine, a circa 3000 metri di quota. L’attività infrasonica, dalle prime ore di oggi si mantiene su valori medio alti; gli eventi infrasonici sono localizzati nell’area del cratere Voragine con ampiezze medie e, soprattutto nelle ultime ore, alte. I segnali della rete di monitoraggio Gnss non mostrano variazioni significative. Il trend sui segnali clinometrici delle stazioni sommitali segnalato nei precedenti comunicati appare in leggera diminuzione. La variazione massima attualmente registrata è di circa otto microradianti presso la stazione Cratere del Piano (Ecp).