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QUELLI DEL LIVE – Ventunesima Puntata

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Parliamo di scarcerazioni di boss posti ai domiciliari a causa del COVID-19 e lo facciamo insieme all’Avv. Pamela Rapisarda. Nella seconda parte ci tufferemo nel mondo degli asili nido e della scuola con importanti testimonianze. Infine, pillole di cultura insieme ad Angelo Battiato. Conduce Orazio Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida

QUELLI DEL LIVE – Ventesima Puntata

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Dopo il bollettino della Protezione civile parleremo con l’Ing. Gullotta sulla questione inquinamento ambientale e mobilità dolce e vedremo insieme al Dott. Fiorenza se il tutto potrebbe essere correlato alla diffusione su più ampia scala del COVID-19. Nella seconda parte di puntata avremo come ospite Giuseppe Ragusa consigliere di Municipalità a Catania per il M5S.

Asili nido e lockdown: i bambini non possono essere lasciati soli, occorre fornire loro un ambiente e delle relazioni significative per lo sviluppo e il potenziamento di competenze psicomotorie, emozionali, cognitive e relazionali.

Gli asili nido privati rappresentano circa il 70 per cento delle strutture a livello nazionale, un polmone per l’Italia di cui le famiglia italiane non possono fare a meno.

I “nidi” rappresentano anche una conquista sociale per i genitori e soprattutto per le mamme lavoratrici che affidano i propri figli in quegli ambienti di crescita molto importanti per una corretta formazione.

In questo periodo di quarantena la pratica della didattica a distanza è ormai divenuta la modalità operativa della scuola ma non ha interessato gli asili nido, tranne pochi casi.

I docenti, le famiglie ed i ragazzi non erano pronti all’uso della tecnologia per scopi didattici, ma tutti insieme si stanno adoperando perché questo periodo di emergenza covid-19 sia quanto più simile alla normalità, assicurando ai ragazzi la possibilità di continuare a formarsi e a sviluppare ed consolidare le loro conoscenze e competenze.

Mimma Caruso, insieme alla sorella Graziella, gestisce l’asilo nido “Il Mondo dei piccoli” che da 13 anni offre servizi all’infanzia, di asilo nido, di baby parking e grest estivo.

Gli alunni delle scuole elementari e medie hanno le lezioni online, ma i bambini nella fascia 0-6 anni non hanno più quelle relazioni sociali importanti per la crescita che il nido e le scuole dell’infanzia non stanno più dando. Cosa ne pensi e cosa possono fare a casa i genitori?

“Questo tipo di didattica, soprattutto per i bambini delle scuole elementari, richiede oltre che le competenze degli insegnanti, lo sforzo e l’impegno dei genitori che accompagnano attivamente i loro figli nell’ascolto e nella partecipazione alle videolezioni e nell’esecuzione dei compiti per casa.

Perché è ovvio che a quell’età, l’apprendimento ha bisogno di vicinanza, di contatto, di tempi e modalità personalizzati, tutte variabili che non possono essere controllate attraverso uno schermo di computer o di smartphone.

Se questo bisogno di contatto vale per i bambini delle scuole elementari è assolutamente necessario per i bambini della scuola dell’infanzia e soprattutto del nido, dove le forme di “apprendimento” passano attraverso le attività ricreative, il gioco, il movimento, le canzoncine e soprattutto il contatto.

Sarebbe quindi davvero complicato effettuare delle videolezioni considerati anche i diversi livelli e tempi di apprendimento dei bambini, la loro soglia di attenzione labile e variabile. Pensare ad uno stesso orario in cui far collegare i bambini e soprattutto i loro genitori che dovrebbero per forza di cose aiutarli a partecipare è piuttosto utopistico.

Tuttavia è assolutamente deleterio per i bambini e i genitori essere lasciati a se stessi in questa delicatissima fase dello sviluppo.

Nella fase 0-6 anni il bambino forma e acquisisce gran parte delle competenze psicomotorie, emozionali, cognitive e relazionali; competenze che sono sicuramente influenzate dall’ambiente in cui il bambino cresce.

Fornire un ambiente e delle relazioni significative allo sviluppo e al potenziamento di tali competenze è il ruolo a cui è chiamata la scuola dell’infanzia e soprattutto il nido, in collaborazione ovviamente alle famiglie.

È per questo che noi de “Il mondo dei piccoli” abbiamo deciso di renderci costantemente presenti ai nostri bambini ma anche ai loro genitori, mamme soprattutto, che ci chiedono sostegno anche e soprattutto in questo periodo.

Ogni giorno o quasi registriamo video raccontando personalmente fiabe aiutati da vari supporti educativi , cantando le canzoncine che cantavamo all’asilo, proponendo attività ludico-didattiche attraverso schede che realizziamo personalmente, proponiamo lavoretti attraverso tutorial in cui spieghiamo ai genitori come aiutare i loro bambini; ci rendiamo presenti nella loro quotidianità per non interrompere quel circolo di relazioni significative che avevamo cominciato a costruire già dall’inizio dell’anno scolastico e negli anni, per chi già frequenta la struttura da periodi precedenti.

Il feedback che ci restituiscono gli stessi bambini e le loro famiglie è impressionante, ci conferma nel fatto che abbiamo anche se parzialmente, soddisfatto il loro bisogno di non essere lasciati soli, di essere sostenuti e aiutati in questa fase tanto delicata, ci gratifica e ci invita a continuare su questa strada. Non è tanto, ma è tutto quello che possiamo fare per loro in questo momento.”

Cosa è stato previsto nel decreto cura Italia per i bambini di età prescolare 0-6 anni?

“Non è stato preso nessuno specifico provvedimento, se non quello di chiudere tutte le strutture pubbliche e private in osservanza del periodo di pandemia che era evidentemente esploso nel nostro paese già all’inizio di marzo.”

Come risponde alle esigenze delle famiglie il decreto cura Italia?

“Non ci sono state risposte concrete alle famiglie. Il lockdown messo in atto già da subito ha fornito all’inizio una soluzione che non ha risolto, ma quanto meno ha arginato il problema: rimanendo a casa i genitori, uno o entrambi, hanno potuto prendersi cura dei bambini; anche se ho percepito le difficoltà di tanti genitori che devono comunque lavorare da casa in modalità smartworking in un ambiente sicuramente poco sereno, anzi direi proprio caotico con i bambini che magari non sono abituati a dividere i propri genitori con un computer e tanto impegnati da non trovare il tempo per loro.

Inoltre i genitori si sono visti (e continuano anche adesso con maggiore frequenza e intensità) impegnati a dover contenere i loro figli e la loro legittima voglia di condurre una vita normale, hanno dovuto far fronte alla loro voglia di uscire , di incontrare nonni zii e soprattutto di incontrare e giocare con i loro pari, hanno dovuto spiegare il motivo di queste restrizioni.

Mi è capitato infatti che gli stessi genitori mi chiedessero, e sono intervenuta in tal senso, di spiegare, attraverso favole e giochi il motivo di tale reclusione.

Come sarà la ripresa secondo le indicazioni che via via via vengono fuori dalle varie dichiarazioni del Governo Nazionale?

“In questi giorni si parla di una parziale ripresa, alcune aziende seppur con le dovute precauzioni, mascherine guanti e distanza di sicurezza, riapriranno i battenti e molto probabilmente tanti genitori torneranno a lavorare, ma tutt’ora nessuna indicazione su eventuali aperture degli asili nido.

Temo che l’impossibilità di affrontare le questioni riguardo alle precauzioni del contagio da prendere nelle strutture degli asili nido, stia mantenendo il discorso nell’oblio: non si sa come affrontare il problema e quindi non se ne parla proprio”.

Da quanto emerge si potrà dare risposta alle esigenze delle famiglie e soprattutto dei bambini?

“A tutt’oggi non si sta dando nessuna risposta alle esigenze delle famiglie e soprattutto dei bambini in merito a questo annoso problema”

Si sente parlare della nascita di un Comitato nazionale “EduChiAmo”. Di cosa si tratta? Quali sono le proposte che vengono fuori?

“Il comitato EduChiAmo è nato già in risposta al silenzio del primo decreto del governo emanato il 17 marzo 2020 in cui appunto non si faceva alcuna menzione della situazione egli asili nido e di eventuali strategie da mettere in atto; silenzio a cui è seguito altro silenzio proprio da parte del Governo, tant’è che non si hanno ancora notizie su eventuali tempi e modalità di riapertura.

Il movimento è nato in Lombardia ma ha subito raccolto favori in tutta Italia ed è diventato un movimento nazionale che si fa carico di raccogliere istanze e richieste da parte di genitori, di insegnanti, educatrici e personale, nonché di responsabili e proprietari di asili nido privati che, nella fattispecie del nostro territorio nazionale e più ancora di quello regionale e comunale, svolgono un ruolo e un servizio di pubblica utilità.

L’obiettivo principale è quello di dare voce a tutti questi soggetti, dando di fatto voce proprio ai bambini, così da poter instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni governative, con gli enti statali, con le associazioni di categoria (codacons, fism etc), per avere risposte concrete riguardo le azioni che si possono compiere.

È un’organizzazione apolitica, senza scopo di lucro che ha come intento quello di dare voce a tutti i protagonisti di queste realtà; delle strutture che chiedono di essere prese in considerazione e di avere risposte concrete, e dei genitori che chiedono di poter tutelare i propri bambini, ma anche il loro lavoro e i loro soldi.

Ad esempio si è fatta carico di difendere alcuni genitori ai quali (erroneamente secondo me) le strutture hanno comunque chiesto la retta di questi mesi in cui non è stato erogato di fatto il servizio, per poter gestire una certa liquidità tale che consentisse loro di pagare le spese tipo l’affitto dei locali e di saldare i fornitori.

A tal proposito il governo ha stanziato delle somme che possono servire per disporre proprio di questa liquidità che consentirebbe alle strutture per lo meno di tentare di sopravvivere.

Limiti obiettivi di tale provvedimento sono: l’eccessiva burocratizzazione e di conseguenza i tempi lunghissimi che intercorrono tra le domande, le risposte e infine l’erogazione di tali soldi, che potrebbero arrivare quando sarebbe ormai troppo tardi; e il fatto che non si tratta di un prestito a fondo perduto perché la somma anche se con interessi minimi dovrebbe essere restituita in 24 mesi.

Grazie a Dio nel nostro caso non abbiamo spese da affrontare, ma abbiamo comunque tanta voglia di dare risposte ai nostri genitori e di poter rivedere i nostri bambini, e di svolgere quello che secondo noi è il lavoro più bello del mondo”.

QUELLI DEL LIVE – SPECIALE PRIMO CITTADINO

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Dopo la lettura del bollettino della “Protezione Civile”, a cura de Le Aquile Misterbianco – Catania, per constatare l’onda di contagio Covid-19 in Sicilia, ci saranno come ospiti il primo cittadino del Comune di Siracusa Francesco Italia Sindaco e Massimiliano Giammusso Sindaco di Gravina di Catania. Nella seconda parte di puntata avremo l’importante testimonianza della Fratres “Gabriella” Misterbianco con Katia Spadafora che ci parlerà dell’importanza della donazione del sangue. Infine, pillole di cultura a cura di Angelo Battiato. Conduce Orazio G Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida.

QUELLI DEL LIVE – Sedicesima Puntata

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In questa puntata avremo come ospite Giusi letizia Percipalle che ci porterà due testimonianze di attività commerciale che in questo momento si trovano in difficoltà a causa della quarantena (rappresentate da Massimo Laudani ed Enrico Marchese) e con cui parleremo di Comitato Cittadino “La Voce di Misterbianco” e di manovre governative. Nella seconda parte di puntata, conosceremo l’operato della Misericordia di Gravina che instancabilmente porta il suo aiuto ai più bisognosi. Infine, pillole di cultura a cura di Angelo Battiato. Conduce Orazio Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida

Scuole paritarie, quali difficoltà.

In questi giorni di emergenza sanitaria Don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e Direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali, ha rappresentato la difficoltà che stanno vivendo oggi le scuole paritarie.

In particolare è stato chiesto un fondo straordinario per le scuole paritarie o altre forme di sostegno, quali ad esempio la detraibilità delle rette, alle famiglie.

Infatti qualora il prossimo mese di settembre le scuole paritarie fossero impossibilitate ad aprire si avrebbe, oltre che un oggettivo impoverimento culturale, anche un aggravio di alcuni miliardi di euro all’anno sul bilancio della collettività.

Le scuole paritarie, infatti, costituiscono per lo Stato un indubbio vantaggio economico: accolgono e formano circa 900.000 studenti e permettono un risparmio allo Stato che è stato quantificato in circa 6 miliardi l’anno. Ma le scuole paritarie, pur svolgendo un ruolo fondamentale, sono paritarie solo formalmente: manca, nei confronti di questi enti, il riconoscimento sostanziale, concreto, materiale che possa permettere loro di esercitare la funzione educativa e formativa per cui sono nate.

A rischio licenziamento anche 100 mila dipendenti e inoltre, nel giro di pochi mesi potremmo assistere alla chiusura e al fallimento di tantissime strutture. Sparirebbe con loro la grande tradizione di scuole che hanno formato da sempre una grande parte della classe dirigente italiana.

Una condivisione di questo appello viene dal gruppo parlamentare di Forza Italia che tramite Alessandra Gallone, vicepresidente dei senatori ha comunicato che nell’ambito del Decreto Scuola, Forza Italia chiederà sia consentito alle famiglie di detrarre al 100% il costo delle rette per un tetto massimo corrispondente al costo standard di sostenibilità per allievo.

Anche il gruppo parlamentare di Italia Viva ha espresso il proprio sostegno alle richieste delle scuole paritarie. Così ha detto Gabriele Toccafondi: “Ritengo che sia meglio istituire un fondo straordinario per le scuole che non ce la fanno economicamente”.

QUELLI DEL LIVE – SPECIALE ITALIA

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Dopo il consueto bollettino della Protezione Civile sull’andamento del COVID-19 in Sicilia, avremo con noi Luciano Cantone, Portavoce alla Camera dei Deputati per il MoVimento 5 Stelle. Parleremo della situazione in cui versa l’Italia in questo momento e delle prospettive per la ripresa. Ci saranno anche due importanti testimonianze: una relativa alle imprese e l’altra da parte di un dipendente in questo momento in cassa integrazione. Alla fine spazio alle pillole di cultura di Angelo Battiato. Conduce Orazio G Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida.

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Quattordicesima Puntata

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Dopo il bollettino della Protezione Civile, parleremo di scuola e di aiuti alle famiglie. Ospiti della prima parte della puntata la prof.ssa Adriana Battaglia che è dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Aristide Gabelli di Misterbianco ed il Dott. Ernesto Calogero nonché dirigente scolastico del CIRS Misterbianco. Nella seconda parte di trasmissione interverrà Pietro Maugeri, Presidente Banco Alimentare Sicilia Onlus. Infine, spazio all’angolo della cultura di Angelo Battiato. Conduce Orazio Ardizzone in compagnia di Alessandro Giuffrida.

Papa Francesco nella Festa della Divina Misericordia: attenzione al virus dell’egoismo indifferente.

In occasione della festa della Divina Misericordia Papa Francesco ha voluto celebrare la santa messa di domenica 19 Maggio nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, una piccola chiesa a Roma vicino al Vaticano che Giovanni Paolo II volle dedicare al culto della Divina Misericordia.

Il culto della Divina Misericordia nasce il 22 febbraio del 1931nelconvento di Plock, in Polonia, dove Suor Faustina Kowalska vide il Signore nella sua cella che le chiese di dipingere quella immagine e che quella immagine della visione fosse venerata dapprima nella sua cappella e successivamente nel resto del mondo.

Durante l’omelia Papa Francesco, commentando il brano del vangelo nel quale si narra l’incredulità di San Tommaso, si sofferma come ”La risurrezione del discepolo inizia da qui, da questa misericordia fedele e paziente, dalla scoperta che Dio non si stanca di tenderci la mano per rialzarci dalle nostre cadute. Egli vuole che lo vediamo così: non come un padrone con cui dobbiamo regolare i conti, ma come il nostro Papà che ci rialza sempre.”

Quello di ieri è stato un appuntamento con la storia, infatti proprio vent’anni da San Giovanni Paolo II istituì la festa della Divina Misericordia, in occasione della canonizzazione di Santa Faustina Kowalska.

Papa Francesco, continuando, ha paragonato i tanti dubbi sull’emergenza che viviamo in questo tempo a causa della pandemia da covid-19 con i dubbi di Tommaso.

“Anche noi come Tommaso, ci siamo ritrovati fragili. Abbiamo bisogno del Signore, che vede in noi, al di là delle nostre fragilità, una bellezza insopprimibile. Con Lui ci riscopriamo preziosi nelle nostre fragilità. Scopriamo di essere come dei bellissimi cristalli, fragili e preziosi al tempo stesso. E se, come il cristallo, siamo trasparenti di fronte a Lui, la sua luce, la luce della misericordia, brilla in noi e, attraverso di noi, nel mondo.”

Papa Francesco in conclusione ha evidenziato il rischio che nella seconda fase di questa pandemia, con la parziale riapertura delle attività, ci possa colpire “un virus ancora peggiore, quello dell’egoismo indifferente. Si trasmette a partire dall’idea che la vita migliora se va meglio a me, che tutto andrà bene se andrà bene per me. Si parte da qui e si arriva a selezionare le persone, a scartare i poveri, a immolare chi sta indietro sull’altare del progresso. Questa pandemia ci ricorda però che non ci sono differenze e confini tra chi soffre. Siamo tutti fragili, tutti uguali, tutti preziosi. Quel che sta accadendo ci scuota dentro: è tempo di rimuovere le disuguaglianze, di risanare l’ingiustizia che mina alla radice la salute dell’intera umanità!”.