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QUELLI DEL LIVE – SPECIALE EUROPA

www.mc.tv.it A “Quelli del Live” – Speciale Europa – ospite d’eccezione Dino Giarrusso, Europarlamentare del M5S, con cui parleremo di quello che sta accadendo al Parlamento europeo. Ci saranno con noi in collegamento l’Ing. Massimo Costanza e l’Ing. Giuseppe Privitera per raccontarci delle 80 mila mascherine che sono riusciti a reperire e a portare dalla Cina in alcuni comuni della Sicilia e della Sardegna. Conduce Orazio Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida e con il collegamento dalla Gran Bretagna dell’opinionista Andrea Motta.

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Dodicesima Puntata

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L’argomento della puntata di oggi sarà “La Missione”; di questo ne parleremo insieme alla fotoreporter umanitaria Sefora Motta che ci racconterà la sua esperienza sul campo in Africa. Prima, come di consueto, andremo a leggere il bollettino della Protezione Civile, relativo ai contagi Covid-19 avvenuti in Sicilia, col Presidente de “Le Aquile Misterbianco” e con lui parleremo anche di camere per il biocontenimento. Concluderemo la puntata con l’angolo cultura dedicato ad Angelo Battiato. Conduce Orazio Ardizzone in la compagnia dell’opinionista Alessandro Giuffrida.

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Undicesima Puntata

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Cominciamo la trasmissione col bollettino sulla situazione contagi, letto dalla Protezione Civile. Continuiamo con la testimonianza di una ragazza italiana che vive in Francia. Intervisteremo successivamente, il sindaco di Camporotondo Etneo Filippo Privitera. Cercheremo di comprendere meglio come riuscire a mantenersi in forma in quarantena insieme a Fabio Tricomi Personal Trainer. Angolo della cultura ad opera di Angelo Battiato a concludere. Conduce Orazio Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – SPECIALE “SCATENO DE LUCA”

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Puntata scoppiettante quella di oggi dato che come ospite c’è Cateno De Luca, sindaco di Messina. Come di consueto partiamo col bollettino della Protezione Civile per visionare la curva dei contagi del Covid-19. Infine, spazio alla cultura con l’angolo di Angelo Battiato. Conduce Orazio Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida.

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Nona Puntata

Dopo il consueto bollettino della Protezione Civile che ci mostra la curva dei contagi in Sicilia, partiremo coi nostri ospiti. In collegamento da Torino, Paolo Giuffrida ci farà un resoconto della situazione in Piemonte e ci parlerà di Smart Working. Il Dott. Fiorenza ci aggiornerà sulla situazione farmaci anti-Covid-19 e vaccino. Poi parleremo con Damiano Carbone, dietista, che ci darà delle dritte su come comportarsi in questi giorni di quarantena rispettando la giusta alimentazione. Infine, andremo a conoscere l’associazione di volontariato P.A. Emergenza con Gabriele Sicilia. A conclusione non può mancare l’angolo della cultura curato da Angelo Battiato. Conduce Orazio Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida.

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Ottava Puntata

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Cominciamo subito col bollettino della Protezione Civile per vedere la curva dei contagi in Sicilia. Proseguiamo con Andrea Motta che dalla Gran Bretagna ci fa il punto della situazione. Poi apriremo il dibattito insieme a Santo Musumeci (M5S) e Lorenzo Ceglie (Forza Italia) sulla gestione dell’emergenza Covid-19 a livello regionale e nazionale. Ultimo ospite della giornata Nino Interlandi che da direttore amministrativo presso un Istituto Scolastico di Imola ci farà il punto della situazione su quello che sta accadendo lì in questo momento. Come di consueto saluteremo i nostri ospiti con l’ennesima perla di cultura regalataci da Angelo Battiato. Conduce Orazio G Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida.

Benedizione “Urbi et Orbi”. Il Papa: l’Europa non perda l’occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative

A mezzogiorno del giorno di Pasqua, in una Basilica di San Pietro, vuota, che mostra la bellezza del suo pavimento in marmi policromi, hanno risuonato forti le parole del Santo Padre,Papa Francesco, durante lan benedizione “Urbi et Orbi” dall’altare della Confessione.

Papa Francesco ha rivolto il suo pensiero a “quanti sono stati colpiti direttamente dal coronavirus: ai malati, a coloro che sono morti e ai familiari che piangono per la scomparsa dei loro cari, ai quali a volte non sono riusciti a dare neanche l’estremo saluto”.

Questa infatti è stata una Pasqua di solitudine, vissuta tra i lutti e i tanti disagi che la pandemia sta provocando e segnata dalle sofferenze fisiche e dai problemi economici.

In queste settimane, ha proseguito il Papa, “la vita di milioni di persone è cambiata all’improvviso. Per molti, rimanere a casa è stata un’occasione per riflettere, per fermare i frenetici ritmi della vita, per stare con i propri cari e godere della loro compagnia. Per tanti però è anche un tempo di preoccupazione per l’avvenire che si presenta incerto, per il lavoro che si rischia di perdere e per le altre conseguenze che l’attuale crisi porta con sé”

Il Papa rivolgendosi a quanti hanno responsabilità politiche ha chiesto loro di adoperarsi attivamente a favorire il bene comune e a fornire i mezzi e gli strumenti necessari per consentire la ripresa.

Non è questo il tempo dell’indifferenza, ha detto ancora Papa Francesco, “Non facciamo mancare ai poveri i beni di prima necessità.”

Pertanto prosegue il Papa, occorrerà che “si allentino pure le sanzioni internazionali che inibiscono la possibilità dei Paesi che ne sono destinatari di fornire adeguato sostegno ai propri cittadini e si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri.”

Poi il Papa rivolge uno speciale monito all’Europa ”Non è questo il tempo degli egoismi, dopo la Seconda Guerra Mondiale, questo continente è potuto risorgere grazie a un concreto spirito di solidarietà che gli ha consentito di superare le rivalità del passato. È quanto mai urgente, soprattutto nelle circostanze odierne, che tali rivalità non riprendano vigore, ma che tutti si riconoscano parte di un’unica famiglia e si sostengano a vicenda. Oggi l’Unione Europea ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero

Ancora il Papa nel silenzio surreale della grande basilica di San Pietro afferma che “non è questo il tempo delle divisioni. Cristo nostra pace illumini quanti hanno responsabilità nei conflitti, perché abbiano il coraggio di aderire all’appello per un cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo. Non è questo il tempo in cui continuare a fabbricare e trafficare armi, spendendo ingenti capitali che dovrebbero essere usati per curare le persone e salvare vite. Sia invece il tempo in cui porre finalmente termine alla lunga guerra che ha insanguinato l’amata Siria, al conflitto in Yemen e alle tensioni in Iraq, come pure in Libano. Sia questo il tempo in cui Israeliani e Palestinesi riprendano il dialogo, per trovare una soluzione stabile e duratura che permetta ad entrambi di vivere in pace. Cessino le sofferenze della popolazione che vive nelle regioni orientali dell’Ucraina. Si ponga fine agli attacchi terroristici perpetrati contro tante persone innocenti in diversi Paesi dell’Africa.”

Ricorda anche le gravi crisi umanitarie che affliggono tante popolazioni e soprattutto tanti migranti,rifugiati, tra i quali molti bambini,specialmente in Libia e al confine tra Grecia e Turchia.

Anche durante l’omelia della Veglia Pasquale, sabato sera, il Papa aveva affermato come “l’annuncio di speranza non va confinato nei nostri recinti sacri, ma va portato a tutti. Perché tutti hanno bisogno di essere rincuorati” e ha chiesto inoltre di “mettere a tacere le grida di morte, basta guerre! Si fermino la produzione e il commercio delle armi, perché di pane e non di fucili abbiamo bisogno. Cessino gli aborti, che uccidono la vita innocente. Si aprano i cuori di chi ha, per riempire le mani vuote di chi è privo del necessario”.

Covid-19: Una Pasqua diversa

Una Pasqua diversa, le strade e le piazze deserte, nessun bambino fuori a godere della bella giornata, dei regali e delle uova di cioccolato.

Tutti nel rispetto delle regole sono rimasti a casa.

Non vi sono state le belle manifestazioni religiose della nostra tradizione: gli altari della Reposizione del giovedì santo con la visita delle Chiese del centro storico, la processione del Cristo morto il venerdì e la grande veglia pasquale del sabato santo.

Sono mancati gli abbracci, i baci per lo scambio degli auguri e la messa domenicale del giorno di Pasqua.

Malgrado ciò non sono mancate le nostre tradizioni culinarie da condividere e da mostrare soltanto per immagini via social, cosi le nostre bacheche virtuali si sono riempite di “agnello al forno”, di “cuddurri ccu ll’ova”, “biscotti”, “raviole”, “torte”, “dolci di ricotta”.

Ma le nostre tavole, benché limitate ai soli componenti del nucleo familiare, si sono ingrandite virtualmente, tramite gli strumenti della comunicazione odierna, con le immagini dei parenti e degli amici.

È stata una Pasqua diversa, nella speranza di poterci nuovamente riabbracciare e godere delle piccole cose che la vita ci riserva ogni giorno.

ALLA FINE DELL’OMELIA DELLA MESSA DI PASQUA, PADRE CONDORELLI ANNUNCIA LO SLITTAMENTO DELLA FESTA GRANDE DI S. ANTONIO ABATE AL 2021

La messa di Pasqua di quest’anno a Misterbianco è stato un momento storico, dopo 352 anni è stata celebrata la Pasqua nell’Antica Chiesa Madre di Campanarazzu, riportata recentemente alla luce dopo gli scavi archeologici.

È stato un momento di speranza, ricordando le nostre origini.

Come i nostri padri hanno ricostruito il Paese dopo la grande rovina dell’eruzione dell’Etna del 1669, così anche noi siamo chiamati a ricostruire la comunità quando questo momento buio sarà passato.

Durante l’omelia il parroco, Sac. Giovanni Condorelli, facendo riferimento ai testi biblici che la liturgia propone in questa giornata ha invitato a riflettere e a liberarci da quel clima che ci fa sentire padroni dell’universo: si spendono miliardi e miliardi per esplorare lo spazio e non si riesce ad offrire ad ogni uomo quel necessario che gli permetta di vivere con dignità, di avere una famiglia con una casa degna dell’uomo. Aumenta sempre di più la distanza tra i ricchi e i poveri: i ricchi sempre in minor numero e sempre più ricchi e i poveri sempre più numerosi e sempre più poveri.

Alla fine dell’omelia, nel dare gli auguri di “Buona Pasqua” il parroco ha comunicato: “Quello che già si comincia a sussurrare: oggi qualcosa è cambiata per cui non possiamo pensare a celebrare solennemente la festa di Sant’Antonio Abate. Penseremo, se le cose cambieranno in fretta, di programmarla per il prossimo anno, perché dinnanzi alla gente che ha perduto il lavoro, dinnanzi a questa situazione non ci sembra giusto, non ci sembra umano, pensare a una festa solenne, perché la festa solenne deve essere festa per tutti. E allora penseremo di realizzare la grande festa di Sant’Antonio Abate, sperando che il 2021 sia un anno migliore e abbiamo messo già alle spalle tutte le conseguenze di quello che quest’anno sta capitando. Auguri di Buona Pasqua”.

Nel video, Padre Condorelli ed il suo discorso sullo slittamento della festa di S. Antonio Abate, alla fine dell’omelia pasquale tenutasi presso l’antica chiesa madre di Monasterium Album dopo 352 anni.

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Settima Puntata

La puntata del venerdì santo, dopo aver dato il “Bollettino” della Protezione Civile relativo ai contagi di COVID-19, vedrà come ospite Monsignor Lanzafame che in collegamento telefonico dalla Spagna ci parlerà come si svolge la settimana santa sia in Spagna e sia in alcuni luoghi della nostra Sicilia. Conduce Orazio G Ardizzone in compagnia di Alessandro Giuffrida.