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Giornata Mondiale della disabilità. Mattarella: Il livello di civiltà di uno Stato si misura dalla capacità di assicurare inclusione alle persone con disabilità.

Oggi si celebra, nel mondo, la giornata mondiale della disabilità.

La Giornata Mondiale venne dichiarata dall’ONU nell’anno 1981 e ha per scopo quello di promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità.

Dopo tanti anni di lavoro le Nazioni Unite hanno adottato successivamente, nell’anno 2006, la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dove viene affermato il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società e vengono promossi i diritti e il benessere delle persone con disabilità.

Nella Convenzione vengono invitati gli Stati Membri a predisporre le misure necessarie per identificare ed eliminare tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio per l’occasione ha detto tra l’altro «desidero esprimere attenzione e vicinanza ai nostri concittadini che presentano disabilità, ai loro familiari e a tutti coloro – professionisti e volontari – che se ne occupano quotidianamente con competenza e dedizione».

E ha continuato dicendo «se l’isolamento per le esigenze sanitarie è di per sé una condizione pesante, può diventare un vero dramma se a provarlo sono persone con disabilità fisica o psichica. Penso a chi ha bisogno continuo di assistenza, a chi vive negli istituti, a chi in qualche modo dipende, per la sua esistenza quotidiana, da farmaci, macchinari o dal sostegno di altre persone». E, proseguendo ha detto: «preoccupano le difficoltà e i rischi per ottenere l’assistenza e le cure ordinarie presso i presidi medici e ospedalieri, impegnati faticosamente a fronteggiare l’emergenza Covid».

Inoltre, ha ripreso il Presidente, «la disabilità, personale o di un familiare, in molti casi è associata a condizioni precarie di reddito e di occupazione. L’accesso al mondo del lavoro delle persone con disabilità rappresenta un nodo centrale».

Particolarmente delicata, ha sottolineato Mattarella «è la condizione dei minori con disabilità. La pandemia acuisce la difficoltà di seguire le lezioni scolastiche. E la mancanza di relazioni con i docenti e coetanei, rischia di produrre ulteriori condizioni di emarginazione».

Il Presidente ha avuto un pensiero particolare anche per gli anziani che «costituiscono, nella pandemia, una categoria particolarmente a rischio e patiscono molto la solitudine, la mancanza di dirette relazioni con familiari e conoscenti e la fatica nel gestire aspetti concreti della vita quotidiana».

E, infine, ha concluso il Presidente, «il livello di civiltà di un popolo e di uno Stato si misura anche dalla capacità di assicurare alle persone con disabilità inclusione, pari opportunità, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica»

Anche Papa Francesco, nella ricorrenza della Giornata mondiale delle persone con disabilità ha affermato che «fare buone le leggi e abbattere le barriere fisiche è importante, ma non basta, se non cambia anche la mentalità, se non si supera una cultura diffusa che continua a produrre disuguaglianze, impedendo alle persone con disabilità la partecipazione attiva nella vita ordinaria. E continuando ha sottolineato come «in questi anni si sono messi in atto e portati avanti processi inclusivi, ma non è ancora sufficiente, perché i pregiudizi producono, oltre alle barriere fisiche, anche limiti all’accesso all’educazione per tutti, all’occupazione e alla partecipazione. Una persona con disabilità, per costruirsi, ha bisogno non solo di esistere ma anche di appartenere ad una comunità».

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