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ATTUALITA'

Forse dopo Ferragosto le prime zone gialle

È al momento rinviato il cambio dei colori in alcune regioni dove il rischio contagio è più alto.

Le regioni del Sud sono quelle che hanno fatto registrare un peggioramento dei contagi da coronavirus nella settimana che si sta chiudendo, in particolare Sicilia e Sardegna.

Ieri, a livello nazionale si sono sfiorati i 7000 nuovi contagiati con un aumento ad oltre il 3% rispetto ai tamponi effettuati.

Come dicevamo sono Sicilia e Sardegna le regioni sotto osservazione. Proprio in queste regioni secondo i dati Agenas (Agenzia per i servizi sanitari) vi è un peggioramento nella occupazioni degli ospedali per gli ammalati di covid.

Ma i numeri concedono ancora qualche giorno in quanto non si è superata la soglia critica. Se ne parlerà quindi il prossimo 23 agosto se continua ancora il trend dei contagi registrato in questi ultimi giorni, in particolare per rimanere in zona bianca occorrerà che:

  • l’incidenza settimanale dei casi non superi 50 ogni 100 mila abitanti.
  • l’occupazione dei posti letto dei reparti Covid non superi il 15%;
  • per i reparti di terapia intensiva invece il 10%.

Al momento sia la Sicilia che la Sardegna sono in bilico, ma entrambe non superano le soglie fissate per tutti e tre gli indicatori. La Sicilia ha registrato un’incidenza dei casi pari a 54,13 ogni 100mila abitanti, ma per ora nei primi tre giorni della settimana sotto esame, cioè dal 9 all’11 agosto. In area medica l’occupazione dei posti letto ha toccato quota 14%, un punto sotto la soglia che fa scattare la zona gialla. Simile lo scenario sulle terapie intensive, dove l’occupazione dei posti letto è all’8%, con un incremento di un punto nel giro di un giorno, ma ancora sotto la soglia fissata dal decreto. Così la Sardegna, che nei primi tre giorni della settimana ha rilevato un’incidenza di 49,83 casi ogni 100mila abitanti. Più tranquilla la situazione nei reparti Covid, dove l’occupazione è stabile al 7%, ma più preoccupante per i malati gravi che riempiono le terapie intensive sarde per l’11% dei posti disponibili.

Ma non solo soltanto la Sicilia e la Sardegna a rischiare la zona gialla.

Anche i dati di Puglia, Veneto, Lazio e Provincia Autonoma di Bolzano sono in peggioramento.

Tra le regioni  più virtuose, invece, Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

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