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Ritardi nelle scadenze e nel mercato: la travagliata estate rossazzurra

Dopo la fine amara della passata stagione, culminata con l’eliminazione in semifinale play-off contro l’Ascoli, la società etnea ha deciso di ripartire affidando la direzione sportiva a Fortunato Varrà e la guida tecnica ad Emilio Longo con obiettivi precisi e contrastanti rispetto al modus operandi del precedente biennio: da una parte abbassare il monte ingaggi, complice anche l’introduzione del ” Salary Cup” da parte della lega, e l’età media della rosa e dall’altra di costruire una squadra ambiziosa capace di proporre un gioco offensivo e dominante, come rimarcato dal mister nella conferenza di presentazione. Il progetto annunciato però non è stato sostenuto nei fatti dalla proprietà, nella persona del presidente Rosario Pelligra: disponibilità alternata di risorse economiche e problemi di natura finanziaria hanno portato al deposito in ritardo della garanzia fideiussoria, che potrebbe costare uno o più punti di penalizzazione, e al completamento del roster a disposizione di Longo soltanto nelle ultimissime ore di calciomercato.

Le premesse di questa stagione 2026-27 non sono state delle migliori e i risultati in campo sono una logica conseguenza: mister Longo e la squadra sono chiamati necessariamente a svoltare a partire dalla gara contro il Cosenza potendo contare magari sugli ultimi arrivati al termine di un mercato completato con difficoltà da tanti prestiti e svincolati. L’ex tecnico del Crotone non ha quindi potuto allenare in ritiro diversi nuovi acquisti che avranno fisiologicamente bisogno di inserirsi ma che al tempo stesso sono chiamati a rispettare le aspettative che da sempre accompagnano chi approda alle pendici dell’Etna.

Il bilancio delle uscite: fra cessioni illustri, rescissioni onerose e prestiti in extremis

Numerosi i movimenti in uscita da registrare a partire dai giocatori in scadenza il 30 giugno 2026 come Klavs Bethers, Alessandro Celli (accasati rispettivamente al Savoia e al Bari), Francesco De Rose e Manuel Martic e i rientranti dai rispettivi prestiti Simone Pieraccini e Michele D’Ausilio che indossano le maglie di Salernitana e Pescara.

Le cessioni eccellenti sono state indubbiamente quella di Francesco Forte alla Virtus Entella in Serie B e soprattutto di Tiago Casasola all’Union Brescia: l’assenza del laterale argentino, con la sua corsa abbinata alla qualità, si è subito percepita in queste prime disastrose partite del Catania.

Testimonianza emblematica del fallimento dello scorso mercato di riparazione è rappresentato dalla sola permanenza di Giovanni Bruzzaniti ( il cui rendimento da quando indossa la maglia etnea è decisamente deludente): tutti gli altri giocatori arrivati a gennaio sono stati ceduti o si è deciso per la rescissione. Mirko Miceli è andato a titolo definitivo al Novara, Riccardo Cargnelutti e Fabio Ponsi in prestito ma con obbligo di riscatto a Sorrento e Reggiana mentre con Giovanni Di Noia si è preferita, dopo lunghe trattive, la separazione consensuale.

La sua non è stata l’unica costosa rescissione: anche con Gregorio Luperini, legato da un accordo fino al 2028 stipulato due anni fa, Alex Rolfini, 0 gol e 0 assist nella complicata stagione passata e Milos Bocic si è optato per l’interruzione anticipata del rapporto.

Nelle ultime ore di mercato invece sono arrivate le uscite in prestito dell’ex capitano Francesco Di Tacchio alla Casertana, di Kaleb Jimenez, che da tempo aveva manifestato la volontà di andare via, allo Spezia e un po’ a sorpresa di Simone Leonardi al Campobasso. Dopo essere rientrato dal prestito alla Ternana, l’attaccante catanese classe 2005 era pronto a giocarsi un ruolo da protagonista ma dopo gli arrivi di altri interpreti nel ruolo come Russo e in particolare Coda la società ha deciso di attuare una scelta sicuramente in controtendenza con quanto dichiarato. Da segnalare infine gli addi definitivi di Matteo Stoppa sempre al Campobasso e Giulio Frisenna al Cittadella.

Il bilancio delle entrate: tanti volti nuovi da valutare e giovani da scoprire

Novità importanti a partire dalla porta: è arrivato in prestito dal Parma Filippo Rinaldi, scelto anche per le sue capacità di impostazione con i piedi, insieme a Christian De Falco ( nella scorsa stagione con l’Igea Virtus in Serie D). Nonostante gli interessamenti di diverse formazioni alla fine è rimasto Andrea Dini, titolare inamovibile nell’ultimo anno e mezzo, che ora si ritrova nel ruolo di secondo a meno di gerarchie mutevoli.

Il cambiamento più importante rispetto alla gestione di mister Toscano è sicuramente il passaggio alla difesa a 4. Una scelta che implica un considerevole lavoro di rodaggio dei nuovi meccanismi per un reparto difensivo già in grave difficoltà che ha subito ben 10 gol in 5 partite fra campionato e coppe. Paradossalmente è il meno trasformato dal mercato se si considera che gran parte degli interpreti che sono rimasti si esprimono meglio con uno schieramento a 3 ( su tutti Donnarumma e Ierardi): le novità sono i terzini Gabriele Pagliai in prestito dall’Ascoli, fra i più in difficolta in questo inizio di stagione, ed Edoardo Masciangelo svincolato dopo l’annata vissuta a Frosinone e i centrali Marco Perrotta ( a parametro zero anche lui), lontano ancora dalla miglior condizione, e Eddy Cabianca, uno degli ultimi arrivati che può agire anche sulla fascia destra.

Il centrocampo è stato invece completamente rifondato. Cronologicamente il primo innesto è stato Luca Mihai che mister Longo però non ha ritenuto adatto al suo stile di gioco ed ha rescisso il contratto dopo neanche due mesi: una mossa illogica che merita una spiegazione. Successivamente sono stati aggiunti il giovane Catello Amendola e Tommaso Di Marco in prestito dal Torino che purtroppo si è gravemente infortunato nel primo tempo contro il Monopoli. Il lungo stop previsto ha chiaramente spinto la società ad inserire altri profili per sopperire alla sua assenza, che si aggiunge a quella di Salvatore Aloi. Ad eccezione di Emanuele Torrasi prelevato dalla Juve Stabia, fra i peggiori contro il Savoia, tutti gli altri acquisti sono arrivati negli ultimi giorni ed ore della campagna trasferimenti e pertanto non hanno ancora esordito in maglia rossazzurra. Fabrizio Caligara dal Sassuolo, Nicolò Cavuoti a titolo temporaneo dal Cagliari e l’ultimo ad essere ufficializzato Andrea Vallocchia, rimasto senza squadra dopo il fallimento della Ternana, sono i volti nuovi che dovranno aumentare il livello del centrocampo sotto tutti gli aspetti.

Per concludere in attacco è ritornato il centravanti Flavio Russo, catanese che ha trascorso anni importanti nel settore giovanile del Calcio Catania per poi completare il proprio percorso di formazione nel Sassuolo, club con cui ha giocato anche nel campionato cadetto. Il classe 2004 è affiancato da chi ha scritto la storia proprio della Serie B: stiamo parlando di Massimo Coda, miglior realizzatore con 144 gol, presentato in grande stile ai tifosi ma apparso in difficoltà fisica nella partita di Coppa Italia Serie C persa malamente. Sulle corsie esterne invece il giovane Christian Torre, Micheal Liguori, poco incisivo finora, e sulla sirena del mercato Roberto Insigne, fratello minore di Lorenzo che dopo tanti anni in cadetteria con diverse maglie scende in terza serie.

Prevenzione e soverglianza per il West Nile: le azioni di Asp Catania

Proseguono senza interruzione nella provincia etnea le attività di prevenzione e sorveglianza per il virus West Nile e altre malattie trasmesse da vettori, nell’ambito del Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi.

Un esemplare di zanzara portatrice del virus West Nile (foto di repertorio)

La situazione veterinaria

Sul versante veterinario, le attività sono condotte dal Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’Asp di Catania, diretto da Emanuele Farruggia; finora sul territorio provinciale, non sono stati rilevati riscontri positivi al virus nelle zanzare o negli animali e non sono pervenute segnalazioni di casi umani.

Bisogna ribadire comunque che l’isola è infatti inserita anche per il 2026 tra le aree ad alto rischio di trasmissione e sul territorio provinciale catanese è attivo un sistema integrato di sorveglianza che interessa i casi umani, gli equidi, gli uccelli selvatici e le popolazioni di zanzare.

I controlli in atto

Il monitoraggio delle zanzare viene condotto dai veterinari dell’Azienda sanitaria catanese attraverso otto trappole distribuite sul territorio provinciale, comprese le aree relative al porto ed aeroporto (sempre del capoluogo); le catture vengono effettuate ogni quindici giorni e, dall’inizio dell’anno, ne sono state eseguite 117.
Le zanzare catturate vengono analizzate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, tra le specie presenti sul territorio è stata rilevata anche la Culex pipiens, che può trasmettere il virus West Nile, pur non essendo rilevata la presenza di quest’ultimo fino ad ora.

Meta ancora vittoriosa, battuto il Luxol 5-3

La Meta Catania si impone nel match internazionale contro i maltesi del Luxol St Andrews per 5-3. La tripletta di Podda concede agli uomini di Juanra di vincere anche il secondo test di pre-season. I campioni maltesi saranno impegnati a breve nel match dei preliminari di Champions League contro la L84 Torino.

Il primo tempo si rivela estremamente combattuto. La gara viene sbloccata dopo solo tre minuti dal gol di Luis che batte Dovara e porta il Luxol in vantaggio. Vantaggio che dura ben poco grazie alla certezza Pulvirenti che pareggia dopo appena tre minuti. Lo show di Michele Podda si apre a metà della prima frazione di gioco grazie ad un tiro libero che porta in vantaggio la Meta. Negli ultimi minuti del primo tempo però gli errori di Luquinhas in attacco e Brandon Diaz da ultimo uomo concedono i gol del pari e del vantaggio alla Luxol grazie alle reti di Leo e Vicinu.

Il secondo tempo si rivela inizialmente privo di grandi sorprese sino al gol di Podda che pareggia i conti sul 3-3. L’esterno sardo non si ferma e realizza anche l’assist per Brandon Diaz e il gol che suggella il successo della Meta negli ultimi tre minuti di gara fissando il punteggio finale sul 5-3.

Una gara concitata, con qualche scorrettezza da entrambi i lati come dimostrato dalle espulsioni di Pulvirenti e Leo e dal ritmo alto tenuto per tutta la partita da due squadre che si stanno preparando per partire al meglio nella stagione 26/27.

Dovara, Ortaz, B. Diaz, Podda, Pulvirenti. A disposizione: Siqueira Raciti, G.Musumeci, M.Musumeci, Albertico, Luquinhas, Silvestri, Alamikkotervo. All. Juanra

Covei Meta Catania Bricocity 5 – 3 Luxol
Marcatori: al 3′ pt Luis (L), al 6’30 pt Pulvirenti (M), al 13′ pt Podda (M), al 18′ pt Leo (L), al 19’30 pt Vicinu (L). Al 14′ st Podda (M), al 17’15 st Brandon Diaz (M), al 19’15 st Podda (M

Nuovo rinforzo al Basket Giarre: si tratta di Matteo Baissero

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Il Basket Giarre aggiunge centimetri e fisicità al proprio roster: alla corte di Davide Vasta arriva il cestista Matteo Baissero.

Chi è Matteo Baissero

Goriziano di ruolo centro di 200 cm e classe 2002, egli è reduce dall’esperienza alla Pallacanestro Sora (Serie B Interregionale),ha tra le proprie peculiarità l’efficacia a rimbalzo e la capacità di colpire dalla media distanza e, talvolta, anche dall’arco, così come a queste capacità offensive accompagna una feroce applicazione difensiva.

La ceramica di Caltagirone tra le eccellezze Igp:”Significativo riconoscimento”

Grande svolta per la città della ceramica, Caltagirone sarà tra i marchi di riconosciuta qualità Igp insieme a Vietri (SA), che ha visto la soddisfazione dell’amministrazione comunale.

Da quest’anno l’Igp è artigianale

Dopo l’approvazione della Regione siciliana, via libera anche dal Ministero delle Imprese e del Made
in Italy all’Igp (Indicazione geografica protetta) per i prodotti artigianali e industriali, la cosiddetta
Igp non-agri, della Ceramica di Caltagirone. Il Mimit, favorevole alla domanda di registrazione, porta a sei le domande accolte nell’ambito del nuovo sistema europeo di tutela introdotto dal Regolamento UE 2023/2411 e disciplinato, a livello nazionale, dal decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51. Il nuovo quadro normativo consente anche ai prodotti artigianali e industriali di beneficiare di una protezione analoga a quella già prevista per le eccellenze agroalimentari, valorizzando settori simbolo del Made in Italy come vetro artistico, gioielleria, tessuti, pizzi, porcellana e molto altro.

Oltre alla Ceramica di Caltagirone e quella di Vietri sul Mare, è stato dato -sin dal 29 luglio dell’anno corrente- il via libera alla registrazione come Igp non-agri ad altre quattro eccellenze italiane: il Vetro di Murano, il Merletto di Burano, il Corallo e il Cammeo di Torre del Greco.

Le orgogliose dichiarazioni dell’assessore comunale allo Sviluppo Piergiorgio Cappello

L’assessore comunale allo Sviluppo delle risorse territoriali, Piergiorgio Cappello,
esprime soddisfazione per l’esito del procedimento, “che fa di Caltagirone – sottolinea l’assessore –
la prima città della ceramica italiana, insieme a Vietri, ad avere questo significativo riconoscimento.
Attendiamo adesso la conclusione dell’istruttoria in ambito europeo. L’Igp tutela sia i piccoli, sia i
grandi produttori di questo comparto così importante per la nostra economia e la ceramica di
Caltagirone in generale e costituisce uno strumento di fondamentale rilievo per la sua salvaguardia e
la sua promozione nei contesti nazionali e internazionali”
. La decisione favorevole sarà infatti trasmessa dall’Ufficio italiano brevetti e marchi all’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale) per la registrazione finale della denominazione.

Racconto di fine estate: da Gaudì alla Madonna della Vena

Riceviamo e pubblichiamo questa storia di un nostro lettore, riguardo le proprie esperienze estive e vacanziere, in questo caso una tappa in quel di Barcellona in Catalogna con un suggestivo racconto esistenziale.

Un piccolo racconto estivo

“L’estate volge al termine ed entra nel suo momento più malinconico, inizia ora il viaggio introspettivo. La riflessione si apre sui volti delle persone che abbiamo incontrato e che ci hanno dato, anche inconsapevolmente, una risposta alle nostre inquietudine. Le giornate sono calde, le lunghe ombre della sera ci proiettano al momento del rientro al lavoro, allo studio, alle nostre attività. In questo tempo di sintesi della fine dell’estate possiamo con gioia fare nostre le domande più scomode e provare a trovare una soluzione attraverso l’incontro avvenuto anche in un viaggio passato, in questo momento siamo in grado di leggere il nostro presente nelle storie passate ed essere pronti a costruire il domani. Inseguire il sole al tramonto ci porta sulle coste Nord orientali della penisola iberica, siamo a Barcellona. Dalla battigia della Barceloneta, tra piccole e grandi imbarcazioni, saliamo su di un pontile e dopo pochi passi stiamo già risalendo la Ramblas. Doverosa è la sosta al mercato de la Bouqueria per un carico di frutta fresca di stagione, risaliamo piano fino al portone di casa Batllò con i suoi balconi ondulati ci sorprende, il nome del suo architetto è Gaudì, incuriositi vogliamo vedere altre sue opere e capiamo allora di trovarci della città giusta. In piazza della Catalunya a ridosso della strada dello shopping di via della Grazia prendiamo la linea della metro che ci porterà alla Basilica de la Sagrada Familia, una volta terminata la corsa e salite le scale all’uscita della metro dobbiamo volgerci indietro per vivere lo stupore di vedere tutta intera l’ultima chiesa gotica d’Europa. Il tempo si ferma allo sguardo dei suoi Portali e delle sue facciate, una volta entrati ci aspetta un bosco di fiori colorati, infatti questo sono le colonne immaginate e disegnate dal grande architetto. Un tempo indefinito poi si apre alla nostra mente nel museo della Sagrada Familia tra modellini e libri dedicati al suo autore, scopriamo che Gaudì prima che architetto era un urbanista e aveva immaginato unità abitative con poche stanze al piano terra e tutte con un giardino da curare e amare. L’ambiente simbiotico ipotizzato dal Gaudì avrebbe dovuto rappresentare una cura per le città in forte espansione, già allora in via di realizzazione. La relazione tra l’uomo e la terra in quella corrente architettonica che si sarebbe chiamata Naturalismo catalano non voleva avere un semplice pretesto simbolico di rappresentazione della natura, per coglierne tutta la bellezza del creato e del suo creatore, ma di cura alla frenesia di città sempre più grandi e caotiche, di mancanza di comunicabilità tra cittadini oppressi da una economia malata di produttività e di dirigiamo, in cui l’uomo finisce per essere alieno a se stesso. Questa sua proposta urbanistica finisce per essere disattesa, ma Gaudì non di meno proietta nei suoi edifici nei suoi spazi architettonici qyuelle linee e quelle simbologie che per se stesse vogliono guarire l’uomo da quei mali che nel divenire della città metropolitane urbane dell’Europa del XXI secolo lo avrebbero colpito. Guarire dai mali del mondo e da noi stessi oggi è una urgenza sì, ma non è il fine ultimo di un percorso che trova in sé il suo complimento, solo un uomo guarito può oggi immaginare il mondo di domani e trovare gli strumenti necessari per realizzarlo. Questo embrione di una nuova vita ci consegna un uomo sanato e un cuore puro come l’oro così duttile e fine da sapere intrecciare i nodi dell’essere e consegnarci non un superuomo ma un super cuore per amare i fratelli e le sorelle delle città in cui abita. No, non sono fantasie né suggestioni, ma la concretezza di un luogo in cui guarire da se stessi ed essere vinti dall’amore di Dio. Al santuario all’aperto della Madonna della Vena alberi centenari si alzano al cielo senza che il visitatore possa vederne le radici, lo spazio di preghiera di per sé stesso ci proietta ad un’altezza indefinita, le fronde delle querce ci avvolgono come fossero ali d’angeli e la sera sopra le nostre teste una volta di stelle si accende, guarire è possibile. Gaudì avrebbe riconosciuto questo luogo con una sola parola: casa. La concretezza naturale delle sue architetture rendono il nostro cuore pronto ad accogliere nella contemplazione del creato il mistero salvifico della salvezza. L’urgenza del nostro tempo ce lo chiede, solo un cuore puro sarà in grado di leggere le esigenze di un uomo che uccidendo il suo fratello ha ucciso Dio, dannandosi all’oblio della coscienza. Ora è tempo di guarire per grazia di Dio“.

FOTO DI REPERTORIO

Un Catania orribile viene umiliato in casa dal Savoia: 0-3 in Coppa Italia Serie C

Un Catania inguardabile e irriconoscibile è sconfitto nettamente dal Savoia neopromosso nel secondo turno di Coppa Italia Serie C. La squadra non ha mostrato nessun progresso rispetto alle precedenti sfide con Inter U23 e Monopoli ed emerge con crescente preoccupazione il dubbio che il gruppo, profondamente stravolto negli ultimi giorni di mercato, non creda convinta nella proposta di gioco di mister Emilio Longo. I rossazzurri ora sono attesi dalla sfida di campionato in programma lunedì alle 20:30 contro il Cosenza per togliere l’incombente 0 in classifica ma la domanda che sorge spontanea lascia spazio a molte risposte: riusciranno finalmente a riscattarsi e a fornire segnali concreti di riscatto?

Cronaca della partita

Primo Tempo

In avvio di partita il Catania gestisce fin da subito il controllo del possesso palla ma il Savoia è ordinato in campo e concede pochi spazi. Ma sono i campani al 12′ passano clamorosamente in vantaggio con il tiro al volo da posizione defilata di Tumbarello che colpisce il palo interno prima di infilarsi in rete. La reazione rossazzurra è affidata poco dopo al colpo di testa di Perrotta su sviluppi di calcio d’angolo deviato da Leonardo. L’incubo per il Catania però non sembra finire perchè al 20′ subiscono addirittura il secondo gol: Torrasi (esordio assoluto per lui) perde palla a centrocampo e Nepi involato davanti la porta supera Dini con un pregevole pallonetto. Dopo il cooling break l’inerzia non cambia e Cozzoli su punizione sfiora il tris impensierendo il portiere etneo. La reazione della formazione di Longo è estremamente confusa e inconcludente: Cicerelli, Bruzzaniti e Corbari ci provano dalla distanza a più riprese ma la loro mira non è quella dei tempi migliori.

Secondo Tempo

Nella seconda frazione ecco l’atteso ingresso del bomber Massimo Coda, subentrato al posto di Lunetta, affiancandosi in coppia con Russo. Proprio l’attaccante catanese al 50′ si coordina da buona posizione ma Leonardo non si fa sorprendere. Al 58′ i rossazzurri sprofondano definitivamente: fallo di Quaini in area su Scotti e calcio di rigore per il Savoia che Nepi trasforma con freddezza per la doppietta personale. Ormai gli etnei sono fuori dalla partita e neanche la serie di sostituzioni effettuate modifica l’andamento di una sfida a senso unico: si segnala soltanto il tentativo di Cicerelli su punizione deviato in corner. Il finale di partita scorre senza emozioni, ad eccezione del tiro del giovane Catania che finisce di poco a lato, fra gli assordanti fischi di un ” Massimino” deluso ed arrabbiato per questo deludente inizio di stagione che non ha risparmiato cori ironici contro il presidente Pelligra, atteso domenica in città per assistere alla gara contro il Cosenza, e l’ad Grella.

Emanuele Cicerelli fra i pochi a creare pericoli ma senza efficacia

Tabellino della partita

Coppa Italia Serie C Regionale Trenitalia 2026/2027 – Secondo Turno Eliminatorio

Stadio “Angelo Massimino”, Catania

Catania – Savoia 0-3

Reti: pt 11° Tumbarello, 20° Nepi; st 13° Nepi su rigore.

CATANIA (4-3-3): 57 Dini; 2 Pagliai (14°st 20 Donnarumma), 16 Quaini, 5 Perrotta, 32 Masciangelo (15°st 19 Raimo); 7 Bruzzaniti (14°st 70 Catania), 28 Torrasi (25°st 68 Ierardi), 30 Corbari; 23 Lunetta (1°st 9 Coda), 99 Russo, 10 Cicerelli (K).

A disposizione: 1 Rinaldi, 66 De Falco; 6 Allegretto, 15 Di Gennaro; 76 Amendola; 25 Torre. Allenatore: Longo.

SAVOIA (3-5-2): 22 Leonardo; 33 D’Amore (19°st 30 Fabriani), 26 Noce (K), 27 Cozzoli; 15 Zoboletti, 14 Tumbarello (19°st 4 Patrignani), 6 Alfieri, 11 Riccardi (1°st 35 Portanova), 18 Martina (28°st 24 Iob); 90 Nepi (VK) (32°st 45 Yeboah), 9 Scotti. A disposizione: 1 Bethers, 12 Albanese; 17 Polizzi, 28 Gemello, 77 Ferrara; 7 D’Agostino, 21 Fiasco. Allenatore: Formisano.

Arbitro: Gerardo Simone Caruso di Viterbo. Assistenti: Giovanni Celestino (Reggio Calabria) ed Andrea Galluzzo (Locri). Quarto ufficiale: Michele Buzzone (Enna).

Ammoniti: Bruzzaniti, Quaini, Allegretto, Raimo (C); D’Amore, Martina (S).

Angoli: 9-2

Recupero: pt 2′; st 5’.

Spettatori: 7375.

“Etna in scena” regala uno straordinario Marco Masini

Marco Masini fa impazzire Zafferana Etnea. Il suo live e il tributo a Micheal Jackson “My name is Micheal” hanno fatto registrare un weekend da record al festival che ormai da alcune settimane sta intrattenendo tutto il pubblico dell’hinterland catanese, “Etna in scena”, con nuovi appuntamenti ogni settimana al Teatro “Falcone e Borsellino”.

Marco Masini ha incantato ancora una volta il suo pubblico. Il cantautore fiorentino ha portato la sua classe infinita sul palco del “Falcone e Borsellino” esibendosi nei suoi classici più rinomati quali “Ci vorrebbe il mare” e “Bella stronza”. Il timbro vasto e potente del cantante due volte vincitore di Sanremo (1990 e 2004), ha tenuto come sempre gli spettatori con i fiato sospeso per permettere poi loro di versare lacrime per i brani più toccanti o sentire la rabbia per quelli più potenti.

Combinando gli ingressi per Masini e il tribute al dio del pop del giorno successivo il weekend tra il 29 e il 30 Agosto si è rivelato un successo enorme che ha totalizzato ben 4000 ingressi al Teatro “Falcone e Borsellino”.

I prossimi appuntamenti chiuderanno la rassegna e saranno il 4 e il 5 Settembre.

Acireale accoglie “i figli della Città”: la visita a Palazzo di Città

Acireale accoglie sempre “i suoi figli”: questi cio che è emerso nel corso di un incontro avvenuto al Palazzo di Città, dove il sindaco Roberto Barbagallo ha ricevuto cinque di loro, rimasti legati alla città che ha dato loro i natali, per l’occasione accompagnati dal consigliere comunale Paolo Monaco che ha promosso l’iniziativa. Si tratta di Rosario Marletta, da quasi 60 anni in Australia, i coniugi Salvatore Marletta e Venera Leonardi, da anni a Pisa, Salvatore Consoli e Nunzia Cantarella, anche loro marito e moglie e da molto tempo a Brescia.

La felicità del sindaco Roberto Barbagallo

Il primo cittadino ha accolto la “pattuglia” di acesi emigrati, sottolineando la valenza “del loro affetto nei confronti di Acireale, città che hanno trovato in crescita ed al passo con i tempi, ancora più attraente rispetto a quando l’hanno lasciata“.

Un pizzico di emozione ha pervaso gli ospiti quando il sindaco con a fianco il consigliere Paolo Monaco, ha consegnato loro un riconoscimento della Città che portano sempre nel cuore e nella quale tornano all’insegna di una puntuale periodicità.

Donazione del MAAS, nuova gru per ASD Futuro Mare

Una donazione del MAAS porta gioia e sicurezza nelle immersioni. La società ASD Futuro Mare ha ottenuto una nuova gru per le immersioni grazie alla cooperazione e generosità del MAAS e di alcune importanti aziende catanesi.

L’iniziativa del direttore delle aree mercatali del MAAS Mario Indaco che ha agito in nome e per conto del Presidente Emanuele Zappia e del CDA tutto è stata accolta con enorme gratitudine da parte del presidente dell’associazione Futuro Mare che avrà dunque la possibilità di continuare la sua attività nonostante la bella stagione volga al termine.

La generosità delle aziende edili Sicil Tecno Plus, ACR Impianti, Water Technology Company, Roma srl, Fra.Rob. Costruzioni e Tecno Pav è stata fondamentale per donare all’associazione sportiva una gru per immersioni che è stata accuratamente testata dinanzi la costa catanese da due atleti parte del sodalizio, Francesco e Dalila, e che si è dimostrata un attrezzo all’avanguardia con cui è stato possibile portare a termine decine di immersioni. Lo staff che ha operato la gru è stato capitanato da Carmelo La Rocca con l’aiuto di Alessandro e Simone Lombardo.

Piene di orgoglio e soddisfazione le dichiarazioni dei due esponenti del MAAS Mario Indaco ed Emanuele Zappia.

“Ringrazio ancora una volta la generosità delle ditte – ha commentato Indaco – con l’attrezzo restituiamo libertà di movimento ai soci dell’associazione che ci ha richiesto l’aiuto per la realizzazione del sollevatore”. Zappia ha inoltre espresso grande felicità nell’ avere”operato a favore di una società che aiuta gli atleti con disabilità, contiamo per il prossimo anno di offrire altri strumenti a coloro che ne hanno necessità. Sotto questo aspetto il M.A.A.S. così come per le numerose attività che facciamo nelle scuole, resta nostro obiettivo, stare al fianco delle società sportive che ne fanno richiesta”.