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Anastasia Insabella ai Mondiali, convocazione record

La sedicenne Anastasia Insabella prenderà parte al roster della Nazionale Italiana Canoa che disputerà, dal 24 al 30 Agosto i Mondiali a Poznan, in Polonia.

L’atleta in forze allo Jomar Club, allenata dal padre Daniele e dal tecnico Francesco Moro, stabilisce così il record come più giovane convocata azzurra a prendere parte ad un Mondiale. Confrontarsi con atlete più grandi ed esperte anche nella sua stessa squadra sarà certamente un punto di partenza ed evoluzione per la canoista che porta comunque fulgido splendore a tutto il Circolo Canoa Catania.

Il raduno iniziato il 5 Agosto scorso per determinare l’equipaggio azzurro avrà la sua valenza per determinare persino la selezione olimpica di Los Angeles 2028 e Insabella ha ormai fatto segnare il suo nome su tutti i taccuini dei selezionatori olimpici. La partecipazione al Mondiale sarà certamente un importante banco di prova per una carriera in rampa di lancio.

Levante a Zafferana, conquistato il pubblico

“Etna in Scena”, la rassegna musicale estiva che sta animando Zafferana Etnea e dintorni continua a portare spettacolo allo stato puro. Dal suggestivo Anfiteatro “Falcone e Borsellino” la figlia di questa terra Levante ha fatto tremare palco e spalti con la sua voce.

Mentre l’Etna continua a eruttare complicando alcuni scenari ma regalando uno spettacolo naturale impareggiabile vanno avanti anche gli spettacoli di “Etna in Scena”. Il brio portato sul palco dalla cantante palagonese, nata a Caltagirone, Claudia Lagona in arte Levante ha smosso più di qualche cuore ieri sera, 19 Agosto.

Il repertorio portato sul palco dalla cantante è ormai grandemente consolidato e si sostanzia di hit che hanno portato la sua voce ad essere riconosciuta nel panorama nazionale come una delle più toccanti, emotive, graffianti e potenti. Si riconfermano inoltre le sue indiscusse doti di performer che hanno conquistato gli intervenuti all‘Anfiteatro “Falcone e Borsellino”. L’appartenenza dimostrata da Levante al suo territorio è stata certamente toccante, è stato possibile comprendere quanto sia stretto il vincolo che la lega alla Sicilia e alla zona alle pendici dell‘Etna. Creatisi dunque durante il concerto dei momenti di vera e propria intimità tra la cantante palagonese e il pubblico che sono stati trasportato sull’onda di brani travolgenti o avvolto da quelli più lenti e intensi.

Ancora una volta Levante riconferma quale importante volto sia per la scena musicale italiana, un tesoro proveniente dalle pendici dell‘Etna di cui andare orgogliosi.

Traore e Cavar, rinforzi per l’Alfa in vista della nuova stagione

Arrivano due nuovi acquisti in casa Decò Alfa Catania. Due cestisti giovani e di grande prospettiva si accasano al Leonardo Da Vinci per la prossima stagione. Le due ali Sadio Traorè e Mate Cavar, rispettivamente classe 2004 e 2008 arricchiranno il roster che inizierà una nuova stagione di Serie C fra circa un mese.

Sadio Traoré, acquisto di alto profilo

L’ala malese di formazione italiana Sadio Traorè aggiungerà i suoi 200 cm al roster guidato da Stefano Marisi. La sua formazione parte nelle giovanili della storica Aquila Trento, approdando sulla costa sud dell’isola siciliana nella stagione 2021/22 all’Agrigento in serie B meritando di rimanere nel roster agrigentino fino alla stagione 2023/24 in serie A2. Nelle ultime due stagioni si è accasato alla Viola Reggio Calabria e all’Adria Bari in serie B Interregionale. Il presidente Nico Torrisi manda un chiaro segnale con l’acquisto di un giocatore con il suo bagaglio tecnico e la sua esperienza: la conquista della promozione è il chiaro obiettivo della squadra e la società sta mettendo tutti i mezzi a disposizione per realizzarla.

“Sono molto felice di giocare per la Decò Alfa Catania – ha dichiarato Traorè -. Non vedo l’ora di tornare sul parquet e dare il mio contributo alla squadra. Per me è una nuova e importante avventura sportiva. Darò tutto me stesso per portare in alto la Decò Alfa Catania e ripagare la fiducia del Presidente Nico Torrisi e di tutta la società rossazzurra. Ci vediamo in campo e sono certo che insieme con i miei compagni regaleremo nuove emozioni ai nostri tifosi”.

Mate Cavar, giovane di prospettiva

Il giovane proveniente dal HKK CAPJINA (Division 1 bosniaca), nato in Bosnia ma con passaporto croato, sarà un innesto da far crescere con i giusti tempi insieme ai pari età dell’Under 19 Gold con l’obiettivo di farlo aggregare anche alla prima squadra. Le doti tecniche dimostrate dal classe 2008 lo hanno portato persino a dichiararsi eleggibile per il Draft Nba 2026. La dimensione di gioco del giovane croato è certamente di altissimo livello e si spera possa aiutare il roster U19 e della Prima Squadra a raggiungere i nobili obiettivi dell’annata.

“Sono felice di essere alla Decò Alfa Catania – afferma il giovane Mate-. Qui c’è un progetto importante e sono fiero di farne parte”.

Il roster alfista prende sempre una forma sempre più definita per l’inizio di un’annata che si prospetta molto interessante in casa rossoazzurra.

Incendio di un fienile a Maletto, intervento dei Vigili del Fuoco

Incendio di un fienile in contrada Feudo Soprano a Maletto, incendio stesso che ha visto l’intervento dei Vigili del Fuoco.

Il momento dell’incendio

L’intervento dei Vigili del Fuoco

Sul posto è intervenuta la squadra del Distaccamento di Randazzo: all’arrivo dei soccorritori, l’incendio si era già generalizzato e stava interessando diverse “rotoballe” stoccate all’aperto e una parte del terreno circostante, motivo per cui essi hanno avviato le operazioni di contenimento e spegnimento, riuscendo a mettere in salvo gli animali presenti nella proprietà e non direttamente coinvolti nell’incendio.

L’intervento è proseguito con le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area; sul posto presenti il Corpo Forestale regionale, utilizzando dei propri mezzi in supporto delle operazioni.

Le cause dell’incendio sono in corso di accertamento.

Seguiranno aggiornamenti.

L’Etna “rilancia”: la situazione del 19 agosto

L’Etna “rilancia” anche dopo Ferragosto: a partire dalle 03:00 circa si osserva la ripresa dell’attività stromboliana al cratere Voragine che produce un’emissione di cenere che si disperde nel quadrante meridionale.

I dati raccolti

Dalle 02:00 circa l’ampiezza media del tremore vulcanico mostra un repentino incremento, allo stato attuale l’ampiezza rientra nel livello alto; i centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell’area del cratere Nord Est in un intervallo di quota compreso tra 1800 e 2000 metri, mentre l’attività infrasonica ha mostrato un notevole incremento a partire dalle 02:00, gli eventi infrasonici sono stati localizzati principalmente nell’area del cratere Nord Est, con ampiezze che hanno raggiunto valori elevati.
Dal punto di vista delle deformazioni del suolo, la rete Gnss non mostra attualmente variazioni significative, invece a partire dalle 02:30 circa, alcune stazioni clinometriche, particolarmente le tre sommitali, segnano variazioni nei loro trends; la stazione sommitale di cratere del Piano ha attualmente cumulato pochi decimi di microradiante e l’attuale variazione è coerente con l’inizio di un processo di deflazione.

Seguiranno aggiornamenti.

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Aci Castello celebra i 900 anni della Traslazione delle Reliquie agatine: la cerimonia avvenuta

Per quest’anno Sant’Agata non fa emozionare soltanto Catania: la Festa tocca anche il territorio diocesano acese, precisamente Aci Castello, in virtù del IX Centenario della Traslazione delle Reliquie della Santa.

Dinanzi la chiesa di San Giuseppe ad Aci Castello da sinistra a destra: Luigi Renna, Pietro Parolin, Antonino Raspanti, Sebastiano Raciti

Il contesto storico e religioso

All’appuntamento hanno preso parte numerosi pellegrini che hanno raggiunto il cuore del borgo marinaro castellese: ad accoglierli il parroco Sebastiano Raciti e la comunità locale, per fare memoria di uno degli eventi più significativi della tradizione agatina: l’arrivo nel 1126 delle reliquie della Santa proprio nell’approdo di Aci Castello; secondo la memoria tramandata nei secoli, piazza Castello per prima avrebbe accolto le Reliquie sbarcate nell’isola al loro ritorno da Costantinopoli (Istanbul oggi). Qui, 900 anni dopo, nella suggestiva piazza si è svolta una solenne veglia di preghiera, presieduta dal legato pontificio e segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, alla presenza del presidente Cesi e vescovo di Acireale (diocesi del posto) Antonino Raspanti, l’arcivescovo catanese Luigi Renna, il segretario generale Cei e arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, il vescovo emerito (sia per l’arcidiocesi che per la diocesi già menzionate) Salvatore Gristina.

A sinistra Antonino Raspanti, a destra Pietro Parolin

Il vescovo Antonino Raspanti proprio nella Basilica Cattedrale di Catania, celebrando la Santa Messa nella stessa giornata, ha richiamato il valore della fede, della preghiera e della testimonianza dei martiri, indicando nella martire siciliana “un esempio di fede capace ancora oggi di parlare all’uomo contemporaneo“.

Al centro Pietro Parolin, durante il suo intervento

La venerazione delle Sacre Reliquie è poi proseguita per tutta la sera in piazza Castello. Successivamente, in processione, le reliquie hanno raggiunto la Chiesa Madre di San Mauro Abate.

Primo piano di Pietro Parolin

Le parole del segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin

“La forza di Agata è nata da una radice profonda, quella della sua relazione con Cristo…Celebriamo la vita di una donna che, con speranza, ha portato frutto. La fede non elimina le prove della vita, ma dona una presenza nuova per attraversarle. Mettiamo le nostre radici nel Signore, per portare frutti di vita e di vera felicita“.

Da sinistra a destra: Antonino Raspanti, Salvatore Gristina, Luigi Renna

L’omelia del presidente Cesi Antonino Raspanti

«Anche oggi i martiri vengono perseguitati e uccisi. Sant’Agata e tutti i martiri ci aiutino a rafforzare la nostra fede. Possa l’Europa vedere ancora una volta nella fede cristiana le proprie radici».

Premio “Carlo Cottone” a Riccardo Castro: la soddisfazione del Leo Club Catania Gioeni


Il Leo Club Catania Gioeni organizza la prima edizione del “Carlo Cottone – 10 agosto 1812” a Riccardo Gabriele Castro, presidente della Seus 118 Sicilia.

Da sinistra a destra: Alberto Altese, Salvatore Giacona

Il contesto della rassegna

La premiazione è avvenuta in occasione del tradizionale “Passaggio di Campana” del Club avvenuto in una nota struttura alberghiera di Acireale. La consegna del riconoscimento è stata effettuata da Salvatore Giacona, insieme ad Alberto Altese, presidente del Leo Club Catania Gioeni per l’anno sociale 2025/2026. Il premio nasce con l’obiettivo di valorizzare la memoria di Carlo Cottone, illustre estensore della Costituzione Siciliana del 1812 e storico benefattore nel sociale; il riconoscimento è stato assegnato alla Seus nella persona del presidente Riccardo Castro, quale “esempio concreto di come competenza e sensibilità umana possano tradursi in un autentico sostegno al prossimo e alla salute pubblica“. Con questa prima edizione, il Leo Club Catania Gioeni inaugura una tradizione che punta a consolidarsi negli anni, continuando a dare risalto a chi fa del servizio alla comunità un valore cardine della propria vita.

Il ringraziamento del Leo Club Catania Gioeni

“Un sentito ringraziamento va all’Ipab Principe di Castelnuovo e Villaermosa per la preziosa collaborazione e il patrocinio concessi, e in particolare al commissario dottor Nicolò Tubiolo per la grande disponibilità e il costante supporto dimostrati nel sostenere questa iniziativa“.

Pietro Parolin in visita a Palazzo degli Elefanti: l’accoglienza ricevuta

Agosto 2026 sarà ricordato “per sempre” o quasi a Catania principalmente per un motivo: la celebrazione del 900simo anniversario della traslazione delle spoglie agatine da Costantinopoli (odierna Istanbul) al capoluogo etneo; proprio in municipio a Palazzo degli Elefanti le istituzioni locali comunali, diocesani e non solo (presenti anche il prefetto Pietro Signoriello, il presidente della Corte d’Appello Antonino Porracciolo, il rettore Enrico Foti, il questore Giuseppe Bellassai ed altri ancora) hanno accolto il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin.

La dedica di Pietro Parolin nel libro degli illustri ospiti

L’accoglienza a Pietro Parolin

Il primo cittadino catanese Enrico Trantino ha fatto dono al cardinale di un Elefantino, creato da Ugo Lombardo, mentre il presidente dell’assise cittadina Sebastiano Anastasi ha donato il libro martirologio della Santa Patrona; al suo arrivo nel salone di Palazzo degli Elefanti, il porporato ha posto la propria firma nel libro degli illustri ospiti, lasciando una dedica, mentre ai doni ricevuti si è aggiunto un altro omaggio da parte del Comitato per i Festeggiamenti del 5 Febbraio, offerto dal segretario Orazio Bonaccorsi e dal presidente del comitato Carmelo Grasso, “riutilizzando” la storica poltrona in cui si sedette Giovanni Paolo II quando visitò la Città stessa nel 1994.

Un altro omaggio per il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin

Le dichiarazioni del segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin

«Sono imbarazzato e personalmente mi auguro che presto vi si possa sedere Sua Santità Leone XIV» – dice Pietro Parolin in merito alla sedia in ricordo di Giovanni Paolo II – «Ho toccato con mano quanto sia forte questo legame fra la città e la sua patrona…La vita cristiana può animare la vita sociale stimolando le attitudini degli amministratori e dei cittadini. Mi auguro che questa compenetrazione possa essere feconda e continuare, poiché ci sono le basi per porla a beneficio della comunità religiosa e di quella civile».

Presenti alla visita (da sinistra a destra) il presidente Cesi Antonino Raspanti, l’arcivescovo emerito di Catania Salvatore Gristina, quello attuale Luigi Renna)

Le dichiarazioni degli amministratori

«Che la sua presenza possa accendere oggi il fuoco della speranza — ha detto il sindaco Enrico Trantino – Dovremmo noi catanesi imparare a cogliere questi segni per il forte valore simbolico che hanno, perché abbiamo bisogno di trovare ciò che ci unisce, piuttosto che concentrarci su quel che separa, disgrega e ci rende distanti l’un dall’altro. Sono momenti in cui, assumendo il valore di una comunità coesa, potremo essere spinti ad agire per un futuro che riguardi i nostri figli prima ancora di noi; un futuro migliore di quello che viviamo, spinti a rispettare questa città come talvolta forse non facciamo».

Il presidente del consiglio comunale catanese Sebastiano Anastasi con la fascia giallorossa

Il presidente del consiglio comunale Sebastiano Anastasi ha evidenziato come «Agata è di Catania e Catania è Agata; tutta la storia cittadina si fonda su questo sinonimo».

Confartigianato Paternò: verso la Ferrovia delle Arance

Recuperare la Ferrovia delle Arance e restituirle una prospettiva concreta può rappresentare una grande opportunità di sviluppo per Paternò e per l’intero comprensorio. È questa la posizione di Confartigianato Paternò, che si esprime a favore della salvaguardia e del possibile ripristino della linea ferroviaria e, allo stesso tempo, chiede alle istituzioni di aprire un confronto serio con le organizzazioni datoriali prima di assumere decisioni che possano comprometterne definitivamente il futuro.

Per Confartigianato, infatti, la Ferrovia delle Arance, in una moderna visione del territorio, può tornare a essere un’infrastruttura al servizio della mobilità, delle imprese, dell’agricoltura, del turismo e delle comunità, contribuendo a creare nuove occasioni economiche e occupazionali.

«Crediamo che il recupero della Ferrovia delle Arance meriti di essere valutato con grande attenzione e con una visione rivolta al futuro – dichiara il presidente di Confartigianato Paternò, Carmelo Gamiddo –. La mobilità ciclabile e il turismo sostenibile rappresentano certamente opportunità importanti, ma non possiamo permettere che la loro realizzazione comporti la perdita definitiva della possibilità di ripristinare la ferrovia. Un’infrastruttura ferroviaria può tornare strategica per collegare territori, sostenere il turismo e accompagnare lo sviluppo delle nostre attività produttive. Prima di rinunciarvi definitivamente dobbiamo essere certi di non stare cancellando un’opportunità che domani sarebbe impossibile ricostruire».

L’obiettivo, deve essere quello di individuare una progettualità capace di salvaguardare il sedime ferroviario e puntare al recupero della linea, verificando al tempo stesso tutte le possibili forme di integrazione con la valorizzazione paesaggistica e i percorsi turistici.

Ma accanto al merito della questione, Confartigianato Paternò pone con forza un tema di metodo.

«Quando si parla di infrastrutture e di scelte destinate a incidere per decenni sull’economia di un territorio, il confronto con il mondo produttivo deve avvenire prima, non dopo – afferma il segretario comunale di Confartigianato Paternò Vito Palumbo –. Le organizzazioni datoriali rappresentano migliaia di imprese che conoscono quotidianamente le difficoltà e le potenzialità di questo territorio. Artigiani, commercianti, agricoltori e imprenditori sono quelli che investono, creano occupazione e tengono viva l’economia locale. Non possono apprendere a decisioni assunte ciò che riguarda direttamente il futuro delle loro attività».

Per Palumbo, il caso della Ferrovia delle Arance deve quindi diventare anche l’occasione per inaugurare un metodo diverso sulle grandi questioni territoriali.

«Chiediamo un confronto costruttivo, preventivo e permanente con le sigle datoriali sui temi strategici che incidono sulle attività produttive: infrastrutture, viabilità, mobilità, aree produttive, turismo e sviluppo economico. Non vogliamo porre veti e non chiediamo corsie preferenziali. Vogliamo contribuire alle decisioni con proposte, competenze e con la conoscenza di chi vive ogni giorno il tessuto economico locale. Confrontarsi prima significa assumere decisioni migliori e soprattutto evitare scelte irreversibili».

Confartigianato Paternò ritiene quindi che la priorità sia preservare integralmente la possibilità di recuperare e ripristinare la Ferrovia delle Arance, evitando interventi che possano compromettere definitivamente la funzione ferroviaria della linea.

La sfida, non è scegliere semplicemente tra ferrovia e pista ciclabile, ma costruire un progetto di territorio nel quale il ripristino ferroviario possa rappresentare l’asse principale di una più ampia strategia di mobilità e sviluppo, integrandosi, laddove possibile, con percorsi ciclabili, turismo lento e valorizzazione del patrimonio storico, agricolo e paesaggistico.

«La Ferrovia delle Arance può essere molto più di un ricordo: può tornare a essere una risorsa economica e sociale – concludono Gamiddo e Palumbo –. Per questo chiediamo alle istituzioni di non assumere decisioni irreversibili e di convocare le organizzazioni datoriali e le rappresentanze del territorio. Confartigianato Paternò è pronta a sedersi al tavolo con spirito costruttivo, portando proposte e la voce delle imprese. Il futuro del territorio si costruisce attraverso il confronto, ma soprattutto avendo il coraggio di preservare oggi le opportunità di domani».

Emanuela La Vecchia senatrice accademica Unict: subentra a Greco

Il mondo studentesco universitario catanese non si ferma neanche ad agosto: è il caso del subentro in Senato accademico di Emanuela La Vecchia dopo la cessazione dall’incarico di Andrea Greco.

La neo insediata Emanuela La Vecchia in visita al Parlamento europeo (foto pagina Facebook Emanuela La Vecchia)

Chi è Emanuela La Vecchia

Studentessa di Giurisprudenza 21enne dell’ateneo catanese, è sempre stata vicina al mondo degli studenti, avvicinandosi all’associazione universitaria Libertas UniCt, portando avanti svariate battaglie come quella delle residenze universitarie e della necessità di aumentare gli spazi destinati agli studenti, soprattutto la categoria dei cosiddetti “fuori sede”, altri servizi per gli studenti, il diritto allo studio e il rapporto quotidiano tra amministrazione e comunità universitaria; nel novembre del 2025 affronta la tripla candidatura sia in Senato accademico che al Corso di Laurea e Dipartimento, divenendo prima consigliera di Corso ed ora senatrice (nella lista PopDem) con 495 voti di preferenza.

Le dichiarazioni della neo senatrice Emanuela La Vecchia

«È un incarico che accolgo con entusiasmo, ma soprattutto con un forte senso di responsabilità», racconta Emanuela La Vecchia. «Quando ci siamo presentati agli studenti abbiamo scelto di farlo con un programma preciso. Per me la rappresentanza ha senso soltanto se, alla fine, si riesce a misurare la distanza tra quello che si è promesso e quello che si è realmente fatto» – poi ella prosegue – «È questo il significato che vogliamo dare alla rappresentanza», racconta. «Presentarsi agli studenti con un programma significa assumersi degli impegni e lavorare, ciascuno negli organi in cui è stato eletto, perché quelle proposte possano diventare fatti. Il Santo Bambino è uno dei primi esempi concreti di questo percorso» – ella prosegue – «Con Giosè e con gli altri ragazzi dell’associazione c’è un confronto continuo», infine conclude. «Questo è forse l’aspetto meno visibile della rappresentanza: dietro un risultato ci sono mesi di interlocuzioni, riunioni, documenti, proposte e problemi da risolvere. Nessuno fa nulla da solo. Se oggi possiamo parlare di un primo obiettivo che sta prendendo forma è perché esiste un lavoro di squadra che coinvolge rappresentanti presenti in organi diversi».

FOTO IN EVIDENZA PAGINA FACEBOOK EMANUELA LA VECCHIA