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Catania, inaugurato il progetto “Moda Operandi”: sartoria sociale e hub d’inclusione

Parte a Catania il del progetto “Moda Operandi“, una sartoria sociale e hub d’inclusione inaugurato in via Pietra dell’Ova all’interno di una palazzina confiscata alla mafia.

Un alloggio nella sede di via Pietra dell’Ova

In cosa consiste il progetto

Finanziata con i fondi comunitari Pon Metro Plus 21/27 nell’ambito del “Progetto Scia” promosso dall’amministrazione comunale catanese, la struttura è stata completamente riqualificata, rifinita e arredata per accogliere donne che vivono ai margini, con particolare attenzione a migranti e vittime di violenza, tratta o sfruttamento; l’iniziativa punta ad accompagnare trenta donne, dieci per ogni anno, e a favorire la nascita di un massimo di dieci nuove imprese, lasciando sul territorio un modello di inserimento replicabile. Il percorso prevede un corso di taglio e cucito di 120 ore, laboratori creativi e un programma di supporto alla creazione d’impresa gestito da esperti, oltre a un’area giochi per minori a supporto delle madri partecipanti.

Una stanza del laboratorio di sartoria

Le dichiarazioni dei protagonisti

Come ha sottolineato il primo cittadino catanese Enrico Trantino, “restituire alla collettività un immobile sottratto alla criminalità organizzata, trasformandolo in un presidio di legalità e lavoro, è la risposta più forte che le istituzioni possano dare, dimostrando che la rinascita di una comunità passa dal sostegno concreto a chi ha più sofferto, offrendo non assistenzialismo, ma gli strumenti per costruire un futuro libero e autonomo, in sinergia tra pubblico e privato nell’interesse della protezione delle fasce deboli della popolazione e lo sviluppo integrato sul territorio”.

Proprio l’assessore comunale Serena Spoto ha evidenziato come l’apertura di questo spazio di libertà nasca per dare a donne che hanno conosciuto la violenza o l’emarginazione uno strumento concreto di riscatto, spiegando che “prima ancora che un percorso professionale, questo deve essere un luogo protetto dove sentirsi al riparo, poiché solo dall’indipendenza economica si può arrivare a liberarsi da soprusi e dipendenze”.

A questo proposito, il presidente di Penelope, Giuseppe Bucalo, ha ricordato che “la co – progettazione valorizza l’esperienza dell’associazione nel contrasto alla tratta e alla violenza di genere, proponendo un modello di casa laboratorio co – gestita incentrato sul lavoro fra pari e sull’auto mutuo aiuto, affinché le donne coinvolte non siano più oggetto di interventi, ma soggetti attive di diritti e cittadinanza”.

Sulla stessa linea, la vicepresidente di Cna Catania, Luana Meli, ha rimarcato che “solo una rete stabile tra istituzioni, terzo settore e sistema imprenditoriale può incidere sulle cause della marginalità, mettendo a disposizione lo sportello dell’associazione per trasformare il talento e le competenze di queste donne in opportunità concrete di impresa e autonomia economica”.

Infine, il segretario provinciale di Cisal Catania, Giovanni Lo Schiavo, ha espresso un plauso all’amministrazione e all’assessore Serena Spoto per questa “lodevole iniziativa a sostegno delle fasce più deboli ed esposte alle disuguaglianze, un passo concreto verso la reale emancipazione femminile”.

Presentato il Tpl di Amts: 8 comuni “più vicini” a Catania

La Città Metropolitana di Catania presenta il nuovo sistema di trasporto Tpl di Amts (operativo già dallo scorso 1 luglio), presso il centro direzionale dell’Ente, illustrandone le caratteristiche, le linee attivate, le modalità di utilizzo, le prospettive di sviluppo di un progetto strategico destinato a migliorare la mobilità dell’intero territorio metropolitano.

Come sarà e i comuni coinvolti

Le risorse hanno consentito di potenziare i servizi di trasporto pubblico e di attivarne di nuovi nei seguenti comuni: Misterbianco, Mascalucia, Gravina di Catania, Tremestieri Etneo, Aci Castello, Sant’Agata li Battiati, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza; essi hanno condiviso il progetto collaborando con l’Ente metropolitano alla definizione delle tratte, affinché i collegamenti rispondessero alle esigenze di mobilità dei rispettivi territori e fossero pienamente integrati con la rete urbana e con la Metropolitana. Durante l’incontro è intervenuto anche primo cittadino gravinese Massimiliano Giammusso, che ha espresso “apprezzamento per l’avvio del servizio e fornito contributi per lo sviluppo della rete dei collegamenti“.

Queste le linee del Tpl Metropolitano: Linea M1 Massanunziata – Mascalucia – Cimitero di Mascalucia, Linea 109 Mascalucia – Gravina di Catania -Stazione Milo Fce, Linea 156 San Pietro Clarenza – Stazione Milo Fce, 158 Tremestieri Etneo – Sant’Agata li Battiati – Stazione Milo Fce, 244 San Gregorio di Catania – Parcheggio Famà, 434 Aci Trezza – Stazione Centrale, 672 Misterbianco – Parcheggio Nesima, 948 Cannizzaro – piazza della Repubblica.

Il nuovo servizio consente di raggiungere più facilmente il capoluogo e di interscambiarsi con la rete della Metropolitana della Ferrovia Circumetnea, offrendo un sistema di trasporto pubblico sempre più integrato e accessibile con biglietto ordinario al costo di 1,40 euro, biglietto integrato agevolato bus + metro 2,00 euro (due ore) e un abbonamento mensile integrato (bus+metro) a 35,00 euro.

Le dichiarazioni del sindaco metropolitano Enrico Trantino

“Ridurre il traffico in città non significa soltanto migliorare la viabilità: significa restituire tempo alle persone, innalzare la qualità della vita e costruire un’area Metropolitana più moderna, sostenibile e vicina alle esigenze dei cittadini. Con questo spirito la Città Metropolitana ha promosso e realizzato questa operazione strategica per il territorio, grazie a un investimento di tre milioni di euro derivanti dall’avanzo dell’ente che ci ha consentito di attivare nuovi collegamenti tra Catania e i comuni della cintura etnea. Un progetto sviluppato dalla struttura tecnica dell’Ente e costruito anche attraverso il confronto con le amministrazioni comunali, che hanno contribuito a definire le tratte più rispondenti alle esigenze dei rispettivi territori. Questo investimento rappresenta anche un cambio di passo nel ruolo della Città Metropolitana. Siamo la prima Città Metropolitana della Sicilia a cofinanziare direttamente il Trasporto Pubblico Locale, scegliendo di investire risorse proprie per sostenere un servizio essenziale e offrire ai cittadini un sistema di mobilità più moderno, efficiente e integrato. Sappiamo che cambiare le abitudini di mobilità richiede tempo, ma siamo convinti che il compito delle istituzioni sia creare le condizioni affinché il trasporto pubblico diventi sempre di più una scelta reale, accessibile e conveniente. Con l’avvio di questo servizio vogliamo rafforzare i collegamenti tra Catania e i comuni dell’area metropolitana, offrendo ai cittadini un’alternativa all’uso dell’automobile e
rendendo più semplici gli spostamenti quotidiani di studenti, lavoratori e famiglie. Allo
stesso tempo, una rete di collegamenti più efficiente rappresenta un’opportunità per
valorizzare il territorio metropolitano anche dal punto di vista turistico, facilitando l’accesso ai borghi, alla costa, ai siti culturali e alle numerose attrazioni naturalistiche dell’area etnea. Questo è un primo passo di un percorso che intendiamo proseguire, perché investire nella mobilità significa investire nella qualità della vita delle persone, nello sviluppo economico e nell’attrattività dell’intero territorio metropolitano
“.



Sport nel territorio catanese ed etneo, la parola a Vito Palumbo

La stagione sportiva per le società catanesi ed etnee è volta praticamente al termine (salvo gli sport “ad anno solare”), e come ogni fine stagione nascono delle riflessioni, riflessioni che sono state poste anche ad adetti ai lavori, in questo caso ad esempio al dirigente calcistico Vito Palumbo (attualmente direttore generale all’Ssd Mascalucia Calcio a 5, già in passato al Paternò Calcio dove ha anche vinto la Coppa Italia Dilettanti, piuttosto che la Consulta dello Sport paternese) che ha risposto a degli interrogativi sul tema.

L’intervista a Vito Palumbo

Domanda: Perché in Sicilia non si riesce spesso a realizzare progetti sportivi simili ad altre regioni italiane?

Risposta: “Quando si affronta questo tema è importante evitare luoghi comuni. La Sicilia non è un territorio con meno passione o meno talento rispetto ad altre regioni italiane; anzi, sotto questo punto di vista possiede risorse straordinarie. La vera differenza sta nella capacità di trasformare queste risorse in un sistema stabile e duraturo. Troppo spesso i progetti sportivi nascono grazie alla volontà e al sacrificio di singole persone o imprenditori, ma faticano a consolidarsi nel tempo perché manca una struttura organizzativa che garantisca continuità. In molte realtà del Centro e del Nord, invece, si è sviluppata negli anni una rete di collaborazione tra istituzioni, imprese, scuole, università e società sportive che permette ai progetti di crescere indipendentemente dalle persone che li hanno avviati. A questo si aggiungono alcune criticità come la carenza di impianti moderni, un mercato imprenditoriale mediamente meno ampio e una cultura manageriale che, in alcuni casi, è ancora troppo orientata al risultato immediato piuttosto che alla programmazione. La vera sfida, quindi, non è creare entusiasmo, perché quello esiste già, ma costruire organizzazioni solide, sostenibili e capaci di guardare al lungo periodo“.

D: I pregi e i limiti del territorio catanese ed etneo per sviluppare un solido progetto sportivo quali sono?

    R: “Il territorio catanese ed etneo possiede caratteristiche che poche altre realtà possono vantare. Innanzitutto, dispone di un bacino di popolazione importante, di una forte identità culturale e di una passione sportiva che coinvolge intere comunità. Inoltre, il clima favorevole permette di svolgere attività sportive praticamente durante tutto l’anno, mentre la presenza del mare, della montagna e dell’Etna offre opportunità uniche sia per gli sport tradizionali sia per quelli outdoor. Un altro elemento strategico è la presenza dell’università, che può rappresentare un partner fondamentale per la formazione, la ricerca, la medicina dello sport e l’innovazione gestionale. Tutto questo rende il territorio estremamente attrattivo anche per eventi sportivi nazionali e internazionali. Naturalmente esistono anche dei limiti. Molti impianti necessitano di interventi di riqualificazione, i collegamenti possono essere migliorati e spesso le realtà sportive lavorano in maniera isolata, senza sviluppare vere sinergie. Inoltre, la difficoltà nel coinvolgere stabilmente il tessuto imprenditoriale limita gli investimenti di lungo periodo. Credo però che questi limiti possano diventare delle opportunità. Se si riuscisse a creare una rete stabile tra amministrazioni, imprese, università e società sportive, il territorio etneo potrebbe diventare uno dei principali poli sportivi del Sud Italia“.

    D: Quali potrebbero essere su scala locale i modelli vincenti di sport maschile e femminile?

      R: “Se osserviamo le realtà sportive che hanno ottenuto risultati importanti, ci accorgiamo che il successo non dipende quasi mai esclusivamente dalle risorse economiche. I modelli che funzionano sono quelli che investono nelle persone, nella formazione e nell’identità. Nel settore maschile, le società più solide sono quelle che hanno sviluppato un settore giovanile di qualità, una governance stabile e una programmazione pluriennale. Non inseguono soltanto il risultato sportivo, ma costruiscono un’organizzazione capace di creare valore anche fuori dal campo, coinvolgendo famiglie, sponsor, scuole e territorio. Nel settore femminile vedo un potenziale ancora più grande. Lo sport femminile rappresenta oggi uno dei principali motori di crescita del movimento sportivo italiano. Le società che investono nella formazione tecnica, nella valorizzazione delle atlete e nei rapporti con il mondo scolastico stanno dimostrando che è possibile costruire progetti sostenibili e competitivi. In generale, credo che il modello vincente sia quello che mette al centro la persona prima ancora dell’atleta. Quando una società diventa un punto di riferimento educativo e sociale per il territorio, i risultati sportivi arrivano con maggiore continuità“.

      D: Quali sono le peculiarità principali per mettere radici tra sport e territorio?

        “Uno dei principali obiettivi di una società sportiva dovrebbe essere quello di diventare parte integrante della comunità. Lo sport non può essere vissuto soltanto come competizione, ma deve trasformarsi in uno strumento di crescita sociale, educativa e culturale. Per riuscirci servono alcuni elementi fondamentali. Prima di tutto, una forte identità territoriale: le persone devono riconoscersi nei valori della società e sentirla come un patrimonio della comunità. Poi serve investire nei giovani, nella formazione dei tecnici e dei dirigenti, perché il capitale umano rappresenta la vera ricchezza di ogni organizzazione. È altrettanto importante costruire una sostenibilità economica che non dipenda esclusivamente da un singolo finanziatore, ma da una rete di imprese e partner che condividano il progetto. Infine, occorre creare relazioni stabili con scuole, università, associazioni e istituzioni, perché oggi nessuna società sportiva può crescere da sola. A mio avviso, il vero successo di un progetto sportivo non si misura soltanto con i trofei conquistati, ma con la capacità di lasciare un’eredità positiva al territorio: formare giovani, creare opportunità, generare senso di appartenenza e contribuire allo sviluppo della comunità. È questa la differenza tra una squadra che partecipa a un campionato e una società che diventa un punto di riferimento per il proprio territorio“.

        FOTO DI REPERTORIO

        Catania Fc, il Ds Varrà in sala stampa: «posso dire solo che sarà una rosa competitiva»

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        Il primo a presentarsi ai nastri di partenza di questa stagione è Fortunato Varrà, il nuovo direttore sportivo dopo che il Pastore è stato congedato. Varrà non specifica proprio tutto, ma chiaramente anticipa che ciò è dovuto dalla situazione provvisoria: «le comunicazioni arrivano quando ci sono. Devo dire le cose che sono ufficiali» e continua «non posso rischiare con la mia credibilità». Insomma, tutto ancora da vedere. Il tempo però è tiranno, dato che fra meno di un mese il Catania affronterà la prima sfida in Coppa Italia nello stesso calderone delle big di Serie A.

        Allora ecco che in sala stampa arriva qualche modesta domanda sulle tempistiche, sui rapporti con l’allenatore della prima squadra, su quello che pensa Grella, su cosa deve aspettarsi la tifoseria rossazzurra dato che il ciclo appena concluso era quello che doveva portare gli etnei in serie B e su tante altre cose. Varrà, in un certo senso, non molla e rilancia. Riesce a far uscire il professionista che è in lui concedendo alla stampa qualche piccolo dettaglio non da poco, nonostante le circostanze ancora non permettano di decretare sentenze su nulla. Ecco allora che su Cicerelli scopriamo che non è al momento sul mercato, Di Tacchio continuerà a stare in rosa, sicuramente l’età media della squadra verrà abbassata e tanto altro.

        In merito al ritiro, invece, sappiamo che verrà espletato per metà a Catania fra Cibali e Cibalino. «la parola vincere è una parola che mi appartiene. Per me dobbiamo costruire una squadra per lottare (competitiva)» fa ancora sapere il Ds. Entrando nel merito «Quando si parla di ringiovanimento c’è paura di fare una squadra di ragazzini. Ma per fare una squadra competitiva bisogna abbassare l’età media, posso solo dire che 10-12 giocatori al momento restano ma non è ufficiale».

        Dopo poco più di quarantacinque minuti il Ds si congeda, sperando in cuor suo di aver riacceso quella luce all’interno dei cuori rossazzurri.

        “Questa è l’ultima…poi smetto…forse”: presentato il libro di Nathan Romania

        Presentato il libro a Catania “Questa è l’ultima…poi smetto…forse” di Nathan Romania di Piscopo, pseudonimo di Natalina Romania, donna poliedrica che spazia dalla formazione accademica all’attività sui media, all’impegno sociale.

        Il contesto della presentazione

        Il libro è stato presentato davanti ad un pubblico partecipe e numeroso, dopo gli interventi di Sebastiano Anastasi, presidente del consiglio comunale catanese, di Marco Rubino, sindaco di Sant’Agata li Battiati e di Marisa Scavo, già procuratrice della Repubblica sempre sul capoluogo etneo; accanto all’autrice Vincenzo Di Natale, psicologo, che ha approfondito i temi relativi al rapporto di coppia, alla solitudine, alla differenza tra emozione e sentimento. Monsignor Nicola, al secolo Nunzio Rimaudo, vescovo ortodosso del Patriarcato di Kiev, presso l’Arcidiocesi di Madeira, in Portogallo, ha sottolineato la grande spiritualità dell’autrice, che è anche Gran Priore di Sicilia dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme Osj.

        Liliana Nigro, docente dell’Abact, nella prefazione del testo ha evidenziato che Natalina Romania è “una venere in carne ed ossa, coraggiosa di aprire uno scrigno intimo… non chiede permesso, non bussa, apre la porta dell’anima ed entra“.

        La presentazione è stata moderata dal noto giornalista Daniele Lo Porto.  Al termine la sfilata di alcuni costumi, curati da: Chiara Di Buono, Carmen Grasso, Clara Calogero, Anna Lembo, Emanuele Ricchiena, Rosa Platania.

        Fortunato Varrà si presenta alla stampa: fra mercato, uscite, ritiro e giovani

        Il neo direttore sportivo del Catania FC Fortunato Varrà è stato ufficialmente presentato in conferenza stampa un giorno prima dell’inizio del raduno, che inizierà domani con i consueti test medici, che sancisce l’inizio effettivo della nuova stagione.

        Le prospettive del mercato

        Il dirigente calabrese ha sottolineato la sua piena operatività sul mercato affermando che la società metterà a disposizione ” un budget giusto affinchè sia un mercato competitivo: l’obiettivo è allestire una squadra che possa esprimere un calcio dominante e aggressivo con una età media minore rispetto a quella attuale. Prima però delle possibili entrate, sarà necessario intervenire sulle uscite cedendo i giocatori che non rientrano nel nuovo progetto tecnico di mister Emilio Longo per sfoltire la rosa. Inoltre, su uno dei giocatori fondamentali di questi ultimi due anni emerge una novità che il Ds ha tenuto a precisare: ” Di Tacchio ha prolungato il contratto per altri due anni. Era previsto un rinnovo automatico legato ad alcune clausole”.

        La programmazione del ritiro

        Riguardo la preparazione estiva, ha confermato che la prima parte verrà svolta in sede: “abbiamo a disposizione lo stadio, il Cibalino, e sfrutteremo al massimo le nostre risorse”. In seguito, invece, la squadra si sposterà a Norcia, come negli anni precedenti, fino alla partita di Coppa Italia Frecciarossa contro il Vicenza di sabato 8 agosto.

        La gestione della Primavera

        Infine Varrà ha dichiarato di essere anche responsabile della Primavera che lavorerà a stretto contatto con la prima squadra, specificando che con ” Marco Biagianti già a fine stagione scorsa si era deciso di terminare il rapporto” e che il nome del nuovo allenatore non è stato ancora scelto ma opererà in continuità tecnica con i principi di gioco di Emilio Longo.

        San Cristoforo rigenerato, decreto Caivano restituisce Largo Puglisi al pubblico

        Il Decreto Caivano comincia a produrre i suoi frutti. Rigenerato Largo Don Pino Puglisi nel quartiere San Cristoforo riconsegnando al pubblico una piazzetta, un parco giochi e un campetto di calcio a 5.

        Grazie alla rigenerazione del Largo Don Pino Puglisi si completa il primo intervento strutturale foraggiato dal Piano Nazionale destinato alla riqualificazione sociale e ambientale di zone ad alta vulnerabilità, come disposto nel Decreto Caivano. Lo spazio riqualificato mette a disposizione del pubblico una piazzetta alberata con sedute, uno spazio ludico per bambini e un campetto di calcio a 5.

        In rappresentanza istituzionale il Presidente del Consiglio Comunale Sebastiano Anastasi, l’Assessore all’Urbanistica Luca Sangiorgio, gli Assessori Viviana Lombardo e Serena Spoto, il Questore Giuseppe Bellassai, i vertici di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, dirigenti della Struttura Commissariale per le zone ad alta vulnerabilità, il parroco della Madonna delle Salette Don Benedetto Sapienza, educatori e insegnanti.

        Il sindaco Enrico Trantino ha ricordato come due anni prima “alcuni genitori mi mostrarono il degrado in cui versava l’area. In quell’occasione lanciai una sfida: se l’Amministrazione avesse restituito questo spazio al quartiere, la comunità avrebbe fatto la propria parte per custodirlo. Oggi quella sfida è diventata realtà. Consegniamo alla città il primo intervento del progetto San Cristoforo, fortemente voluto dal Governo Meloni. Ringrazio la struttura commissariale per il prezioso lavoro svolto coadiuvata dalla Direzione comunale Urbanistica guidata dall’ingegnere Biagio Bisignani. Questa riqualificazione rappresenta un nuovo inizio per San Cristoforo. Adesso il compito è di tutti noi: istituzioni e cittadini devono collaborare affinché questi spazi restino curati e vissuti. Il quartiere ha straordinarie potenzialità e può diventare un luogo sempre più bello, sicuro e accogliente per i nostri bambini e le future generazioni.”

        L’occasione dell’inaugurazione è stata colta per ricordare la scomparsa, avvenuta tre anni fa, del giovane calciatore Samuel Puglisi; in suo onore è stato creato un murales nella piazzetta ed è stato giocato un match d’esibizione tra i ragazzi del quartiere.

        Identificata malattia genetica del neurosviluppo, cooperazione dalla Sicilia a Roma

        Team di esperti dell’IRCSS Oasi di Troina, dell’AOU “G.Rodolico-San Marco” e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù identifica il ruolo del gene GIT1 in una rara malattia causa di malformazioni, alterazioni della crescita e gravi disabilità intellettive. La scoperta è stata pubblicata nella prestigiosa rivista Brain.

        Grazie al lavoro di concerto di diversi reparti in diverse strutture in Sicilia e a Roma è stata identificata una nuova malattia genetica del neurosviluppo. I pazienti coinvolti nello studio sono stati in tutto nove appartenenti a tre famiglie, due italiane e tre francesi. È stato dunque dimostrato che varianti con perdita di funzione in entrambe le copie del gene GIT1 causano una rara sindrome caratterizzata da microcefalia, alterazioni cerebrali, grave disabilità intellettiva, caratteristiche riconoscibili del volto e deficit della crescita.

        I pazienti coinvolti condividevano i seguenti sintomi: microcefalia, alterazioni cerebrali alla risonanza magnetica, grave disabilità intellettiva, caratteristiche morfologiche riconoscibili del volto, ritardo della crescita intrauterina e bassa statura.

        Input iniziale del lavoro è stato dato dalla ricerca su una famiglia con più soggetti affetti da disabilità intellettive condotto dalla dott.ssa Pinella Failla dell’IRCSS Oasi di Troina. I lavori sono continuati in laboratorio grazie all’analisi sulla combinazione tra genetica familiare e moderne tecnologie di sequenziamento svolta dal team del prof. Marco Fichera, anello di congiunzione tra i laboratori di Genetica Medica dell’IRCSS e l’AOU “G.Rodolico-San Marco”. È stata individuata, in questa fase della ricerca, regione cromosomica coinvolta nella malattia, passaggio importante eseguito attraverso una mappatura estesa all’intero genoma mediante analisi di linkage che ha permesso di porre le basi per l’identificazione di GIT1 mediante sequenziamento dell’esoma.

        La fase successiva dello studio ha coinvolto il team del dott. Marco Tartaglia dell’IRCSS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma che ha identificato GIT1 come gene malattia candidato per questa nuova condizione del neurosviluppo e successivamente confermato sperimentalmente il ruolo causale delle varianti patogenetiche di GIT1 mediante studi funzionali in vitro e in vivo utilizzando il modello zebrafish. È dunque arrivata chiarezza sul meccanismo biologico della malattia: senza il corretto funzionamento del GIT1 vi è una modifica del citoscheletro e una riduzione della produzione della proteina RAC1.

        Il progetto è stato svolto nell’ambito delle attività per pazienti privi di diagnosi della Rete IDEA, la rete pediatrica dell’IRCSS finanziata dal Ministero della Salute.

        Incontro Asp Catania-Rsu: verso raffreddamento e conciliazione

        Incontro tra la Direzione generale dell’Azienda sanitaria etnea e la Rsu, previsto nell’ambito della procedura di raffreddamento e conciliazione attivata a seguito della proclamazione dello stato di agitazione da parte dell’Assemblea generale dei lavoratori.

        Lo svolgimento dell’incontro

        All’incontro hanno preso parte: il direttore generale di Asp Catania Giuseppe
        Laganga Senzio
        , il direttore sanitario della stessa Giovanni Francesco Di Fede, il direttore amministrativo Tamara Civello, il direttore dell’Uoc Risorse Umane Roberta La Rocca, l’Ufficio di Presidenza della Rsu rappresentato dal presidente Enzo
        Maggiore
        , dal suo vicepresidente Claudia Lopis, dal segretario Andrea Santangelo.
        Nel corso del confronto, la Direzione generale ha illustrato le determinazioni assunte in relazione alle questioni oggetto della vertenza. Pur permanendo le rispettive posizioni sulle questioni oggetto del confronto, l’incontro ha consentito di registrare un significativo avanzamento del dialogo. La Rsu ha preso atto delle comunicazioni rese dalla Direzione generale e ha manifestato la disponibilità a proseguire il percorso di confronto nell’ambito della prossima riunione della Delegazione trattante, nel corso della quale saranno approfonditi i contenuti del regolamento sull’orario di lavoro e saranno affrontati i successivi temi oggetto della piattaforma sindacale. La Direzione generale ha confermato l’impegno dell’Azienda a proseguire l’interlocuzione nelle sedi previste dal sistema delle relazioni sindacali, assicurando il pieno rispetto delle disposizioni normative e contrattuali vigenti, e delle prerogative delle parti.

        Allievi nazionali: la Nuoto Catania è fra le prime quattro in Italia

        Prosegue il percorso del settore giovanile della Nuoto Catania: al concentramento degli Allievi nazionali a Frosinone arriva un importante quarto posto nazionale affrontando avversari come Rari Nantes Bologna, Ss Lazio Nuoto – divenuti Campioni d’Italia – ,Circolo Nautico Posillipo, giungendo sino alla semifinale e perdendo la finale per il terzo posto 6-13 alla Rari Nantes Bologna.

        Le dichiarazioni del presidente della società

        “Siamo contenti di questa conclusione di stagione – afferma il presidente della Nuoto Catania Massimo Di Salvatore – “Il nostro obiettivo per i prossimi anni è quello di raggiungere in modo stabile la final eight sia nella categoria Allievi che in quella juniores – traguardo sfiorato proprio in questa stagione – “solo attraverso gli investimenti sostenuti quest’anno dalla società in termini di tempo e spazio dedicati agli allenamenti agonistici dei settori giovanili, si potrà costruire una futura Nuoto Catania la cui identità valorizzi il talento siciliano. Siamo certi che questa è la strada giusta – infine egli conclude – Un ringraziamento particolare al dirigente Michele Pennisi vero artefice di questo progetto, ai tecnici Carmelo Tropea e Fabrizio Basile, ai nostri giovani atleti che hanno dato il loro massimo”.