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Al-Hilal – Milinkovic-Savic: si chiude a 40 milioni

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In una mossa fulminea sul mercato, l’Al-Hilal ha presentato un’offerta di 40 milioni di euro alla Lazio per acquistare Milinkovic-Savic, accompagnata da un contratto che garantirebbe al giocatore uno stipendio annuale di 20 milioni di euro netti. La trattativa si trova ormai nelle fasi finali, con l’attesa che i dettagli vengano definiti a breve.

Il presidente della Lazio, Lotito, ha dichiarato: “Ho cercato di trattenerlo, ma mi ha pregato di andar via”.

Milinkovic-Savic si trova vicino a trasferirsi in Arabia Saudita. Dopo aver respinto tutti i tentativi da parte della Lazio di rinnovare il suo contratto attuale, che prevede un salario di 3,2 milioni di euro all’anno e che scade a giugno 2024, il giocatore ha espresso la sua volontà di lasciare il club. Di fronte all’offerta del club arabo, finora l’unica proposta “concreta” ricevuta, sembra che abbia dato il suo assenso.

L’Al-Hilal sta dimostrando grande determinazione nel mercato, cercando di acquisire Milinkovic-Savic e portarlo nella propria squadra. La trattativa è in una fase avanzata, e presto potrebbero essere raggiunti accordi definitivi.

Lukaku – Juventus: trattativa percorribile, ma a decidere sarà Big Rom

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Nonostante la sua attuale lontananza dall’Inter, Romelu Lukaku nutre ancora il desiderio di dire addio al Chelsea e tornare in Italia. La sua vicenda continua a essere al centro dell’attenzione durante questo calciomercato estivo. Il Corriere dello Sport, con la firma di Ivan Zazzaroni, ha lanciato una bomba lunedì: Big Rom avrebbe raggiunto un accordo con la Juventus verso la fine di giugno.

Questo spiegherebbe il motivo per cui, in questi giorni, Lukaku ha rifiutato per due volte le ricchissime offerte dell’Al Hilal in Arabia Saudita. Nel frattempo, il Chelsea è impaziente e piuttosto irritato, e attende un’offerta dai bianconeri, che sono vincolati dall’addio di Dusan Vlahovic.

Secondo il Corriere dello Sport, l’attaccante serbo piace a diverse squadre europee, come il Chelsea, il PSG e il Bayern Monaco. Tuttavia, sembra che Vlahovic non sia la prima scelta di nessuna di queste squadre.

Senza la partenza dell’ex giocatore della Fiorentina, la Juventus troverà difficile tentare il colpo Lukaku. La situazione di Vlahovic, dunque, rappresenta un elemento chiave nel possibile trasferimento di Lukaku alla Juventus.

Paramount+ confermato come main sponsor dell’Inter: accordo triennale in arrivo

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L’accordo tra l’Inter e la piattaforma di streaming statunitense PARAMOUNT+ è stato confermato dopo due apparizioni sulle maglie della squadra durante la stagione 2022-23: nell’ultima giornata di Serie A contro il Torino e nella finale di Champions League persa contro il City a Istanbul. L’accordo originale prevedeva che Paramount+ apparisse sul retro delle divise nella stagione 2023-24, ma la scorsa settimana è stato raggiunto un accordo di massima per estendere la partnership con il colosso statunitense come main sponsor per i prossimi tre anni.

Secondo il nuovo accordo, l’Inter incasserà circa 15 milioni di euro all’anno, oltre ai bonus legati ai risultati sportivi ottenuti dalla squadra. Sebbene questa cifra sia inferiore rispetto a quanto era stato concordato con DigitalBits (che è fallito, portando all’interruzione del contratto), il legame con un marchio di così grande prestigio a livello mondiale è considerato un valore aggiunto. Rappresenta una dimostrazione che il brand nerazzurro è attrattivo a livello planetario.

L’ufficializzazione del nuovo accordo triennale è attesa a breve, sottolineando l’importanza strategica di questa partnership per l’Inter e la sua presenza internazionale.

Inter – Otavio: c’è la volontà, ma costa troppo

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In un’intervista concessa a “L’Interista“, Israel Oliveira, procuratore del talentuoso centrocampista del Porto Otavio, ha rivelato il crescente interesse dell’Inter nei confronti del suo assistito.

Ecco le sue dichiarazioni che mettono in luce l’entusiasmo attorno al giocatore e la sua volontà di scegliere l’Inter come destinazione ideale:

“Posso confermare che in Italia c’è un forte desiderio di avere il giocatore e l’interesse nei confronti di Otavio nel vostro Paese continua a crescere. Sono convinto che potrebbe avere un grande successo in Italia.”

Fino a che punto c’è la volontà di portarlo in Italia?

“C’è chi sta lavorando per raccogliere i fondi necessari per soddisfare la richiesta del Porto, che ammonta a 40 milioni di euro. L’interesse verso di lui è molto forte, come ho detto in precedenza.”

Parlando dell’Inter, può confermare che il club è uno dei principali interessati?

“Sì, posso confermare che l’Inter è sicuramente uno dei club che desiderano avere Otavio.”

Bisseck a Milano per le visite mediche

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Il giovane talento Bisseck è recentemente approdato a Milano con un entusiasmo palpabile, pronto ad affrontare la sua straordinaria avventura calcistica.

Nel frattempo, l’Inter e l’Aarhus stavano definendo i dettagli riguardanti il pagamento della clausola rescissoria inclusa nel suo contratto. Durante questa fase, Bisseck ha pazientemente atteso il via libera per sottoporsi alle visite mediche presso la prestigiosa sede del club nerazzurro situata in via della Liberazione.

E adesso, finalmente, il permesso tanto atteso è stato concesso. Le visite mediche si svolgeranno nella giornata di domani: la prima parte presso l’Humanitas e la seconda parte nel pomeriggio presso il Coni.

Con il completamento di questo processo, il giovane difensore si unirà ufficialmente alla squadra guidata da Simone Inzaghi, portando con sé le sue eccezionali abilità e prospettive calcistiche di qualità.

Brasile in subbuglio: i sostenitori di Bolsonaro fanno irruzione nel Congresso e nel governo

Sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro hanno fatto irruzione nel Palazzo del Congresso del Brasile, situato a Brasilia, la capitale del paese. La polizia ha usato candelotti di gas lacrimogeni per respingere le centinaia di militanti di estrema destra, che hanno preso di mira l’edificio istituzionale una settimana dopo l’insediamento del presidente di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva.

Nonostante le autorità abbiano transennato l’area intorno al Congresso, i sostenitori di Bolsonaro hanno superato i cordoni di sicurezza. Si preparano ad entrare anche nel Parlamento. Molti manifestanti sono riusciti a salire sulla rampa dell’edificio, occupandone il tetto, e hanno fatto irruzione anche nella sede del Parlamento e nell’edificio del Planalto, sede del governo, e nell’edificio della Corte Suprema. Lula, il presidente in carica, non si trova a Brasilia perché è in visita nello Stato di San Paolo, dove ci sono alcune aree alluvionate.

A metà dicembre, un gruppo di sostenitori di Bolsonaro aveva già tentato di invadere il comando della polizia federale sempre a Brasilia. Secondo le immagini diffuse dalle televisioni nazionali, sarebbero circa 400 le persone che hanno forzato le strutture, situati tutti nella stessa area, nota come Piazza dei Tre Poteri. Ci sono stati anche atti di vandalismo e distruzione generalizzata, come mostrato in video pubblicati dagli stessi invasori.

Gli invasori sono riusciti a raggiungere, senza alcuna resistenza delle forze dell’ordine, l’ufficio del presidente della Repubblica. Il ministro della Giustizia, Flavio Dino, ha affermato che “questo assurdo tentativo di imporre la volontà con la forza non prevarrà” e che il governo del distretto federale sta inviando rinforzi.

Proteste in Iran: dimostranti in piazza contro le Guardie rivoluzionarie

Le manifestazioni per commemorare le vittime della repressione in Iran e l’anniversario dell’abbattimento del volo PS752 della Ukraine International Airlines, che ha portato alla morte di 176 persone, si sono svolte domenica in 80 città di tutto il mondo, tra cui Brisbane, Roma, Berlino e Londra. I manifestanti hanno esortato il governo a smettere di sostenere i mullah.

Nel frattempo, le proteste in Iran continuano, con numerose persone che sono scese in piazza in diverse città, come Teheran, Karaj, Najafabad e Bandar Anzali, per protestare contro le Guardie rivoluzionarie gridando slogan contro di loro. Alcuni studenti delle università di Teheran e di altre città hanno pubblicato video in cui cantano slogan antigovernativi e danno il loro sostegno alle proteste.

AI, il nuovo mondo è alle porte

Le nuove tecnologie di intelligenza artificiale stanno facendo progressi straordinari nel mondo dell’informatica e stanno cambiando il modo in cui le persone lavorano e vivono.

Le AI, o intelligenze artificiali, sono programmi informatici in grado di eseguire compiti che richiedono intelligenza umana, come il riconoscimento delle parole e delle immagini, il ragionamento e la decisione. Con l’aumento della potenza di calcolo dei computer e il miglioramento delle tecniche di apprendimento automatico, le AI stanno diventando sempre più efficienti ed efficaci nel risolvere problemi complessi.

Le applicazioni delle AI sono molteplici e vanno dal riconoscimento vocale ai sistemi di guida autonoma, dai chatbot ai sistemi di consiglio finanziario. Le AI stanno anche cambiando il modo in cui le aziende producono e vendono i loro prodotti, attraverso la personalizzazione dei servizi e dei contenuti in base alle preferenze dei clienti.

Tuttavia, l’adozione delle AI solleva anche importanti questioni etiche e sociali. Ci sono preoccupazioni per la perdita di posti di lavoro a causa dell’automazione, nonché per la possibile discriminazione o il rischio di violazione della privacy. È quindi importante che le tecnologie di intelligenza artificiale siano sviluppate e utilizzate in modo responsabile, tenendo conto di queste preoccupazioni.

In ogni caso, le tecnologie di intelligenza artificiale rappresentano una sfida e un’opportunità straordinarie per il futuro e saranno sicuramente una parte importante delle nostre vite in futuro.

Papa Francesco al Patriarca Kirill: “Le guerre sono sempre ingiuste”

Nel pomeriggio di ieri si è svolto, in videoconferenza un incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Ortodosso di Mosca e di tutte le Russie,Patriarca Kirill.

All’incontro hanno preso parte anche il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e il capo del dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato Ortodosso di Mosca, il metropolita Hilarion Volokalamsk.

La notizia è stata diffusa in un primo momento dal Patriarcato Ortodosso di Mosca che sul proprio sito web, ha fatto presente che il Patriarca Kirill “ha salutato cordialmente il Primate della Chiesa Cattolica Romana, esprimendo soddisfazione per la possibilità di organizzare un colloquio” e che, successivamente vi è stata una “lunga discussione dettagliata della situazione sul suolo ucraino”. Il Patriarcato ha ancora riferito come “particolare attenzione è stata rivolta agli aspetti umanitari dell’attuale crisi e alle azioni della Chiesa Ortodossa Russa e della Chiesa Cattolica Romana per superarne le conseguenze”.

Dopo qualche tempo la notizia è stata diffusa anche dal Vaticano con una nota della Sala stampa.

Nella sua nota il Vaticano ha detto che il centro del colloquio è stato la guerra in Ucraina e il ruolo dei cristiani e dei loro pastori che devono fare di tutto perché prevalga la pace. E ha continuato dicendo che Papa Francesco “ha ringraziato il Patriarca per questo incontro, motivato dalla volontà di indicare, come pastori del loro popolo, una strada per la pace, di pregare per il dono della pace, perché cessi il fuoco”.

Proseguendo il Pontefice ha convenuto con il Patriarca che “la Chiesa non deve usare la lingua della politica ma il linguaggio di Gesù”. “Siamo pastori dello stesso Santo Popolo che crede in Dio, nella Santissima Trinità, nella Santa Madre di Dio: per questo dobbiamo unirci nello sforzo di aiutare la pace, di aiutare chi soffre, di cercare vie di pace, per fermare il fuoco”

Nei messaggi viene ancora sottolineato come entrambi i Pastori hanno messo in risalto “l’eccezionale importanza del processo negoziale in corso”.

Papa Francesco ha poi proseguito dicendo: “chi paga il conto della guerra è la gente, sono i soldati russi ed è la gente che viene bombardata e muore”.

E ha concluso dicendo: “Le guerre sono sempre ingiuste. Perché chi paga è il Popolo di Dio. I nostri cuori non possono non piangere di fronte ai bambini, alle donne uccise, a tutte le vittime della guerra. La guerra non è mai la strada. Lo Spirito che ci unisce ci chiede, come pastori, di aiutare i popoli che soffrono per la guerra.”

Ministro Roberto Cingolani, aumento del prezzo dei carburanti, «una colossale truffa a spese dei cittadini e delle imprese»

Assistiamo in questi giorni alle file ai distributori di carburante ed ai supermercati di cittadini che hanno paura di rimanere senza carburante e senza scorte alimentari a causa del probabile sciopero nel settore trasporti.

Nel nostro Paese, infatti, la situazione, in questi ultimi giorni, incomincia a preoccupare un po’ tutti, infatti le famiglie italiane si sono ritrovate a fare i conti con bollette di luce e gas molto salate.

Negli ultimi giorni, inoltre, i prezzi dei carburanti sono saliti alle stelle rischiando di fare schizzare anche i prezzi dei beni alimentari di prima necessità quali ortofrutta, pane, farina, olio, latte.

Per questi motivi i trasportatori hanno minacciato il blocco del trasporto ad oltranza a partire da lunedì 14 Marzo, ma corre l’obbligo di mantenere il condizionale perché la commissione di garanzia per lo sciopero nel settore trasporti ha bocciato lo sciopero in quanto i tempi di preavviso sono stati ridotti e manca la data di fine sciopero.

In merito, poi, all’aumento indiscriminato del prezzo del carburante il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, afferma che l’aumento del prezzo dei carburanti è ingiustificato poiché «non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. La crescita non è correlata alla realtà dei fatti, è una spirale speculativa su cui guadagnano in pochi, una colossale truffa a spese dei cittadini e delle imprese».

Ma il problema, come risulta evidente dalle bollette che sono arrivate nelle nostre case in questi giorni, non riguarda soltanto i carburanti ma riguarda anche luce e gas, che hanno subito un notevole incremento dei prezzi.

«È necessario stabilire» – afferma il Ministro – «il prezzo massimo oltre il quale gli operatori europei non possono andare. È fondamentale! Serve un tetto massimo per il prezzo del gas, un costo appetibile da non affossare il mercato. E, se fisso il prezzo del gas, fisso anche il prezzo per l’energia elettrica».

Ma il provvedimento per essere incisivo deve partire dall’Unione Europea e non dai singoli Stati.

Per quanto riguarda il prezzo dei carburanti, esso non dipende tutto dal costo della materia prima (greggio) ma è composto da tante voci che sono: accise, iva, prezzo industriale e margine dei gestori.

Nel corso della trasmissione di Rai Uno, Italia Si, Rosario Trefiletti, Economista ed ex Presidente della Federconsumatori, ha affermato che non c’è solo un problema di speculazione perché quando il petrolio, negli anni passati, era ad oltre 140 dollari al barile la benzina non ha mai superato i 2 euro al litro.

E oggi il petrolio è quotato intorno ai 110 dollari al barile. Per questo non è pensabile che vi sia un aumento di oltre 40 centesimmi al litro.

Ma non è solo un problema di speculazione. L’Erario, infatti, volente o non volente ha avuto, in questi ultimi giorni, un maggiore introito per l’Iva sui carburanti di oltre due miliardi e mezzo e questo perché l’iva è una tassa automatica calcolata in percentuale sul prezzo; maggiore il prezzo maggiore la tassa.

E allora qui si che lo Statto potrebbe intervenire, ad esempio congelando l’aliquota IVA sui carburanti così da far abbassare i prezzi alla pompa.