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QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Sesta Puntata

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Quelli del LiveCominciamo col bollettino della Protezione Civile sui contagi e poi spazio alle domande da fare al Dott. Palmeri e al Dott. in Economia Di Mauro. Potete interagire con loro inviandoci le vostre domande nei commenti che leggeremo in diretta. Altro ospite del giorno è Salvo Spadaro, giovane imprenditore. Infine, spazio all’angolo cultura con Angelo Battiato. Conduce Orazio Ardizzone in compagnia di Alessandro Giuffrida

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Quinta Puntata

www.mc.tv.it QUELLI DEL LIVE – Voci dalla quarantena – Ospiti di oggi il Sindaco di Belpasso Daniele Motta, Carmelo Tomasello della Lega Belpasso, Don Ambrogio Monforte della parrocchia Sacro Cuore di Biancavilla, Irene Nicolosi consigliere diocesano giovani Azione Cattolica. Conduce Orazio G Ardizzone in compagnia di Alessandro Giuffrida.

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Quarta Puntata

www.mc.tv.it A “Quelli del LIVE” parleremo insieme a Giuseppe Coco della Protezione Civile “Le Aquile”, sarà con noi Natale Falà per discutere di imprese e problematiche relative al blocco del lavoro, altro nostro ospite è Santo Orofino per parlare di Covid-19 e misure prese di prevenzione sia a livello regionale e sia nazionale. Infine, angolo cultura insieme ad Angelo Battiato. Conduce Orazio Ardizzone, in compagnia di Alessandro Giuffrida.

QUELLI DEL LIVE – voci dalla quarantena – Terza Puntata

www.mc.tv.it Ben ritrovati a Quelli del Live – voci dalla quarantena. Ospiti del giorno: Salvo Ferraris (MLAC), Salvo Torre (dall’Austria), David Papa (Misericordia Misterbianco), Mariella Fornello (Avvocato), Angelo Battiato (angolo culturale). Conduce Orazio Ardizzone in compagnia di Alessandro Giuffrida.

Nella Basilica di San Pietro il Papa ha celebrato la Domenica delle Palme

Questa mattina, in una Basilica di San Pietro, immensa e immensamente vuota, si è celebrata la Santa Messa della Domenica delle Palme presieduta dal Santo Padre, Papa Francesco.

All’inizio il Santo Padre ha benedetto i rami e subito dopo è iniziata la celebrazione dell’Eucarestia.

All’altare della cattedra sono stati posti il crocifisso di San Marcello al Corso e l’immagine della Madonna “Salus Populi Romani”.

Durante l’omelia il Santo Padre si è soffermato sulle letture che la liturgia presenta in questa giornata e specialmente sul racconto della Passione di Cristo dal vangelo di Matteo.

In particolare Papa Francesco si è soffermato su due aspetti del racconto:

Il primo aspetto: «Il tradimento». “Gesù ha subito il tradimento del discepolo che l’ha venduto e del discepolo che l’ha rinnegato. È stato tradito dalla gente che lo osannava e poi ha gridato: «Sia crocifisso!». È stato tradito dall’istituzione religiosa che l’ha condannato ingiustamente e dall’istituzione politica che si è lavata le mani”. E ha proseguito invitando tutti a pensare “ai piccoli o grandi tradimenti che abbiamo subito nella vita. È terribile quando si scopre che la fiducia ben riposta viene ingannata. Nasce in fondo al cuore una delusione tale, per cui la vita sembra non avere più senso. Questo succede perché siamo nati per essere amati e per amare, e la cosa più dolorosa è venire traditi da chi ha promesso di esserci leale e vicino. Non possiamo nemmeno immaginare come sia stato doloroso per Dio, che è amore”.

Papa Francesco ha poi invitato tutti a guardarsi dentro per scoprire le nostre infedeltà, ipocrisie, buone intenzioni tradite, promesse non mantenute, propositi lasciati svanire. Malgrado tutto questo Il Signore, con la croce ci guarisce dalle infedeltà, toglie i nostri tradimenti e li prende su di sé.

Il secondo aspetto: «L’abbandono». “Sulla croce, nel Vangelo odierno, Gesù dice una frase, una sola: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». È una frase forte. Gesù aveva sofferto l’abbandono dei suoi, che erano fuggiti. Ma gli rimaneva il Padre. Ora, nell’abisso della solitudine, per la prima volta lo chiama col nome generico di “Dio”. E gli grida «a gran voce» il “perché?”, il “perché?” più lacerante: “Perché anche Tu mi hai abbandonato?”. Sono in realtà le parole di un Salmo (cfr 22,2): ci dicono che Gesù ha portato in preghiera anche la desolazione estrema. Ma resta il fatto che l’ha provata: ha provato l’abbandono più grande, che i Vangeli testimoniano riportando le sue parole originali”.

Nel silenzio della grande Basilica di San Pietro, risuona l’invito del Papa a guardare il crocifisso durante questa settimana e “a chiedere la grazia di vivere per servire, cercando di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso e a non pensare solo a quello che ci manca ma al bene che possiamo fare” e ha proseguito dicendo:“ Certo, amare, pregare, perdonare, prendersi cura degli altri, in famiglia come nella società, può costare. Può sembrare una «via crucis». Ma la via del servizio è la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita”.

Papa Francesco rivolgendosi poi ai Giovani, in questa Giornata che da 35 anni è dedicata a loro, li ha invitati a “guardare ai «veri eroi» che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri. Sentitevi chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete! Perché la vita è un dono che si riceve donandosi. E perché la gioia più grande è dire sì all’amore, senza se e senza ma. Come ha fatto Gesù per noi”.

La celebrazione si è poi conclusa con la recita dell’Angelus.

PESCE D’APRILE DELL’INPS, VIOLATA LA PRIVACY DI TANTI AUTONOMI

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Forse un “Pesce d’Aprile” chissà, ma gli autonomi hanno avuto un brutto risveglio stamani, quando per cercare di compilare il modulo all’interno del sito dell’INPS che da accesso ai “tanto attesi” 600 euro, si sono ritrovati con identità non proprie all’interno dei propri account. Nomi di altri utenti che ad ogni “refresh” di pagina cambiavano.

Sito che è andato anche in tilt a causa dei tantissimi accessi con la conseguenza che tanti autonomi si ritrovano ancora a dover aspettare, non si sa quando, per accedere alla richiesta per avere il credito.

Intanto, privacy violata e come abbiamo appreso dal sito de “Le Iene”, l’avvocatessa Cathy La Torre ha definito il bug dell’INPS “La più grande violazione dei dati personali mai avvenuta in Italia”, e ha annunciato che “Ci sarà la più grande class action d’Italia contro l’INPS. Garantito”.

Papa Francesco da piazza San Pietro: non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato.

Rimarranno nella storia le immagini di ieri sera, quando dal sagrato di San Pietro, sotto una pioggia battente, il Santo Padre, Papa Francesco, ha rivolto una preghiera in comunione con tutta la Chiesa universale affinché abbia termine la pandemia che si è estesa in tutta il mondo.

Davanti alla basilica sono stati portati il crocifisso della Chiesa di San Marcello in via del Corso che nel 1522 liberò il popolo romano dall’epidemia della peste, dopo che per 16 giorni venne portato in processione per le vie di Roma. E accanto al crocifisso l’immagine della Madonna, “Salus Populi Romani”, la cui iconografia, del primo millennio cristiano, secondo la tradizione è attribuita a San Luca.

Durante la sua riflessione Papa Francesco riferendosi al Vangelo di Marco (Mc 4,35) che racconta di Gesù che dorme dentro la barca nel mare in tempesta, così afferma: “Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio” e ha proseguito dicendo che “ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo tutti importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”.

Nel silenzio vuoto della piazza, rotto solo dal rumore della pioggia battente, il vescovo di Roma continua dicendo che “ la tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità” e ha proseguito: “In questo nostro mondo siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

Il Papa continuando, si sofferma sugli atteggiamenti che oggi tutta l’umanità è chiamata a fare propri, oggi afferma Il Santo Padre “è il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri”.

In particolare Francesco ha ricordato quelli che “stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo”.

Alla fine spostandosi all’interno dell’atrio della Basilica davanti al Santissimo Sacramento esposto in modo solenne, il Papa si è soffermato in una lunga preghiera silenziosa.

In conclusione Papa Francesco ha impartito la benedizione “Urbi et Orbi”, con l’indulgenza plenaria, come a Natale e a Pasqua, perché possa terminare nel mondo. la spietata pandemia del Covid–19.

CAMBIERA’ IL MONDO DOPO IL CORONAVIRUS?

Da oramai qualche settimana, l’Italia si ritrova a dover combattere contro il Coronavirus, questa piaga moderna che sembrerebbe non avere fine e che in questo momento minaccia di prendersi la libertà della popolazione mondiale chissà per quante altre settimane ancora.

Un nemico silenzioso che ci sta pian piano cambiando: sta modificando le nostre vite, il nostro modo di pensare, il nostro modo di agire.

Sicuramente da questa situazione l’umanità intera alla fine ne trarrà le sue conclusioni, giudizi che potrebbero modificare per sempre quello che il mondo intero è stato; magari andando a virare verso un’altra visione di vita futura.

Da una decina di anni studiosi di paleoarcheologia, ma anche astrologi, ci hanno parlato più volte della nostra come l’era della consapevolezza; quello stacco col passato che ci avrebbe permesso di dare un cambio di rotta netto sulla via che portava all’autodistruzione. Chissà se è arrivato il momento della presa di coscienza di aver fatto in passato scelte errate che ci sono costate e che costano tuttora all’umanità un gravoso dispendio di vite umane.

Il pensiero immediatamente va alla situazione clima, al consumo delle risorse del pianeta, alla cattiva gestione dell’espansione “evolutiva” umana ed alla suddivisione della ricchezza tra i popoli; punti elencati che sono solo una punta dell’iceberg.

Un’umanità che se vorrà evitare altre catastrofi, dovrà relazionarsi d’ora in poi come unica specie e non come singolo individuo; cercando di comprendere che si è tutti sulla stessa barca chiamata Terra.

L’obiettivo comune maggioritario non è l’arricchimento personale, ma l’evoluzione della specie.

“Il denaro porta solo immediatezza sterile e appagamento effimero del singolo, lo sviluppo evolutivo della specie potrebbe portarci tutti a milioni di anni luce da qui”.

Coronavirus, arrivano in Italia i medici cinesi: “Siamo qui per ricambiare il vostro aiuto”

Sono arrivati in Italia i nove medici cinesi esperti nella lotta al coronavirus insieme ad un gruppo di ricercatori.

Si tratta di un gruppo composto da medici del National Health Commission of China e della Red Cross Society of China arrivati nel nostro Paese per dare aiuto alla sanità italiana impegnata nella difficile lotta al Covid-19.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una diretta facebook ha così commentato tale manifestazione di solidarietà per il Nostro Paese: “Questa è quella che definiamo solidarietà. Ce ne sarà altra. Non siamo soli, ci sono persone nel mondo vicine all’Italia. Non possiamo abbracciarci adesso, ma torneremo a sorridere”

“Siamo venuti per ricambiare gli aiuti ricevuti poco tempo fa dall’Italia”: così afferma il vice presidente della Croce Rossa cinese a capo del gruppo di medici ed esperti arrivato in Italia per aiutarci a combattere l’emergenza coronavirus.

In conferenza stampa ha dichiarato inoltre: “Ci auguriamo di poter aiutare per combattere questa battaglia contro il virus”.

La Croce Rossa cinese ha portato con se 31 tonnellate di materiale tra cui i ventilatori polmonari, i respiratori, i monitor, decine di migliaia di tute e mascherine e medicinali a base di erbe.

I medici hanno portato con se il plasma dei pazienti guariti utile per curare gli ammalati.

LA CINA E’ VICINA, L’ITALIA NON E’ PIU’ SOLA NELLA LOTTA AL CORONAVIRUS

L’Italia ancora aspetta gli aiuti dall’Europa, per cercare di combattere la piaga Coronavirus; con gli stati europei che sembrano non essere capaci ancora di reagire e di stilare un piano d’azione comune.

Intanto, arrivano i medici cinesi nella capitale italiana per cercare di combattere insieme il Coronavirus nel territorio italico. Nella conferenza stampa di oggi, i rappresentanti dei medici e della Croce Rossa cinese si dicono grati all’Italia per essere rimasti vicini nel momento del bisogno e di grande emergenza che il loro Paese ha subito. Per senso di ringraziamento e di dovere il governo cinese ha deciso di dare un aiuto concreto al popolo italiano mettendo a disposizione la propria competenza acquisita sul campo dai propri medici e 31 tonnellate di materiali che sono arrivati già nella penisola italica che comprendono ventilatori, mascherine e molto altro ancora.

La via della seta, quindi, continua e anzi si fortifica sempre più proprio in questi momenti di bisogno. L’Italia adesso non si sente più sola, ma sa di avere un supporto ed aiuto concreto da un popolo che ha già dimostrato di essere un valido “amico”.

“Oggi siamo distanti, ma tra un po’ potremmo riabbracciarci con più calore; ci rialzeremo più forti di prima”