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Nella Basilica di San Pietro il Papa ha celebrato la Domenica delle Palme

Questa mattina, in una Basilica di San Pietro, immensa e immensamente vuota, si è celebrata la Santa Messa della Domenica delle Palme presieduta dal Santo Padre, Papa Francesco.

All’inizio il Santo Padre ha benedetto i rami e subito dopo è iniziata la celebrazione dell’Eucarestia.

All’altare della cattedra sono stati posti il crocifisso di San Marcello al Corso e l’immagine della Madonna “Salus Populi Romani”.

Durante l’omelia il Santo Padre si è soffermato sulle letture che la liturgia presenta in questa giornata e specialmente sul racconto della Passione di Cristo dal vangelo di Matteo.

In particolare Papa Francesco si è soffermato su due aspetti del racconto:

Il primo aspetto: «Il tradimento». “Gesù ha subito il tradimento del discepolo che l’ha venduto e del discepolo che l’ha rinnegato. È stato tradito dalla gente che lo osannava e poi ha gridato: «Sia crocifisso!». È stato tradito dall’istituzione religiosa che l’ha condannato ingiustamente e dall’istituzione politica che si è lavata le mani”. E ha proseguito invitando tutti a pensare “ai piccoli o grandi tradimenti che abbiamo subito nella vita. È terribile quando si scopre che la fiducia ben riposta viene ingannata. Nasce in fondo al cuore una delusione tale, per cui la vita sembra non avere più senso. Questo succede perché siamo nati per essere amati e per amare, e la cosa più dolorosa è venire traditi da chi ha promesso di esserci leale e vicino. Non possiamo nemmeno immaginare come sia stato doloroso per Dio, che è amore”.

Papa Francesco ha poi invitato tutti a guardarsi dentro per scoprire le nostre infedeltà, ipocrisie, buone intenzioni tradite, promesse non mantenute, propositi lasciati svanire. Malgrado tutto questo Il Signore, con la croce ci guarisce dalle infedeltà, toglie i nostri tradimenti e li prende su di sé.

Il secondo aspetto: «L’abbandono». “Sulla croce, nel Vangelo odierno, Gesù dice una frase, una sola: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». È una frase forte. Gesù aveva sofferto l’abbandono dei suoi, che erano fuggiti. Ma gli rimaneva il Padre. Ora, nell’abisso della solitudine, per la prima volta lo chiama col nome generico di “Dio”. E gli grida «a gran voce» il “perché?”, il “perché?” più lacerante: “Perché anche Tu mi hai abbandonato?”. Sono in realtà le parole di un Salmo (cfr 22,2): ci dicono che Gesù ha portato in preghiera anche la desolazione estrema. Ma resta il fatto che l’ha provata: ha provato l’abbandono più grande, che i Vangeli testimoniano riportando le sue parole originali”.

Nel silenzio della grande Basilica di San Pietro, risuona l’invito del Papa a guardare il crocifisso durante questa settimana e “a chiedere la grazia di vivere per servire, cercando di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso e a non pensare solo a quello che ci manca ma al bene che possiamo fare” e ha proseguito dicendo:“ Certo, amare, pregare, perdonare, prendersi cura degli altri, in famiglia come nella società, può costare. Può sembrare una «via crucis». Ma la via del servizio è la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita”.

Papa Francesco rivolgendosi poi ai Giovani, in questa Giornata che da 35 anni è dedicata a loro, li ha invitati a “guardare ai «veri eroi» che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri. Sentitevi chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete! Perché la vita è un dono che si riceve donandosi. E perché la gioia più grande è dire sì all’amore, senza se e senza ma. Come ha fatto Gesù per noi”.

La celebrazione si è poi conclusa con la recita dell’Angelus.

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