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Albert Bourla, presidente di Pfizer, annuncia il nuovo vaccino anti Covid: ha un’efficacia di oltre il 90%.

La notizia ha fatto il giro del mondo e ha acceso nuove speranze nella lotta contro il Coronavirus.

“Il nostro studio – ha detto Albert Bourla – indica un tasso di efficacia del vaccino superiore al 90%, sette giorni dopo la seconda dose. Ciò significa che la protezione viene raggiunta 28 giorni dopo l’inizio della vaccinazione. Servono due mesi per avere tutti i dati sulla sicurezza dall’ultima inoculazione del vaccino per poter ottenere l’autorizzazione dalla FDA (Food and Drug Administration – “Agenzia per gli alimenti e i medicinali”, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America). Per questo pensiamo che il vaccino sarà disponibile e approvato entro la terza settimana di novembre”.

La società americana con cui collabora la tedesca BioNTech, ha annunciato che già stanno lavorando 24 ore al giorno per aumentare la produzione, con l’ambizioso obiettivo di avere 50 milioni di dosi, sufficienti per 25 milioni di persone visto che la somministrazione prevede 2 dosi, entro la fine dell’anno e 1,3 miliardi di dosi nel 2021.

L’annuncio è arrivato direttamente dalle aziende quando ancora la sperimentazione è da completare e devono ancora essere esaminate dalla comunità scientifica. Occorre inoltre verificare la durata della protezione immunitaria che il vaccino garantirebbe anche se c’è ottimismo da parte delle aziende.

L’Unione Europea ha stipulato un contratto per la fornitura dei vaccini con alcune alcune aziende tra cui la Pfizer. Quindi il vaccino della ditta americana potrà arrivare anche nel nostra Paese. Potrebbe essere siglato in questi giorni un patto per la distribuzione nei vari paesi dell’UE.

Purtroppo il vaccino potrebbe essere distribuito solo nei Paesi ricchi e non solo per disponibilità economica. Infatti il vaccino Pfizer dovrà essere conservato alla temperatura di -75 °C e va inoculato in due dosi separate e si pone pertanto il problema della sua conservazione a quelle temperatura, cosa che taglierebbe fuori i Paesi poveri dove, senza forniture elettriche stabili, sarebbe piuttosto difficoltoso avere refrigeratori che mantengano quella temperatura.

Tra la fine di dicembre e la prima metà di gennaio la Pfizer potrebbe ottenere il via libera da parte dell’Ema (European Medicines Agency) e subito dopo potrebbe iniziare il piano di vaccinazione in Europa.

Sembrerebbe, infine che il Ministro per la salute, Roberto Speranza, abbia avuto un incontro con rappresentanti della ditta statunitense per pianificare dettagli tecnici e logistici e poter quindi avviare la vaccinazione per un milione e settecentomila cittadini già a partire dalla seconda metà del mese di gennaio 2021.

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