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Cosa ha gridato Giorgio Chiellini mentre Saka tirava l’ultimo rigore?

È già passata una settimana dalla splendida vittoria della nostra Nazionale di calcio sull’Inghilterra e non sono ancora spenti gli echi che ha provocato in tutti gli Italiani.

Ma ancora è sconosciuto ai più quello che Giorgio Chiellini ha gridato prima che il rigorista inglese, Saka, tirasse l’ultimo rigore, sbagliandolo.

Dal labiale si comprende che abbia gridato la parola «Kiricocho», un termine sconosciuto ai più, ma con una storia particolare alle spalle.

Si tratta di una superstizione alla quale non sono molti quelli che vi credono, ma Chiellini che in campo le aveva provate tutte per vincere si è affidato proprio a questa superstizione.

Si tratta di una leggenda metropolitana calcistica che il nostro Capitano Chiellini pare abbia appreso da Paulo Dybala, suo compagno di squadra alla Juventus e che si perpetua da quasi quarant’anni.

Ma chi era Kiricocho? Pare fosse un tifoso dell’Estudiantes che si diceva portasse molta sfortuna.

Quando era presente lui sia si trattasse di allenamenti che durante la partita la squadra perdeva oppure si infortunava qualche giocatore.

Per questo motivo Carlo Bilardo, ex calciatore e allenatore dell’Argentina campione del mondo nel 1986, nel corso della stagione 1982-83, anno in cui allenava l’Estudiantes, decise di inviare Kiricocho a “guardare” tutte le partite degli avversari.

Alla fine della stagione l’Estudiantes vinse il campionato, ma soprattutto perse una sola partita, quella contro il Boca, l’unica partita alla quale Kiricocho non fu presente.

Un episodio simile a quello di Chiellini, vide protagonista Arjen Robben, durante la finale del mondiale del 2010. Lanciato a rete l’olandese si ritrovò a tu per tu con il portiere e si vide urlare “Kiricocho” dal difensore Capdevila. Robben sprecò l’occasione e la Spagna vinse il mondiale.

E così anche Giorgio Chiellini, ha urlato la parola magica e Saka è stato ipnotizzato di Donnarumma. L’Italia diventa campione d’Europa e Kiricocho continua, a distanza di quarant’anni, a portare sfortuna.

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