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PER EVITARE GLI ASSEMBRAMENTI, ARRIVANO GLI “ASSISTENTI CIVICI”.

Dagli assembramenti visti in questo ultimo week end post “Fase2”, arriva la decisione di inserire sul territorio ben 60mila assistenti civici. Come riporta l’ANSA, le decisioni assunte sui cosiddetti assistenti civici “senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno” non dovranno “comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia”‘: lo sottolineano fonti del Viminale mentre prosegue la polemica e dopo che dal ministero per gli affari regionali era arrivata la precisazione secondo cui gli  “assistenti civici” sono volontari e non sono ronde anti spritz. L’operazione “assistenti civici” voluta non convince i 5s. A definirla ‘una fuga in avanti’ il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Castaldi.

Renzi, all’e-news afferma che resta contrario a questa iniziativa che avrebbe il compito di tenere sotto controllo quello che in questo momento sta accadendo in Italia. “Un ministro ha annunciato la creazione di un corpo di 60.000 assistenti civici. Boh, solo a me sembra una follia finalizzata ad avere visibilità? Come spesso accade la penso come Matteo Orfini. Non sarebbe meglio valorizzare di più il terzo settore e il servizio civile?”.

INPS, TRIDICO: “IN ITALIA PER L’INPS NON ESISTONO PIU’ FANTASMI”

In un’intervista, del collega Luca Telese di TPI.it, Pasquale Tridico, presidente dell’INPS, parla in generale di quello che sta accadendo in Italia a causa del manifestarsi del Covid-19 e nello specifico della situazione economica italiana: “Se a gennaio qualcuno mi avesse detto che oggi avremmo gestito 26 miliardi di euro (oltre ai 10 del decreto Cura Italia), riuscendo a coprire 18 milioni di persone (e 11 milioni di persone nel decreto Cura Italia), io lo avrei scambiato per un matto. Invece è esattamente quello che stiamo facendo.”

Tridico alla domanda che viene posta per ben due volte dal collega, se ci fosse qualcosa che vorrebbe copiare dall’estero risponde: “Veramente ci sono gli inglesi che vorrebbero copiare da noi la cassa integrazione…”. E poi alla riproposizione della stessa domanda risponde con un’altra affermazione: “Nel nostro settore? Qualcosa dei paesi scandinavi. Qualche intervento in Germania. Ma la risposta dello stato sociale italiano è stata straordinaria. In America e in tanti paesi i più poveri non prendono nulla. Qui siamo arrivati dappertutto. Abbiamo coperto tutte le categorie”.

Oltre ad autonomi e cassa integrati, si parla anche delle più disparate categorie dove Tridico afferma che l’INPS è arrivata ad erogare aiuti economici a quasi tutte le categorie: “Esatto: io li chiamo fantasmi. Bene, con questo ultimo decreto in Italia per l’INPS non esistono fantasmi. Qualcuno potrà dire che potevamo dare di più, forse. Ma nessuno può dire che lasciamo indietro qualcuno”.

STRAGE DI CAPACI. “GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO… E CONTINUERANNO A CAMMINARE SULLE GAMBE DI ALTRI UOMINI”

Un giorno rimasto impresso in maniera indelebile a molti, quel 23 maggio 1992; a Capaci una strage che scosse l’Italia intera e diede un primo squarcio importante alla Sicilia. Una ferita che s’ingrandì ancor di più dopo la morte di Borsellino quel 19 luglio dello stesso anno e che servì da ulteriore spinta per tuti i siciliani, per tutti gli italiani, a scendere in strada a combattere le mafie. A distanza di 28 anni la loro testimonianza è viva e si è trasmessa come un verbo a tutte le nuove generazioni ed è anche grazie al loro sacrificio che adesso si respira aria di rinascita, aria di libertà. Ma questa libertà in alcuni casi è compromessa proprio da coloro che sbandierano ai quattro venti la legalità e la lotta alla corruzione e lo vediamo sino ad oggi con tutte le inchieste che sono in corso nella nostra cara Italia. Ogni volta che un magistrato, un poliziotto, un politico, un giornalista, un commerciante, un uomo qualsiasi, non compie il suo dovere verso il bene comune sottomettendo il prossimo al suo volere o al suo interesse, è lì che viene meno il nome di coloro che hanno perso la vita per combattere la mafia; è lì che viene infangata la memoria di tutta la gente morta per donare la libertà al prossimo.

Oggi, al tempo del Covid-19, nessuna manifestazione in strada, ma un lenzuolo bianco per ogni balcone in ricordo di ciò che accadde il 23 maggio del 1992, in memoria della morte di Giovanni Falcone, di sua moglie e della sua scorta; questa l’iniziativa lanciata quest’oggi in tutta la Sicilia.

A Capaci, solo una corona di fiori posta sul luogo della strage da parte del prefetto di Palermo Forlani, del questore di Palermo Cortese, della sorella del giudice Maria Falcone e della vedova del caposcorta Tina Montanari. Presente anche l’arma col comandate provinciale dei Carabinieri Guarino e quello della Guardia di Finanza Quintavalle che è stato colui che fisicamente ha deposto la corona commemorativa.

Santa Rita ed il miracolo dello sbocciar della rosa d’inverno

Oggi è la festa liturgica di Santa Rita, una delle sante più venerate in Italia e nel mondo cattolico e invocata con il titolo di “santa dei casi impossibili”, cioè di quei casi clinici o di vita, per cui non ci sono più speranze. Tanti casi con la sua intercessione si sono risolti miracolosamente.

Rita nacque intorno al 1381 a Roccaporena, un villaggio montano a 710 metri s. m. nel Comune di Cascia, in provincia di Perugia solo dopo dodici anni di vane attese. I suoi genitori, Antonio Lottius e Amata Ferri, si sposarono quando erano già in età matura, Rita venne accolta come un dono della Provvidenza.

La vita di Rita fu ricca di fatti prodigiosi che la tradizione ci ha tramandato. Ma si tratta di leggende alla cui base c’è senza dubbio un fatto di verità.

Rita fu sposa di Fernando Mancini, ufficiale che comandava la guarnigione di Collegiacone, di carattere forte, impetuoso e perfino brutale e violento del quale fu anche vittima, sopportandone con pazienza ogni maltrattamento, senza mai lamentarsi. Riuscì addirittura a trasformare con il tempo il carattere del marito e renderlo più docile. Fu poi madre di due gemelli.

Dopo la morte del marito, ucciso in un’imboscata, per evitare che i figli venissero coinvolti nella faida di vendette che ne sarebbe seguita, pregò Cristo di non permettere che le anime dei suoi figli si perdessero, ma piuttosto di toglierli dal mondo. “Io te li dono. Fa’ di loro secondo la tua volontà”. Comunque un anno dopo i due fratelli si ammalarono e morirono, fra il dolore cocente della madre.

In definitiva Rita fu donna vittima di violenze a servizio della pace. Venne circondata subito di una buona fama, la gente di Roccaporena la cercava come popolare giudice di pace.

Libera da vincoli familiari, si rivolse alle Suore Agostiniane del monastero di S. Maria Maddalena di Cascia per essere accolta fra loro; ma fu respinta per tre volte. Vi entrò poi per fatto miracoloso nell’anno 1407, intorno ai trent’anni. Fu devotissima alla Passione di Cristo, desiderando di condividerne i dolori: ciò costituì il tema principale delle sue meditazioni e preghiere.

Nella fase finale della sua vita avvenne un altro prodigio: essendo immobile a letto, ebbe la visita di una parente che, nel congedarsi, le chiese se desiderava qualcosa della sua casa di Roccaporena; Rita rispose che le sarebbe piaciuto avere una rosa dall’orto; la parente obiettò che si era in pieno inverno e quindi ciò non sarebbe stato possibile. Ma a causa dell’insistenza di Rita essa, tornata a Roccaporena, si recò nell’orticello e, con grande stupore vide, in mezzo ad un rosaio, una bella rosa sbocciata. Dopo averla raccolta la portò a Rita nel convento, a Cascia. Essa dopo averla ringraziata consegnò la rosa alle consorelle meravigliate.

Così la santa vedova, madre, suora, divenne la santa della ‘Spina’ e la santa della ‘Rosa’; nel giorno della sua festa questi fiori vengono benedetti e distribuiti ai fedeli.

Il 22 maggio 1447 Rita si spense, mentre le campane, secondo la tradizione, da sole suonavano a festa, annunciando la sua ‘nascita’ al cielo.

Ancora ai nostri tempi i fedeli portano rose in chiesa per farle benedire e chiedere alla Santa l’intercessione presso il Padre.

Quest’anno, a causa dell’epidemia covid-19 nel Santuario di via Vittorio Emanuele a Catania non saranno celebrate le S. Messe, come gli altri anni, ma sarà permesso entrare in chiesa da via Sant’Agostino per un omaggio floreale e una preghiera e uscire poi dalla porta centrale.

Il Rettore del Santuario di Catania, Mons. Gianni Perni ha dichiarato, tra l’altro che «Santa Rita è più contenta non se portate cento rose, ma se quei soldi li spendete in opere buone, ad esempio potete comprare cibo per i poveri. Potete aiutare una famiglia in difficoltà o portare i lumini per il Sacramento: il voto è lo stesso, e di carità oggi ce n’è proprio bisogno».

CRISI EUROPEA? PROPOSTA SHOCK DI FRANCIA E GERMANIA…

E poi all’improvviso in Europa accade quello che nessuno si aspettava più, Francia e Germania rilanciano una loro idea di aiuti per gli Stati membri.

Si parla appunto di Recovery Fund con compromesso e cioè dove verrebbero stanziati 500miliardi di euro, cifra che è la metà di quelli che chiederebbero gli Stati del sud Europa.

Questo denaro sarà raccolto sul mercato e non si parla di veri e propri prestiti, ma di sovvenzioni. Quindi, aiuti non rimborsati dai diretti destinatari, ma da tutti gli Stati membri e per questo a conti fatti possiamo parlare di emissione di debito comune.

Per questo motivo gli Stati del nord Europa, molto rigorosi dal punto di vista fiscale, pongono il veto su questa richiesta franco-tedesca.

L’impressione è che comunque si trovi un accordo anche perché l’intenzione è quella che l’Europa vada avanti per quanto concerne l’industria medicale per cercare di attivare e concretizzare la sperimentazione di un vaccino contro il Covid-19. Si punterà anche ad un’importante transizione ecologica/informatica per cercare di migliorare le nostre condizioni di vita, gettando così le basi per il futuro dell’Unione. Futuro che passerà anche dalla sovranità economica europea con una seria riforma delle leggi di mercato per cercare di favorire i nostri talenti europei, tutte quelle aziende che si trovano oscurate da competitor esteri all’unione.

In tempo di lockdown nasce il Talent 4.0, “Viva Voce Social”

Si è concluso sabato scorso, quasi a fine lookdown, come a segnare un passaggio, il contest social dell’Associazione Culturale Viva Voce.

L’iniziativa nata da un’idea di un ragazzo dell’associazione ha messo insieme tanti artisti che in questo tempo di emergenza covid-19 hanno voluto riempire lo spazio social con la propria arte, cercando di dare speranza e sollievo alla comunità che li ha apprezzati.

Ad organizzare il talent su facebook è stata Valeria Barbagallo, voce di rete e di audio sui principali social, che con la sua tenacia ha saputo creare ed organizzare un contest che è stato riferimento per il mondo dell’arte e della cultura in questo tempo di emergenza a causa del coronavirus.

Tanti gli artisti ed i dilettanti che si sono messi in gioco; la pagina dell’associazione è stata riempita da cantanti, attori, ballerini che hanno impegnato le dure giornate di questa pandemia.

Una giuria di esperti ha valutato le loro perfomance, ed è così che il gioco è diventato un modo sano per sfidarsi a ritmo di arte e di gioia.

Cosi tanti giovani e meno giovani si sono scommessi, filmandosi, mettendoci la faccia, muniti di telecamera o telefonino, allestendo un vero e proprio set a casa propria e condividendo la propria arte nei nuovi mezzi di comunicazione e riempiendo le bacheche virtuali di bellezza.

La giuria che ha valutato i partecipanti è stata composta da Francesca Ferro per la recitazione, Andrea Azzurra Gullotta per il canto e strumenti, Luca Russo per la danza, Loris Amato per giochi di prestigio e strumenti, Daniele Gangemi per cortometraggi e videoclip.

Nomi importanti nelle loro arti che hanno creduto  a questa iniziativa che è stata un’importante vetrina per i tanti ragazzi che si vogliono scommettere nel mondo della cultura e delle arti.

A vincere il contest social Viva Voce Talent è stato il cantante Rubert.

Nel contest si sono distinti tra gli altri  Martina Isaia, appena sedicenne di San Giovanni La Punta, che studia canto e Agata Sava che con il suo racconto breve “il mostro, la maschera” ha avuto il consenso della giuria popolare e della giuria tecnica.

Con la convinzione che il settore artistico non può arrendersi al sistema e deve tornare al più presto protagonista di questo Paese riempiendo le nostre piazze, i nostri teatri, i nostri cinema perché la bellezza salverà il mondo ed i tanti like, i cuoricini e le faccine non potranno mai sostituire la gratificazione del calore di un applauso.

La nostra nazione riparte: “Rialzati Italia e comincia a correre!”

Ripartiamo. Ripartiamo tutti uniti, ripartiamo da dove avevamo lasciato.

Ultimi dettagli completati in nottata per rispettare a puntino le linee guida governative; soluzione disinfettante pronta all’uso, adesivi distanziatori calpestabili già posti in terra e via: guanti, un sorriso dietro la mascherina e un grande sospiro prima dell’apertura della propria attività.

Si riparte certamente più poveri, con tanta paura e con molte più incognite sul futuro di se stessi, della propria azienda o del proprio lavoro; ma si riparte ed è proprio da oggi che l’Italia intera dovrà cominciare a correre e costruirsi un domani più florido, un domani che ci possa riportare un giorno ad essere una potenza economica mondiale.

Sembra utopia in questo momento, sembra così tutto impossibile e molto lontano; quello che dovremmo fare è semplicemente quello che hanno fatto i nostri nonni, padri, zii, quando dopo quell’ultimo evento bellico cominciarono a rimboccarsi le maniche e ricostruirono l’Italia.

Probabilmente cadremo nuovamente, a breve o alla lunga, questo non è da escludere; ma dovremmo continuare a rialzarci e a non darla mai vinta.

Soli non ce la potremo mai fare, serve aiuto soprattutto dalla parte politica. Si chiede loro empatia nel comprendere che dietro un’impresa che chiude ci sono famiglie che non avranno più come procacciarsi da mangiare. Bisogna che si comprenda che aiutare le imprese significa accompagnarle lungo tutto un percorso che li possa portare a correre nuovamente da sole e magari, perché no, anche più veloci di prima. Servirà liquidità, molta liquidità e soprattutto consapevolezza che anche il tempo è denaro e non ci possiamo più permettere, da italiani, di aspettare due mesi per un DL perché nel frattempo alcuni non ce la faranno e si sentiranno abbandonati al proprio destino.

Un pensiero va a tutti coloro che non rialzeranno le saracinesche questo 18 maggio. Alcuni imprenditori non ce l’hanno fatta a passare questi momenti bui che hanno attanagliato l’Italia e hanno aspettato troppo tempo per ricevere degli aiuti che magari non sono bastati. Altre imprese hanno deciso di non ripartire al momento per evitare accumuli di spese perché aprire senza sapere se il mercato risponderà in maniera positiva o meno è un rischio che potrebbe portarle al tracollo.

Quello che si chiede non è assistenzialismo, ma solo una vita normale e magari migliore rispetto a quella che ci siamo lasciati alle spalle in quei dì di marzo.

Rialzati Italia!

Arriva il via libera, domani si apre! Ecco quali negozi troveremo aperti…

Da domani partono quasi tutte le attività in Sicilia, quindi troveremo aperti i barber e parrucchieri, bar, ristoranti, centri estetici e negozi di abbigliamento e generici, palestre e attività turistiche, centri commerciali. Invece, cinema e teatri ripartiranno l’8 giugno.

La distanza minima da rispettare sarà quella di un metro, bisognerà organizzarsi con mezzi di prevenzione, disinfettanti e distanziatori in primis, e misuratore di temperatura il cui utilizzo non sarà obbligatorio per tutte le attività. Bisogna ricorrere se l’attività lo permette, alle prenotazioni e soprattutto bisognerà tenere traccia di tutti i clienti e tenere queste liste identificative in negozio per almeno due settimane.

La Sicilia riapre così come a breve avverrà anche per le attività balneari che si preparano in fretta e furia per questa la stagione estiva che è alle porte.

https://www.facebook.com/regionesiciliana/videos/273853157337641/?__tn__=kCH-R&eid=ARD9sJIlvOaMSLw6J4x7N6z8VdJcKpzhRubMdva3aGxsqBJlzsScDZjZwNpMB92HW8fQ0yveiJjbJ26B&hc_ref=ARQggWd42muAItd2l1fYwbAYmVRZY0ZOOw5BBIZa2ZviP8x54BklHNIqKjyCWP0-EjQ&__xts__[0]=68.ARABZZOuuROeioo5CXOABcqUwbMe965NSBNGD378L0Pg93_QwUdSSX_hX7YlcGZO4PRxbI96XCs0ZmTgIuE9zL5QCYswIPskLbzKRNdqQawUSTRUAL7kZPcpxcIyKx5EzX8g4Dxs1Phonbq-6EV74Y3-I2SWHSHitTZ4cI4bViwgL8u_2FwExTErT1fSAy9GsWfe9F8Y-SF7cGe6ndcBmxlelQNwL5YApETLu6x1SQQGqDINB6RXwzjIMUknA6rdExF9X5wFVraOP8yKUbAILLpKWwvuEH_jQe37itv8CEeSeR1It9Tm5jlVu2tVR7YzOn2XOozyqvU-qHHZwN5zMF0DraBatPUpDHb-n5WtAueVZWoKbHngXcw6b0sx_PuTodGmYhrS1v5_5vCUQ6XhVrF66NE7O9hIaVcWYCdUd2yOMOqolEkexHt085PgRDLfpRtUh4Vyh0Lr_pMo5DF5VmMneGkXT9yr7s43uvsrxScpmJkUUX1vIKbSi9CFGydylfCnEYoToVlguZXB0AakmI9a-NWLq1WF

DL RILANCIO. LA MANOVRA PER AUTONOMI E FAMIGLIE, MA CHI RIENTRA NEGLI INCENTIVI?

Partiamo con la cancellazione dell’Irap per tutte le imprese ed i lavoratori autonomi che hanno realizzato sino a 250 milioni di fatturato.

Si velocizza, invece, la procedura della Cassa Integrazione in Deroga, col datore di lavoro che avrà la possibilità di chiedere direttamente all’INPS e non più alla regione di competenza; eliminando così casi come quello riguardante la Sicilia con famiglie che ancora aspettano l’arrivo della CIG in deroga. La portata della Cassa Integrazione è stata aumentata sino ad un massimo di 18 settimane, mentre ci sarà un blocco dei licenziamenti per almeno 5 mesi.

Torna nuovamente il tanto discusso incentivo di 600 euro per i liberi professionisti che già hanno beneficiato di tale incentivo nel mese di marzo (moneta arrivata ad aprile). Questi “benefici” verranno elargiti in maniera automatica a chi già ne ha fatto richiesta in precedenza. Mentre per il mese di maggio arriverà un incentivo di 1000 euro solo ai liberi professionisti che hanno perso il 33% nel reddito nel 2020 rispetto allo stesso bimestre del 2019. I 600 euro andranno anche ai lavoratori stagionali del turismo e stabilimenti termali, a quelli del settore agricolo e ai lavoratori dipendenti e autonomi che hanno cessato il lavoro di contratto in essere e che si trovano senza un contratto e non siano titolari di altri incentivi o forma di aiuti, ai lavoratori dello spettacolo. Per i co.co.co. per il mese di maggio avranno un’indennità di 1000 euro.

Viene anche inserito il Reddito di Emergenza (REM) per le famiglie che sono in difficoltà e che abbiano un ISEE inferiore a 15 mila euro e un patrimonio mobiliare di massimo 10 mila euro che può essere incrementato di 5 mila euro per ogni componente del nucleo familiare e sino a 20 mila euro. Gli aiuti del REM andranno dai 400 agli 800 euro a seconda della composizione del nucleo familiare e bisogna presentare domanda all’INPS entro giugno per poterlo ottenere.

Per l’editoria s’innalza il credito d’imposta per investimenti pubblicitari al 50% e si avrà un credito d’imposta dell’8% sulla spesa della carta utilizzata per la stampa di libri e giornali. Basterà questa manovra per incentivare l’informazione? Dato che alle aziende serve liquidità in questo momento, ci sono persone disposte ad investire per la pubblicità sui mezzi di comunicazione?

Autoscuole: a quando la ripartenza?

Quello delle autoscuole è un mondo fatto di sogni di guida, un mondo frequentato da allievi di tutte le età per studiare il codice della strada e soprattutto imparare a guidare.

È un mondo complesso quello delle autoscuole, dietro, vi è un tessuto di piccoli e medi imprenditori, sono stimate in Italia circa 7.000 autoscuole, con circa 35.000 lavoratori tra addetti e dipendenti, che, a causa di questa emergenza covid-19 rischiano il collasso dato che al momento non è chiaro quando riapriranno e in che condizioni.

Il mondo delle autoscuole con le relative attività di formazione teorica e pratica è fermo dall’11 marzo, con il divieto di sostenere gli esami di idoneità teorica presso le sedi della Motorizzazione Civile come pure sospesi gli esami di idoneità alla guida presso le sedi delle autoscuole, con tanti giovani che continuano a rimanere in attesa di conseguire l’agognata patente.

Antonio Calì insieme al suo socio Vincenzo Cannavò gestiscono a Misterbianco l’autoscuola “La nuova S. Antonio”

Antonio da quanto tempo sei istruttore ed insegnante di scuola guida, come è iniziata questa tua passione?

“Sono insegnante ed istruttore dal 1991.

Mi è piaciuta da quando ho conseguito, a 18 anni, la patente di categoria B e poi durante il servizio militare ho acquisito le patenti superiori ed ho avuto la fortuna di conoscere questa professione facendo l’istruttore di scuola guida nei mezzi pesanti e nei mezzi corazzati dell’esercito.

Successivamente, tornato dal servizio militare, ho continuato a esercitare questa professione che oltre ad essere un lavoro credo sia una missione, perché ti da la possibilità di stare a contatto con i giovani, di capire le loro esigenze e di educarli oltre al rispetto del codice della strada ad un buon senso civico per essere buoni cittadini.”

Ti manca il tuo lavoro e il rapporto con gli allievi?

“Mi manca tantissimo; mi sento di essere bistrattato e mi è venuta a mancare questa attività dall’oggi al domani, manca tanto il mio lavoro e ovviamente mi faccio il conto con le paura della riapertura e l’incertezza di come riaprire e cosa troverò quando aprirò.

A parte le spese passive che vi sono ugualmente: affitto bottega, acqua, luce e condominio, bollo e assicurazione auto che purtroppo aspettano di essere pagate nei tempi previsti.

La ciliegina sulla torta è stata che da marzo 2020 inoltre siamo entrati con la novità iva al 22 per cento sulla patente che ha notevolmente rincarato i costi della patente stessa e anche le nostre spese.”

Quando si prevede la possibile riapertura dell’autoscuola?

“Purtroppo non se ne parla assolutamente, siamo stati assimilati come centri di istruzione, cioè attività di istruzione paragonabili alle scuole.

Al momento non abbiamo notizie per quanto riguarda neanche la riapertura dell’agenzia disbrigo pratiche automobilistiche.”

Come funziona il rinnovo delle patenti in questo tempo di emergenza covid-19?

“Attualmente è stata disposta la proroga di validità dei documenti di riconoscimento e di identità scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in vigore del provvedimento (17/03/2020) fino al 31 Agosto 2020”

Cosa ha previsto il Governo per le autoscuole?

“Nulla purtroppo”

Cosa chiedete al Governo?

“Chiediamo la riapertura nei tempi quanto più rapidi possibili e la possibilità di poter fare il lavoro che ci piace e per cui ci siamo formati.”