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Von Der Leyen: è tempo di discutere sull’obbligo vaccinale

Durante la conferenza stampa tenuta stamani sull’emergenza Covid-19, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von Der Leyen, ha detto, tra l’altro: “… non l’avrei mai pensato, ma ora è tempo di discutere sull’obbligo vaccinale”

Così, dopo l’obbligo introdotto dall’Austria e, adesso anche dalla Grecia, la Presidente Von der Leyen comincia a mostrarsi, per la prima volta, favorevole alla possibilità di rendere obbligatoria la vaccinazione contro il Covid-19 nei Paesi dell’UE.

Il pensiero della Presidente della Commissione europea scaturisce dalla riflessione sulla quarta ondata che sta investendo i Paesi europei e specialmente sulla nuova variante “omicron”, molto più contagiosa, e alle possibili mosse da fare per arginare l’aumento dei contagi.

Contemporaneamente è stato dato l’annuncio che le dosi del vaccino Pfizer per i bambini dai 5 agli 11 anni saranno disponibili dal prossimo 13 dicembre.

Come detto il primo Paese europeo a introdurre l’obbligo della vaccinazione è stata l’Austria.

Il Governo austriaco già nei giorni scorsi aveva introdotto la chiusura totale a livello nazionale per i non vaccinati.

In particolare il cancelliere, Alexander Schallenberg, nella conferenza stampa insieme al ministro della Sanità, Wolfgang Mueckstein, ha affermato, tra l’altro: “…. chi è contro il vaccino compie un attentato alla nostra salute, il virus non va via, il virus resta”.

Per questo l’Austria, con un tasso di vaccinati del 66% della popolazione, sarà il primo Paese in Europa ad imporre l’obbligo della vaccinazione per tutti a partire dal primo febbraio 2022.

Allo stesso modo anche la Grecia che si prepara a varare l’obbligo della vaccinazione contro il Covid-19 per i cittadini di età superiore a 60 anni. Pena: una multa di 100 euro al mese. Ciò anche perché in Grecia è di circa solo il 64% la popolazione che si è vaccinata.

Anche la Germania si avvia a scelte del tipo di quelle già fatte dall’Austria.

La Germania ha un tasso di vaccinazione pari al 68% circa della popolazione. Per questo il futuro cancelliere, Olaf Scholz, che la prossima settimana dovrebbe subentrare alla cancelliera uscente, Angela Merkel, sembra abbia espresso la possibilità di introdurre l’obbligo della vaccinazione per tutti già a partire dal prossimo febbraio 2022. Misura che andrebbe comunque approvata dal Bundestag, il Parlamento tedesco, ma che vedrebbe l’appoggio di molti stati federali della Germania quali la Bavaria e la Bassa Sassonia.

Intanto la situazione dei contagi e dei ricoveri, in Germania, sembra essere fuori controllo, specialmente nelle terapie intensive. In diversi Land del Paese stanno già trasferendo i pazienti all’estero, in Francia, in Svizzera e anche in Italia dove a Bolzano e a Merano sono stati già trasferiti due pazienti dalla Baviera.

E dal prossimo lunedì 6 dicembre anche la Provincia Autonoma di Bolzano entrerà in zona gialla insieme al Friuli Venezia Giulia.

Aumento dei contagi anche in Italia. Quali possibili svolte?

Dopo l’incontro con i Presidenti della Regioni il Governo starebbe lavorando a un nuovo provvedimento che potrebbe vedere la luce domani o al più lunedì prossimo.

Al vaglio del Consiglio dei Ministri il varo di una nuova Certificazione Verde che dovrebbe essere disponibile soltanto per le persone che siano guarite da Covid-19 oppure per i vaccinati.

Sarà questo nuovo “Super Green Pass” che darebbe la possibilità ai possessori di poter accedere a sale cinematografiche, bar, ristoranti, stadi e locali pubblici in genere.

Allo studio vi è anche la possibilità che il Super Green Pass venga esteso anche per l’accesso ai mezzi pubblici (treni regionali, bus, tram, metropolitane).

Vi sarebbe anche l’ipotesi di imporre l’obbligo del vaccino anti-Covid-19 per le forze dell’ordine, per il personale della scuola ed eventuali altre categorie.

Altro aspetto che verrà valutato nelle prossime ore è quello dei tamponi. Da indiscrezioni resteranno validi soltanto per andare al lavoro ma la loro validità potrebbe scendere dalle attuali 72 a 48 ore per i tamponi molecolari e da 48 a 24 ore per quelli antigenici.

Viene inoltre valutata l’obbligatorietà della mascherina, anche all’aperto per l’intero territorio nazionale, come del resto già in vigore nella Regione Siciliana.

Con riferimento all’ipotesi di imporre l’obbligo della vaccinazione per alcune categorie di personale è intervenuto il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, il quale lo ha proposto, come anzidetto, per tutte le forze di polizia e di emergenza e per tutti i dipendenti pubblici che lavorano agli sportelli a contatto con il pubblico. E questo per un motivo fondamentale: alle forze di polizia si vorrebbe affidare un piano straordinario di controlli proprio in occasione della festività del Natale e quella di Capodanno con l’obiettivo di verificare il rispetto delle regole che saranno previste con l’adozione del Super Green Pass. Ma certamente sarebbe fortemente incoerente inviare per il controllo il personale non vaccinato.

Ma sorge anche il dubbio sul rispetto da parte degli agenti dell’obbligo della vaccinazione. Se non dovesse essere rispettato si rischierebbe la paralisi nell’ordine pubblico.

Stesso discorso varrebbe anche per la scuola.

Per i test occorre poi valutare le motivazioni che spingerebbero il Governo a limitarne la validità.

Validità che potrebbe scendere da 72 a 48 ore per i test molecolari e da 48 a 24 ore per quelli antigenici.

Ma quali le motivazioni per questa limitazione della validità? Il test antigenico, come affermato dagli scienziati, ha una attendibilità del 60 – 65% mentre quello molecolare si spinge fino al 99%. Ciò vuol dire che un terzo circa delle persone infettate dal virus non vengono intercettate dal test molecolare.

Inoltre mentre con il virus originario un positivo infettava al massimo 2 persone, con la variante Delta plus, che è quella che circola oggi, un positivo è in grado di contagiare 8-9 persone, così come avviene, ad esempio, con la varicella.

Proprio in questo sta il punto. Un falso negativo (quel terzo non intercettato dal tampone molecolare), con un indice di contagio così alto rischia di contagiare a sua insaputa tante persone dando vita a un vero e proprio focolaio.

In Italia continuano ad essere fatti moltissimi test, circa 60-700 mila al giorno. E di questi oltre il 70% sono antigenici.

Ben diverso, invece, il tasso di positività: 6 per cento circa per il test molecolare e 0,25 per cento per il test antigenico e di solito il test molecolare viene eseguito per confermare quello antigenico.

Ma eseguire tamponi molecolari per tutti quelli che dovranno utilizzarli per andare a lavorare non sarebbe possibile garantirli sia per i tempi di lavorazione (almeno 24 ore) sia per le strutture (in questo caso non potrebbero essere le farmacie).

Ma in ultimo anche il problema dei costi: un test antigenico costa circa 15 euro mentre un test molecolare 50 euro.

Su tutti questi dubbi dovrà prendere una decisione il Governo prima di varare le nuove regole per un “Green Pass” rafforzato.

Decreto Infrastrutture. Monopattini, parcheggi, uso del cellulare alla guida, quali sono le modifiche introdotte al Codice della Strada

Il prossimo 10 novembre entrerà in vigore il Decreto Legge che ha apportato alcune modifiche al Codice della Strada.

Le novità introdotte sono varie. Di seguito ci soffermiamo sulle principali.

Per prima cosa parliamo dei monopattini. Per quelli commercializzati a partire dal prossimo 22 luglio diventeranno obbligatorie le frecce, lo stop e i freni su entrambe le ruote. Per quelli già in circolazione i proprietari avranno tempo fino a gennaio 2024 per adeguarsi alla nuova normativa.

Non vi sarà obbligo di casco per i maggiorenni mentre l’assicurazione è obbligatoria per le sole Società di noleggio.

La velocità massima consentita viene ridotta da 25 a 20 km/h fuori dalle aree pedonali mentre sulle predette aree pedonali la velocità consentita è di 6 km/h.

Viene, infine, sancito l’obbligo di fotografare il monopattino al termine del noleggio allo scopo di evitare la sosta selvaggia sui marciapiedi.

Vengono previsti ulteriori obblighi di comportamento in corrispondenza delle strisce pedonali. In particolare i conducenti dei veicoli a motore dovranno dare la precedenza non soltanto ai pedoni che abbiano già iniziato ad attraversare la carreggiata ma anche a quei pedoni che si apprestano ad attraversarla.

Ancora. La validità del foglio rosa passa da 6 a 12 mesi, come del resto già deciso durante l’emergenza per la pandemia da Covid. L’esame di guida potrà pertanto essere tentato per tre volte.

In più i neopatentati potranno guidare un mezzo di potenza fino a 95 cavalli ma solo quando affiancati alla guida da una persona di età non superiore a 65 anni in possesso di patente da oltre 10 anni.

Nel decreto è prevista una novità: un contributo fino a 1000 euro (e comunque non superiore al 50% del totale delle spese sostenute) verrà dato agli under 35 titolari di reddito di cittadinanza o ammortizzatori sociali che intendono lavorare nel settore dell’autotrasporto, per il conseguimento delle relative abilitazioni.

Nell’uso di un motociclo verrà multato anche  il conducente se il passeggero non indossa il casco mentre prima la multa per il conducente veniva comminata soltanto se il passeggero era minorenne.

Dal prossimo primo gennaio 2022 per le persone con disabilità vengono resi gratuiti i parcheggi sulle strisce blu solo nel caso in cui le specifiche aree di sosta sono occupate e sempre esponendo l’apposito contrassegno. Passo avanti anche per i cosiddetti “parcheggi rosa” riservati alle donne in gravidanza e ai genitori con figli fino ad un anno, sempre con apposito contrassegno.

Sono infine state riviste le multe. In particolare per l’inosservanza delle disposizioni anzidette. Sono infatti raddoppiate le multe per chi parcheggia in aree di sosta riservate ai veicoli per il trasporto dei disabili che vanno adesso da 168 a 672 euro (prima da 84 a 335 euro) mentre i punti decurtati sulla patente saranno 6 (prima solo 2). Sono state aumentate anche le multe per l’uso durante la guida di apparecchi elettronici quali smartphone a cui, nello stesso testo di legge sono stati aggiunti computer portatili, notebook, tablet e dispositivi simili che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante.

Sanzioni sono previste anche per chi getta i rifiuti in strada da un veicolo in movimento.

Anche una infrazione commessa alla guida di auto a noleggio sarà pagata dal cliente della società di noleggio che è tenuta a fornire le generalità della persona che ha sottoscritto il contratto di locazione.

In malattia e a casa per aggirare l’obbligo del Green Pass

Secondo una stima di Repubblica sono tra gli 800 mila e 1 milione i lavoratori che non effettuano i tamponi e restano assenti dal lavoro dallo scorso 15 ottobre, data nella quale è stato introdotto l’obbligo del Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro.

Dalla stessa data all’INPS sono stati inviati circa 94 mila certificati di malattia a fronte dei circa 76 mila del venerdì precedente per un incremento pari al 23,6%.

Ma c’è di più. Il successivo lunedì 18 ottobre i certificati di malattia pervenuti all’INPS sono stati ben 152 mila, attestandosi poi intorno ai 90 – 95 mila.

Le assenze maggiori si registrano nel settore dei trasporti pubblici con circa il 10% degli autisti assenti per malattia.

Alcuni uffici registrano anche assenze per così dire “strategiche”, a metà settimana. In questo modo si possono ridurre da tre a due i tamponi settimanali che servono per ottenere il Green Pass.

In agricoltura il 25% circa dei braccianti, circa 100 mila, secondo la stima di Coldiretti, sono senza Green Pass. Ma in questo caso vi sono anche molti stranieri che sebbene vaccinati non hanno ancora il Certificato verde per motivi burocratici.

Anche in Sicilia i certificati di malattia che lunedì 11 ottobre scorso erano stati 10136, il lunedì successivo, dopo l’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass sono aumentati a 12007, secondo il dato fornito da INPS Sicilia (+18% circa).

In una intervista al “Giornale di Sicilia” il Segretario regionale della FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale), Luigi Galvano, ha dichiarato che “nell’ultima settimana le richieste di malattia per la durata di due o tre giorni sono aumentate nettamente per cui è necessaria la massima cautela”.

Papa Francesco: meno armi e più cibo

Si è svolto ieri al Colosseo in Roma l’incontro di preghiera promosso dalla Comunità di Sant’Egidio avente come tema “Popoli fratelli, terra futura, religioni e culture in dialogo” al quale hanno partecipato, nello spirito dell’incontro di Assisi del 1986 promosso da San Giovanni Paolo II che riunì allora nella città di San Francesco le religioni di tutto il mondo.

All’incontro di preghiera presieduto da Papa Francesco sono intervenuti il Prof. Andrea Riccardi, storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, il quale ha detto, tra l’altro che “si è affievolita la coscienza dell’orrore della guerra. L’utilizzo della forza come strumento politico sono espressione di una cultura della violenza predatoria verso l’ambiente. Predatori concentrati solo sul proprio interesse che hanno dimenticato che la terra, la nostra casa comune è anche delle generazioni future”

Ha preso poi la parola Angela Merkel, Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, la quale ha detto, tra l’altro: “Senza il rispetto dell’altro e di chi la pensa diversamente e che ha altra fede non possiamo vivere nella diversità e in pace; con l’apertura dell’uno all’altro cresce la comprensione reciproca. È facile a dirsi eppure è tanto difficile e fin troppi conflitti ci dimostrano in modo doloroso questo fatto.

Ha poi concluso il suo intervento dicendo: “Possa questo spirito di comunione di pace che qui a Roma si percepisce molto nettamente, riflettersi molto oltre Roma e oltre la giornata di oggi”.

Successivamente è toccato ad Ahmad Al-Tayyeb, Grande Imam di Al-Azhar, Egitto, il quale ha sottolineato come dalle crisi climatiche e dalla pandemia ci si sarebbe aspettato di vedere il mondo rivolgersi al cielo ed invocare misericordia per le vittime, sollievo per gli afflitti e una cura per garantire il vaccino e la cura per tutti.

Ma non è stato così, purtroppo. Allora, in conclusione l’Imam, ha detto: “Ritengo che un nuovo appello sia doveroso per ricordare alla gente la presenza di Dio altissimo e la necessità di tornare ad avvicinarsi a lui”.

È toccato poi a Pinchas Goldschmidt, Presidente della Conferenza dei Rabbini Europea che ha ricordato l’immagine messianica raccontata nel Profeta Isaia (11, 6): Il lupo abiterà con l’agnello e il leopard.o giacerà con il capretto, il leoncello e il bestiame staranno insieme e un bambino li guiderà. Rievoca ancora l’arca di Noè, il diluvio. Negli ultimi due anni, ha proseguito il Rabbino, l’umanità ha sperimentato qualcosa di simile. Da tutto il mondo, scienziati, medici hanno cooperato per cercare un rimedio alla pandemia. Meno guerre, meno attacchi terroristici e meno crimini in quel periodo. La pace, nei tempii della pandemia è stata una necessità provvisoria per poter sconfiggere la pandemia ma per avere la pace idilliaca, la pace messianica dobbiamo cambiare e dobbiamo cercare insieme la pace.

Ha preso quindi la parola Papa Francesco il quale ha detto, tra l’altro: “Popoli fratelli. Lo diciamo avendo alle spalle il Colosseo. Questo anfiteatro, in un lontano passato, fu luogo di brutali divertimenti di massa: combattimenti tra uomini o tra uomini e bestie. Unoo spettacolo fratricida, un gioco mortale fatto con la vita di molti. Ma anche oggi si assiste alla violenza e alla guerra, al fratello che uccide il fratello quasi fosse un gioco guardato a distanza, indifferenti e convinti che mai ci toccherà. Il dolore degli altri non mette fretta. E nemmeno quello dei caduti, dei migranti, dei bambini intrappolati nelle guerre, privati della spensieratezza di un’infanzia di giochi. Ma con la vita dei popoli non si può giocare. Non si può restare indifferenti”.

“Oggi, nella società globalizzata che spettacolarizza il dolore ma non lo compatisce, ha proseguito il Pontefice, abbiamo bisogno di costruire compassione. Di sentire l’altro, di fare proprie le sue sofferenza, di riconoscerne il volto”.

Papa Francesco ha detto ancora: “il nostro cammino che chiede costantemente di purificare il cuore. San Francesco d’Assisi, mentre chiedeva ai suoi di vedere negli altri i fratelli perché creati dall’unico Creatore, faceva questa raccomandazione: «La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori». La pace non è anzitutto un accordo da negoziare o un valore di cui parlare, ma principalmente un atteggiamento del cuore. Nasce dalla giustizia, cresce nella fraternità, vive nella gratuità”.

Ha richiamato poi tutti ad “aiutare a estirpare dai cuori l’odio e condannare ogni forma di violenza”. Occorre incoraggiare alcuni gesti chiave: “deporre le armi e ridurre le spese militari per provvedere ai bisogni umanitari, a convertire gli strumenti di morte in strumenti di vita. Non siano queste parole vuote ma richieste insistenti che eleviamo per il bene dei nostri fratelli, contro la guerra e la morte, in nome di Colui che è pace e vita. Meno armi e più cibo, meno ipocrisia e più trasparenza, più vaccini distribuiti equamente e meno fucili venduti sprovvedutamente”.

Occorre sognare la pace ma il sogno della pace, ha continuato Papa Francesco “si coniuga con il sogno della terra futura. L’impegno per la cura del creato, per la casa comune che lasceremo ai giovani. Le religioni, coltivando un atteggiamento contemplativo e non predatorio, sono chiamate a porsi in ascolto dei gemiti della madre terra che subisce violenza”.

Vi è stato poi un minuto di silenzio in memoria delle vittime di tutte le guerre

Ha preso quindi la parola una giovane Afghana che ha concluso l’appello di pace dicendo: “Popoli fratelli e terra futura sono legati indissolubilmente. La pandemia ha mostrato quanto gli essere umani siano sulla stessa barca, legati da fili profondi. Il futuro appartiene all’uomo dello spreco e dello sfruttamento, che vive per sé stesso e ignora l’altro. Il futuro appartiene a donne e uomini solidali e a popoli fratelli. Possa Dio aiutarci a ricostruire la comune famiglia umana e a rispettare la madre terra.

In conclusione alcuni bambini in rappresentanza dei cinque continenti hanno consegnato il messaggio di pace a tutti.

Ponte sullo Stretto di Messina: il parere del Prof. Enzo Siviero

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In occasione di un recente incontro promosso e organizzato dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, presso la propria sede di Messina, il Prof. Enzo Siviero, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni già Ordinario e già Docente all’Università IUAV di Venezia, oggi Rettore dell’Università Telematica eCampus, ha dato il proprio contributo per meglio chiarire qual’è oggi lo stato dell’arte sulla progettazione del ponte sullo Stretto di Messina.

A una precisa domanda sulla possibilità che un treno possa passare sul ponte sullo Stretto ha risposto che si, assolutamente si. In particolare chi mette in giro che un treno non possa passare sul ponte ovvero possa passare soltanto in alcuni periodi dell’anno è completamente disinformato o peggio, ha continuato il docente, forzatamente orientato, per motivi ideologici a denigrare il ponte tirando fuori questioni che non esistono.

Il professore rammenta a tutti che il progetto definitivo ha avuto l’approvazione di tutti gli Enti. C’è stato solo un problema ambientale, strumentale, superabile se si vuole. Ciò a partire dal progetto di massima approvato e che ha dato poi il via alla gara internazionale vinta da EUROLINK S.C.p.A.

I progettisti, la Società Cowi Consult, sono, tra l’altro una delle più grandi Società di Ingegneria al mondo che ha fatto circa 70 – 80 tra i ponti più grandi del mondo. Inoltre questa Società ci mette la faccia e non solo. Ci mette anche il portafoglio perché le Società di ingegneria in giro per il mondo rispondono in proprio. Ciò vuol dire che se viene commesso un errore, questo lo si paga sia in termini economici sia in termini di immagine. Cowi non ha mai avuto problemi. In definitiva il problema del treno non c’è.

Il ponte, assicura il prof. Siviero, è stato dimensionato come si deve.

Tra i problemi emersi vi è anche il problema del vento rispetto al treno che ha una massa d’impatto abbastanza elevata. Anche in questo caso, fa presente il professore, non c’è alcuna limitazione di velocità legata al vento perché sono stati previsti i frangivento dimensionati apposta per evitare un’azione forte sul treno in transito.

Un vincolo di velocità è stato posto all’inizio dell’attraversamento a causa di una curva troppo ampia e quindi, esclusivamente per motivi di transito ferroviario e indipendentemente dal ponte. Evidentemente la velocità potrà essere poi aumentata durante il resto del tragitto. Ma parliamo di velocità dell’ordine di 130 – 140 chilometri orari. Ma fosse anche una limitazione a 70 – 80 Km/h, alla fine si tratta di alcuni secondi, o al più di qualche minuto, niente di più.

Il vero problema, tra l’altro brillantemente risolto, è il giunto. Un giunto ferroviario di 7 – 8 metri. Un giunto che da solo è un capolavoro di ingegneria. Il ponte non presenta soltanto una luce da record (3300 m). Nel ponte vi sono altri record interni enormi di cui, naturalmente, nessuno vanta: in Italia siamo tutti bravi a farci del male, secondo il prof. Siviero.

Gli altri ci copiano il ponte: il ponte sui Dardanelli che sarà aperto il prossimo anno, di 2200 metri, prende esattamente la sezione del ponte di Messina, bicellulare perché in quel caso non c’è la ferrovia. Il terzo ponte sul Bosforo che è pure ferroviario, fatto da Impresa Appalti e aperto qualche anno fa prende la stessa sezione del ponte di Messina.

Ormai tutti i ponti di grande luce vengono progettati con gli impalcati studiati per il ponte di Messina.

Purtroppo, invece, in Italia, non riusciamo a realizzare ma solo a parlare.

Non è possibile che gente che non sa nulla, non si documenta, è profondamente ignorante, continua Siviero, dice stupidaggini senza avere la minima cognizione di causa di quello che sta dicendo.

Continuando Siviero fa un escursus sulla progettazione del ponte e ci tiene a precisare che il progetto definitivo realizzato dalla Società Cowi revisionato e approvato dalla PMC, (Project Management Consultimg) è stato approvato dagli Organi dello Stato e dalle due Regioni Calabria e Sicilia ed è cantierizzabile fin da subito.

Tra l’altro la metà delle opere riguarda peraltro gli attacchi a terra: la metropolitana di Messina, lo spostamento della stazione di Messina, la valorizzazione del Water front.

In particolare il prof Siviero fa presente che qualora il ponte si fosse realizzato la città di Messina si sarebbe trasformata ed evoluta. Sarebbe potuta diventare la New York del 2000. Come il ponte di Brooklyn, alla fine dell’800 ha cambiato la polarità di New York così sarebbe stato per Messina e per Reggio Calabria che sarebbero diventate la “Metropoli dello Stretto”.

Chi critica sarebbe bene che studiasse la storia per imparare che sono le infrastrutture che hanno fatto la evoluzione della localizzazione.

Anche la Calabria ne avrebbe grandi benefici.

In definitiva la Metropoli dello Stretto potrebbe diventare realtà. A vantaggio completo non solo di Messina e di Reggio Calabria ma di tutta l’Italia perché l’Italia è un polo sul Mediterraneo.

Purtroppo mentre ogni ponte, nella storia, è sempre stato qualcosa che unisce, l’unico ponte che divide è quello di Messina.

Al lavoro con il green pass. Approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo decreto in vigore dal 15 ottobre

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“Un decreto per continuare ad aprire il Paese” ha detto il premier Draghi ai suoi Ministri durante la riunione dello scorso 16 settembre i del Consiglio dei Ministri.
Entrando nel particolare del decreto, dal 15 ottobre al 31 dicembre (data prevista della scadenza dello stato di emergenza) tutti lavoratori sia pubblici che privati, compresi Magistrati e autonomi (elettricisti, idraulici, colf, badanti, …), ma anche sindaci, presidenti di regione, consiglieri, volontari dovranno esibire il Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro o dove prestano la loro attività. Si tratta di una platea di circa 23 milioni di lavoratori.
Sono esentati soltanto tutte le persone che sono possono partecipare alla campagna di vaccinazione sulla base di una certificazione medica.
Entrando nel particolare del nuovo decreto si legge che la certificazione verde è obbligatoria per l’accesso a tribunali ed uffici giudiziari: dovranno possederla i magistrati ordinari, i magistrati amministrativi e contabili, i magistrati militari e quelli onorari e anche i procuratori e gli avvocati dello Stato e i componenti delle commissioni tributarie.
L’accesso senza Green Pass, recita il decreto, è considerato “illecito disciplinare” e come tale sarà sanzionato.
La norma del decreto non si applica, invece, per avvocati, consulenti, periti, testimoni e parti del processo.
La certificazione verde è obbligatoria per tutti i lavoratori per consentirne l’accesso ai luoghi di lavoro sia del settore pubblico sia del settore privato. Anche i lavoratori autonomi (idraulici, elettricisti, collaboratori famigliari (colf, badanti e baby sitter) hanno l’obbligo di esibire il Green Pass per poter accedere alle abitazioni private che sono considerate a tutti gli effetti luoghi di lavoro.
Nel caso delle aziende, il Green Pass dovrà essere controllato da capi ufficio o da capi reparto mentre per i lavoratori autonomi dovrà essere richiesto dal padrone di casa.
Come anticipato il decreto approvato ieri estende l’obbligo del Green Pass anche ai titolari di cariche elettive: Presidenti di Regioni, Sindaci, Consiglieri.
Per il Quirinale, il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati e la Corte Costituzionale il decreto prevede che tali istituzioni dovranno adeguare il proprio ordinamento alle nuove disposizioni.
Pesanti le sanzioni previste per chi non possiede il Green Pass: da 600 a 1500 euro per i lavoratori e da 400 a 1000 euro per i datori di lavoro.
Inoltre scatterà la sospensione dello stipendio fin dal primo giorno di assenza e il lavoratore verrà considerato assente ingiustificato con sospensione del rapporto di lavoro dopo cinque giorni di assenza (nel settore pubblico) ma con diritto alla conservazione del posto di lavoro.
Infine, per coloro che non possono vaccinarsi, il decreto introduce il tampone a prezzi controllati nelle farmacie che hanno aderito al protocollo: gratis per chi non si può vaccinare, 8 euro per i minori e 15 euro per tutti gli altri.
Il Governo ha poi dato parere favorevole a un emendamento che dopo il parere del Comitato Tecnico Scientifico, allargherà la validità del test molecolare (non antigenico) a 72 ore.

Certificazione verde covid-19 per tutti i lavoratori. In arrivo nuovo decreto

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Dopo l’accordo in cabina di regia arriverà in Consiglio dei Ministri convocato per oggi pomeriggio il nuovo decreto che dovrà estendere l’obbligo della certificazione verde a molti lavoratori.

In particolare il Green Pass diventerà obbligatorio per tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione e per quanti prestano la loro attività lavorativa in attività per le quali i clienti hanno già l’obbligo della certificazione come ad esempio bar, ristoranti, piscine, palestre.

Nodi da sciogliere riguardano soprattutto il settore privato dove l’introduzione dell’obbligo richiede  un confronto tra Sindacati e Confindustria. Il tema del confronto resta il costo dei tamponi: i Sindacati lo vorrebbero gratuito per i lavoratori mentre Confindustria non vorrebbe che il costo ricada sulle aziende. Draghi fa sapere che si farebbe carico delle spese per i soli soggetti fragili. Nessun tampone gratis per tutti.

In campo dei trasporti il Green Pass potrebbe essere esteso al personale dei trasporti a lunga percorrenza in quanto la certificazione è già obbligatoria per i viaggiatori.

Quindi a partire dal prossimo 15 ottobre tutti gli operai e dipendenti per poter entrare in ufficio o al lavoro dovranno esibire la certificazione verde.

Nel caso di mancata presentazione della certificazione vi sarà una multa che potrebbe variare da 400 a 1000 euro.

Il lavoratore potrà essere sospeso dal posto di lavoro con sospensione anche dello stipendio dopo un periodo di assenza ingiustificata. Si parla in questo caso di 5 giorni. Nel caso di allontanamento del lavoratore a causa della sospensione per mancanza di Green Pass non potrà comunque seguire il licenziamento per il lavoratore medesimo.

La riammissione al lavoro avverrà solo con l’esibizione della certificazione verde.

Stesse regole del personale della scuola (insegnanti e operatori scolastici) saranno estese a tutti i dipendenti pubblici ai quali, qualora sprovvisti di Green Pass, non sarà consentito l’ingresso ai luoghi di lavoro e verranno considerati in assenza ingiustificata. Le assenze saranno consentite per un massimo di cinque giorni oltre i quali i dipendenti non potranno svolgere la loro attività lavorativa e avranno sospeso lo stipendio.

Saranno capi ufficio o capi reparto a controllare, tramite apposita app, il possesso della certificazione verde dei lavoratori.

Sono esentati dall’obbligo del Green Pass in primo luogo i cosiddetti lavoratori “fragili”, persone con un sistema immunitario molto basso per la presenza di specifiche patologie come individuate dal Ministero della Salute. In particolare:

  • Quanti hanno riscontrato una reazione allergica grave dopo la prima dose di vaccino o che registrano un’allergia a uno dei componenti dello stesso vaccino;
  • Le donne in gravidanza. Ma in questi caso il Ministero ribadisce che la vaccinazione anti- SARS-Cov-2 non è controindicata in gravidanza;
  • gli affetti da sindrome di Guillan-Barré;
  • i pazienti con diagnosi di miocardite e/o pericardite;
  • i volontari del vaccino italiano Reithera la cui sperimentazione è stata bloccata;

Sono disponibili certificati sostitutivi per gli esentati sopra detti presso i medici vaccinatori dei Servizi Sanitari Regionali.

Green Pass, percorso a tappe

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È stato approvato ieri dal Governo un nuovo decreto che prevede una estensione dell’obbligatorietà del Green Pass. In particolare il nuovo decreto estende l’obbligo del Green Pass a tutto il personale esterno delle scuole e delle università e ai lavoratori delle RSA (Residenze Sanitarie Assistite), in pratica a tutti i lavoratori socio sanitari.

Ma come ha esplicitato meglio lo stesso Presidente del Consiglio, Mario Draghi, questa estensione del Green Pass è una vera e propria tappa di avvicinamento. Lo scopo ultimo è quello di rendere il Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori entro la fine del prossimo mese di ottobre e ciò allo scopo di evitare nuove chiusure.

Allo stato attuale il Green Pass, da oggi 10 settembre, è quindi obbligatorio anche per il personale esterno di tutte le scuole e delle università (anche per i genitori che accompagnano i propri figli o che devono comunicare con un docente) e per tutto il personale che opera nelle RSA.

Resta fermo, dallo scorso primo settembre, l’obbligo del Green Pass per le seguenti attività:

  • Servizi di ristorazione svolti da bar o ristoranti per il consumo al tavolo e al chiuso;
  • Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive;
  • Musei, mostre e altri luoghi di cultura;
  • Piscine, palestre, centri benessere anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso, sport di squadra;
  • Convegni, congressi, fiere e sagre;
  • Parchi tematici e di divertimento, centri termali;
  • Centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con l’esclusione dei centri educativi per l’infanzia, centri culturali e centri estivi con le relative attività di ristorazione;
  • Sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • Concorsi pubblici.

Per i servizi di trasporto pubblico, il Green Pass è obbligatorio per accedere ai seguenti servizi:

  • aerei adibiti al trasporto persone;
  • navi e traghetti adibiti al trasporto interregionale con esclusione dei traghetti impiegati nei collegamenti marittimi sullo Stretto di Messina;
  • convogli ferroviari per trasporto persone tipo Inter City, Intercity Notte e Alta Velocità;
  • pullman per trasporto persone in servizio su percorsi che collegano due o più Regioni;

Per le Scuole e le Università, il Green Pass è obbligatorio:

  • per tutto il personale scolastico e universitario e per gli studenti universitari.

Il personale potrà essere sottoposto a controlli a campione. Il mancato rispetto del requisito è considerato “assenza ingiustificata”. A decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro verrà sospeso e non sono dovuti né la retribuzione né altro compenso.

Da oggi il green pass sarà obbligatorio. Quali sono le regole

Entrano oggi in vigore le norme già varate lo scorso 6 agosto sull’obbligo del green pass per accedere ai treni a lunga percorrenza, ad aerei, navi scuole e università.

Cosa occorre per avere il green pass?

Il green pass o certificazione verde COVID-19 è una certificazione digitale (ma anche cartacea) che contiene un codice a barre bidimensionale (QR Code) e un sigillo elettronico che viene emessa dal Ministero della Salute.

La certificazione attesta una delle seguenti condizioni:

  • aver fatto la vaccinazione anti COVID-19 (In Italia viene emessa sia alla prima dose sia al completamento del ciclo vaccinale);
  • essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore;
  • essere guariti dal COVID negli ultimi sei mesi.

Il green pass sarà quindi obbligatorio per accedere ai treni a lunga percorrenza, Frecciarossa, Intercity e Intercity notte. Al controllore sarà dato l’onere di controllare la certificazione, forse attraverso l’app già utilizzata da bar e ristoranti. Quanti risulteranno sprovvisti della certificazione verde anti COVID o con una certificazione scaduta saranno accompagnati in un’area predefinita all’interno del convoglio e fatti scendere alla prima stazione utile.

Per accedere agli aerei il certificato verrà  controllato dal personale di volo appena prima della partenza.

Per navi e traghetti sarà sempre obbligatorio avere il green pass che verrà controllato dal personale di bordo. Fanno eccezione i collegamenti sullo Stretto di Messina per i quali la tratta in mare viene equiparata alle tratte di trasporto locale per cui non  occorre la certificazione verde.

Anche per gli autobus a lunga percorrenza, per le tratte che attraversano più Regioni occorrerà la certificazione verde. Invece non sarà richiesto il green pass su metropolitane, tram, autobus del trasporto locale e sui treni regionali.

Nella scuola il green pass è obbligatorio, sempre da oggi per presidi, docenti, impiegati e collaboratori scolastici. La certificazione verde non è obbligatoria, invece, per gli studenti. Il controllo viene delegato ai presidi, al momento con la stessa app di bar e ristoranti ma dal 13 settembre prossimo, come assicura il Ministro per l’Istruzione, Bianchi, sarà a disposizione delle Istituzioni scolastiche un’app apposita per il controllo del certificato.

Chi non possiede la certificazione verde anti COVID non potrà accedere nei locali della scuola e sarà considerato, inoltre “assente ingiustificato”. Decorsi cinque giorni di assenza potrà essere sospeso dal lavoro e dallo stipendio.

Per adesso genitori e personale esterno alla scuola non avranno l’obbligo del green pass ma viene delegato ai presidi fare una valutazione del rischio e, eventualmente, richiederlo.

All’interno delle aule scolastiche e negli spazi chiusi delle scuole resta l’obbligo di tenere la mascherina per alunne e alunni a partire dai sei anni. Altra eccezione sull’obbligo della mascherina sono alunne ed alunni con disabilità. Inoltre, durante le attività fisiche e all’aperto la mascherina potrà essere tolta. Sempre all’interno delle aule l’obbligo di mantenere un metro di distanza tra studenti viene sostituito da una raccomandazione mentre per evitare che si creino assembramenti davanti agli istituti vi saranno due ingressi: il primo alle 8:30 e il secondo almeno un’ora dopo.

Anche gli studenti universitari avranno, da oggi, l’obbligo del green pass e di tenere la mascherina. Chi non possiede la certificazione verde potrà continuare a seguire le lezioni e dare gli esami a distanza.