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Il Ministro Bianchi al Meeting di Comunione e Liberazione: «Siamo pronti a ripartire in presenza»

È quanto ribadito dal Ministro per l’Istruzione, Patrizio Bianchi presente al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, dove ha partecipato ad un talk sul tema «Il lavoro che verrà». Imparare a imparare, condotto da Massimo Bernardini ed Enrico Castelli insieme a Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università di Bergamo, Dario Odifreddi, Presidente dell’Associazione Consorzio Scuole e Lavoro e Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà.

Ed ha aggiunto: «… il Green Pass non è certo una misura punitiva, ma è una misura di tutela, è la dimostrazione palese che io penso non solo a me, ma anche ai miei, ai ragazzi, ai figli di tutti noi. Il segno di un’Europa che lavora per la sicurezza di tutti».

Al Ministero si stanno seguendo un gruppo di regole chiare: «Tutti coloro che hanno un Green Pass saranno presenti dentro la scuola. Docenti od operatori. Perché ragazze e ragazzi, bambine e bambini tornano nelle loro aule».

“Professori e personale sprovvisti del certificato verde saranno sospesi dal servizio” ha ribadito ulteriormente il ministro Bianchi.

Ma non sarà possibile una scuola in presenza senza trasporti sicuri e potenziati.

Il Ministro conferma poi l’impegno profuso insieme al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Enrico Giovannini, proprio sul fronte della mobilità: «Abbiamo investito più di 800 milioni per aumentare nell’ora di punta l’offerta di trasporto del 20 per cento. Non voglio dire di essere tranquillo ma sono sicuro – ribadisce il Ministro Bianchi – che anche tutti gli enti locali e le province stiano lavorando per garantire il massimo della garanzia».

Riflettendo poi sull’esperienza della didattica a distanza e sul disastro provocato, specialmente in alcune aree del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, il Ministro ha detto: «Il nostro impegno è per una didattica che non lasci a casa nessuno».

Il Ministro ha poi ribadito come il Covid abbia fatto emergere mettendole a nudo le situazioni preesistenti, cose che già potevamo e dovevamo sapere: «nel Sud abbiamo una dispersione che è inaccettabile, istituti fatiscenti, senza spazi o assolutamente inadeguati. Appena insediato al Ministero ho dato 1 miliardo e 350 milioni alle Province per mettere in sicurezza, ad esempio, gli Istituti Tecnici e ho posto su questi obiettivi quasi 5 miliardi trovati nei fondi europei che quest’anno spenderemo tutti. Non ci sono soltanto i fondi del PNRR ma anche i fondi strutturali e quelli nuovi che abbiamo negoziato».

Ad una specifica domanda sull’utilizzo della mascherina da parte degli studenti sopra i sei anni, il Ministro Bianchi ha detto: «Sicuramente i bambini dovranno tenere la mascherina». E riguardo ai ragazzi fra i 16 e i 19 anni il Ministro ha detto: «Mii fido di loro, lo dimostra la straordinaria risposta che stanno dando: in quella fascia di età siamo già oltre il 60% di vaccinati».

Il Presidente Mattarella al meeting di Comunione e Liberazione in un video messaggio: «Possiamo farcela. Dipende anche da noi»

Rivolgendo il saluto ai partecipanti al Meeting di Comunione e Liberazione presenti a Rimini o collegati via Internet, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendendo spunto dal tema del convegno “Il coraggio di dire io” ha voluto sottolineare come nel “mondo globale” dove i cambiamenti sono sempre più accelerati e interdipendenti, le distanze si accorciano, sono mutati i tempi della comunicazione, sempre più on line e non parole e immagini ma anche speranze e paure, un virus terribile si è propagato rapidamente facendo sentire i suoi aspetti devastanti sull’uomo e sull’economia globale con una crisi devastante.

«Ci siamo scoperti più fragili di quanto credevamo. Abbiamo compreso con ancora maggiore chiarezza di aver bisogno del sostegno degli altri. Abbiamo fatto esperienza del dolore, della paura, della solitudine. Ma nella comunità abbiamo trovato risorse preziose, decisive per far sì che le nostre speranze, le nostre aspirazioni non venissero sradicate e potessero ancora trovare conferma e sviluppo. – Ha continuato il Presidente – Avere il coraggio di dire io richiama la necessità di rivolgersi ad altri, a uno o a tanti tu.

Si tratta, anche per i credenti, della chiave del rapporto con Dio.»

Il Presidente Mattarella ha poi continuato soffermandosi sul tema del Convegno. In particolare ha detto:

«L’io ha bisogno di avvertire la propria responsabilità e di riconoscere gli altri per comporre il noi della comunità. e riconosce il valore della diversità, del trovarsi e ritrovarsi insieme; l’io che desidera la compagnia – per usare un termine a voi caro – per diventare costruttore, di esperienze, di senso, di vita.».

E c’è poi il richiamo alla missione verso i “tanti tu che incontriamo”. Il volersi mettere in gioco. E proprio da questi principi nasce il “coraggio della responsabilità”.

Dalla pandemia possiamo comprendere quanto grande sia il bisogno di responsabilità di cui la Società ha bisogno: si pensi, ha continuato Mattarella, all’opera dei medici e di tutto il personale sanitario, ai servizi sociali, all’impegno nel tessuto produttivo e all’azione dei governi e degli organismi internazionali.

Ma occorre anche l’impegno di ciascuno di noi. La responsabilità, ha continuato il Presidente, comincia da noi. «Vaccinarsi, ad esempio, è un dovere non in obbedienza a un principio astratto, ma perché nasce dalla realtà concreta che dimostra che il vaccino è lo strumento più efficace di cui disponiamo per difenderci e per tutelare i più deboli e i più esposti a gravi pericoli. Un atto di amore nei loro confronti, come ha detto pochi giorni fa Papa Francesco».

Continuando nel suo video messaggio, il Presidente Mattarella ha proseguito sul tema del Convegno affermando come “il coraggio dell’io ci rende liberi”

Ma qui si parla della libertà autentica che pianta radici solide quando coltiva la vocazione e il rispetto e che è iscritta nell’animo di ciascuno. Perché la libertà, per essere tale, deve misurarsi con la libertà degli altri.

La storia ci ha insegnato, continua Mattarella, quante possono essere le minacce alla libertà e quanti sono stati i sacrifici richiesti per conquistarla.

Continuando il suo video messaggio, Mattarella ripete «Il primo dei presupposti della libertà sta proprio nella coscienze della persona. E nella possibilità di un suo sviluppo integrale. A questo ci richiama la nostra Costituzione la cui impronta è appunto “personalista”».

E siamo di fronte a nuove sfide, richiama Mattarella, che riguardano l’equilibrio tra umanità e natura, tra consumo e risorse ambientali per un futuro da consegnare ai nostri figli.

Tra le implicazioni connesse allo sviluppo integrale della persona sicuramente quella alla quale non possiamo in ogni caso cedere è la cultura dello “scarto” dalla quale ci mette in guardia Papa Francesco.

Sicuramente la scienza, continua Mattarella, ci offre un grande sostegno con i suoi costanti progressi ma di fronte alle frontiere della vita umana occorre avere uno spirito critico per poter progettare il futuro perché la persona è più dell’individuo che è al tempo stesso protagonista e partecipe della comunità.

Allora la formula vincente, da applicare, dice Mattarella, è quella detta del win-win. Si vince insieme, si perde insieme.

La crisi della pandemia conferma tutto questo. Anche se dobbiamo ancora combattere la pandemia è nostra responsabilità immaginare il domani, la voglia di ripartire, la fiducia che riusciremo a condurre avanti il nostro Paese.

E, continua Mattarella, «l’Unione Europea si fa motore di un nuovo sviluppo dei nostri Paesi, uno sviluppo più equilibrato e sostenibile. È un’occasione storica che dobbiamo saper cogliere e trasformare in un nuovo, migliore e stabile equilibrio».

Occorre una svolta che faccia si che tutti i cittadini siano protagonisti. Per questo occorrerà potenziare la sovranità comunitaria. E attraverso ciò, anche con il piano straordinario Next Generation EU possiamo iniziare un nuovo cammino di forte responsabilità comune.

In definitiva, conclude Mattarella, «possiamo farcela, dipende anche da noi».

In mensa aziendale con il green pass

Da oggi, dopo la risposta ufficiale del Governo, per pranzare sui luoghi di lavoro occorrerà presentare la Certificazione verde covid-19 come già avviene per bar e ristoranti al chiuso.

Non sono servite le azioni di protesta organizzate dai Sindacati che hanno parlato di discriminazione sul posto di lavoro.

E allora fabbriche e uffici si organizzano alla meglio: aree al chiuso per i possessori di green pass e cortili e aree all’aperto o gazebo per i no vax.

Primo fra tutti ad applicare rigidamente la regola è stato lo Stato della Città del Vaticano. Da oggi chi vorrà usufruire della mensa dovrà presentare il green pass oppure un certificato medico che attesti l’esenzione dal vaccino.

Identica regola vale anche per la Polizia di Stato.

Anche varie fabbriche in tutta Italia si organizzano in tal senso. Si va da quella che non farà sedere al tavolo i dipendenti sprovvisti di green pass, a quella che ha istituito locali separati oppure a quanti saranno costretti a pranzare in cortile, sotto gli alberi.

Un problema che viene sollevato è quello delle mense per i poveri. Fino a quando c’è la bella stagione sarà possibile ospitare gli indigenti in tavoli all’aperto. Ma dopo? La maggior parte degli indigenti che frequentano le mense sono infatti stranieri e quasi tutti senza vaccino. Non sarà perciò più possibile accogliere tutti. Anche se  la stragrande maggioranza degli stranieri sarebbe dispostissima a vaccinarsi, ma sarà possibile?

Intanto la Sicilia rischia di tornare in zona gialle già dal prossimo lunedì 23 agosto malgrado la Regione abbia predisposto un aumento dei posti letto. Infatti dei tre parametri, uno, il numero dei contagiati, è pari a 140 per centomila abitanti (ben oltre la soglia di 50), il secondo, numero dei posti letto ordinari occupati da pazienti affetti da Covid-19 è pari al 15% (dato pari alla soglia) mentre il numero dei posti letto occupati da pazienti in terapia intensiva è pari al 9% (appena un punto sotto la soglia).

Ma anche altre regioni, quali la Sardegna e la Toscana, cominciano a tremare.

Il Presidente della Regione Siciliana, on. Nello Musumeci, fa la voce grossa contro i propri concittadini. In particolare a quanti senza guardare minimamente alle regole hanno partecipato in 300 ad una festa di matrimonio senza che nessuno abbia indossato una mascherina.

Le conseguenze, purtroppo, le pagheranno tutti i Siciliani.

Forse dopo Ferragosto le prime zone gialle

È al momento rinviato il cambio dei colori in alcune regioni dove il rischio contagio è più alto.

Le regioni del Sud sono quelle che hanno fatto registrare un peggioramento dei contagi da coronavirus nella settimana che si sta chiudendo, in particolare Sicilia e Sardegna.

Ieri, a livello nazionale si sono sfiorati i 7000 nuovi contagiati con un aumento ad oltre il 3% rispetto ai tamponi effettuati.

Come dicevamo sono Sicilia e Sardegna le regioni sotto osservazione. Proprio in queste regioni secondo i dati Agenas (Agenzia per i servizi sanitari) vi è un peggioramento nella occupazioni degli ospedali per gli ammalati di covid.

Ma i numeri concedono ancora qualche giorno in quanto non si è superata la soglia critica. Se ne parlerà quindi il prossimo 23 agosto se continua ancora il trend dei contagi registrato in questi ultimi giorni, in particolare per rimanere in zona bianca occorrerà che:

  • l’incidenza settimanale dei casi non superi 50 ogni 100 mila abitanti.
  • l’occupazione dei posti letto dei reparti Covid non superi il 15%;
  • per i reparti di terapia intensiva invece il 10%.

Al momento sia la Sicilia che la Sardegna sono in bilico, ma entrambe non superano le soglie fissate per tutti e tre gli indicatori. La Sicilia ha registrato un’incidenza dei casi pari a 54,13 ogni 100mila abitanti, ma per ora nei primi tre giorni della settimana sotto esame, cioè dal 9 all’11 agosto. In area medica l’occupazione dei posti letto ha toccato quota 14%, un punto sotto la soglia che fa scattare la zona gialla. Simile lo scenario sulle terapie intensive, dove l’occupazione dei posti letto è all’8%, con un incremento di un punto nel giro di un giorno, ma ancora sotto la soglia fissata dal decreto. Così la Sardegna, che nei primi tre giorni della settimana ha rilevato un’incidenza di 49,83 casi ogni 100mila abitanti. Più tranquilla la situazione nei reparti Covid, dove l’occupazione è stabile al 7%, ma più preoccupante per i malati gravi che riempiono le terapie intensive sarde per l’11% dei posti disponibili.

Ma non solo soltanto la Sicilia e la Sardegna a rischiare la zona gialla.

Anche i dati di Puglia, Veneto, Lazio e Provincia Autonoma di Bolzano sono in peggioramento.

Tra le regioni  più virtuose, invece, Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

Decreto Covid, cosa cambierà dal 6 agosto?

Si avvicina la data del 6 agosto, data in cui, come previsto all’art. 3 del Decreto Legge 23 luglio 2021, n, 105, l’accesso ad alcune attività, in zona bianca, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID – 19-

In particolare le attività descritte dal decreto anzidetto sono:

  • servizi di ristorazione per il consumo al tavolo, al chiuso;
  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive;
  • accesso ai musei e altri luoghi di cultura;
  • accesso a piscine, palestre, centri benessere, sport di squadra;
  • sagre, fiere, convegni e congressi;
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso:
  • attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo, casinò;
  • concorsi pubblici.

Le disposizioni non si applicano ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica.

Il Governo Draghi si appresta, in questi giorni, a dettare le regole da inserire in un nuovo decreto per poter dare una stretta sul “Green Pass” che diventerà obbligatorio anche per i trasporti (difficilmente saranno compresi anche i trasporti locali).

Di contro viene chiesto alle regioni di potenziare la rete dei trasporti locali per evitare assembramenti alla ripresa dell’anno scolastico in quanto si prevede la riapertura delle scuole in presenza.

Quindi il Green Pass potrebbe diventare obbligatorio per viaggiare su navi, treni e aerei con esclusione del solo trasporto locale.

Come indicato all’art. 9, comma 2 del Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52 convertito con modifiche con la legge 17 giugno 2021, n. 87, la certificazione “Green Pass” attesta una delle seguenti condizioni:

  1. avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo;
  2. avvenuta guarigione da COVID-19 con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2 disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti dal Ministero della salute:
  3. effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.

Come indicato dal successivo comma 3, la certificazione verde COVID-19 rilasciata sulla base della condizione di cui al precedente punto a) ha una validità di nove mesi dal completamento del ciclo vaccinale.

La certificazione verde COVID-19 rilasciata sulla base della condizione di cui al precedente punto b) ha una validità di sei mesi a far data dall’avvenuta guarigione.

la certificazione verde COVID-19 rilasciata sulla base della condizione di cui al precedente punto c) ha una validità di quarantotto ore dall’esecuzione del test.

Uno dei problemi sul tavolo è quello del personale incaricato ad eseguire i controlli; si parla che potrebbe essere chi, incaricato a verificare biglietto e documenti, dovrebbe richiedere anche la certificazione.

Il nuovo decreto dovrebbe vedere la luce dopo la riunione della “cabina di regia” tra martedì e mercoledì prossimo e dopo il confronto con le Regioni.

Dovrebbe quindi essere approvato entro la prima settimana di agosto ed entrare in vigore già dal prossimo 9 agosto.

Proprio durante il periodo di ferragosto. Cosa che potrebbe costringere a rinunciare ad eventuali viaggi già programmati.

Intanto, secondo i dati dell’Agenas, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, al 2 agosto 2021 sui nuovi ricoveri sono tre le Regioni che rischiano il passaggio in zona gialla prima della fine di questo mese di agosto.

In particolare sale al 4% il tasso di occupazione dei posti letto negli ospedali italiani con una crescita dell’1% rispetto allo scorso 31 luglio. Arriva invece al 3% il tasso di occupazione delle terapie intensive.

Guardando a questi dati si vede come al Sud i ricoveri sono aumentati più rapidamente rispetto alla media del Paese.

In particolare la Sardegna presenta un tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva pari al 9%, mentre per Lazio e Sicilia il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva è pari al 5%.

Per quanto riguarda i ricoveri ordinari la Sicilia ha un tasso di incremento del 10%, la Calabria al 9% e la Campania al 6%

Sono queste, pertanto le Regioni che nelle prossime settimane rischiano la Zona Gialla.

Prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: Il Papa all’Angelus “Senza dialogo tra i giovani e i nonni, la storia non va avanti, la vita non va avanti”

È stata celebrata oggi, in San Pietro la Prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani istituita da Papa Francesco nell’ultima domenica di luglio di ogni anno, in concomitanza della festa liturgica dei Santi Gioacchino ed Anna, nonni di Gesù.

La Santa Messa è stata celebrata da S.E Rev.ma Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione.

Nella Basilica di San Pietro ha ricordato ai circa duemila presenti, soprattutto nonni con i loro nipoti,che il Papa sta trascorrendo giorni di convalescenza dopo l’intervento al colon cui è stato sottoposto nei giorni scorsi al Policlinico Gemelli per cui si vogliono ancora assicurare ulteriori giorni di riposo.

Durante la Messa Mons. Fisichella legge l’omelia preparata da Papa Francesco per la Giornata.

In particolare si sofferma su tre aspetti del testo dell’evangelista Giovanni proposto dalla liturgia di questa XVII domenica del tempo ordinario.

Nel miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci Gesù “vede” la folla che è affamata e se ne prende cura. Allo stesso modo anche i nonni, gli anziani, fin dalla nostra infanzia, si sono presi cura di noi. Hanno avuto occhi attenti, colmi di tenerezza. Quando stavamo crescendo si sono accorti di noi, delle paure, di come stavamo cambiando. Siamo passati tutti dalle ginocchia dei nonni. E grazie a questo amore siamo diventati adulti.

E noi? Quale sguardo abbiamo verso i nonni e gli anziani? I nonni che hanno nutrito la nostra vita, oggi hanno fame di noi, della nostra attenzione, della nostra tenerezza, di sentirci accanto. E allora, suggerisce Papa Francesco, alziamo lo sguardo verso di loro.

Secondo aspetto: un ragazzo, un giovane condivide quello che possiede con tutti. Oggi, scrive nella sua omelia, Papa Francesco, c’è bisogno di una nuova alleanza tra giovani e anziani per poter condividere il tesoro comune della vita, di sognare insieme, di superare i conflitti tra generazioni.

Terzo aspetto è quello di “custodire”. I nonni, gli anziani non sono gli avanzi da buttare via, sono piuttosto quei “pezzi di pane” preziosi rimasti sulla tavola della nostra vita. Sono la fragranza della misericordia e della memoria. E allora, ci invita Papa Francesco a non perdere la memoria di cui gli anziani sono portatori perché siamo figli di quella storia e senza radici appassiremo. Come essi ci hanno custoditi lungo il cammino della crescita, adesso tocca a noi custodire la loro vita, alleggerire le loro difficoltà, ascoltare i loro bisogni.

Il Papa invita tutti a chiedersi: Ho fatto visita ai nonni? Agli anziani della mia famiglia o del mio quartiere? Ho dedicato loro un po’ del mio tempo?

Alla fine dell’Angelus, Papa Francesco affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico, ha detto ancora che “i nonni hanno bisogno dei giovani e i giovani hanno bisogno dei nonni: devono colloquiare, devono incontrarsi! I nonni sono la linfa della della storia che sale e dà forza all’albero che cresce” e cita il passo di un poeta: “Tutto quello che l’albero ha di fiorito viene da quello che è sotterrato” e prosegue “senza il dialogo tra i giovani e i nonni, la storia non va avanti, la vita non va avanti”. E conclude: “I nonni hanno diritto di sognare guardando i giovani e i giovani hanno diritto al coraggio della profezia prendendo la linfa dai nonni”.

Cosa ha gridato Giorgio Chiellini mentre Saka tirava l’ultimo rigore?

È già passata una settimana dalla splendida vittoria della nostra Nazionale di calcio sull’Inghilterra e non sono ancora spenti gli echi che ha provocato in tutti gli Italiani.

Ma ancora è sconosciuto ai più quello che Giorgio Chiellini ha gridato prima che il rigorista inglese, Saka, tirasse l’ultimo rigore, sbagliandolo.

Dal labiale si comprende che abbia gridato la parola «Kiricocho», un termine sconosciuto ai più, ma con una storia particolare alle spalle.

Si tratta di una superstizione alla quale non sono molti quelli che vi credono, ma Chiellini che in campo le aveva provate tutte per vincere si è affidato proprio a questa superstizione.

Si tratta di una leggenda metropolitana calcistica che il nostro Capitano Chiellini pare abbia appreso da Paulo Dybala, suo compagno di squadra alla Juventus e che si perpetua da quasi quarant’anni.

Ma chi era Kiricocho? Pare fosse un tifoso dell’Estudiantes che si diceva portasse molta sfortuna.

Quando era presente lui sia si trattasse di allenamenti che durante la partita la squadra perdeva oppure si infortunava qualche giocatore.

Per questo motivo Carlo Bilardo, ex calciatore e allenatore dell’Argentina campione del mondo nel 1986, nel corso della stagione 1982-83, anno in cui allenava l’Estudiantes, decise di inviare Kiricocho a “guardare” tutte le partite degli avversari.

Alla fine della stagione l’Estudiantes vinse il campionato, ma soprattutto perse una sola partita, quella contro il Boca, l’unica partita alla quale Kiricocho non fu presente.

Un episodio simile a quello di Chiellini, vide protagonista Arjen Robben, durante la finale del mondiale del 2010. Lanciato a rete l’olandese si ritrovò a tu per tu con il portiere e si vide urlare “Kiricocho” dal difensore Capdevila. Robben sprecò l’occasione e la Spagna vinse il mondiale.

E così anche Giorgio Chiellini, ha urlato la parola magica e Saka è stato ipnotizzato di Donnarumma. L’Italia diventa campione d’Europa e Kiricocho continua, a distanza di quarant’anni, a portare sfortuna.

Aumento dei contagi. Anche in Italia Green Pass per l’accesso ad aerei, treni, bar e ristoranti: il Governo ci pensa già

Il Governo Draghi e in particolare il Ministro per la Salute, Roberto Speranza, si cominciano a dimostrare particolarmente preoccupati per la crescita del numero giornaliero di contagi e, soprattutto per la bassa affluenza alle vaccinazioni. Si pensa al ritorno alle zone gialle e già alcune Regioni sono a rischio. Si parla di Sicilia, Campania, Abruzzo e Marche. Ma anche Sardegna e Veneto potrebbero cambiare colore.

Ecco perché, seguendo quanto già annunciato da Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica Francese, si pensa di introdurre il Green Pass per poter accedere a bar, ristoranti e trasporti pubblici.

A questa ipotesi fanno già sentire il proprio diniego i Rappresentanti politici di Lega, Matteo Salvini e di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

In più sono già programmate altre due misure: la proroga dello stato di emergenza che scade, come sappiamo, il prossimo 31 luglio e il Certificato Verde Covid-19 solo per quanti hanno già ricevuto la seconda dose del vaccino o l’unica dose del vaccino Johnson & Johnson.

Comunque già per la prossima settimana è convocata la Cabina di Regia che potrebbe discutere anche la misura del Green Pass per l’accesso a bar, ristoranti e trasporti pubblici.

A spingere per questa ultima misura sono il Partito Democratico e Liberi e Uguali. Contraria la Lega mentre Forza Italia si mantiene tiepida. Nel mezzo il Movimento 5 Stelle per il uguale, in questo momento, sembrerebbe prematuro un pass per poter accedere ai locali pubblici e ai trasporti pubblici.

Ma numeri alla mano i contagi cominciano, sia pure lentamente, ad aumentare mentre la somministrazione di nuovi vaccini segna il passo.

Se non si agisce con tempestività il conto da pagare potrebbe essere particolarmente salato solo tra poche settimane.

Alcune delle decisioni che potrebbero essere prese dalla Cabina di Regia sono quasi scontate, quali il prolungamento dello stato di emergenza per ulteriori tre mesi e il Green Pass soltanto per chi ha completato il ciclo di vaccinazione.

Ma vi sono alcune ulteriori decisioni all’ordine del giorno: un parere al Comitato tecnico scientifico sui treni ad alta velocità per aumentarne la capienza al 100% quando i passeggeri hanno il green pass.

Per questo viene valutata, secondo alcune fonti, la possibilità di rendere obbligatorio il Green Pass oltre che per aumentare la capienza dei mezzi del trasporto pubblico anche per partecipare ad eventi sportivi negli stadi ed ancora per entrare nelle piste, nelle discoteche e via dicendo.

Il Green Pass potrebbe infine essere obbligatorio anche per poter accedere a bar e ristoranti.

Una nota positiva in tutto questo è quanto successo in Francia dopo l’annuncio di Macron: l’aumento delle nuove vaccinazioni.

Noi staremo a vedere quali saranno le nuove decisioni in merito.

Scuola: Si rischia la ripartenza a metà. Figliuolo a caccia degli insegnanti non ancora vaccinati

L’anno scolastico si è appena concluso ma crescono le paure per la ripartenza del prossimo anno.

A seguito dell’emergenza covid-19 negli anni scorsi il mondo della scuola si è dovuto districare tra didattica a distanza, didattica mista, didattica in presenza ed un misto di riaperture e chiusure improvvise.

Per settembre rassicura il Ministro della Pubblica Istruzioni, Bianchi «l’obbiettivo è tornare in presenza», ma a distanza di due mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico restano tanti i nodi da sciogliere, uno fra tutti è l’incognita delle vaccinazioni sia tra i giovani ma soprattutto dei docenti.

Infatti secondo la Struttura Commissariale con a capo il Generale Figliolo sono oltre 215 mila i docenti che non si sono ancora vaccinati nonostante la corsia preferenziale che il personale scolastico aveva già fin dallo scorso mese di marzo.

L’intento del Generale Figliolo è quello di rendere immuni l’80% del personale scolastico, cioè 180-190 mila docenti, il tempo però è tiranno infatti la Strutturale Commissariale si è messa al lavoro per spronare le regioni: «Sto riscrivendo a tutte le Regioni per incentivare con ogni mezzo le vaccinazioni a quella parte di operatori scolastici che ancora mancano – ha affermato il Commissario Straordinario all’emergenza Covid -. Per riaprire le scuole con meno vincoli possibili a settembre bisogna fare di più, cercando di far capire a tutti gli operatori scolastici l’importanza di vaccinarsi, non solo per se stessi, ma anche per la collettività».

Sarebbero otto o nove le regioni, secondo i dati rilevati dalla Struttura Commissariale, che non hanno ancora raggiunto la copertura vaccinale dell’80% del personale scolastico, tra queste abbiamo la Sicilia, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Sardegna, la Calabria, la Liguria, l’Umbria, la provincia autonoma di Trento e il Piemonte.

Tra le regioni invece con le percentuali maggiori di personale scolastico vaccinato abbiamo la regione Lazio con il 99,8% degli insegnanti vaccinati.

Probabilmente i ritardi accumulati, secondo Antonello Giannelli, presidente dell’Anp (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola), tali ritardi sarebbero da attribuire al caos e alla confusione che si è venuta a creare con il siero AstraZeneca.

Sembra che siano stati soltanto 20 mila gli insegnanti che nelle ultime due settimane, secondo il dossier della struttura commissariale, hanno aderito alla campagna di vaccinazione.

Un numero così basso metterebbe a rischio la possibilità di raggiungere l’80% del personale della scuola già vaccinato entro l’inizio del nuovo anno scolastico.

Qualora questo numero dovesse rimanere tale, si correrebbe il rischio di una ripartenza a metà.

Ritrovato il piccolo Nicola

Le squadre di soccorso hanno ritrovato vivo e in buona salute il piccolo Nicola Tanturli. Il bambino si trovava in fondo a una scarpata a circa due chilometri da casa.

Sembra sia stato il giornalista Giuseppe Di Tommaso de “La Vita in Diretta” di Rai 1 ad avvertire dei lamenti dal fondo del burrone e avvisare i Carabinieri che hanno poi recuperati il piccolo Nicola, per fortuna vivo e in buona salute.

Il piccolo Nicola, quasi 2 anni, era sparito dalla casa dei genitori nella frazione di Campanara del Comune di Palazzuolo sul Senio (Firenze), proprio ieri. La famiglia di Nicola vive in un casolare e gestisce un’azienda di apicoltura proprio in questa località isolata dell’Alto Mugello.

La scorsa notte il sorvolo in elicottero con il termoscanner non aveva dato alcun risultato.

Campanara è una minuscola frazione del Comune di Palazzuolo sul Senio, che si trova nella valle del Mugello, a nord di Firenze. Nel pomeriggio il piccolo Nicola cade e si fa male, viene medicato e piange con i genitori finché verso le 19 viene portato a letto e si addormenta. Entrambi i genitori restano nei dintorni della cascina a badare all’orto e agli animali. A tarda sera, verso le 24, dopo aver cenato, papà e mamma vanno a controllare che il bimbo sia in camera a dormire ma scoprono che non è lì.

Lo cercano fino alle 9 del mattino senza successo e allertano poi i carabinieri. Scattano così le ricerche di carabinieri e vigili del fuoco.

Tutta la comunità del Mugello si mette alla ricerca del piccolo con tutti i mezzi a disposizione.

Secondo i genitori il piccolo soffriva, come il fratello, di sonnambulismo. Per questo potrebbe essere uscito di casa come è già accaduto. Una volta se lo sono trovati davanti a cento metri dal casolare in cui abitano davanti alla stalla. Sul monte, raccontano gli abitanti, vivono i lupi e raccontano anche di un tasso particolarmente aggressivo avvistato più volte vicino alla cascina dove vive la famiglia di Nicola raggiungibile soltanto una mulattiera.

La Prefettura di Firenze aveva diffuso ieri la foto del bimbo di 21 mesi. L’area interessata, per un’ampiezza di circa 10 chilometri quadrati è stata scandagliata con termoscanner e con l’utilizzo di cani molecolari.

Tante ipotesi sono state fatte sulla scomparsa del piccolo Nicola, ma adesso è tutto finto. I bimbo è stato ritrovato sano e salvo.