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Torino la mostra dal titolo: “Filippo Juvarra regista di corti e capitali. Dalla Sicilia al Piemonte all’Europa”

Si è conclusa lo scorso 13 giugno a Torino la mostra, presso la Biblioteca Nazionale, dal titolo “ Filippo Juvarra regista di corti e capitali. Dalla Sicilia al Piemonte all’Europa”

La mostra è stata organizzata per celebrare il tricentenario della fondazione della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

La mostra, organizzata con il Patrocinio della Città di Torino è stata curata da: Maria Vittoria Cattaneo, Chiara Devoti, Elena Gianasso, Gustavo Mola di Nomaglio, Franca Porticelli, Costanza Roggero, Fabio Uliana.

All’interno della mostra è stato esposto per la prima volta nella sua completezza la raccolta più corposa dei disegni di Filippo Juvarra, che è stato il “Primo Architetto civile di Sua Maestà”, così come nominato dal re Vittorio Amedeo II.

Tre sono stati i percorsi espositivi: il primo è stato dedicato agli studi dell’architetto e dei suoi più stretti collaboratori relativi alle architetture civili e religiose; il secondo sulle attività di scenografo legate alla sua permanenza a Roma tra il 1709 e il 1714; il terzo è stato focalizzato il rapporto storico e politico tra la Sicilia, sua terra natale, il Piemonte e l’Europa.

Ma chi era Filippo Juvarra?

Egli nasce a Messina nel 1678 da una famiglia di artigiani argentieri e fin dalla giovinezza si trovò a lavorare con il disegno e l’arte orafa. Si riconducono a lui e a la sua famiglia alcuni candelieri del Duomo di Messina e il pallio d’argento oggi inglobato nell’altare maggiore dello stesso tempio.

Successivamente si trasferì a Roma dove incontra l’architetto Carlo Fontana che rimane entusiasta delle sue capacità. A Roma vince il “concorso clementino” per un palazzo in villa e dopo si ristabilisce a Messina dove si occupa della ristrutturazione di Palazzo Spadafora e della sistemazione del coretto della chiesa di san Gregorio, poi distrutta dal terremoto del 1908.

A Napoli ottenne la nomina di accademico di merito all’Accademia di San Luca dove ricoprì il ruolo di professore unico di architettura.

A Roma, nella chiesa di San Girolamo della carità realizzò la cappella Antamoro.

Alla morte di Fontana, Juvarra ritorna a Messina dove incontra Vittorio Amedeo II di Savoia al quale presenta il progetto del palazzo reale di Messina. Il re lo chiama a Torino per realizzare la Basilica di Superga dedicata alla Vergine e a Torino si svolgerà la gran parte della sua attività di architetto.

In questa città realizza la facciata e lo scalone di Palazzo Madama, il completamento della Reggia di Venaria Reale e la cappella di Sant’Uberto.

Si trasferisce poi in Portogallo, a Londra, nei Paesi Bassi e a Parigi. Ritorna ancora in Italia muovendosi tra Roma e Torino dove costruisce la sua casa studio.

Ancora a Torino, che grazie a lui diventa un polo europeo di architettura, insieme ad altri progetti porterà avanti la realizzazione della palazzina di caccia di Stupinigi, la chiesa del Carmine.

Filippo V, Re di Spagna gli commissionò il completamento del Palazzo Reale a Madrid, dove morì il 31 gennaio del 1736.

Si può dire che il volto di Torino venne profondamente plasmato dallo Juvarra che con i suoi interventi architettonici e scenografici conferì alla città quel tratto che ancora oggi è capace di affascinare i visitatori.

Architetto Filippo Juvarra

Covid-19: giù la maschera dal 28 giugno

Finalmente sarà possibile respirare, anche se solo all’aperto e quando non vi sono altre persone intorno a meno di un metro di distanza.

Alla fine di una riunione durata oltre due ore il Comitato Tecnico Scientifico ha deciso che “… nell’attuale scenario epidemiologico, a partire dal 28 giugno, con tutte le regioni in zona bianca ci siano le condizioni per superare l’obbligatorietà dell’uso delle mascherine all’aperto salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento (come ad esempio mercati, fiere, code, ecc. …)”

Con un successivo post su Facebook il Ministro della Salute, Roberto Speranza scrive: “Dal 28 giugno superiamo l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts.”

Secondo gli scienziati del CTS è comunque opportuno mantenere il distanziamento interpersonale ad esclusione dei congiunti e la mascherina andrebbe comunque indossata nei luoghi dove non risulta possibile mantenere il distanziamento quali i mezzi di trasporto pubblico.

Sulla decisione di ieri ha molto influito anche la percentuale di vaccini che sono stati inoculati (a oggi il 53% della popolazione con almeno una dose e il 27% che ha completato il ciclo.

Ma anche il dato sul numero di contagiati in un giorno. Ieri sono stai 495 i nuovi casi con un numero di decessi pari 21 mentre il rapporto positivi/tamponi rimane stabile allo 0,6%.

Anche il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio fa presente che la caduta dell’obbligo delle mascherine all’aperto potrà favorire il turismo mentre esulta il leader della Lega, Matteo Salvini che aveva fatto della libertà dalle mascherine un suo cavallo di battaglia e adesso chiede il via libera all’apertura delle discoteche.

Adesso si aspetta comunque un Decreto che prendendo atto delle decisioni del CTS confermi iil via libera all’obbligo delle mascherine all’aperto.

Mascherine all’aperto stop a fine giugno?

Nel Governo si pensa di anticipare la fine dell’obbligo di indossare le mascherine di protezione individuale già a fine del corrente mese di giugno ed è ancora lite nella maggioranza tra i vari gruppi politici che sostengono il Governo anche sul tema della proroga dello stato di emergenza che come sappiamo scadrà il prossimo 31 luglio.

Inizialmente si pensava di abolire l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto a partire dal 15 luglio ma un po’ per accontentare alcune forze della maggioranza (Lega e Italia Viva per prime) si pensa ad un anticipo della cosiddetta “liberazione” già a partire dal prossimo primo luglio (oppure dal 5 luglio). Intanto il Paese si prepara a diventare “quasi” tutto zona bianca con esclusione, sembra, della sola Valle d’Aosta, già dal prossimo 21 giugno.

Queste decisioni sono comunque supportate da un continuo miglioramento dei dati sui contagi: ieri 1325 nuovi positivi al covid-19 contro i 1400 del giorno precedente, 37 i decessi a confronto dei 52 del giorno prima e un tasso di positività stabile allo 0,7%.

Ma se, come detto, verrà abolito l’obbligo della mascherina all’aperto il dispositivo di protezione resterà comunque obbligatorio al chiuso e anche all’aperto nei luoghi dove potrebbero aversi degli assembramenti.

Per la proroga dello stato di emergenza se ne discuterà a luglio.

Ma le mascherine sono davvero necessarie?

Anche qui gli Esperti non sempre sono d’accordo:

Alcuni sostengono che qualora riuscissimo a mantenere il distanziamento interpersonale non sarebbe necessario usarle perché, dicono, la trasmissione del virus, all’aperto è pressoché nulla.

Altri, invece affermano che l’obbligo di indossare la mascherina andrebbe gestito con più calma. Sarebbe meglio aspettare ancora qualche decina di giorni per decidere. Del resto quanto succede adesso nel Regno Unito dovrebbe far riflettere meglio i nostri governanti: ieri vi sono stati quasi 11000 nuovi contagi, .…

E comunque, al chiuso, se nella stanza ci si trovasse con altre persone, le mascherine andrebbero comunque indossate. Lo stesso vale per gli ambienti pubblici quali aeroporti, stazioni, mezzi pubblici, etc. E per essere più tranquilli è bene tenerla comunque. Meglio, infine, indossare le ffp2.

In Inghilterra se ti vaccini il Governo ti sponsorizza “aiuta” sui Social per potenziare la visibilità

È questa la trovata del Governo inglese – Dipartimento della salute e dell’assistenza sociale  per spronare i giovani a vaccinarsi contro il covid-19 che vede la luce in concommitamza dell’avvio della campagna di vaccinazioni per gli under 30

Dopo la discussione sul rendere o meno obbligatorio il vaccino per l’ingresso ai locali e ai pib, i Funzionari del Dipartimento sperano di convincere adolescenti e giovani con i “super like” per potenziarne il profilo.

Ciò è reso possibile grazie alla collaborazione del dipartimento con le app più popolari nel Regno Unito: Tinder, March, Hinge, Bumble, Badoo, Plenty of Fish, OurTime e Muzzmatch. In particolare gli utenti di queste app, se vaccinati, potranno godere di alcuni vantaggi e di bonus quando viene aggiunto l’adesivo virtuale segna dell’avvenuta vaccinazione.

Come funziona? Semplice. Le app aderenti all’iniziativa offrono ai giovani vaccinati dei “bonus” gratis attraverso cui il profilo interessato verrà “proposto” a un numero superiore di possibili interessati che vedranno incrementati gli appuntamenti nella prossima stagione estiva.

Tutto su base volontaria servirà a far aumentare per “convincere” i più giovani ad adeerire alla campagna di vacccinazione.

Tra le app di appuntamenti coinvolte nell’opera di sensibilizzazione c’è anche Muzmatch, piattaforma rivolta esclusivamente ai single musulmani. Una scelta importante visti i risultati raccolti dagli ultimi sondaggi: nelle scorse settimane dove le minoranze etniche britanniche hanno destato particolari preoccupazioni per il forte scetticismo espresso nei confronti delle vaccinazioni. L’app Muzmatch parteciperà  tramite i propri canali social con medici pronti a rispondere alle domande sul tema della vaccinazione.

Su Tinder gli utenti potranno inserire immagini virtuali con la scritta “Sono vaccinato”, e iscriversi ricevendo un “super like” gratuito volto a potenziare il loro profilo. Schemi di immagino virtuali e bonus simili funzioneranno anche su Match, OkCupid, Bumble, Plenty of Fish, Hinge e Badoo.

Stesso sistema di incentivazione anche negli Stati Uniti dove il Governo ha chiesto la collaborazione ad alcune up per incontri.

SCIENZIATI CONVINTI: “CORONAVIRUS NATO IN LABORATORIO, ECCO LE PROVE…”

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Chi sarà a pagare per tutte le morti? Chi pagherà per aver limitato la nostra libertà? Chi pagherà per le conseguenze finanziarie che hanno fatto collassare il mondo? Chi farà qualcosa affinché i colpevoli paghino?

Secondo quanto riportato da un articolo di TgCom24, il coronavirus può essere stato ottenuto “oltre ogni ragionevole dubbio” solo attraverso esperimenti di laboratorio. Ne sono convinti due studiosi, l’oncologo britannico Angus Dalgleish e il virologo norvegese Birger Sorensen, che hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista Quarterly Review of Biophysics Discovery: nel documento sostengono che la prova è in una catena di amminoacidi della proteina “spike” del Sars-CoV-2.

I due scienziati hanno studiato, attraverso articoli recuperati in archivi e database, gli esperimenti che dal 2002 al 2019 sono stati condotti all’Istituto di virologia di Wuhan, e sono giunti alla conclusione che il coronavirus è stato ottenuto artificialmente in laboratorio attraverso un metodo chiamato “guadagno di funzione” o “mutazioni attivantI”: si tratta di interventi mediante i quali si altera il genoma di un virus per ottenere un nuovo ceppo più infettivo, e proprio per questo motivo questo tipo di ricerche è al momento proibito negli Stati Uniti.

Secondo lo studio di Dalgleish e Sorensen, anticipato dal britannico Daily Mail (che evidenzia comunque come l’articolo dei due fosse stato rifiutato da diverse riviste scientifiche prima della pubblicazione sul Quarterly Review), partendo da un coronavirus dei pipistrelli gli scienziati cinesi hanno ottenuto la proteina “spike” che caratterizza il Sars-CoV-2, virus che secondo i due scienziati non ha “antenati naturali credibili”.

La prova “schiacciante” del fatto che il coronavirus è stato ottenuto in laboratorio risiede, secondo i due studiosi, in una catena di quattro amminoacidi proprio della “spike”. E’ infatti grazie alla carica positiva di questi amminoacidi che il virus si lega in modo così efficace alle cellule umane, ma secondo la ricerca in natura difficilmente è difficile trovare anche solo tre amminoacidi positivi legati insieme, poiché si respingono: averne addirittura quattro nella stessa sequenza è “decisamente improbabile”.

Dalgleish e Sorensen sostengono infine che gli scienziati cinesi avrebbero “distrutto, nascosto e contaminato in modo deliberato i dati” in modo da “impedire agli scienziati che volevano condividere le loro scoperte di farlo”, ed è per questo che durante le ispezioni non è stata trovata traccia del coronavirus nei laboratori di Wuhan.

Fonte (https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/coronavirus-studio-di-due-scienziati-e–nato-in-laboratorio-ecco-la-prova_33331220-202102k.shtml?fbclid=IwAR0oumTl86hURrE9jospGBjR8qd6_7jxU3FjXppzZ1tg9iOBd9Y1D2Ek-cs)

Drammatico disastro alla funivia che collega Stresa al monte Mottarone, sul lago Maggiore

Sono passati già due giorni e ancora non riusciamo a comprendere come una domenica di primavera con le riaperture da poco avvenute dopo oltre un anno di chiusura possa essersi trasformata in una tragedia così vasta che ha colpito tutta il Paese.

Tanti gli interrogativi che ci poniamo: quali sono state le cause che hanno provocato l’incidente, ma soprattutto, si poteva evitare?

A queste domande dovrà rispondere la Commissione d’inchiesta prontamente nominata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giovannini.

Ma veniamo ai fatti. La cabina della funivia era quasi giunta alla stazione finale sul monte Mottarone quando la fune traente si spezza (o si sgancia, secondo un’altra ipotesi). La cabina a questo punto si sarebbe dovuta bloccare, come del resto è successo alla cabina di valle, con l’intervento della frenatura di emergenza. Questo però non avviene e la cabina comincia una corsa all’indietro, verso valle, sempre più veloce fino a sganciarsi dalle funi portanti e fermarsi poi sul traliccio di sostegno e da lì cadere da un’altezza di oltre 20 metri, rotolare ancora verso valle e finire la corsa su dei tronchi di abete.

Dentro la cabina, le quindici persone che erano salite a bordo pochi minuti prima alla stazione di Stresa, sul lago Maggiore. Si sono salvati solo due bambini ricoverati in codice rosso all’Ospedale Pediatrico “Regina Margherita” di Torino. Uno di essi però non ce l’ha fatta per cui, in definitiva, sono state quattordici le vittime dell’incidente di cui due bambini di due e cinque anni.

Due al momento gli interrogativi ai quali gli inquirenti dovranno rispondere:

– La fune traente si è spezzata o si è sganciata e perché;

– Come mai l’impianto della frenatura di emergenza non ha funzionato.

Ma queste domande se ne portano dietro tante altre.

La funivia Stresa-Mottarone era entrata in funzione negli anni Settanta.

Lavori di manutenzione straordinaria erano stati condotti tra il 2014 e il 2016, lavori occorrenti per la messa a norma dell’impianto a seguito dell’entrata in vigore di nuove normative tecniche sugli impianti a fune. Ovviamente sono state sottoposte ad accurata verifica le funi e sono state rinnovate le cabine. I lavori sono costati circa 4 milioni e mezzo.

Nei mesi scorsi l’impianto era stato chiuso a causa dell’emergenza covid-19 ed era stati riaperto lo scorso 26 aprile.

A questo punto non possiamo che aspettare con ansia le risposte agli interrogativi posti alle varie commissioni d’inchiesta tecniche e giudiziarie e chiediamo con forza che non avvengano più tragedie di questo tipo nel nostro Paese rafforzando i controlli preventivi che gli stessi siano fatti con serietà e da organismi terzi.

Dopo la cabina di regia di ieri, nuovo DL «Riaperture»

Il Presidente del Consiglio Draghi ha convocato ieri la cabina di regia con all’ordine del giorno le prossime riaperture e la revisione delle misure restrittive in vigore per la prevenzione del rischio di contagio da covid-19. Tema scottante in discussione quello del coprifuoco. Cancellazione definitiva o cambiamento dell’orario di inizio, questo il dilemma. Draghi insiste nella gradualità delle misure di contenimento.

Alla fine, con il decreto in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, votato all’unanimità dal Governo, è passata la linea del mantenimento del coprifuoco con inizio a partire dalle ore 23:00.

In sintesi, di seguito, il calendario delle riaperture:

Dal 19 maggio

Il coprifuoco verrà spostato dalle ore 23:00 e fino alle ore 5:00 del giorno successivo. In quella fascia oraria si potrà circolare solo per ragioni di salute, lavoro e necessità. Resteranno uguali le sanzioni che variano da 800 a 1000 euro.

Dal 22 maggio

Potranno riaprire i centri commerciali durante i fine settimana. Ricordiamo che i centri sono rimasti chiusi nei fine settimana fin dallo scorso 3 novembre 2020.

Dal 24 maggio

Potranno riaprire le palestre utilizzando lo stesso protocollo di contenimento del contagio da covid-19 in base al quale sarà possibile utilizzare gli spogliatoi ma non le docce e dovranno essere rispettate le distanze interpersonali di due metri durante gli esercizi.

Dal 1° giugno

A partire da questa data i ristoranti potranno servire anche al chiuso, nella fascia oraria fra le ore 5:00 e fino alle ore 18:00, e non solo ai tavoli all’aperto. Non si esclude, tra l’altro, la  possibilità di un ulteriore allentamento delle misure qualora la situazione epidemiologica dovesse migliorare.

Dalla stessa data i bar potranno servire al banco.

Dal 7 giugno

A partire da questa data l’orario del coprifuoco slitterà ulteriormente: non più dalle 23:00 ma a partire dalle ore 24:00, sempre fino alle 5:00 del giorno successivo.

Dal 15 giugno

È questa la data più attesa dai nubendi che da tempo attendono per la celebrazione delle nozze. A partire da questa data sarà possibile organizzare feste (matrimoni, battesimi, lauree, …) sia all’aperto che al chiuso ma con alcune regole ben precise. Per poter partecipare alla cerimonia servirà possedere uno dei requisiti necessari per ottenere il «green pass», ovvero: un tampone negativo nelle 48 ore precedenti ovvero una certificazione medica che attesti di aver avuto il covid e di esserne guariti oppure l’attestazione di essere stati vaccinati con entrambe le dosi di vaccino anti covid o con una sola dose nel caso del vaccino Janssen, del gruppo Johnson & Johnson.

Con le stesse regole si potrà partecipare a fiere e congressi o anche accedere ai parchi divertimenti.

Dal 21 giugno

Da questa data verrà definitivamente abolito il coprifuoco. Sarà possibile rimanere fuori casa  senza limiti di orario.

Dal 1° luglio

Potranno riaprire piscine e centri termali con alcune limitazioni per il contenimento del rischio di contagio. In particolare: indossare la mascherina negli spazi comuni, norme igieniche e comportamentali, distanziamento e contact tracing (letteralmente tracciamento dei contatti) e quanto previsto nelle linee guida per le attività economiche, produttive e ricreative aggiornate in data 28 aprile 2021.

Sempre dalla stessa data potranno riaprire sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Anche i palazzetti dello sport potranno riaprire con una capienza massima limitata al 25% con un massimo di 1000 persone all’aperto e di 500 persona al chiuso.

Via libera, infine, anche ai corsi di formazione in presenza.

Rosario Livatino: il primo magistrato proclamato beato nella storia della Chiesa

É stato beatificato oggi nella basilica cattedrale di Agrigento il giovane magistrato Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 Settembre del 1990.

Rosario Livatino è il primo magistrato proclamato beato nella storia della Chiesa.

A presiedere la solenne celebrazione è stato Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presenti alla celebrazione i vescovi e i sacerdoti delle diocesi siciliane.

Il Cardinale ha dato lettura del decreto di Papa Francesco: «Accogliendo il desiderio del cardinale Francesco Montenegro, e di molti altri fratelli nell’episcopato e di molti fedeli, concediamo che il venerabile Rosario Livatino, laico e martire che nel servizio della giustizia fu testimone credibile del Vangelo, d’ora in poi possa chiamarsi beato». La festa sarà celebrata ogni 29 ottobre.

Dopo la proclamazione è stata portata all’altare la reliquia del nuovo beato; dentro una teca infatti è stata posta la camicia di Rosario Livatino ancora sporca di sangue.

Nella teca vi è incisa la sigla “STD”, gli investigatori subito dopo il martirio del giudice trovarono questo acronimo in tanti documenti, appunti e quaderni e faticarono non poco per decifrarlo.

Alla fine scoprirono che si trattava di un affidamento costante che il giovane Livatino faceva spesso a Dio, l’acronimo infatti sta per “Sub Tutela Dei” (sotto la protezione del Signore).

L’immagine scoperta in cattedrale ritrae il nuovo Beato con una mano sul vangelo e sul codice penale e nell’altra tiene l’agendina sulla quale annotava il motto “STD”.

Durante l’omelia il Cardinale Marcello Semeraro, ha sottolineato che «Il giudice Livatino è morto perdonando come Gesù i suoi uccisori».

Anche durante la consueta recita dell’Angelus Papa Francesco ha voluto ricordare la figura del nuovo beato Rosario Livatino.

“Nel suo servizio alla collettività come giudice integerrimo, che non si è lasciato mai corrompere, si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere”, ha affermato Papa Francesco dalla finestra del Palazzo Apostolico. “Il suo lavoro lo poneva sempre sotto la tutela di Dio, per questo è diventato testimone del Vangelo fino alla morte eroica. Il suo esempio sia per tutti, specialmente per i magistrati, stimolo ad essere leali difensori della legalità e della libertà. Un applauso al nuovo beato!”.

La città di Agrigento e la Sicilia tutta è in festa per la beatificazione di Rosario Livatino, alla cerimonia a causa dell’emergenza covid-19 hanno potuto partecipare solamente le duecento persone invitate, ma nonostante ciò un intero popolo si è unito in preghiera seguendo la diretta tv o la diretta streaming e ricordando il giovane beato attraverso i tanti post social a lui dedicati in questo giorno.

Sul sagrato della cattedrale Piero Grasso ricordando la sua partecipazione al funerale dei giudice Livatino assieme a Giovanni Falcone ha sottolineato che «abbiamo bisogno di simboli e modelli in un momento in cui la magistratura non gode della fiducia dei cittadini».

Anche il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho ha evidenziato come «la beatificazione di Livatino sia quasi il messaggio che il papa ha voluto dare nel ricordare alla magistratura che seguire un modello come Livatino significa recuperare la credibilità».

Like an Ocean – Il viaggio nel profondo di Domenico Quaceci

Articolo a cura di Alessia Virgillito

Domenico Quaceci è un giovane misterbianchese cresciuto a pane e musica ed è proprio d’ascolto di grandi compositori come Allevi ed Einaudi che scopre e coltiva la sua grande passione per il pianoforte.

Così, fra gli studi in Scienze Biologiche e al Conservatorio, Domenico non ha mai smesso di scrivere musica: prima appunti sparsi, poi brani più strutturati e ora le 10 tracce che si sono trasformate nel suo primo travolgente album. Ascoltare questo disco significa immergersi in un flusso di emozioni, sfogliare immagini, riacciuffare il ricordo di un odore e la suggestione di un colore, riprendere in mano un sentimento per trasformarlo in riflessione.

Ogni brano contiene una storia, ogni ascolto un’esperienza da condividere: con tutte le sue mille sfaccettature, nella libertà di un disegno senza confini e totalmente privo di linee, fuori da limitazioni.

Like an ocean è già interamente disponile su Spotify (https://spoti.fi/2XEkWQQ) e prossimamente acquistabile in formato fisico. Inoltre, su YouTube è possibile guardare il videoclip del brano che dà il titolo all’album(https://youtu.be/UjIofGdgc0).

Draghi ai turisti stranieri: «non vediamo l’ora di accogliervi di nuovo»

Ieri si sono incontrati i ministri del Turismo, uno dei primi appuntamenti dei paesi del G20, quest’anno sotto la presidenza italiana.

Al termine della riunione il premier Draghi, nella conferenza stampa conclusiva ha detto, tra l’altro che «se c’è un Paese intrecciato con il turismo, che vive di turismo, è il nostro» ed ha proseguito dicendo: «tutto il mondo vuol venire qui. Purtroppo la pandemia ci ha costretto a chiudere, ma noi siamo nuovamente pronti a ospitare il mondo. Le nostre montagne, le nostre spiagge, le nostre città, le nostre campagne stanno riaprendo».

Il Presidente del Consiglio ha poi proseguito dicendo come «alcuni settori sono destinati a restringersi, altri a crescere», ma il Premier non ha dubbi che «il turismo in Italia tornerà forte come prima e più forte di prima».

Draghi ha poi proseguito dicendo che «nel frattempo il Governo vuole offrire un aiuto all’industria turistica che ha avuto tanto danno da questa chiusura così prolungata, industria che figura prominente nel piano nazionale di ripresa e resilienza».

Per l’immediato futuro il Governo dovrà offrire «regole chiare, semplici per garantire che i turisti possano venire da noi e viaggiare in Italia in sicurezza».

Ha poi confermato che «a partire dalla seconda metà di giugno il certificato verde sarà pienamente operativo all’interno dell’Unione Europea» e ha proseguito dicendo che «grazie al pass i turisti saranno in grado di spostarsi da un Paese all’altro senza quarantena a patto che possano dimostrare di essere guariti dal covid, di essere vaccinati o di essere negativi a un tampone».

In attesa del certificato europeo che ci auguriamo venga al più presto possibile, il Governo italiano ha introdotto un «pass verde nazionale che permetterà alle persone di muoversi liberamente tra Regioni e che entrerà in vigore a partire dalla seconda metà di maggio», senza aspettare, quindi, la seconda metà di giugno per avere quello europeo. Già prima di allora i turisti potranno avere quello italiano.

Il Premier Draghi ha poi proseguito facendo il punto sulla riunione dei Ministri del Turismo del G20 che hanno proposto una strategia chiara per la ripresa del turismo in tutto il mondo sottolineando il ruolo chiave che il turismo svolgerà nella ripresa.

Ma dove si è affermato anche che il turismo possa essere più inclusivo, sostenibile, che protegga l’ambiente e coinvolga le comunità locali.

Ha ringraziato infine tutti i partecipanti alla riunione ministeriale del G20, in particolare il ministro Garavaglia, per il loro importante e fruttuoso contributo e anche all’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e l’OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) che hanno lavorato per l’organizzazione dell’incontro.

Draghi ha quindi concluso dicendo che «è arrivato il momento di prenotare le vostre vacanze in Italia e naturalmente non vediamo l’ora di accogliervi di nuovo».