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PNRR – Draghi alla Camera dei Deputati

Questo pomeriggio l’aula della Camera dei Deputati ha approvato, con 442 favorevoli, 19 contrari e 51 astenuti, la risoluzione di maggioranza che «impegna il Governo a trasmettere il Piano nazionale di ripresa e resilienza alla Commissione europea».

Nel suo discorso di ieri, alla Camera dei Deputati, il Presidente Draghi ha illustrato il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

In particolare, con riferimento ai tempi strettissimi per l’esame del provvedimento, ha detto:

«Ribadisco il profondo rispetto che il governo ed io abbiamo per il Parlamento: indubbiamente i tempi erano ristretti» per l’esame del provvedimento ma legati alla data del 30 aprile che, ha proseguito Draghi, «non è mediatica, è che se si arriva prima si avranno i fondi prima. La Commissione (Europea) andrà sui mercati a fare la provvista per il fondo a maggio, poi la finestra si chiuderà nell’estate: se si consegna il piano subito si avrà accesso alla prima provvista sennò si andrà più avanti».

Ma cos’è il PNNR?

È un piano di investimento sul futuro del Paese e sulle nuove generazioni. Il piano permetterà investimenti che fino a pochi giorni fa sarebbero stati impensabili

Rispetto ai tempi per le realizzazione delle infrastrutture ha rilevato che oggi: «durata media della conclusione dei procedimenti per la valutazione di impatto ambientale è di oltre due anni. Non sono tempi compatibili con le opere di cui abbiamo bisogno, e che, ricordo, mettiamo in campo anche per andare incontro agli obiettivi ambientali. Le riforme che proponiamo portano a una riduzione dei tempi, anche con il rafforzamento della capacità del nuovo ministero della transizione ecologica».

Il Piano prevede inoltre:

Fondi per studenti e borse di studio

Perché, ha detto Draghi, «ai giovani dobbiamo garantire welfare, casa e occupazione sicura. Ho parlato del piano per i giovani, le case e gli incentivi fiscali per i mutui. Il piano garantisce in maniera equa e adeguata il diritto allo studio, quasi un miliardo per gli alloggi studenteschi, mezzo miliardo per borse di studio». Inoltre, ha continuati il Presidente del Consiglio, «C’è l’introduzione di una previsione per condizionare i progetti finanziati alla nuova occupazione giovanile e femminile, una condizionalità trasversale del piano».

230mila posti negli asili

Il piano, ha continuato Draghi, «prevede importanti misure a sostegno delle donne lavoratrici. Vi sono interventi a favore dell’imprenditoria femminile, ma soprattutto un corposo pacchetto per aiutare ad alleggerire il carico familiare che spesso grava sulle spalle delle donne. Il Piano asili nido stanzia ben 4,6 miliardi per gli asili nido e le scuole d’infanzia. Questo investimento porta a creare circa 230.000 nuovi posti destinati ai bambini più piccoli, e si tratta di una stima prudenziale. L’ambizione del governo è raggiungere e superare gli obiettivi europei a riguardo. Si prevede inoltre il rafforzamento dei servizi di prossimità e di supporto all’assistenza domiciliare».

Banda larga ovunque nel 2026

Altro intervento previsto nel piano, continua Draghi, «riguarda la banda larga» Il piano prevede un investimento di «6,31 miliardi per le reti ultra veloci, la banda larga e il 5G. L’obiettivo del governo è portare entro il 2026 reti a banda ultra larga ovunque senza distinzioni territoriali ed economiche. A maggio avviamo la mappatura dei piani d’investimento previsti dai privati per identificare le aree del Paese che senza interventi del governo resterebbero sfavorite. Per queste aree è previsto un contributo statale per assicurarci che non si creino nuovi divari digitali da qui al 2026».

Alta velocità anche per Salerno-Reggio Calabria

Il Presidente è passato dopo ad illustrare il tema dell’alta velocità. Il Piano, e il Fondo Complementare, ha proseguito, prevedono investimenti per oltre 15 miliardi. Tra gli investimenti previsti: la linea Roma-Pescara, il raddoppio del binario sulla linea esistente della Palermo-Catania-Messina che risponde alle esigenze avanzate dalla Regione Siciliana e, poi «La linea ad Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, che è vera alta velocità dove i treni potranno viaggiare a 300 Km all’ora. Con questi investimenti», ha proseguito Draghi «ci si metterà lo stesso tempo da Roma a Torino e da Roma a Reggio Calabria».

Inoltre, continua Draghi, sono previsti anche «interventi ferroviari al Nord per 8,6 miliardi. Gli interventi consentono di potenziare i servizi di trasporto su ferro, e stabiliscono per le merci connessioni efficaci con il sistema dei porti esistenti. In particolare grazie ai lavori sul tratto Liguria-Alpi i tempi di percorrenza sono dimezzati sia sulla tratta Genova-Milano che sulla quella Genova-Torino. La capacità sarà aumentata da 10 a 24 treni l’ora».

Colonnine elettriche e sviluppo idrogeno

Continuando Draghi ha detto: «in tema di punti di ricarica dei veicoli elettrici nel piano abbiamo obiettivi puntuali ed ambiziosi. Intendiamo sviluppare 7.500 punti di ricarica nelle superstrade e circa 13.755 punti di ricarica in centri urbani», e ha proseguito dicendo: «voglio sottolineare come il PNRR italiano stanzi complessivamente 3,6 miliardi sullo sviluppo dell’idrogeno, dato significativamente superiore ai 2 miliardi della Francia e all’1,6 miliardi della Spagna».

Infine, Draghi ha concluso illustrando i «diversi progetti che riguardano la digitalizzazione» in agricoltura: «stanziamo 500 milioni per l’innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo ed alimentare. Il progetto sostiene l’ammodernamento dei macchinari agricoli che permettano l’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione e l’utilizzo di tecnologie di agricoltura 4.0, nonché l’ammodernamento del parco automezzi al fine di ridurre le emissioni».

Dopo l’approvazione alla Camera il provvedimento è stato illustrato al Senato dove domani verrà discusso.

Riaperture dal 26 Aprile. Draghi: «rischio calcolato»

Nella serata di ieri è stato approvato dal Governo Draghi il nuovo decreto che spiega cosa accadrà in Italia nelle prossime settimane.

Dopo un anno di chiusure a causa dell’emergenza covid-19 che sta diventando sempre di più oltre che una crisi sanitaria a livello globale una vera e propria crisi economica.

Infatti nei giorni scorsi, tanti sono stati i settori produttivi del Paese che hanno manifestato la voglia di aprire e di ripartire al più presto.

Allo stesso tempo tanti sono stati i medici e i virologi che hanno sconsigliato la riapertura temendo un eccessivo aumento dei soggetti positivi al covid- 19.

Ma a decidere e a metterci la faccia sulle riaperture è stato lo stesso Draghi che in conferenza stampa ha parlato di un «rischio calcolato».

Un prima spiraglio di apertura, come si legge nel nuovo decreto si avrà dal 26 Aprile; infatti da questa data ritornano le zone gialle, ci si potrà spostare tra le zone rosse e arancioni (con apposita certificazione verde), vi sarà il ritorno nelle scuole fino alla fine dell’anno scolastico, ricominceranno a prendere vita gli Atenei italiani, in zona gialla potranno rimanere aperti con consumazione rigorosamente all’aperto i bar e i ristoranti, riprende anche il settore della cultura infatti i teatri e cinema in zona gialla potranno riaprire i battenti.

Dal 15 Maggio riapriranno le piscine all’aperto, la data del 1 Giugno segna la riapertura di palestre, manifestazioni sportive e ristoranti al chiuso. Dal 1 Luglio sarà la volta dei convegni e dei congressi.

Alle ore 22:00 al momento resta confermato il coprifuoco.

É previsto però nella prima metà del mese di maggio un riesame delle misure che potrebbero essere ulteriormente allentate.

Di seguito in dettaglio alcune misure previste:

Bar e ristoranti

Dopo le tante proteste delle categoria dal 26 Aprile, in zona gialla, alle attività della ristorazione sarà consentito servire ai tavoli all’aperto sia a pranzo che a cena. Nelle zone rosse e arancioni invece tali attività potranno continuare sempre con l’asporto così come è stato fatto fino ad oggi.

Dal 1 Giugno sarà consentita la riapertura dei locali anche al chiuso.

Scuola

Dopoperplessità di alcuni presidi e le paure del nodo trasporti, dal 26 Aprile si ritorna in presenza nelle scuole.

Nelle zone rosse la presenza sarà garantita dal 50% al 75%, mentre la presenza nelle zone gialle e arancioni sarà garantita dal 70% e fino al 100%.

Università

Gli Atenei ricominceranno a popolarsi; infatti nelle zone gialle e arancioni gli studenti riprenderanno le attività in presenza fino al 31 Luglio.

Mentre nelle zone rosse si suggerisce, in particolar modo, la presenza degli studenti del primo anno.

Spostamenti

Dalla data del 26 Aprile e fino al 15 Giugno sarà consentito, in zona gialla e arancione, recarsi in una abitazione privata da amici e parenti fino ad un massimo di 4 persone (in precedenza tale limite era di 2 persone).

Sempre dal 26 Aprile sarà consentito spostarsi da una regione all’altra, anche tra zone rosse e arancioni, sarà però obbligatorio dotarsi della certificazione verde che sarà fondamentale per gli spostamenti tra regioni.

Tale certificazione sarà rilasciata:

  • Al soggetto vaccinato che ha completato il ciclo di vaccinazione (ha una validità di 6 mesi)
  • Al soggetto che si è ammalato di covid- 19 ed è guarito (ha una validità di 6 mesi)
  • Al soggetto che ha effettuato un test rapido o molecolare al covid-19 con esito negativo (ha una validità di 48 ore)

Piscine

Dalla data del 15 Maggio, in zona gialla, riapriranno le piscine all’aperto e gli stabilimenti balneari.

Palestre

Dalla data del 1 Giugno in zona gialla sarà consentita la riapertura delle palestre al chiuso.

Spettacoli

Dopo le proteste del mondo della cultura, in zona gialla, riprenderanno le attività di teatri, cinema, musei, sale concerto e club con spettacoli dal vivo.

Tali attività saranno consentite nel rispetto delle norme di prevenzione dal contagio, in particolare deve essere garantita la distanza di un metro tra gli spettatori mentre la capienza massima consentita dovrà essere al 50% dei posti disponibili con un massimo di 500 persone al chiuse e di 1000 persone all’aperto.

Eventi Sportivi

Potranno essere consentiti gli eventi sportivi di particolare importanza anche prima del 1 giugno

Per gli eventi predetti potrà essere autorizzata la presenza del pubblico con un numero maggiore di 1000 spettatori per gli impianti all’aperto e di 500 per quelli al chiuso. tenendo conto delle caratteristiche dei siti.

Convegni e fiere

A partire dal 15 Giugno, in zona gialla, potranno svolgersi, con le dovute norme di sicurezza per la prevenzione dal contagio, le fiere. Successivamente, dal 1 Luglio, con le stesse modalità potranno svolgersi convegni e congressi.

Il coprifuoco resta confermato dalle ore 22:00 fino alle ore 5:00 del giorno successivo.

Su quest’ultimo punto vi è stato un forte dissenso da parte del segretario della Lega, Matteo Salvini, il quale ha dichiarato, tra l’altro: «La Lega chiede di dare fiducia agli Italiani che hanno dimostrato per un anno pazienza e rispetto delle regole» infatti i Ministri della Lega si sono astenuti nella votazione in Consiglio dei Ministri. «Non potevano votare», continua Salvini, «un decreto che continua a imporre chiusure, coprifuoco, limitazioni. I dati sanitari fortunatamente sono in netto miglioramento: negli ultimi giorni sono migliaia i letti di ospedale che si sono liberati».

DIETRO LE QUINTE – TUTTO QUELLO CHE NON SAPETE SUI VIP

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Da lunedì 12 aprile s’inaugura il nuovo programma, condotto da Rosy Belfiore, “Dietro Le Quinte”.

Il Format si occuperà di raccontare storie su coloro che stanno sia dietro le quinte della Tv, i manager dei VIP, e sia dentro il grande schermo come protagonisti, i VIP.

Curiosità, gossip, intrattenimento e molto altro ancora vi aspettano ogni lunedì a partire dalle 16.00 sui canali di MCTV (Facebook, Youtube, Twitch e sul sito www.mc.tv.it).

Importante! Aspettiamo le vostre domande (tramite commenti) che verranno lette all’ospite del giorno.

Vaccino AstraZeneca, altre indicazioni. Nella notte firmata la nuova Circolare

Nel tardo pomeriggio di ieri vi è stata l’attesa conferenza stampa dell’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco sulle indagini farmacologiche eseguite sul vaccino AstraZeneca volte ad accertare gli eventuali effetti collaterali del vaccino e la possibilità di legami con le trombosi rare che si sono verificate in seguito all’inoculazione della fiala.

Nella conferenza stampa l’EMA ha ribadito che “i benefici del vaccino anti-covid di AstraZeneca “superano di molto i rischi” e che, soprattutto, il vaccino “offre un alto livello di protezione contro tutti i casi gravi di covid-19”. Inoltre l’Agenzia non ha ritenuto opportuno raccomandare specifiche restrizioni al vaccino allo scopo di ridurre i rischi di eventuali possibili effetti collaterali.

Mentre comunica che le informazioni sul bugiardino saranno aggiornate viene indicato che gli Stati Membri potranno adottare a propria discrezione eventuali restrizioni o raccomandazioni nell’uso del vaccino.

A seguito di ciò vi è stata una riunione, in video conferenza, fra tutti i Ministri della Salute dell’Unione Europea per tentare di avere un comportamento comune negli Stati Membri.

Durante la riunione è stata chiarita dal Comitato Tecnico Scientifico, in una nuova Conferenza stampa, la posizione dell’Italia in tutto ciò.

In particolare il Prof. Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità nonché coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico ha dichiarato, tra l’altro, come siano stati valutati dalle agenzie del farmaco i nuovi dati per quanto riguarda lo sviluppo di fenomeni trombotici e tromboembolici verificatisi in seguito a vaccinazioni con il siero anglo-svedese. In particolare l’EMA ha dichiarato che il nesso di causalità, per quanto non sia stato dimostrato definitivamente, è apparso essere plausibile anche se non è stato ancora chiarito il meccanismo e i casi osservati sono molto rari. Inoltre gli eventi verificatisi sono risultati superiori all’aspettato sotto i 60 anni di età e inferiori all’atteso sopra i 60 anni di età ed ancora gli eventi trombotici si sono avuti in soggetti di sesso femminile sotto i 60 anni di età, anche se, come dichiarato dall’Ema, non ci sono fattori di rischio identificati. Infine, la maggior parte di questi eventi si è registrata nei 14 giorni dopo la somministrazione del vaccino e in particolare dopo la prima somministrazione dello stesso anche se i pochi dati sulle seconde somministrazioni non consentono ancora di fare il punto della situazione.

Dopo ciò, durante la notte scorsa e dopo la riunione dei Ministri della Salute dei Paesi UE in videoconferenza cui ha partecipato, per l’Italia, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, è stata pubblicata la Circolare n. 0014358 del 07/04/2021 firmata da Giovanni Rezza, Direttore Generale delle Prevenzione Sanitaria, con la quale “visto il parere della CTS di AIFA , sentito il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ribadendo che il vaccino Vaxzevria (nuova denominazione del vaccino AstraZeneca) è approvato a partire dai 18 anni di età, sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni. In virtù dei dati ad oggi disponibili, chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino”.

Covid-19, nuovo decreto per contrasto emergenza epidemiologica. Niente zona gialla. Scuole aperte fino alla prima media anche in zona rossa

Dopo una lunga riunione del Consiglio dei Ministri è stato emesso il Decreto Aprile 2021 per disciplinare le attività durante l’emergenza sanitaria dal 7 al 30 aprile prossimi.

Il decreto è composto da 12 articoli ed entrerà in vigore il 7 aprile, dopo le festività pasquali.

In particolare il decreto prevede ulteriori misure per contrastare l’emergenza epidemiologica dovuta al covid-19.

In particolare in tutte le Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano si applicano le norme per la zona arancione o per la zona rossa (dal 7 al 30 aprile non vi saranno territori che possano collocarsi in zona gialla);

Spostamenti. Solo nelle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano nelle quali si applicano le misure stabilite per la zona arancione, è consentito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone con disabilità o non autosufficienti conviventi. Lo spostamento di cui al presente comma non è consentito nei territori nei quali si applicano le misure stabilite per la zona rossa.

E’ stato prorogato anche il divieto di spostamento tra le regioni. I confini potranno varcarsi soltanto per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza” con l’autocertificazione.

Nelle zone rosse non sarà consentito andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà permesso nel weekend di Pasqua quando tutta Italia sarà in rosso.

Capitolo scuola. Dal 7 aprile al 30 aprile 2021, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia e dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado. La disposizione di cui al primo periodo non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle Regioni, delle Province autonome.

Inoltre nei territori in zona rossa le attività didattiche del secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado nonché le attività didattiche della scuola secondaria di secondo grado si svolgono esclusivamente in modalità a distanza.

Nelle zone gialla e arancione le attività scolastiche e didattiche per il secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado si svolgono integralmente in presenza. Nelle medesime zone gialla e arancione le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica.

Sull’intero territorio nazionale, resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi special.

Responsabilità dei medici che effettuano le vaccinazioni. è esclusa la punibilità degli operatori sanitari impegnati nella campagna di vaccinazione anti covid-19 quando l’uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorità e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute.

Obbligo di vaccinazione per gli Operatori sanitari. Al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione e per lo svolgimento dell’attività professionale.

Svolgimento di concorsi pubblici. Al fine di ridurre i tempi di reclutamento del personale, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, prevedono modalità semplificate di svolgimento delle prove, assicurandone comunque il profilo comparativo.

Draghi in Parlamento: “Alcune Regioni trascurano i loro anziani. Speriamo di riaprire le scuole dopo Pasqua”

Si sono svolte ieri, 24 marzo, le comunicazioni del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica in vista del Consiglio europeo che si riunirà oggi e domani.

Questo, per un pieno coinvolgimento del Parlamento sui temi che saranno trattati.

In particolare al Consiglio europeo parteciperà anche il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e per questa partecipazione il Presidente Draghi ha espresso soddisfazione.

Nelle comunicazione il Presidente Draghi ha parlato, tra l’altro, della campagna vaccinale in corso e ha fatto il punto sulla situazione nel Paese e in tutta l’Europa.

Il Presidente Draghi ha detto, anche: “A un anno di distanza dobbiamo fare tutto il possibile per una piena e rapida soluzione della crisi sanitaria. Sappiamo come farlo, abbiamo tre vaccini, vaccini sicuri ed efficaci; ad aprile arriva il quarto, Johnson & Johnson. L’obiettivo è vaccinare quante più persone possibile nel più breve tempo possibile” e ha continuato, poi, dicendo: “nelle prime tre settimane di marzo la media delle somministrazioni è stata pari a 170mila dosi al giorno, più del doppio della media dei due mesi precedenti. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione al giorno.”

Continuando nelle sue comunicazioni il Presidente Draghi, parlando degli anziani, ha detto ancora: “l’86% degli ospiti delle Rsa ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il numero di nuovi casi di Covid è rimasto stabile nonostante l’aumento dell’incidenza registrato nella popolazione vaccinale. Purtroppo per gli over 80 persistono differenze regionali che sono difficili da accettare. Alcune Regioni, purtroppo, trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità. Dobbiamo essere uniti come lo siamo stati, soffrendo insieme, nei mesi precedenti. Tutti le regioni devono attenersi alle priorità indicata dal Ministero della Salute”.

In conclusione, il Presidente Draghi ha dichiarato che: “Mentre la campagna di vaccinazione procede, è bene iniziare a pianificare le riaperture. Cominceremo a riaprire la scuola, in primis. Allo scadere delle attuali restrizioni speriamo di riaprire le scuole dell’infanzia e le scuole primarie anche nelle zone rosse, se la situazione epidemiologica lo consentirà”.

Intanto, per dopo Pasqua si prevede l’arrivo di un nuovo Decreto.

In particolare fino al 5 aprile tutte le Regioni,ad eccezione di quelle in zona Bianca (attualmente nessuna) avranno una specie di lockdown diventando zona Rossa.

Nel lavoro del Governo per il prossimo Decreto si partirà, ovviamente, dall’analisi dei dati della situazione epidemiologica: in particolare è emersa la preoccupazione per il numero di vittime e per la situazione del Sistema Sanitario Nazionale.

Le ipotesi che il Governo sta valutando vanno dalla zona Rossa a prescrizioni specifiche.

Un’ipotesi è quella di prorogare le restrizioni fino al prossimo 11 aprile mentre contemporaneamente si dovrà accelerare la campagna vaccinale.

Inoltre resterebbe in vigore il sistema di divisione “a colori”, con il ripristino, però, della zona con meno restrizioni, zona Gialla, eccezion fatta per la zona Bianca, dove vigono solo le regole contro la diffusione del virus.

Infine si comincia a parlare di “prime riaperture”.

In particolare il premier Draghi, vista la situazione economico-sociale attuale particolarmente complessa vorrebbe dare un po’ di respiro a imprenditori, commercianti e ristoratori.

In più, anche in zona Rossa vi è l’ipotesi di riaprire almeno le scuole dell’infanzia e le primarie.

PRESSO IL CENTRO SICILIA, IL PRIMO QUIZ INTERATTIVO SUI SOCIAL: “INDOVINA IL PREZZO GIUSTO”

Tutti i mercoledì dalle ore 17.00 potete trovare online sulla pagina Facebook del Centro Sicilia, il nuovo quiz interattivo “Indovina il Prezzo Giusto”. A presentare il programma sono Orazio Ardizzone e Giulia Panebianco che di store in store intratterranno il pubblico da casa e cercheranno di far vincere le gift card dal valore di 20euro messe in palio dal Centro Sicilia e spendibili all’interno dell’intero Parco Commerciale.

La modalità di gioco è semplice. In ogni puntata verranno mostrati tre prodotti appartenenti allo store ospitante e i partecipanti al quiz, tramite collegamento telefonico, dovranno dire il prezzo di ognuno degli oggetti mostrati. Per vincere le 20 euro in gift card basterà prendere la linea e giocare con Orazio e Giulia; mentre chi si avvicinerà al prezzo dello scontrino finale dei tre prodotti mostrati, avrà vinto un ulteriore premio messo in palio dallo store ospitante.

Inoltre, gioco nel gioco, a fine puntata e concluso “Indovina il Prezzo Giusto”; Orazio e Giulia faranno partire il conto alla rovescia dei 5 minuti per dare il via ad “Indovina il prezzo esatto”. In questo caso i chiamanti dovranno indovinare il prezzo dei due oggetti mostrati dai presentatori, ma al centesimo. Il primo che dice il prezzo di listino del prodotto vince una gift card dal valore di 20euro.

Il programma è un’idea di ORA Media & Communication che ne detiene i diritti, mentre la parte tecnica relativa alla diretta è affidata a KEMEDIA.

Mafia, criminalità organizzata e devianza nella società contemporanea. Appunti per una comprensione

Che cos’è la mafia? Quali sono le sue origini? Perché si è sviluppata soprattutto in Sicilia e non altrove? Come può essere sconfitta? Quali strategie e strumenti utilizzare per estirparla definitivamente? Tante volte abbiamo posto queste domande e cercato possibili spiegazioni. Certo, non è semplice comprendere il fenomeno mafioso, capire le cause e le origini. Intanto, bisogna tralasciare le leggendarie origini della mafia legate alle storie dei Beati Paoli, che hanno più un sapore quasi celebrativo e di auto legittimazione, un tentativo velleitario d’un improbabile riconoscimento storico-sociale di un fenomeno che invece, sin dalle sue origini, si è caratterizzato per l’uso criminale della violenza, dell’intimidazione e dell’omertà come strumenti coercitivi per controllare il territorio e dominare le comunità locali. La mafia, nel corso della sua storia, si è qualificata, soprattutto, per la capacità di adattarsi al contesto sociale e culturale, condividendo valori, riti, tradizioni, usi e costumi, linguaggi, per mimetizzarsi nella società dove operava e per creare un clima di consenso e di accettazione della sua presenza all’interno della comunità.

Ed è stata questa la sua maggiore caratteristica e pericolosità sociale: la capacità di adattarsi e al contempo di trasformarsi, pur rimanendo fedele ai suoi principi originari. Elementi distintivi perpetrati e perpetuati nei secoli, e trasmessi con il sangue, da generazione in generazione, e da famiglia a famiglia.

E a quale fine? Ecco il punto: al solo scopo di creare ricchezza, potere e protezione per i suoi affiliati. Acquisire, in maniera illegale, ingenti quantità di denaro e conquistare, in maniera egemonica e intimidatoria, maggiori consensi tra ampi strati della popolazione da legittimarne la presenza e il controllo del territorio. Anche a patto di scendere, se necessario, a compromesso con le istituzioni, centrali e locali, anzi, attraverso la collusione con il potere statale la mafia si auto legittima e si afferma nella società.

In altri termini, l’organizzazione criminale si serve dello Stato, dei suoi meccanismi di regolamentazione (elezioni democratiche), e delle amministrazioni periferiche, per consolidare il proprio consenso, acquisire sempre più potere e ottenere maggiori introiti.

La mafia, quindi, è un tipico prodotto delle società liberali e capitalistiche occidentali perché vive e si afferma all’interno delle dinamiche democratiche di ricerca del consenso e dei meccanismi elettorali tipici delle democrazie occidentali, e dei sistemi valoriali borghesi, dominati da un sistema economico che mira unicamente alla ricerca del profitto e del benessere economico e sociale. Inoltre, l’organizzazione mafiosa si espande, soprattutto, nelle “periferie” degli Stati, ai margini dei gangli del potere centrale, in mancanza di un efficace e consolidato controllo del territorio da parte delle autorità statuali, dove risultano carente o inesistenti le strutture di intermediazione sociale (sindacati, partiti, enti), dove sono scarsamente presenti le agenzie educative (scuola, parrocchie, associazioni). La mafia approfitta, inoltre, dell’incapacità dei sistemi economici di creare, attraverso, il libero mercato, un accettabile livello di benessere sociale, e della incapacità dei meccanismi di socializzazione primaria e secondaria, (famiglia e agenzie educative e culturali) di creare le condizioni per l’affermazione della cultura della legalità e di un sistema valoriale che possa contrastare la mentalità mafiosa. In poche parole, la mafia è una forma di devianza socio-culturale nata e sviluppata nella società pre-capitalistica (‘700-‘800) e capitalistica (‘900), e diffusasi soprattutto per effetto della marginalità politica e sociale della Sicilia, rispetto al baricentro istituzionale e politico dello Stato italiano. E storicamente, dal Regno delle Due Sicilie in poi, l’isola è stata sempre relegata ad un ruolo marginale, rispetto alle scelte politiche ed agli indirizzi economici della nazione. Il tutto determinato da molteplici concause, non ultime la “lontananza” fisica dai luoghi decisionali, e un ceto dirigente scarsamente preparato a governare il territorio e abituato a delegare ad altri la gestione della cosa pubblica.

Ed ecco il nocciolo della questione. Il fenomeno mafioso ha la sua originaria ragion d’essere nel rapporto di mediazione tra la proprietà e il lavoro, cioè, tra gli immensi patrimoni fondiari dei grandi feudatari e nobili della Sicilia occidentale, che incapaci di gestire i loro feudi, perché residenti nelle città, quindi assenti e lontani dai fondi agrari, e chiusi nei loro vetusti palazzi nobiliari, intendevano occuparsi d’altro, delegavano e davano in affidamento, con relativi contratti d’affitto (gabella), l’intero feudo a soggetti che detenevano ingenti capitali (gabelloti e campieri), un vero e proprio ceto emergente, che aveva una radicata presenza, una conoscenza e un controllo capillare del territorio, attraverso una fitta rete di sottoposti e subalterni, molto spesso armati, una indiscutibile capacità di gestione dei terreni e dei lavori agricoli, che si arricchirà alle spalle dei nobili e dei contadini, diventando di fatto i nuovi padroni della “Sicilia del grano”, cioè della Sicilia occidentale, dominata essenzialmente da coltivazioni estensive. Tale fenomeno era storicamente presente nella parte occidentale dell’isola, dove predominante era un’economia dei grandi latifondi e di un ceto clientelare e profittatore che si affermò con la speculazione e lo sfruttamento delle proprietà nobiliari e per il diffuso disinteresse della classe nobiliare siciliana, detentrice della maggior parte delle proprietà fondiarie, ma distratti dalla vita cittadina e da una diffusa agiatezza borghese, che li allontanava sempre più dalle reali esigenze delle campagne siciliane e dei loro abitanti. In questo contesto socio-economico si inserì il ceto emergente dei massari, gabelloti e campieri (gestori dei fondi a gabella, in affitto), cioè degli agrari, che soppianteranno i nobili e che diventeranno, nel Novecento, la nuova classe dirigente dell’isola. Diventati gli unici dominatori delle campagne, spalleggiati dai loro sgherri, uomini violenti e spregiudicati, guardie armate del latifondo, che terrorizzavano i contadini e i proprietari, venivano a patti con i briganti, amministravano una rozza giustizia che però non ammetteva alcuna forma di opposizione. I briganti, i ladri, i ribelli avevano un ambiguo rapporto con i massari.

I contadini servivano i massari e vedevano talvolta in loro degli alleati possibili contro i latifondisti che a loro volta si servivano dei massari e dei campieri, pur disprezzandoli e temendoli, come forza contro il latente pericolo costituito da possibili rivolte delle masse contadine. Massari e campieri si servivano sempre più di bande armate ben organizzate, contro nobili e contadini ma sapevano anche spazzarli via, con intransigenza e autorità, quando dovevano dimostrare a tutti gli abitanti del feudo chi comandava realmente.

Successivamente, dal dominio incontrastato delle campagne e del mondo rurale, compreso l’allevamento, le attività minerarie, la rete idrica e i trasporti, la mafia si “trasferisce” nei centri urbani, riuscendo, in breve tempo, con la forza intimidatoria delle armi, ad imporre un dominio pressoché incontrastato.

* * *

Ma adesso è urgente, e non più rinviabile, parlare di fine della mafia. Del desiderio, cioè, di vedere una Sicilia nuova e pulita, come gli occhi dei tanti giovani, che finalmente gridano nelle piazze di tutte le città siciliane, “La mafia è una montagna di merda”. Come gridò, un giorno assai lontano, nel paese di Cinisi, in un tempo denso di paura e d’omertà, un ragazzo siciliano il cui nome era Peppino Impastato. Ma quella è “tutta un’altra storia”…

NUOVO DECRETO, NUOVI SOSTEGNI. Grande attesa per il nuovo Decreto Sostegni: prorogato blocco dei licenziamenti e possibile cancellazione cartelle esattoriali.

Attesissimo per oggi il nuovo Decreto sostegni da 32 miliardi di euro. Il decreto vedrà la luce al Consiglio dei ministri. Si tratta di 32 miliardi di extradeficit autorizzati dal Parlamento.

Sono previsti indennizzi in tempi rapidi: circa 3.700 euro ad attività entro fine aprile. Undici miliardi per sostegno alle imprese, tre per il rifinanziamento della cassa Covid, altri tre per Regioni ed enti locali, cinque per la campagna vaccinale e aiuti a fondo perduto per 800mila professionisti. Questi, alcune delle cifre del nuovo decreto.

Nell’ambito del lavoro vi sarà il rinnovo dell’indennità per gli stagionali, e altri fondi per scuole, filiere. Un po’ più dura la questione sulle cartelle esattoriali. I dubbi (si spera) verranno chiariti quando parlerà il Premier Draghi, alle 18:30. Il Consiglio dei ministri invece, era previsto per le 16 di oggi.

LA BOZZA del decreto è composta da ben 44 articoli che saranno esposti al Consiglio. Sostegni per le imprese in difficoltà, proroga Cassa integrazione, interventi negli enti territoriali.

AIUTI ALLE IMPRESE E LAVORATORI

Contributi a fondo perduto andranno a imprese e a titolari di partita Iva con fatturato di 10 milioni e che abbiano registrato perdite del 30% nell’ammontare medio mensile del 2020 rispetto a quello del 2019.

I contributi a fondo perduto si calcoleranno basandosi su 5 fasce di ricavi: 60% per le imprese fino a 100mila euro di fatturato; 50% tra 100 e 400mila; 40% tra 400mila e un milione; 30% tra uno e cinque milioni; 20% tra cinque e dieci milioni.

Altri 200 milioni saranno destinati alle categorie più colpite economicamente dall’emergenza sanitaria tra cui attività commerciali e ristorazione, imprese del settore dei matrimoni ed eventi privati.

Prevista la possibilità di rinnovo o proroga dei contratti a tempo determinato per un periodo di 12 mesi e per una sola volta.

CARTELLE ESATTORIALI

Non è stato ancora raggiunto un accordo sull’argomento cartelle esattoriali. L’argomento scottante è la cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali. Ci sono diverse ipotesi ma una soluzione non è stata ancora presa. Probabilmente la soluzione finale arriverà dopo il Cdm.

BLOCCO DEI LICENZIAMENTI

Prorogato fino a tutto giugno il blocco dei licenziamenti individuali o collettivi per i lavoratori che dispongono di Cassa integrazione. Per gli altri la proroga varrà fino ad ottobre.

SCUOLA

150 milioni destinati alla scuola per 2021. Queste risorse serviranno per recuperare le competenze e la socialità dei giovani studenti anche in periodo estivo. Senz’altro serviranno anche all’acquisto di prodotti per l’igiene e assistenza pedagogica e psicologica per studenti e insegnanti. Si punta al completamento delle attività di sostegno della didattica digitale, compreso l’acquisto di dispositivi digitali nelle Regioni del Sud.

RITORNA ASTRAZENECA. IL VIA LIBERA DELL’EMA: “I benefici sono superiori ai rischi, ma non escluso legame con casi di trombosi (rare). Aggiornato il foglio illustrativo”.

È stato pronunciato il via libera al vaccino AstraZeneca.

Oggi l’Ema ha sbloccato il vaccino. Il farmaco era stato sospeso in 16 Stati membri tra cui l’Italia e ora può essere di nuovo utilizzato in tutta Europa senza nessuna limitazione.

<<I benefici sono superiori ai rischi>>, ha annunciato in conferenza stampa la direttrice dell’ente regolatore, Emer Cooke, aggiungendo inoltre che non vi sono stati <<problemi di qualità sui lotti>>. Dopo le varie analisi sugli eventi accaduti nei giorni scorsi, adesso l’Agenzia europea per i medicinali conferma la sicurezza del vaccino anti Covid. Di conseguenza, i 16 paesi che avevano sospeso in via precauzionale l’utilizzo del farmaco, adesso possono sbloccare la somministrazione cercando di recuperare i rallentamenti causati da questo stop.

<<Restiamo fiduciosi sui vaccini che sono fondamentali per la sfida che stiamo affrontando>> aggiunge il capo della Commissione di farmacovigilanza, Sabien Straus. Tuttavia, anche se i benefici sono superiori ai rischi, lo stesso Ema ha dichiarato che <<non si può escludere un legame con i rari casi di trombosi>> e dunque occorre <<avvertire tale possibilità>>. L’Ema comunque afferma che gli studi a tal proposito continueranno.

Sempre Ema annuncia che ci sarà una modifica al foglietto illustrativo del farmaco AstraZeneca in quanto informare in modo chiaro la popolazione è uno degli obiettivi che l’ente si pone.

<<Deve essere aggiornato, è importante che venga comunicato al pubblico e agli operatori sanitari>> dice il capo della Commissione <<per permettere di mitigare gli effetti collaterali>>.

Fino a ieri vi erano eventi sospetti di trombosi cerebrale dopo la vaccinazione AstraZeneca, in Italia i casi sono stati 3, seguiti da Germania con 7, 1 Spagna, 3 nel Regno Unito. La presidente del Comitato di farmacovigilanza ha annunciato che <<l’Ema continuerà a lavorare sui casi approfondendo tutti gli eventi sospetti>>.

Ora, le intenzioni da Palazzo Chigi sono di riassorbire il vaccino AstraZeneca nel piano vaccinale nel giro di due settimane. L’interruzione della somministrazione ha lasciato indietro in Italia circa 200 mila persone che stavano per riceverlo.