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Muore a 10 anni per una prova di “coraggio” sui social. Donati gli organi

È stata dichiarata la morte cerebrale di Antonella, la bambina di 10 anni del quartiere Kalsa di Palermo.

Secondo il racconto dei genitori la bambina si trovava a casa, nel bagno, dove l’hanno trovata priva di sensi con la cintura dell’accappatoio stretta intorno al collo, con lo smartphone accanto. Ricoverata d’urgenza all’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina” di Palermo, i medici hanno tentato il possibile per salvarla; malgrado i soccorritori del 118 fossero riusciti a riavviare il battito cardiaco, una volta giunta in ospedale le condizioni della piccola Antonella si sono aggravate, è entrata un coma profondo e i medici ne hanno dichiarato la morte cerebrale.

Con una decisione sofferta i genitori hanno deciso ieri di consentire all’espianto degli organi perché “così Antonella salverà altri bambini” come ha riferito il padre.

Gli organi di Antonella sono stati espiantati la scorsa notte da una équipe diretta dall’anestesista e sono già partiti, il fegato, un rene e il pancreas verso l’Ospedale “Bambino Gesù” di Roma e l’altro rene verso l’Ospedale “Gaslini” di Genova dove troveranno tre bambini che grazie ad essi potranno tornare pienamente alla vita. Purtroppo il cuore di Antonella non è stato ritenuto idoneo perché danneggiato.

Sembra che a provocare il soffocamento sia una “sfida” raccolta dalla bambina su “TikTok”. Sfida chiamata “hancing challenge”, una prova di resistenza che consiste nello stringersi al collo una cintura e resistere quanto più possibile.

Purtroppo la piccola avrebbe perso le forze, sarebbe poi crollata a terra dove sarebbe rimasta asfissiata.

Sul caso indaga la Polizia postale che sta adesso verificando i profili social della banbina per comprendere quali siano le responsabilità.

Ma a parte quanto emergerà dalle indagini occorre mettere in guardia tutti per evitare sfide che non controllate da adulti possano portare a eventi infausti.

Laconiche le dichiarazioni del Social TikTok: “Siamo davanti ad  un evento tragico e rivolgiamo le nostre più sincere condoglianze alla famiglia e agli amici di questa bambina. La sicurezza della community di TikTok è la nostra priorità assoluta, siamo a disposizione delle autorità competenti per collaborare alle loro indagini”

Biden giura come 46° Presidente degli Stati Uniti d’America

Ieri, 20 gennaio 2021, si è svolta la cerimonia di insediamento di Joe Biden come 46° Presidente degli Stati Uniti d’America, l’“Inauguration Day 2021”.

Quella di ieri è stata una inaugurazione senza folla, vi erano soltanto 1000 invitati e poi una distesa di bandiere davanti al Campidoglio a rappresentare il popolo americano che in altri tempi sarebbe stato presente in massa. Ma siamo nel pieno della pandemia e questo non è stato possibile.

Mancava sul palco il presidente uscente, Donald Trump, che aveva lasciato Washington in mattinata; al suo posto il vice presidente uscente Mike Pence.

Sul palco anche i presidenti passati: Bill Clinton con Hillary, George W. Bush con Laura e Barack Obama con Michelle di entrambi gli schieramenti politici.

Accanto a Biden la moglie Jill e i figli Ashley e Hunter e la vice presidente Kamala Harris con il marito Douglas Emhoff.

Quando sul palco sono arrivati tutti gli invitati, inizia la cerimonia con una invocazione recitata dal reverendo Leo J. O’Donovan, sacerdote gesuita ex presidente della Georgetown University e intimo amico di famiglia dei Biden. Nel corso della sua invocazione ha citato tra l’altro Papa Francesco che “ci ha insegnato quanto è importante sognare insieme”.

Dopo la preghiera scende le scale del Campidoglio Lady Gaga che indossa un vestito rosso e blu di Schiapparelli. La popstar di origini italiane, accompagnata dalla banda della Marina canta l’inno nazionale USA.

È poi la volta della popstar di origini portoricane, Jennifer Lopez, tutta vestita di bianco, che si è esibita in “This land is your Land” e ha detto in lingua spagnola: “Libertà e giustizia per tutti!”

Dopo ciò Kamala Harris, la prima vice presidente donna degli Stati Uniti pronuncia la formula del giuramento nelle mani del giudice della Corte Suprema, Sonia Sotomayor. La Harris indossava un vestito viola, colore che viene dalla fusione del rosso e del blu, i colori degli Stati Uniti.

In ultimo il giuramento di Biden davanti al presidente della Corte suprema John Roberts, su una bibbia di famiglia vecchia di ben 127 anni tenuta dalla moglie Jill.

Suggestiva la formula del giuramento; “Giuro solennemente di adempiere con fedeltà all’ufficio di presidente degli Stati Uniti e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione al meglio delle mie capacità. Che Dio mi aiuti”. Così Biden, a 78 anni è il 46° presidente USA, il secondo cattolico dopo John Fitzgerald Kennedy.

Dopo il giuramento Biden ha pronunciato il suo primo discorso da presidente.

In particolare ha detto:

“Questo è il giorno della democrazia, un giorno storico e di speranza, di rinnovamento e determinazione.” e ha continuato, ancora “Oggi celebriamo il trionfo non di un candidato, ma di una causa, la causa della democrazia. Il popolo, la volontà del popolo, è stata ascoltata, e la volontà del popolo è stata tenuta in conto. Abbiamo imparato ancora una volta che la democrazia è preziosa. La democrazia è fragile. E in questa ora, amici miei, la democrazia ha prevalso”.

Dopo, ricordando quanto successo pochi giorni prima, il 6 gennaio scorso, ha proseguito: “Così adesso, su questo suolo sacro, dove appena pochi giorni fa la violenza ha cercato di scuotere il Campidoglio dalle fondamenta, noi ci riuniamo come una sola nazione indivisibile, sotto la protezione di Dio, per portare a termine la pacifica transizione di potere, come abbiamo fatto per oltre duecento anni.”

Ricordando poi la pandemia, Biden ha detto: “Sentite, sapete tutti che abbiamo passato così tante cose in questa nazione. Nel mio primo atto da presidente, vorrei chiedervi di unirvi a me in un momento di preghiera silenziosa per ricordare tutti coloro che abbiamo perso lo scorso anno a causa della pandemia, quei 400.000 concittadini americani – mamme, papà, mariti, mogli, figli, figlie, amici, vicini e colleghi di lavoro. Li onoreremo diventando le persone e la nazione che sappiamo di poter e dover essere. Quindi, vi chiedo, diciamo una preghiera silenziosa per coloro che hanno perso la vita e per coloro che sono rimasti indietro e per il nostro Paese”. È seguito un minuto di silenzio.

“Un virus capitato in un secolo insegue silenziosamente il Paese. Si è preso tante vite in un anno quante ne ha perse l’America durante la seconda guerra mondiale. Sono andati persi milioni di posti di lavoro, centinaia di migliaia le attività commerciali che sono state chiuse, un grido di giustizia razziale da 400 anni ci assale. Il sogno di giustizia per tutti non sarà più rinviato”.

Ha poi ricordato il luogo dove si trovavano “dove il dottor King ha parlato del suo sogno. Siamo qui dove, 108 anni fa, in un’altra inaugurazione, migliaia di manifestanti cercarono di bloccare le donne coraggiose che marciavano per il diritto di voto. E oggi celebriamo il giuramento della prima donna nella storia americana eletta a una carica nazionale, la vicepresidente Kamala Harris”

Nel suo discorso cita anche Sant’Agostino: Molti secoli fa sant’Agostino, un santo della mia chiesa, scrisse che un popolo era una moltitudine definita dagli oggetti comuni del loro amore.

E infine conclude: “possa Dio benedire l’America”.

Prende poi la parola la poetessa 22 enne Amanda Gorman che ha recitato la poesia “The Hill We Climb”, completata nella notte dell’assedio a Capitol Hill che dice tra l’altro:

“Noi, gli eredi di un Paese e di un’epoca in cui una magra ragazza afroamericana, discendente dagli schiavi e cresciuta da una madre single, può sognare di diventare presidente, per sorprendersi poi a recitare all’insediamento di un altro”.

E ancora:

“Risorgeremo dalle colline dorate dell’Ovest.
Risorgeremo dal Nord-Est spazzato dal vento, in cui i nostri antenati, per primi, fecero la rivoluzione.

Risorgeremo dalle città circondate dai laghi, negli stati del Midwest

Risorgeremo dal Sud baciato dal sole.

Ricostruiremo, ci riconcilieremo e ci riprenderemo.

E, infine:

Una nuova alba sboccerà, mentre noi la renderemo libera.

Perché ci sarà sempre luce,

Finché saremo coraggiosi abbastanza da vederla.

Finché saremo coraggiosi abbastanza da essere noi stessi luce

Dopo il giuramento Biden con la sua famiglia si spostano alla Casa Bianca.

E lì il nuovo presidente inizia il suo mandato firmando, come primo atto ben 17 decreti esecutivi tra cui:

l’obbligo di indossare la mascherina negli edifici federali, il rientro degli USA nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il rientro nel Patto di Parigi per il clima, il fermo dei lavori per la costruzione del muro al confine con il Messico.

Finisce così l’era Trump e inizia una nuova era: la presidenza di Biden.

(La 22 enne poetessa Amanda Gorman)

Riscaldamento a scuola: Nota da parte dell’azienda che ha curato i lavori lo scorso anno

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In merito alla notizia riportata dalla redazione di Misterbianco 3.0 che in relazione alle problematiche delle caldaie fuori uso nelle scuole ed il freddo nelle aule scolastiche ha affermato che secondo informazioni in possesso della Redazione di Misterbianco 3.0 la causa del disservizio sarebbe un difficile passaggio di consegne tra la precedente impresa che si occupava delle manutenzioni e la nuova.
In relazione a questa affermazione della redazione di Misterbianco 3.0 la nostra redazione ha rivevuto una nota della vecchia azienda che pubblichiamo di seguito:

“In riferimento all’articolo scritto da una delle testate giornalistiche online che insistono sul territorio misterbianchese, in riferimento alla questione riscaldamenti nelle scuole. La ditta che negli scorsi anni ha vinto l’appalto per i lavori di manutenzione e sostituzione degli impianti di riscaldamento nelle scuole del territorio, ci ha inviato una nota precisando che un passo di quanto scritto nell’articolo succitato non corrisponde a verità (Secondo informazioni in nostro possesso, la causa del disservizio sarebbe un difficile passaggio di consegne tra la precedente impresa che si occupava delle manutenzioni e la nuova. Un’impasse che si è riversata ai danni di studenti e insegnanti. ). “Abbiamo letto con dispiacere che in maniera sottintesa venivamo presi in questione nell’articolo di denuncia sul mancato riscaldamento delle aule all’interno delle scuole misterbianchesi. Il nostro lavoro è stato svolto come sempre con professionalità quando siamo stati chiamati in questione, ma non solo, dato che abbiamo dato da sempre piena disponibilità alla nuova ditta vincitrice quest’anno dell’appalto in questione per il passaggio di testimone, riferendo tutte le criticità eventuali. Ci teniamo a precisare, dato che noi puntiamo da sempre sulla correttezza e sulla professionalità”

https://misterbianco.sicilia.it/notizie/2021/01/18/scuole-caldaie-fuori-uso-il-rientro-in-classe-e-glaciale-dirigenti-scolastici-e-genitori-furenti/?fbclid=IwAR2-CiLKH9bVlizlnFn4_8GrQZLIP7Nn0fprMKDTwEwdPFfBXIL1v6z8UuE

DOVE NASCE LA FIGURA DEL NEGAZIONISTA?

Con il termine negazionismo, dice l’enciclopedia Treccani “si indica una corrente antistorica e antiscientifica del revisionismo, la quale, attraverso l’uso di uno scetticismo storiografico portato all’estremo, non si limita a reinterpretare determinati fenomeni della storia contemporanea (nello specifico alcuni avvenimenti connessi al fascismo e al nazismo come l’istituzione di campi di sterminio nella Germania nazista), ma si spinge fino a negarne l’esistenza. Addirittura, capita spesso che i negazionisti non accettino questa “etichetta” e accusano la stessa storiografia che egli stessi negano. Chi nega l’esistenza dell’Olocausto, ad esempio, ama definirsi con il termine “revisionista”.

Secondo Freud, il fenomeno della cosiddetta negazione si manifesta in noi quando c’è qualche aspetto della realtà che non tolleriamo, che troviamo insopportabile, insoddisfacente, e siccome sopportare tutto questo ci causerebbe un’immensa sofferenza, allora mettiamo in atto questo meccanismo difensivo che ci permette di negarla.

Da un anno a questa parte, la minaccia di tutti noi è stato il Covid, di fronte a lui abbiamo temuto la nostra salute e quella dei nostri cari. Esso è una minaccia reale di morte, pertanto di limitazione fisica. Ed è proprio qui che nella psiche umana scatta il meccanismo difensivo, che è quello di negare, negare la realtà. Questo perché ci fa sentire sicuri, al riparo dalle paure più profonde, più dolorose. Ci permette di far rimanere intatta la realtà e quindi la nostra struttura psichica.

Si può parlare di negazionismo anche in arte. René Magritte è stato uno dei migliori a rappresentare la negazione con il suo dipinto de “L’inganno delle immagini”, conosciuto anche come “Ceci n’est pas une pipe”.

“La realtà non è quella che è” affermò una volta il celebre pittore. Dopo quest’affermazione si sono spalancate per l’arte le porte per un nuovo universo. Ma quello che Magritte intendeva dire veramente era che la rappresentazione non è la realtà. Mentre oggi, invece, abbiamo direttamente eliminato la negazione per correre dritti verso il negazionismo, il quale è sempre più presente nella pubblica conversazione.

È il trionfo del negazionismo. La linea generale è negare la realtà oltre ogni evidenza. È un fenomeno che oramai si estende ben oltre l’Olocausto o il cambiamento climatico. Il negazionismo è di moda.

Ma i negazionisti perché sono negazionisti? Perché lo fanno? Sono matti loro, hanno ragione, o sono solo ingenui? Perché negano ciò che è accaduto e ciò che accade?

Alcuni possono pensare che i negazionisti di oggi sia soltanto gente che ha l’hobby della negazione, ma ci sono stati anche veri maestri del negazionismo storico che non solo lo sostenevano, ma lo edificavano proprio mentre lo negavano.

Fatto sta che, come già detto, si tratta di un meccanismo di difesa che ci ripara dai traumi ed è naturale per l’uomo che, tanto più è grande l’evento (o trauma) che stiamo vivendo, tanto più ricorrerà al diniego e la negazione, perché è nella società che essi emergono.

Oggi il Covid rappresenta un cambiamento su scala mondiale, generazionale, e per alcuni è un vero e proprio trauma che non si riesce a sopportare.

Quando Freud parlava di negazione, parlava del fatto che alcune cose dolorose possono essere espresse solamente sotto forma di negazione.

“Il pensiero può penetrare nella coscienza a condizione di farsi negare” – S. Freud

Papa Francesco sul vaccino: “…eticamente tutti devono prendere il vaccino. Io mi sono prenotato”.

È andata in onda ieri sera su Canale 5 l’intervista esclusiva di Fabio Marchese Aragona a Papa Francesco.

A una precisa domanda sulla pandemia, su come ne usciremo, Papa Francesco ha così risposto: “La pandemia è stata una crisi. Da una crisi mai si esce come prima, mai. Usciamo migliori o peggiori. Questo è il problema: come uscire migliori e non peggiori. Cosa ci aspetta in futuro? Ci aspetta quello che decidiamo. Se noi vogliamo uscire migliori sarà una strada, se noi vogliamo uscire più o meno come prima sarà un’altra, negativa”.

Per sconfiggere la pandemia occorrerà uscirne. Ma come?

Papa Francesco consegna a tutti una pista per uscirne migliori: quella di fare un’analisi molto forte delle situazioni che si vivono nel mondo: per prima cosa “i bambini senza scuola e con la fame” e, continua riportando le statistiche delle Nazioni Unite che ci fanno sapere come vi sono “bambini in guerra che sono nati in guerra e che da dieci anni vivono nella guerra, non sanno cosa sia l’odore della pace”. E allora la pista che ci viene consegnata è quella di pensare ai bambini perché abbiano da mangiare e abbiano la scuola.

Un’altra pista che ci consegna il Pontefice è quella della costruzione della pace. “Da tempo ho detto che noi siamo già nella terza guerra mondiale, a pezzetti, una lì, una là. Come si fa la strada alla pace?”

Se noi volessimo uscire dalla crisi senza guardare queste cose, allora sarà una sconfitta. Ne usciremo peggiori. Dei problemi gravi che incombono prendiamo questi due: i bambini e le guerre. E dobbiamo uscirne sulle “cose concrete. Niente fantasie. Come cambiare questa situazione oggi”? Papa Francesco continua dicendo: “dalle statistiche apprendiamo che togliendo un mese delle spese di guerra si darebbe da mangiare per un anno a tutta l’umanità che ha fame”. Occorre prendere coscienza di questa drammaticità. “Non tutto è festa”.

Fabio Marchese Aragona ha poi ricordato le parole dette dal Papa in piazza san Pietro il 27 marzo 2020: “nessuno si salva da solo” e poi con l’enciclica “Fratelli tutti” ha invocato la fratellanza. E ha chiesto come fare a parlare di fraternità quando ogni giorno il povero viene schiacciato?

Difficile dare una risposta su come parlare di fraternità. Ma c’è una parola che può aiutare tanto: “la Vicinanza. Le guerre, le ingiustizie sociali sono gesti di allontanare la gente, non vicinanza. Farmi vicino dell’altro, nella situazione dei problemi. Farmi vicino alle persone”. Contraria alla vicinanza è la cultura dell’indifferenza, come si dice un sano menefreghismo dei problemi. “No il menefreghismo in questo caso non è sano”. Ricorda poi il Papa una foto che si trova nell’elemosineria del Vaticano. Una signora ben vestita, con gioielli e pelliccia che esce da un ristorante alla moda e, a lato, una donna vestita di stracci che chiede l’elemosina. La foto raffigura proprio l’indifferenza di questa signora che si volta dall’altro lato.

“Per pensare alle vie di uscita, la parola chiave è la parola vicinanza. Mi avvicino alla gente, ai miei fratelli, alla gente che soffre, che è in difficoltà, e anche per aiutare non solo a risolvere questo problema ma anche per aprire la strada per andare avanti nella soluzione di questa crisi perché noi avessimo la possibilità di uscirne e non di uscirne peggiori”.

Vicinanza contro la cultura dell’indifferenza che ci allontana. Pensare a gesti di vicinanza e poi a gesti di indifferenza che ci allontanano, questo ci può aiutare.

Se non c’è unità, vicinanza, continua il Papa, “si possono creare delle tensioni sociali anche all’interno degli Stati”. In particolare la “classe dirigenziale” sia nella Chiesa sia anche nella vita politica in questi momenti di pandemia “non ha diritto di dire ‘io’ … deve dire ‘noi’ e cercare una unità di fronte alla crisi”. E ripete “un politico, un pastore, un cristiano, un cattolico anche un vescovo, un sacerdote, che non ha la capacità di dire ‘noi’ invece di ‘io’ non è all’altezza della situazione”.

“L’egoismo non è la soluzione ai problemi” continua il Pontefice e ancora “con l’unità si perdono le elezioni? Non è questo il momento della raccolta, ma è quello della semina del bene comune. Perdi un’opportunità? Ne avrai un’altra. Ma non puoi fare i tuoi interessi sulla pelle degli altri, nessuno si salva da solo”.

(Foto citata da Papa Francesco durante l’intervista)

Tra paura e voglia di battere questa pandemia, continuano le vaccinazioni contro il Covid-19. La testimonianza di Antonella Lao

Una delle professioni più a rischio in questo momento segnato dalla pandemia da coronavirus è quella dell’infermiere professionale.

Una categoria fatta da tanti giovani e meno giovani laureati in Scienze infermieristiche che si formano nelle principali sedi universitarie d’Italia.

Durante la prima ondata   medici e infermieri sono stati considerati gli angeli di questa emergenza, ma in questo secondo momento purtroppo non sempre è così, perché il comportamento non responsabile ha portato e porta ancora ad un aumento dei casi positivi di covid-19 ed un incremento dei ricoverati per coronavirus e ciò crea un super lavoro al personale sanitario che è costretto a turni estenuanti.

Antonella Lao è una giovane infermiera che svolge il suo lavoro con passione e tenacia presso il reparto malattie infettive dedicato al covid.19 dell’ospedale Garibaldi- Nesima di Catania ed è stata tra  i primi operatori della sanità a vaccinarsi.

Nei reparti, nei corridoi degli ospedali afferma Antonella “ non è facile vedere continuamente la gente che soffre ma che soprattutto non sa come evolverà la malattia e se riuscirà a rivedere i propri cari nel più breve tempo possibile”, infatti, continua Antonella “ho visto la sofferenza straziante di persone che telefonicamente dicevano addio alla propria famiglia perché non sapevano se li avrebbero rivisti.”

In esclusiva ai nostri microfoni Antonella Lao risponde alle nostre domande:

Antonella raccontaci di come nasce la  tua passione per la medicina e per il tuo lavoro?

Diciamo che non è cominciata da subito, perché da piccola avrei voluto continuare l’attività di mio padre diventando “rappresentante o commercialista”, nell’ambito del commercio in generale. Poi all’età di 14 anni circa iniziai a fare volontariato presso l’associazione “Umanità solidale” di Misterbianco, dove ho svolto per quasi 7 anni attività varie con ragazzi disabili sia fisici che mentali. Per noi volontari non importava la loro età, perchè comunque sarebbero stati i nostri ragazzi. In quegli anni ho capito che avrei voluto fare un lavoro che mi permettesse di aiutare chi soffriva, chi stava male. Successivamente crebbe sempre di più questo desiderio e capii che la mia strada sarebbe stata una laurea in professioni sanitarie. Inizialmente avevo scelto fisioterapia, perché ai concorsi a numero chiuso si potevano dare 3 opzioni (penso che anche adesso come 15 anni fa, sia ancora così). Poi però optai per la mia seconda scelta, ovvero infermieristica. Non ho mai pensato di scegliere medicina per 2 validi motivi (per me ovviamente). Il primo perché gli studi in medicina sono molto lunghi ed io avevo voglia di lavorare subito, il secondo perché il ruolo del medico è completamente diverso da quello dell’infermiere. Pur dovendo lavorare in sinergia perché non potrebbe esistere l’uno senza l’altro, l’infermiere ha un contatto diverso e diretto con il malato. Voglio sottolineare che io non faccio parte della vecchia scuola di infermieri (con rispetto parlando), ma oggi siamo dei professionisti veri e propri con tanto di albo ecc. Siamo Dottori in infermieristica. Laurea a tutti gli effetti come tante altre del metodo 3+2. Lo sottolineo perchè purtroppo tante persone credono ancora che noi siamo degli esecutori dei medici,mentre non è così.

Antonella so che lavori nel reparto covid-19 del Garibaldi, raccontaci  come si svolge la tua giornata lavorativa?

Così come in tutti gli altri reparti, facciamo turni di 7 ore ( la mattina ed il pomeriggio) e di 10 ore nel turno notturno. A volte per esigenze di reparto i turni non sono regolari e quindi si possono verificare delle eccezioni di tanto in tanto che variano gli orari. Fondamentalmente da noi ci sono soltanto reparti di degenza covid, ovvero 2 su 2 livelli e pertanto facciamo dei turni per entrare in modo da non stare per troppe ore bardati in quel modo che conoscete benissimo e che non ci permette di lavorare in maniera tranquilla. Mettendoci d’accordo tra noi colleghi, in genere cerchiamo di stare all’interno dell’area covid non più di 3 ore perché poi iniziamo ad avere difficoltà a respirare ed altre esigenze fisiche. Purtroppo però a volte capita di dover stare anche 5/6 ore bardate e li si comincia a soffrire. Io per fortuna ho la possibilità di poter ruotare con i colleghi, ma ci sono dei reparti dove per carenza di personale questo non è possibile. All’interno dell’area eseguiamo la terapia medica, rileviamo i parametri vitali, eseguiamo i prelievi ematici ed i tamponi (quando richiesti) e poi gli operatori OSS eseguono le attività domestico-alberghiere.

Come è difficoltoso dal punto di vista emotivo esercitare questa professione in questo periodo di emergenza covid-19?

E’ molto difficoltoso perché non è facile vedere continuamente la gente che soffre ma che soprattutto non sa come evolverà la malattia e se riuscirà a rivedere i propri cari nel più breve tempo possibile. Per cui psicologicamente per noi diventa spesso pesante e difficile cercare di infondere sicurezza e serenità al paziente che non ha solo bisogno di essere rassicurato, ma che cerca delle certezze che spesso non siamo in grado di dare. Riuscire a rimanere lucidi e distaccati non sempre è facile, perché attorno ad ogni paziente ci sono situazioni familiari e di vita quotidiana che rispecchiano noi stessi e che ci coinvolgono in prima persona, rimanendo impotenti. In questo periodo più che mai è stato difficile molto difficile trovare quell’empatia che ci permette di svolgere al meglio il nostro lavoro.

Nella tua professione rischi tanto,  come concili il rischio che vivi in rapporto al tuo stare in famiglia?

Ultimamente è chiaro che la paura è diventata più forte soprattutto per i nostri familiari, per chi come me ha dei genitori anziani, ma anche per chi ha dei nonni, dei figli, ecc. Il rischio fa parte del nostro lavoro sempre e di ciò ne teniamo conto, ma in questo periodo particolare la paura di essere dei vettori, dei portatori per i nostri cari, è stata maggiore. Io fortunatamente vivo da sola e non in famiglia, e questo mi ha aiutato molto per sostenere questa situazione. Sono riuscita ad essere di loro aiuto, rimanendo a distanza. Cosa che molti miei colleghi non hanno potuto fare, e spesso si sono sentiti in colpa per essere stati portatori del virus in casa. Penso a tutte quelle persone sole, che non hanno avuto e non hanno la possibilità di essere aiutati al meglio in questo periodo e che addirittura hanno la paura di sentirsi male (oltre che per il covid), per altri motivi, perché sanno che in questo periodo è tutto amplificato e tutto può non essere gestito in maniera adeguata.

Come avvengono i contatti tra i pazienti covid-19 e i loro famigliari?

Durante il periodo di degenza purtroppo non possono esserci contatti se non per via indiretta tramite i cellulari per chi è in grado di tenerli ed utilizzarli, altrimenti i familiari vengono giornalmente contattati dalle assistenti sociali presenti in reparto, che coadiuvate dai medici forniscono informazioni circa lo stato di salute dei congiunti ed eventuali comunicazioni in merito alla loro permanenza in reparto o spostamenti o dimissioni o necessità di biancheria pulita ecc.

Tu sei stata tra i primi  operatori della sanità ad essere stati vaccinati a Catania? Quali sensazioni, quali sentimenti hai provato nel momento in cui ti stavi vaccinando? Cosa diresti ad una persona per convincerla a vaccinarsi?

L’emozione è stata grande, ma nessuna paura. Aspettavo con ansia questo momento perché per me segna l’inizio di una nuova fase, quella in cui soltanto uniti più che mai potremmo cominciare a rivedere la luce in fondo al tunnel. Si, credo di essere state tra le prime perché il carico di prime dosi sono arrivate da noi il 30/12/20 ed io ho scelto la prima data utile e cioè il 02/01/21. L’assonanza di numeri mi suonava bene. Vorrei tanto riuscire ad essere in grado di convincere più persone possibili a vaccinarsi. Io posso solo dire di essere fiduciosi nella scienza ed in tutte le persone che da mesi hanno studiato e lavorato per la realizzazione di questo vaccino. Lo avrei fatto a prescindere dalla professione che svolgo, perché credo che ognuno di noi abbia l’obbligo morale e sociale nei confronti dell’intera umanità e non solo per la propria cerchia familiare. Credo fermamente nella medicina  e nell’aiuto che i vaccini hanno dato in tutti questi anni per sconfiggere malattie che mai sarebbero state sconfitte senza. Questo vaccino non sarà da meno, ma è chiaro che con l’egoismo e la paura non si va da nessuna parte. Proteggiamo noi stessi proteggendo gli altri e l’arma che abbiamo a disposizione per farlo, è proprio il vaccino. La medicina non è una scienza esatta ed è chiaro che un margine minimo di errore, ci sarà sempre, ma sicuramente è una scienza in continuo aggiornamento ed in costante miglioramento e ci fornisce ogni dettaglio per comprendere al meglio quello di cui stiamo parlando. Cerchiamo di essere intelligenti, andiamo ad informarci su fonti reali e certi, lasciando perdere le false notizie. Un aiuto in questo senso lo fornisce L’AIFA (agenzia italiana del farmaco). Se il vaccino non avesse superato tutte le fasi di studio, non sarebbe mai stato messo in commercio. Approfittiamo di questo grande aiuto e non sprechiamo tempo in inutili congetture. Il vaccino è stato prodotto in meno tempo rispetto ad altri, perché sono stati stanziati ed impiegate persone per 10 volte quelle dei normali vaccini effettuati fino adesso che non riguardavano certo una pandemia di tale entità.

Se ti capitasse di incontrare un negazionista, cosa gli diresti?

Gli direi se in tutti questi mesi ha provato sulla sua pelle cosa significa il dolore per la perdita di una persona cara, perchè penso che sia impossibile per chi ha provato il lutto di un amico, di un parente, non vaccinarsi. Ho perso tante persone care in questi mesi ed ho visto la sofferenza straziante di persone che telefonicamente dicevano addio alla propria famiglia perché non sapevano se li avrebbero rivisti. Non capisco perché accanirsi così tanto contro qualcosa che abbiamo aspettato con impazienza. Io lo rifarei altre 10 volte se questo potesse servire ad evitare altre morti ingiuste che questo virus sta portando. Ancora adesso non mi capacito di come alcune persone non siano più nella mia vita, ed è proprio per queste persone che voglio sperare nell’unione di molti. Sono sicura. che da lassù ci guarderanno e ci ringrazieranno, per avere in certo senso contribuito a far si che la loro morte non sia stata invana per altri.

Quando pensi che potremmo superare questa emergenza covid-19?

Non c’è certezza per rispondere a questa domanda. Penso che se la maggior parte della popolazione si vaccinerà, potremmo arrivare alla fine del prossimo anno non come quello appena passato. Oserei dire che già dalla prossima estate potremmo iniziare a respirare di più senza mascherina e poter dare, perché no, anche qualche abbraccio. Per adesso però dobbiamo continuare a mantenere tutte le misure adottate sin ora, nonostante il vaccino. Io stessa che il 23/01/21 eseguirò la seconda dose del vaccino, continuerò ad indossare la mascherina e mantenere le distanze, almeno fino a quando non vedrò risultati oggettivi e vedrò vaccinate tutte le persone a me care. Purtroppo il vaccino non ci da un’immunità del 100%, ma sicuramente ci aiuta tanto.

Cosa ti auguri per questo nuovo anno 2021?

Mi auguro che tutte le persone che fino a ieri ci chiamavano eroi, non siano i primi oggi a non darci il loro sostegno ed il loro aiuto. Perché noi non siamo degli eroi, ma soltanto dei professionisti che amano il loro lavoro e che lo fanno come sempre senza nessuna aggiunta, e che credono fortemente che la salute fisica e psichica siano il bene primario per l’uomo, senza il quale non avrebbero motivo di esistere tutte le altre cose. Spero che questo 2021 possa portare tanta speranza e salute a tutti.

Voglio infine fare un augurio ai giovani che si avvicinano a voler intraprendere questa strada professionale. Dico a loro di non farlo solamente per trovare un “lavoro facile” o dei soldi facili, perché non è così. A mio avviso la nostra categoria non sarà ripagata mai abbastanza in termini economici, perché effettivamente non lo è, per il tipo di responsabilità che abbiamo. Scegliete piuttosto questo lavoro soltanto se siete in grado di farvi bastare il sorriso di tutti i pazienti che sapranno apprezzare il vostro operato. La nostra missione è quella di alleviare le sofferenze degli altri con professionalità e conoscenza e di migliorare sempre di più l’opinione pubblica sbagliata che spesso si crea attorno la nostra figura.

(In foto: Antonella Lao, giovane infermiera)

Record di ascolti televisivi per Chiara Lubich

L’amore vince su tutto, il film prodotto dalla Rai sulla figura di Chiara Lubich primeggia sugli ascolti di ieri sera, infatti tiene incollati davanti al televisore ben 5.641.000 spettatori con uno share del 23%.

Il film racconta la di vita di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, la storia di una donna coraggiosa vissuta a Trento, in una città martoriata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Ha interpretato la figura di Chiara Lubich l’attrice italiana Cristiana Capotondi che con la sua bravura ci fa entrare nel personaggio, facendoci comprendere il dinamismo e la forza di una fede convinta che è capace di muovere ogni cosa.

Tale interpretazione ci consente di andare a fondo, quasi ad entrare nel cuore di Chiara, una donna che percorrendo le vie della sua città dopo uno dei tanti bombardamenti che colpirono Trento, passando accanto a un altarino dedicato alla Madonna comprende che deve dedicarsi completamente a Lei. Una scelta che rivoluziona completamente la sua vita trasformandola in una esistenza dedicata al servizio del prossimo.

Tale trasformazione però non presuppone che Chiara prenda i voti. La Lubich si consacra al Signore per «darsi completamente» ma senza prendere i voti, senza entrare in un ordine religioso e diventare una suora. La sua è una vera e propria missione laica. Chiara Lubich è infatti la prima suora laica nella storia della cristianità.

Prima di Chiara Lubich erano tante le attività che le donne non potevano svolgere all’interno della Chiesa: non potevano ad esempio leggere il vangelo se non con la presenza di un sacerdote, non potevano dedicarsi alle opere di carità se non con la presenza di un assistente ecclesiastico, non era consentito spiegare pubblicamente il Vangelo, perché tale attività era riservata solo ai sacerdoti.

Il registra Giacomo Campiotti è capace di raccontare come la protagonista riesce con tanta difficoltà a sbriciolare quelle regole in apparenza indistruttibili e dare prova che tutti i cristiani possono occuparsi del prossimo rompendo gli schemi convenzionali di un tempo.

Il film inizia con un un flashback; Chiara Lubich è a Roma dove viene sottoposta a tante interrogazioni a cura di un Tribunale della Santa Sede: vengono esaminate le intenzioni della protagonista per decidere se il Movimento dei Focolari, associazione di sole donne che la Lubich ha fondato ascoltando le parole del Vangelo per cercare ogni giorno di metterlo in pratica, possa essere riconosciuta dalla Chiesa Cattolica e subito dopo prende il via il racconto della vita di Chiara. I tentativi di trascinare nella sua avventure le sue amiche per costruire un gruppo capace di studiare insieme il Vangelo e metterlo in pratica nella realtà a volte drammatica che ogni giorno si poneva dinanzi ai loro occhi.

Studiare il Vangelo da sola la rende agli occhi dei clericali una vera e propria sovversiva ma la gente comune comprende il vero dettame del Vangelo che è quello di saper condividere con quanti sono nel bisogno che è poi l’essenza dell’amore.

Anche il Vescovo di Trento nella fiction sembra sia stato favorevole demandando però ogni decisione alla Santa Sede.

Un film veramente toccante che ha ripercorso sia pure in soli centonove minuti la storia di questa donna straordinaria del nostro tempo che è considerata una figura rappresentativa del dialogo ecumenico, interreligioso e interculturale.

Chiara Lubich ( Fondatrice del Movimento dei Focolari)

LE STELLE DEL 2021: Oroscopo di Paolo Fox segno per segno

Il 2020 è giunto al termine, e molti aggiungerebbero pure un “finalmente”! Se ne va un anno complicato, difficile, critico sotto molti punti di vista. Certo, il fatto che sia finito non vuol dire che ciò che è successo, fra tragedie, morti, crisi finanziaria e tanto altro venga cancellato, tuttavia possiamo dire di essercelo lasciato alle spalle.

Il 2021 inizia oggi, e le premesse non sono poi del tutto catastrofiche: l’arrivo dei vaccini e la riapertura delle scuole sono le prime notizie positive che fanno sperare ad un ritorno alla normalità.

Ma c’è chi si affida anche alle stelle e chi meglio di Paolo Fox può dirci, segno per segno, cosa ha in serbo questo nuovo anno.

Ecco tutte le previsioni:

ARIETE: ottime notizie in arrivo soprattutto a febbraio ed aprile. Nel 2020 quello dell’Ariete è stato uno dei segni più vessati: per fortuna però non si arrende mai. Dopo due anni difficili, è finalmente arrivato il momento di iniziare a pensare a nuovi progetti e di realizzare qualcosa di innovativo. Il prossimo anno darà spazio a un rinnovamento importante.

TORO: possibile svolta in amore. Le storielle dei mesi precedenti potrebbero diventare presto molto importanti. Non solo. Con l’anno nuovo dovrà stare attento al danaro, alle spese inutili, agli sprechi. Dovrà evitare gli azzardi e potrebbe chiudere rapporti inutili o superflui. Baderà, in poche parole, al concreto.

GEMELLI: le relazioni che nasceranno a febbraio saranno molto importanti e intriganti. Questo è uno dei segni che proprio nei momenti di grande difficoltà riesce a trovare la strada per il successo. Il 2021 parla di progressi in tutti i campi della sua vita, sfera sentimentale compresa. Giove sarà favorevole e aiuterà il recupero.

CANCRO: in estate avranno l’appoggio incondizionata di Giove. Il consiglio è quello di allargare il loro giro di conoscenze. Devono rimettersi in gioco in amore. Saturno non è più opposto! In tanti sono stati costretti a ripartire da zero, e non solo per la crisi sociale in corso. Per questo segno è in arrivo entro l’estate una conferma: per ripartire con più speranza.

LEONE: gli incontri saranno favoriti soprattutto a maggio. L’amore tornerà protagonista già a partire da aprile. Luglio sarà un mese interessante. È dalla seconda metà dell’anno scorso che affronta situazioni nuove. Meglio non fare passi azzardati, il 2021 è un anno di conservazione; no alla competizione e ai progetti faraonici. L’invito è quello di ridimensionare tutto e di dimostrare fermezza.

VERGINE: il prossimo anno gli incontri risulteranno essere molto interessanti. C’è chi riuscirà a fare il grande passo. Bene Plutone e Venere. Dovrà continuare il percorso già tracciato negli ultimi mesi del 2020 ma in estate dovrà dissipare alcuni dubbi d’amore.

BILANCIA: Venere tornerà a proteggere i sentimenti nel 2021. Emozioni importanti attorno al mese di maggio. Sta finendo un periodo di interregno in cui è stato necessario cambiare mansioni, ruolo, orari. Il 2021 porta stabilità, conferme e grinta.

SCORPIONE: anno positivo grazie a diversi al favore della Luna, di Giove e il Sole. Queste stelle risveglieranno emozioni sopite. A febbraio, sarà difficile mantenere i nervi saldi. Nel 2021 i nati sotto questo segno svilupperanno una forte ribellione che andrà amministrata con molta cura. Cambiamenti sul lavoro possibili.

SAGITTARIO: nel 2021 avranno possibilità di conoscere gente nuova e interessante. Attenzione a giugno, mese caotico. A luglio un lavoro verrà riconfermato. Ripartiranno molti progetti che sono stati bloccati negli ultimi mesi e ci saranno nuove possibilità anche a livello sentimentale. Torna la creatività!

CAPRICORNO: alcune coppie si lasceranno a settembre. Nel 2021 dovranno essere più saggi del previsto. Le storie saranno più importanti ad agosto. Gli anni di crisi servono anche per maturare una profonda consapevolezza di sé stessi: non mancheranno affermazioni e consensi, progetti di rilievo.

ACQUARIO: i single desidereranno gli amori trasgressivi. Giornate conflittuali soprattutto nel mese di aprile. Un segno rivoluzionario! Il desiderio di cambiare vita è forte e arriva l’esigenza di trovare uno stile di vita nuovo: per destino o scelta, non dovrà avere paura di cambiare molti punti di riferimento.

PESCI: ci saranno dei weekend interessanti soprattutto a giugno. Periodo fertile grazie all’influenza di Giove. Inizia un biennio di grande forza, non senza soddisfazioni. Il 2021 è l’anno di rimessa in gioco. Anche dopo una recente separazione.

Finalmente siamo al 31 dicembre 2020 – La fine dell’anno “horribilis”

Finalmente il 2020 volge alla fine. Termina un anno terribile e incredibile che sarà ricordato dalla nostra e dalle future generazioni come “l’annus horribilis” del XXI secolo. Da cancellare dagli annali. Da dimenticare dalla nostra mente. E dire che era iniziato, come tutti gli anni, denso di sole e di speranza.

Già da gennaio, addirittura, nel mio bel paesello, era stata annunciata la “festa grande” per il Santo Patrono, da celebrare la prima domenica d’agosto, per la felicità di tutti i devoti, che erano rimasti delusi per la mancata celebrazione della festa dell’anno prima. Poi c’era stato il Carnevale e, sempre nel paesello, un’allegra e pimpante comitiva, vestita con i costumi del più bel Carnevale di Sicilia, addirittura era partita alla volta di Hong Kong, per celebrare il fantasmagorico “Capodanno cinese”, ritornata poi di gran corsa, “all’antrasatta”.

E poi avevamo festeggiato Sant’Agata, la seconda festa religiosa più importante al mondo, al grido di “Cittadini, viva sant’Agata”, e con un’infinita scia di devoti in processione per le strade barocche di Catania. Intanto, la bufera, minacciosa, si avvicinava.

Già presagivamo qualcosa tra le righe dei giornali e le notizie dei Tg della sera. E infatti a Wuhan, in Cina, era scoppiato il finimondo. Tutti serrati a casa. Ma noi facevano ancora finta di niente. Forse per paura, forse per esorcizzare il male. Ma oramai il mondo era nel bel mezzo della pandemia. E già nelle aule scolastiche le voci correvano all’impazzata, “Chiuderanno le scuole”. E infatti, la sera del 4 marzo, insieme a mio nipote, alla fine del corso, salutammo, “sine die”, la collega. Per lui fu l’ultimo giorno di scuola “in presenza” della sua vita.

Per noi docenti, invece, iniziò il calvario della DAD (didattica a distanza), delle lezioni online, delle mattinate a cercare password e codici di identificazione, e a restare svegli fino a notte fonda, con l’incubo del buio e della solitudine, come i marinari sbattuti dalle onde dell’oceano. E in silenzio, inorriditi, nel chiuso delle nostre case, trasformate in trincee, vedemmo in tv le lunghe file di camion dell’esercito che portavano le bare dei nostri fratelli caduti. Un’ecatombe.

Anche il Papa, nel silenzio di Piazza San Pietro, interpellava Dio e chiedeva il Suo conforto. E poi fu sera e fu mattino. E arrivò l’estate. E con la bella stagione sembrò svanire di colpo l’incubo del virus e della “quarantena”. Rimase solo l’obbligo della mascherina e del distanziamento sociale. E nel frattempo, da Palazzo Chigi, piovevano i “bonus”, per le vacanze, per il monopattino, per la bicicletta, per l’eco sostenibilità. Di tutto e di più. In verità, durante i mesi estivi pensammo solo al mare, alla tintarella, alle serate in pizzeria e a ballare.

“Chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza!”. Recitammo in tanti, in troppi! Qualcuno di noi andò persino fino a Pizzomunno, vivendo giorni felici! Ma la felicità è come una rosa, come un batter d’ali di farfalla, dura attimi! E con l’inizio dell’autunno e del nuovo anno scolastico, arrivò, com’era prevedibile, la “seconda ondata”. Incontenibile e spaventosa. Invisibile e subdola. Che toccò finanche le nostre carni, il nostro sangue, arrivò persino nel caldo delle nostre case, nelle nostre vite, nel cuore delle nostre città. E ora!? E ora è storia di questi giorni.

Con il Natale accucciati a casa, il coprifuoco come durante la guerra, la zona rossa e la zona gialla, l’epico arrivo del vaccino, scortato dall’esercito e dai servizi segreti. La luce in fondo al tunnel. La scienza e la speranza, anzi, solo la scienza dà speranza. Perché “niente è perduto se ci mettiamo cuore, / la vita non perde se la cerchiamo insieme, / se la portiamo dentro, se ci crediamo ancora”.

Rinasceremo e ritorneremo…a riveder le stelle!

GOOGLE TRENDS – Quali sono le parole più cercate del 2020? Tante sono le sorprese…

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In vista della fine dell’anno, solitamente si tende a “tirare le somme” su cosa è stato significativo per l’anno appena trascorso, sia in positivo che in negativo.

Anche Google, come ogni anno, tira le sue somme e stila la sua lista delle ricerche più popolari sul più grande motore di ricerca, dividendole per argomenti di tendenza. Non si tratta di ricerche più effettuate quanto di ricerche che hanno visto picchi di interesse crescenti nell’ultimo anno.

Di seguito una piccola analisi di ciò che gli italiani hanno chiesto più frequentemente a Google durante il 2020.

Le parole più cercate sono state:

1 Coronavirus

2 Elezioni USA

3 Classroom

4 Weschool

5 Nuovo DPCM

Al primo posto, quasi scontato, si trova la parola “Coronavirus”; la pandemia è stata centrale nelle vite di ognuno per tutto l’anno e con molta probabilità il motivo per cui sarà ricordato il 2020 è proprio questa parola. A seguire, possiamo notare l’interesse italiano per le sorti di Donald Trump e della presidenza americana che, lo scorso novembre, ha fatto molto parlare di sé. Al terzo e quarto posto troviamo parole legate alla didattica a distanza, altro punto cardine dello stravolgimento legato alla pandemia, a cui le scuole hanno aderito cercando di garantire comunque un’istruzione. E per ultima, ma non meno importante, la parola “DPCM”, che in modi non sempre trasparenti e chiari ha deciso, e continua a farlo, cosa si può e cosa non si può fare.

Le persone più cercate:

1  Alex Zanardi
2  Silvia Romano
3  Donald Trump
4  Joe Biden
5  Giuseppe Conte

Alex Zanardi, ex campione paraolimpico, è la persona più cercata del 2020 a causa del brutto incidente in handbike che l’ha visto protagonista lo scorso giugno. La liberazione di Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya nel 2018 e liberata a maggio ha destato molto scalpore a causa della sua conversione all’islam, pertanto si posiziona al secondo posto. Subito dopo i due protagonisti delle presidenziali americane, Donald Trump e Joe Biden. Per finire, il protagonista italiano, Giuseppe Conte, il Presidente del Consiglio che tra dirette e rassegne stampa ha incrementato di molto la sua notorietà.

Gli addii:


1  Diego Armando Maradona
2  Kobe Bryant
3  Gigi Proietti
4  Ezio Bosso
5  Ennio Morricone

Le scomparse di nomi illustri dello sport e dello spettacolo, ha fatto sì che venisse riservata una categoria di addii in questa classifica stilata da Google. In Italia la triste scomparsa di Diego Armando Maradona e le vicende della sua morte ha creato un tale scalpore da dominare la vetta di questa tragica classifica. Non solo il calcio ha fatto parlare di sé, sempre dal punto di vista sportivo anche il basket ha detto addio ad una delle sue stelle, Kobe Bryant. Lo spettacolo ha subito perdite notevoli: Gigi Proietti, maestro indiscusso del teatro italiano, che ci ha abbandonati a novembre, il giorno del suo ottantesimo compleanno; Ezio Bosso, scomparso a maggio dopo una lunghissima lotta contro una malattia degenerativa e Ennio Morricone, compositore e vincitore di Oscar.

Come fare…?

1  Pane in casa
2  Mascherine antivirus
3  Lievito di birra
4  Pizza
5  Amuchina

Una divertente categoria racchiude le cose che si sono cimentati a fare gli italiani, in particolar modo durante il primo lock-down, in cui provetti cuochi hanno sperimentato come fare pane in casa, lievito di birra e pizza. Altri invece, hanno compensato la scarsità inziale di strumenti di prevenzione come mascherine e igienizzante producendoseli da sé.

Cosa significa…?

1  Pandemia
2  MES
3  Dpcm
4  Congiunti
5  Urbi et Orbi

Nuovi termini sono stati aggiunti, a forza, nel nostro vocabolario dall’inizio di quest’anno. Immancabilmente troviamo “pandemia” al primo posto, parola che ha creato non pochi dubbi all’inizio di questo 2020, molti infatti erano all’oscuro del significato di questo termine il quale in seguito ci ha fornito una chiara descrizione di ciò che attraversavamo. Il “MES” è stato ed è tutt’ora oggetto di accese discussioni politiche riguardanti questo Fondo salva-Stati, che andrebbe ad offrire prestiti in ambito sanitario agli stati richiedenti. Anche qui ritroviamo il termine DPCM e il dubbio su cosa significhi questo acronimo (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri). A seguito delle riaperture, la parola “congiunti” ha fatto il suo ingresso, creando confusione sul reale significato e su chi fosse un “congiunto”. Infine, l’inaspettata parola “Urbi et Orbi”, di origine latina, proclamata da Papa Francesco a tutti i fedeli del mondo cattolico. Il significato letterale è “alla città e al mondo”, e indica la cancellazione totale o parziale dei peccati.

Tutte queste ricerche hanno una trama comune, rappresentata dalla pandemia di Coronavirus che stiamo ancora affrontando e che continua a stravolgere la nostra vita su tutti i livelli, e anche le ricerche su Internet lo dimostrano.