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L’economia di Francesco, Giovani protagonisti e nessuno indietro.

L’iniziativa si è sviluppata in seguito all’invito che il Santo Padre ha inviato a economisti, studenti, imprenditori ed imprenditrici under 35 lo scorso primo maggio 2019, in occasione della festa di San Giuseppe Lavoratore.

Il Papa in questo modo ha voluto far nascere un gruppo di esperti qualificati per dare vita a un processo evolutivo dell’economia che possa essere sempre più giusta, fraterna e sostenibile e soprattutto non lasci indietro nessuno.

Momento finale sarà poi un incontro che si terrà ad Assisi, la città di San Francesco, nell’autunno del 2021.

L’organizzazione è affidata ad un Comitato Organizzatore composto da: Diocesi di Assisi, Istituto Serafico, Comune di Assisi, Economia di Comunione, e con il supporto, a nome della Santa Sede, del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che patrocina l’iniziativa e le Famiglie Francescane.

Nei mesi scorsi vi sono stati eventi in diretta streaming che hanno coinvolto i giovani partecipanti suddivisi in “12 villaggi tematici”: lavoro e cura; management e dono; finanza e umanità; agricoltura e giustizia; energia e povertà; profitto e vocazione; politiche per la felicità; CO2 della disuguaglianza; business e pace; Economia è donna; imprese in transizione; vita e stili di vita.

Dopo ciò nei giorni dal 19 al 21 novembre scorsi e per 4 ore al giorno, giovani partecipanti di ogni parte del mondo hanno dato vita al Convegno per “The Economy of Francesco”, in diretta streming.

Impressionanti i numeri dell’evento. Pensate: oltre 3000 candidature con oltre 2000 partecipanti collegati da 120 Paesi tra cui: Argentina, Brasile, Francia, Germania, Italia, Messico, Portogallo, Regno Unito, Spagna, USA, solo alcuni di essi.

Dal 19 al 21 novembre vi sono state ben 45.569 visualizzazioni, 23.334 utenti collegati per 7.713 ore di visualizzazioni.

I partecipanti sono stati 2000 giovani, under 35 di tutto il mondo, economisti, studenti, imprenditori, operatori sociali spinti dal fine comune di costruire insieme un mondo più sostenibile e con maggiore equità sociale.

A chiusura del Convegno “The Economy of Francesco”, Papa Francesco, in diretta streaming ha detto, rivolgendosi ai Giovani partecipanti: «La gravità della situazione attuale, che la pandemia del Covid ha fatto risaltare ancora di più, esige una responsabile presa di coscienza di tutti gli attori sociali, di tutti noi, tra i quali voi avete un ruolo primario: le conseguenze delle nostre azioni e decisioni vi toccheranno in prima persona, pertanto non potete rimanere fuori dai luoghi in cui si genera, non dico il vostro futuro, ma il vostro presente. Voi non potete restare fuori da dove si genera il presente e il futuro. O siete coinvolti o la storia vi passerà sopra». Nel suo discorso Francesco ha continuato dicendo: «Non siamo condannati a modelli economici che concentrino il loro interesse immediato sui profitti come unità di misura e sulla ricerca di politiche pubbliche che ignorino il costo umano, sociale e ambientale» perché, continua il Papa, non possiamo «contare su una disponibilità assoluta, illimitata o neutra delle risorse. No, non siamo costretti a continuare ad ammettere e tollerare in silenzio nei nostri comportamenti che alcuni si sentano più umani di altri, come se fossero nati con maggiori diritti».

Nel suo discorso Papa Francesco chiede a tutti i giovani di prendere atto che non risulta più possibile andare avanti con l’attuale modello di economia sempre meno sostenibile. Per questo chiede la sottoscrizione di un “patto” per dar vita a un nuovo modello economico.

Sempre rivolgendosi ai Giovani il Papa continua dicendo: «Siete chiamati a incidere concretamente nelle vostre città e università, nel lavoro e nel sindacato, nelle imprese e nei movimenti, negli uffici pubblici e privati», «è tempo, cari giovani economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti d’azienda, è tempo di osare il rischio di favorire e stimolare modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità in cui le persone, e specialmente gli esclusi possano diventare protagonisti». Niente scorciatoie, chiede il Pontefice, ma piuttosto occorre sporcarsi le mani in prima persona.

E, continua Papa Francesco, chiedo che nella “nuova economia” occorre «dare voce e dignità ai poveri e agli scartati superando la logica del solo assistenzialismo» e, ha ribadito che «non si tratta solo o esclusivamente di sovvenire alle necessità più essenziali dei nostri fratelli. Occorre accettare strutturalmente che i poveri abbiano la dignità sufficiente per sedersi ai nostri incontri, partecipare alle nostre discussioni e portare il pane alle loro case. E questo è molto più che assistenzialismo: stiamo parlando di una conversione e trasformazione delle nostre priorità e del posto dell’altro nelle nostre politiche e nell’ordine sociale»

Infine il Papa lancia un appello ai Giovani: «Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma che impariamo a maturare uno stile di vita in cui sappiamo dire “noi”. Ma un “noi” grande, non un “noi” piccolino e poi “gli altri”, no, questo non va». «È tempo che diventino protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale. Non pensiamo per loro, pensiamo con loro».

(Logo del convegno)

A Lisbona la GMG 2023, oggi in San Pietro il passaggio dei simboli

Nella grande Basilica di San Pietro, in occasione della solennità liturgia di “Cristo Re dell’Universo”,con un numero ristretto di fedeli, dovuto all’emergenza covid-19, si è svolta la consegna dei simboli della Giornata Mondiale della Gioventù, tra i giovani di Panama e i giovani Portoghesi.

Uno dei simboli delle giornate mondiali è: “la croce dei giovani”; tale croce è stata commissionata da San Giovanni Paolo II nel 1984, ed è il simbolo che lega tutte le giornate mondiali della gioventù.

L’altro simbolo è la copia dell’icona di Maria“Salus Populi Romani” in italiano «Salvezza del Popolo Romano»; a lei San Giovanni Paolo II affidò tutte le Giornate Mondiali della Gioventù.

Durante la celebrazione Eucaristica, Papa Francesco ha parlato ai giovani dicendo di  « non rinunciare ai grandi sogni. Non accontentarsi del dovuto. Il Signore non vuole che restringiamo gli orizzonti, non ci vuole parcheggiati ai lati della vita, ma in corsa verso traguardi alti, con gioia e con audacia.»

Presenti alla celebrazione Eucaristica  una rappresentanza di giovani provenienti da Panama e dal Portogallo.

Continuando il Santo Padre si è soffermato sulla tematica dell’amore, l’amore infatti afferma Papa Francesco «chiede di andare oltre, di non restare appesi ai perché della vita aspettando che dal Cielo arrivi una risposta, l’amore spinge a passare dai perché al per chi, dal perché vivo al per chi vivo, dal perché mi capita questo al per chi posso fare del bene. Per chi? Non solo per me: la vita è già piena di scelte che facciamo per noi stessi, per avere un titolo di studio, degli amici, una casa, per soddisfare i propri interessi, i propri hobby. Ma rischiamo di passare anni a pensare a noi stessi senza cominciare ad amare»

A conclusione il Santo Padre ha chiesto un rilancio delle GMG diocesane e  ha continuato dicendo «dopo aver ascoltato diversi pareri e il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, competente sulla pastorale giovanile, ho deciso di trasferire, a partire dal prossimo anno, la celebrazione diocesana della GMG dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Cristo Re. Al centro rimane il Mistero di Gesù Cristo Redentore dell’uomo, come ha sempre sottolineato San Giovanni Paolo II, iniziatore e patrono delle GMG.»

Alla fine della celebrazione, vi è stato il passaggio  dei simboli della GMG, la croce e la copia dell’icona di Maria “Salus Populi Romani” dai giovani di Panama ai giovani del Portogallo.

A Lisbona infatti si terrà la prossima GMG nel 2023 che avrà come tema “Maria si alzò e andò in fretta”  (Lc 1,39-45).

(Momento del Passaggio dei simboli della GMG dai giovani di Panama ai giovani Portoghesi)

SPUNTI E DISAPPUNTI. Ritornerà la scuola e sarà bellissimo…

Iniziamo questo nostro viaggio di osservazione, di riflessione e di comprensione delle tante vicende che settimanalmente accadono nella nostra bella Italia. Non abbiamo la pretesa di essere esaustivi, completi, ma cercheremo di essere attenti, scrupolosi, ci sforzeremo di cogliere il senso vero delle cose, vogliamo, soprattutto, essere onesti e giusti, con noi stessi e con i nostri lettori. “Spunti e Disappunti” è una visione possibile, un percorso necessario, la nostra visione e narrazione della realtà che ci circonda. Una realtà complessa, difficile, moderna. Una realtà al plurale. La società d’oggi.

E come inizio, come primo argomento abbiamo scelto la scuola. Soprattutto in tempi di COVID, con le dovute restrizioni sociali dettate dall’emergenza sanitaria, con la paura dei contagi, con l’avvento della tanto discussa DAD (Didattica a Distanza). “La scuola in presenza è fondamentale per tutti. La DAD non sostituirà mai la presenza in aula. La DAD è una tragedia per i giovani”, così ha ripetuto tante volte il ministro della P. I., Lucia Azzolina.

Certo, lo sappiamo, la scuola è un bene prezioso per l’intera società, soprattutto per le giovani generazioni. E’ la seconda agenzia educativa, dopo la famiglia, ed ha un ruolo fondamentale nella crescita dei giovani, ed è insostituibile per la sua capacità di “creare” socializzazione e saperi condivisi, in poche parole, l’uomo e il cittadino del futuro. La chiusura delle scuole rappresenta sicuramente una grave perdita educativa, oltre che un grave disagio per le famiglie, e va evitata, finché è possibile. Ma c’è anche un altro inalienabile diritto che è quello alla salute e alla sicurezza personale per tutti, grandi e piccoli, insegnanti, lavoratori e studenti, che va tutelato e garantito ad ogni costo. Ma questo virus, oltre alla salute, oltre all’istruzione, mette a rischio anche la coesione sociale e culturale, la condivisione e il rispetto delle regole giuridiche e comportamentali. E allora occorre una maggiore “presa di coscienza” da parte di tutti, occorre rispettare le regole giuridiche e sanitarie, occorre una maggiore “coesione sociale” e superare inutili e inconcludenti “steccati” politici. Perché, o vinciamo tutti o non vince nessuno. Perché è una sfida, che segnerà la vita della nostra e delle generazioni successive. E questa è una “guerra” che nessuno di noi può e deve perdere. Lo dobbiamo, innanzitutto, ai giovani, che hanno tutto il diritto di vivere pienamente la loro età, di esprimere se stessi, con gioia, entusiasmo, di sognare e di progettare il loro futuro, con responsabilità e libertà.

Una cosa deve essere chiara, e l’abbiamo ripetuta tante volte: la scuola non è solamente “luogo” degli apprendimenti e dei saperi, ma “spazio essenziale” di crescita civile, morale, di maturazione personale e culturale, attraverso l’integrazione e l’interazione affettiva, sentimentale e relazionale tra ragazzi e ragazze. Di più. Si apprende meglio e bene solo con l’affettività e le relazioni fiato a fiato, fianco a fianco, tra ragazzi e maestri, tra discenti e docenti, tra i banchi e i corridoi, tra le palestre e i laboratori, tra le aiuole e le stelle. E non dietro uno schermo luminoso e un mouse! E allora, ne siamo sicuri, ritornerà la scuola e sarà bellissimo…

Covid-19, anticorpi monoclonali, una nuova speranza per la cura.

Mentre imperversano nel nostro Paese i contagi da coronavirus e aumentano i ricoverati in terapia intensiva, oltre al vaccino che si trova, come sappiamo, in dirittura d’arrivo, un altro fronte della ricerca è quello delle medicine occorrenti per la cura delle polmoniti interstiziali dovute all’infezione da covid-19.

Vogliamo parlare delle cure mediante anticorpi monoclonali che si stanno sperimentando in vari centri di ricerca.

Ma di cosa si tratta?

Gli anticorpi monoclonali vengono sintetizzati in laboratorio a partire da quelli già presenti nel sangue dei pazienti che guariscono dal covid.

In pratica vengono selezionati gli anticorpi presenti nel plasma dei pazienti guariti cercando tra questi gli anticorpi più potenti.

Dopo questa prima ricerca viene iniziata, in laboratorio, la produzione delle “copie” artificiali degli anticorpi.

La Regeneron Pharmaceuticals, azienda statunitense di biotecnologia e biofarmaceutica, che nel passato aveva già usato un metodo simile per sconfiggere l’Ebola, adesso ha messo a punto un miscuglio di due diversi anticorpi, in due si fa meglio a fermare il virus.

Anche i ricercatori e le ricercatrici del MAD (Monoclonal Antibody Discovery), laboratorio di TLS (Toscana Life Sciences) di Siena sono parimenti impegnati in un progetto di ricerca per lo sviluppo di anticorpi monoclonali umani. Nella ricerca in corso vengono usati in combinazione tre tipologie di anticorpi.

Su questa linea di ricerca anche l’Università di Roma Tor Vergata, Sezione di Genetica del Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, in collaborazione con l’Istituto “Lazzaro Spallanzani” di Roma.

È di questi giorni, infine, la notizia che la Food and Drug Administration (Fda) statunitense, “Agenzia per gli alimenti e i medicinali”, l’ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America) ha dato il via libera per l’uso di emergenza dell’anticorpo monoclonale prodotto dalla Eli Lilly per il trattamento anti Covid-19 da destinare alla cura delle infezioni di lieve e di moderata intensità ma a rischio di malattia severa, per i pazienti adulti e per bambini al di sopra dei 12 anni. È questo il primo trattamento a base di anticorpi monoclonali che viene autorizzato per l’uso su pazienti.

La Eli Lilly and Company è un’azienda farmaceutica con sede a Indianapolis, capitale dello Stato dell’Indiana (USA), con uffici in 18 Paesi. In Italia la Eli Lilly SpA, controllata al 100% dalla Eli Lilly and Company, ha sede a Sesto Fiorentino (FI).

Il “Bamlanivimab” prodotto dalla Eli Lilly è l’anticorpo monoclonale specifico contro le proteine “spike” di Sars-cov-2, le proteine che ricoprono la superficie del coronavirus a forma di punte (spike) che danno la caratteristica forma di corona nelle immagini al microspopio elettronico, ed è progettato per fermare l’attacco del virus e il suo ingresso nelle cellule umane.

La fiala di “Bamlanivimab” dovrà essere somministrata quanto prima e comunque entro 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi con una singola infusione endovenosa e ha una copertura di 6 mesi..

Il farmaco, già adesso disponibile negli Stati Uniti, perché il Governo americano ne ha acquistato circa 300.000 dosi ad un costo di circa 1500 dollari per dose, potrebbe arrivare presto in Europa; nel giro di un paio di settimane se l’Ema (European Medicines Agency), l’ente europeo dei medicinali ne confermerà l’uso. Dopo saranno i vari Stati membri, e per l’Italia l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), a dare il proprio parere per consentire alle Regioni la distribuzione alle farmacie.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità prevede che il medicinale potrà essere disponibile in commercio nei primi mesi del prossimo anno.

Albert Bourla, presidente di Pfizer, annuncia il nuovo vaccino anti Covid: ha un’efficacia di oltre il 90%.

La notizia ha fatto il giro del mondo e ha acceso nuove speranze nella lotta contro il Coronavirus.

“Il nostro studio – ha detto Albert Bourla – indica un tasso di efficacia del vaccino superiore al 90%, sette giorni dopo la seconda dose. Ciò significa che la protezione viene raggiunta 28 giorni dopo l’inizio della vaccinazione. Servono due mesi per avere tutti i dati sulla sicurezza dall’ultima inoculazione del vaccino per poter ottenere l’autorizzazione dalla FDA (Food and Drug Administration – “Agenzia per gli alimenti e i medicinali”, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America). Per questo pensiamo che il vaccino sarà disponibile e approvato entro la terza settimana di novembre”.

La società americana con cui collabora la tedesca BioNTech, ha annunciato che già stanno lavorando 24 ore al giorno per aumentare la produzione, con l’ambizioso obiettivo di avere 50 milioni di dosi, sufficienti per 25 milioni di persone visto che la somministrazione prevede 2 dosi, entro la fine dell’anno e 1,3 miliardi di dosi nel 2021.

L’annuncio è arrivato direttamente dalle aziende quando ancora la sperimentazione è da completare e devono ancora essere esaminate dalla comunità scientifica. Occorre inoltre verificare la durata della protezione immunitaria che il vaccino garantirebbe anche se c’è ottimismo da parte delle aziende.

L’Unione Europea ha stipulato un contratto per la fornitura dei vaccini con alcune alcune aziende tra cui la Pfizer. Quindi il vaccino della ditta americana potrà arrivare anche nel nostra Paese. Potrebbe essere siglato in questi giorni un patto per la distribuzione nei vari paesi dell’UE.

Purtroppo il vaccino potrebbe essere distribuito solo nei Paesi ricchi e non solo per disponibilità economica. Infatti il vaccino Pfizer dovrà essere conservato alla temperatura di -75 °C e va inoculato in due dosi separate e si pone pertanto il problema della sua conservazione a quelle temperatura, cosa che taglierebbe fuori i Paesi poveri dove, senza forniture elettriche stabili, sarebbe piuttosto difficoltoso avere refrigeratori che mantengano quella temperatura.

Tra la fine di dicembre e la prima metà di gennaio la Pfizer potrebbe ottenere il via libera da parte dell’Ema (European Medicines Agency) e subito dopo potrebbe iniziare il piano di vaccinazione in Europa.

Sembrerebbe, infine che il Ministro per la salute, Roberto Speranza, abbia avuto un incontro con rappresentanti della ditta statunitense per pianificare dettagli tecnici e logistici e poter quindi avviare la vaccinazione per un milione e settecentomila cittadini già a partire dalla seconda metà del mese di gennaio 2021.

Joe Biden è il 46esimo Presidente degli Stati Uniti d’America

Finalmente Joe Biden può cantare vittoria perché proclamato vincitore delle Elezioni USA 2020 e 46esimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Nel suo primo discorso, dopo la vittoria, Joe Biden ha detto, tra l’altro: “Sarò un presidente che unisce, non un presidente che divide. Sarò presidente di tutti”.

Adesso manca un solo tassello, ma fondamentale, nel meccanismo burocratico statunitense. Donald Trump, presidente in carica, dovrebbe riconoscere la sconfitta con un discorso ufficiale, cosa che, tra l’altro non sembra intenzionato a fare. Al contrario Trump ha annunciato una lunga battaglia legale; quindi per Biden la corsa alla Casa Bianca potrebbe non essere ancora finita.

Di contro Biden è certo della bontà e della legalità della sua vittoria e parla alla Nazione pronunciando il suo primo discorso da Presidente eletto degli Stati Uniti:

“La gente di questo Paese ha parlato, abbiamo ottenuto una vittoria convincente. Ma non ci sono Stati blu o Stati rossi, ci sono solo gli Stati Uniti: sarò un presidente che unisce, non che divide. Torniamo ad ascoltarci, siamo tutti americani. Diamoci una possibilità aiutandoci l’uno con l’altro”, ha dichiarato Joe Biden che sin dalle prime parole vuole prendere le distanze dal recente passato degli USA.

“Basta trattare i nostri avversari come nemici […]. Stanotte il mondo ci guarda, e noi torneremo a essere un Paese rispettato nel mondo […]. È il tempo di dire basta alla rabbia e alla demonizzazione della politica. La grande maggioranza degli americani che ha votato vuole che i veleni restino fuori dalla politica e che il Paese si unisca per guarire, tutti insieme, le sue ferite”.

“Il nostro lavoro inizia con il mettere sotto controllo il Covid. Non risparmierò alcuno sforzo contro questa pandemia”, ha evidenziato Joe Biden, che nei prossimi giorni completerà la task force di scienziati che si occuperanno della lotta al coronavirus.

Insieme a Biden Kamala Harris è la prima vicepresidente donna degli Usa che parlando prima di Biden ha detto, tra l’altro: “Noi popolo abbiamo potere di costruire un futuro migliore. Voi avete portato un nuovo futuro per l’America, avete protetto l’integrità della nostra democrazia. Non dobbiamo mai dare la democrazia per scontata […]. Per quattro anni avete marciato per la richiesta di uguaglianza e giustizia, e poi avete votato. Avete scelto la speranza, la scienza, la verità […]. Sono la prima donna vicepresidente ma non sarò l’ultima. Questo è un Paese delle opportunità”.

Di contro, al momento Trump non riconosce la vittoria di Biden, “Le elezioni non sono ancora finite”, ha affermato il presidente in carica e preannuncia l’inizio di una battaglia legale prevista da molti.

La Casa Bianca annuncia con un comunicato che Donald Trump nella giornata di lunedì inizierà un’offensiva legale per “assicurare che le leggi elettorali siano rispettate e che venga eletto il legittimo vincitore”. E inoltre, prosegue il comunicato “Biden corre a dichiarare falsamente la vittoria ma le elezioni non sono ancora finite. La vittoria di Joe Biden non è stata certificata in tutti gli Stati”.

Inoltre Trump con un post condiviso sulla propria pagina Twitter rende noto che: “Gli osservatori non sono stati ammessi nelle sale di conteggio. Ho vinto le elezioni, ho ottenuto 71 milioni di voti legali. Sono successe cose brutte che i nostri osservatori non sono stati autorizzati a vedere. Non è mai successo prima. Milioni di schede per posta sono state inviate a persone che non le hanno mai chieste”

Quali potranno essere, allora, le prossime mosse di Trump? In prima battuta un nuovo conteggio dei voti negli Stati dove il margine di distacco tra lui e Biden è minimo, e di fatto può farlo in diversi Stati-chiave che hanno consegnato la vittoria al nuovo presidente eletto, già vice di Barack Obama.

L’Avv. Pepe è riuscita a far riaprire le scuole in Puglia: “I ragazzi devono avere la possibilità di apprendere un’esperienza per la loro vita di relazione sociale…”

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Daniela Pepe è la nuova eroina della scuola italiana. Avvocato e mamma di tre figli è riuscita a vincere il ricorso fatto contro il governatore pugliese Michele Emiliano che aveva deciso di chiudere le scuole nella sua Regione, contro l’ordine di riapertura imposto dal Governo e dalla Ministra Azzolina.

Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto Daniela Pepe a fare ricorso? “Vietare le lezioni in presenza era la soluzione più comoda, l’ho visto come uno schiaffo al diritto dei ragazzi di partecipare alla vita scolastica e alla socializzazione, nonostante il distanziamento e le tante limitazioni”. 

L’avvocato Pepe è convinta che nonostante i rischi di contagio che potrebbero esserci all’interno delle scuole, i ragazzi debbano continuare ad instaurare i loro rapporti di relazioni con i propri coetanei: “Nonostante i rischi di contagio a scuola – racconta Pepe -, ci ha spinti al ricorso la convinzione che i ragazzi abbiano la possibilità di apprendere e condividere con i compagni un’esperienza per la loro vita di relazione e sociale, se pur a distanza vivono assieme una esperienza”. 

Per non parlare dell’arretratezza informatica dei sistemi italiani: “…La Dad non funziona. Su quattro ore di lezione, in realtà i ragazzi riescono a fare una per una serie di difficoltà di apprendimento. È difficile per loro concentrarsi, comprendere e seguire gli insegnanti”. 

Una battaglia vinta che certamente farà tanto discutere.

fonte: https://bari.repubblica.it/cronaca/2020/11/06/news/ho_vinto_il_ricorso_contro_la_chiusura_delle_scuole_in_puglia_vietare_le_lezioni_era_comodo_ma_ingiusto_-273389578//?ref=fbpr&fbclid=IwAR0c77-dWcCkbhpn6W5hVqi4tQvswCx5LXfEUdUO9FKO80LgqXVmyK3I0FQ

Nuovo Dpcm: Ecco cosa cambia

È stato firmato nelle prime ore di oggi, a palazzo Chigi, il nuovo Dpcm le cui norme entreranno in vigore dal 6 novembre e saranno valide fino al 3 dicembre.

In particolare, visto il record di contagi registrato in questi ultimi giorni che crescono in modo esponenziale, vengono rafforzate le restrizioni già introdotte dal precedente Dpcm.

La decisione di irrigidire le misure precedenti sono state prese perché nell’ultimo bollettino le terapie intensive e i decessi sono risultati, purtroppo, in costante aumento.

Le misure previste dal DPCM sono state anticipate dal Presidente Conte alla Camera dei Deputati e al Senato.

Il Dpcm appena varato prevede un ulteriore restringimento delle libertà individuali, allo scopo di ridurre le occasioni di assembramento che gli esperti ritengono ad alto rischio di contagio.

Di seguito vengono descritte quali sono i cambiamenti introdotti:

Per prima cosa viene previsto dal DPCM un irrigidimento dei divieti e dei criteri in base ai quali le Regioni e i Comuni devono intervenire per disporre dei lockdown territoriali.

L’Italia viene suddivisa in tre aree di rischio contagio,in base al monitoraggio dei dati epidemiologici, secondo quanto stabilito nel documento di “Prevenzione e risposta a COVID-19”, che vanno dal giallo, all’arancione, al rosso.

Nelle zone gialle, su tutto il territorio nazionale, è previsto il coprifuoco dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo; nella fascia orario anzidetta verranno “consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutti i cittadini, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

Sempre su tutto il territorio nazionale sono previste le seguenti ulteriori limitazioni: chiusura dei musei e delle mostre, didattica a distanza al 100 per cento per le scuole superiori, chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezioni di farmacie, generi alimentari, tabacchi ed edicole.

A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale è consentito “un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento”; con esclusione, del “trasporto scolastico dedicato”

La chiusura di bar e ristoranti alle ore 18:00 di tutti i giorni. È possibile l’apertura per il pranzo domenicale.

È prevista la chiusura dei punti scommessa e giochi nei bar e nelle tabaccherie.

È stato sancito, inoltre, lo stop ai concorsi pubblici tranne quelli per il reclutamento di personale sanitario.

Sarà, infine, rafforzato lo smart working ai massimi livelli possibili, sia nella Pubblica amministrazione sia nel settore privato, e saranno previsti ingressi differenziati del personale.

Nelle zone arancione, sono quelle invece a “medio rischio”, oltre quanto già previsto per le zone gialle, vengono aggiunte le ulteriori restrizioni:

Sono vietati tutti gli spostamenti in entrata ed in uscita dalla regione, salvo per comprovata esigenza di lavoro, salute ed urgenza.

È vietano ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che comprovate esigenze lavorative, di studio, di salute, per fruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune.

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione, bar, gelaterie, ristoranti, pasticcerie ad esclusione delle mense, del servizio di catering e la ristorazione a domicilio.

Nelle zone rosse, quelle con “rischio alto” si aggiungono i seguenti ulteriori altri divieti:

È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla regione ed anche all’interno del territorio stesso, salvo necessità e urgenze.

Rimangono chiusi i negozi al dettaglio tranne alimentari, farmacie ed edicole, rimangono chiusi i mercati di generi non alimentari.

Chiusa inoltre l’attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto.

Sono sospese le attività sportive, anche se svolte nei centri sportivi all’aperto, è consentito svolgere individualmente attività motoria (passeggiata) in prossimità della propria abitazione, nel rispetto delle distanze.

L’attività scolastica rimane in presenza solo per la scuola dell’infanzia, elementare e prima media.

Le zone Arancione sono le regioni Puglia e Sicilia

Le zone Rosse sono le regioni Calabria, Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta.

Misterbianco. Scuola e Covid-19: tanta la confusione da parte dei genitori

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In questi ultimi giorni i contagi di Covid-19 sono aumentati in Italia, in Sicilia e di riflesso anche a Misterbianco. Frequenti i casi che riguardano gli Istituti Scolastici misterbianchesi che secondo disposizioni dettate dall’ASP sono stati costretti a mettere in quarantena alcune classi dove qualche insegnante o alunno è stato trovato positivo dopo aver effettuato il tampone.

La situazione in questo momento è delicata, molti genitori e qualche insegnante credono che questo sia il momento opportuno per chiudere gli Istituti Scolastici a Misterbianco ed evitare ulteriori aumenti dei contagi.

Ci arrivano in redazione tantissime segnalazioni di genitori preoccupati che hanno deciso di non portare per il momento i figli a scuola, a causa dei continui casi di positività post tampone (vera o presunta) che si vanno scoprendo giornalmente tra coloro che direttamente o indirettamente fanno parte dell’ambiente scolastico.

Altri invocano l’intervento dei Commissari Straordinari del Comune di Misterbianco che a questo punto potrebbero prendere in mano la situazione, in questo momento delicato, e decidere l’eventuale sospensione della didattica in presenza per sostituirla con la DAD sino a quando la situazione non si sarà stabilizzata.

La speranza di tutti è che venga presa una decisione, perché bisogna agire adesso; anche se ci rendiamo conto che è un momento di confusione un po’ per tutti.

DPCM, si promettono ristori; ma ai settori che lavorano insieme a coloro che dovranno chiudere, chi ci pensa?

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Nuovo DPCM, nuove restrizioni per gli italiani. Chiudono un bel po’ di attività commerciali nel nome della prevenzione, si riducono gli orari della ristorazione, quai si annulla lo sport e le attività dietro ad esso.

Nel frattempo, tra una restrizione ed un’altra, si promettono interventi finanziari ristorativi per i settori che, purtroppo, saranno costretti a chiudere.

Aiuti che non colpiscono, però, chi lavora dietro queste attività commerciali; un’esempio a noi prossimo sono le agenzie che vendono servizi di Comunicazione, di Marketing, di Pubblicità, l’editoria cartacea e online o le piccole emittenti Tv (che vivono prettamente di sponsorizzazioni); ma ci sono molti altri settori che soffriranno questo “mezzo” lockdown. Questi che vivono nel limbo, dato che resteranno aperti comunque ma è come se non lo fossero, non è previsto alcun ristoro e neanche sono menzionati da politici o esperti tali; quasi non esistessero.

Bisogna chiedersi, quindi, il perché all’interno del sistema Italia ci sia una tale disuguaglianza; al contrario di altri Paesi dove lavori come quelli succitati siano considerati come parte essenziale per l’economia nazionale.

Non siamo, forse, tutti figli delle stesse tasse da pagare?